Le Norme Giuridiche e la loro Classificazione

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Le Norme Giuridiche e la loro Classificazione
Tipo di risorsa Tipo: lezione
Materia di appartenenza Materie:
Avanzamento Avanzamento: lezione completa al 100%.

Il Contenuto delle Norme Giuridiche[modifica]

Secondo il contenuto una norma si può distinguere tra norme precettive, proibitive e permissive. Le prime impongono un comportamento, le seconde proibiscono un comportamento mentre le terze lo permettono.

Altra distinzione è in base alla loro derogabilità (Norme Relative che a loro volta sono divise da parte della dottrina in Norme Dispositive che regolano un rapporto ma che la volontà delle parti può derogare e Norme Suppletive che trovano applicazione solo quando i soggetti privati non abbiano provveduto a normare un particolare aspetto contrattuale, in relazione al quale la legge sopperisce disciplinando ciò che i privati hanno lasciato privo di regolamentazione) o inderogabilità (Norme Cogenti o Norme Imperative, o Norme Assolute, o Norme di Ordine Pubblico). Il diritto pubblico è sempre inderogabile nel senso che è del tutto irrilevante la volontà del destinatario del comando. Nell'ambito del diritto privato invece esistono oltre alle norme inderogabili anche norme derogabili ovvero norme la cui applicazione può essere evitata mediante un accordo tra le parti interessate.

Su tale peculiarità non si fonda alcun principio distintivo tra le norme di diritto pubblico e norme di diritto privato in quanto possono comunque esserci norme di diritto pubblico suscettibili di deroga e norme di diritto privato cogenti ovvero inderogabili. Ad esempio una clausola compromissoria può togliere ai giudici dello Stato il potere di giudicare una controversia derogando alla norma di diritto pubblico e la norma privatistica sulla nullità del contratto immobiliare ex art. 1343 codice civile è certamente inderogabile. Le norme di carattere inderogabile, o cogente, sono caratterizzate anche dall'invasiva tutela delle stesse approntata dal nostro ordinamento giuridico: questo, infatti, sancisce la nullità assoluta, chiamata anche nullità di protezione, delle clausole volte a derogare quanto stabilito dalle norme inderogabili. Sfugge, secondo la dottrina maggioritaria, a questa particolare sanzione il caso della derogabilità in melius, che sussiste laddove le modifiche apportate siano volte, per esempio, a concedere una maggiore tutela rispetto a quella offerta dalla stessa norma derogata. Ad esempio: in funzione dell'emanazione del Codice del consumo, il consumatore è titolare di alcuni diritti di fondamentale importanza nei confronti del venditore professionista. Tali diritti sono considerati inderogabili ed indisponibili (ex art. 143 Cod.consumo); nonostante tale qualificazione, però, è pacifica la loro derogabilità qualora la modifica comporti una tutela maggiore del compratore.

La Sanzione delle Norme[modifica]

L'obbligatorietà del diritto trova come manifestazione concreta il sistema di sanzioni previste per la violazione dei singoli comandi. Le sanzioni estreme sono l' Esecuzione e la Pena. La prima ricomprende sia come esecuzione forzata (evento positivo) sia come nullità dell'atto compiuto in violazione della norma (evento negativo) e mira ad ottenere il medesimo risultato che si sarebbe ottenuto con l'ottemperanza agli obblighi previsti. La seconda invece infligge al violatore un male che non è in relazione diretta con la lesione compiuta. Sanzioni intermedie alle due dette sono il Risarcimento e la Riparazione che mirano ad un soltanto ad un equivalente di quanto si sarebbe ottenuto con l'esecuzione delle norma.

Sempre sotto il profilo della sanzione delle norme si distinguono Norme Primarie e Norme Secondarie. Le prime pongono la regola mentre le secondo stabiliscono le sanzioni per l'eventuale infrazione. Una Norma Primaria può avere più Norme Secondarie. Bisogna notare che la tutela penale dei diritti è particolarmente efficace per raggiungere gli scopi immediati anche del diritto civile. Altre distinzione sono tra Norme Perfette e Norme Imperfette. Le prime sono munite di un'idonea sanzione (Nullità o Pena) mentre le seconde non prevedono doveri senza sanzioni. Si riconoscono anche Norme Minus Quam Perfectae cioè relativamente imperfette perché munite di sanzioni non adeguate.

Le due ultime distinzioni sono collegate alla distinzione tra Diritto Materiale e Diritto Strumentale. Le norme che rientrano in uno dei due campi hanno la stessa struttura ma si differenziano per le funzioni. Le prime consistono nel complesso di norme dirette al regolamento dei rapporti di vita. Le seconde regolano l'attuazione del comando giuridico (rientra in esse quindi tutto il diritto processuale ma anche norme che contengono strumenti per la realizzazione del diritto: norme in tema di forma, di mezzi di pubblicità, di mezzi di prova, e gran parte della materia del libro VI del Codice Civile che si intitola alla tutela dei diritti).

Estensione dell'Efficacia delle Norme Giuridiche[modifica]

Si può distinguere tra Diritto Generale e Diritto Locale. Solitamente le norme giuridiche appartengono al primo tipo poiché trovano uguale applicazione in tutto il territorio Statale. La Costituzione però attribuisce alle Regioni una autonomia legislativa in deterimanate materie potendo quindi creare norme valide solo in territorio locale e pertanto rientrano nel Diritto Locale. Inoltre per speciali esigenze o circostanza o come residuo di norme passate esistono delle norme che valgono solo per parti del territorio dello Stato. Anche gli usi si distinguono in generali e in locali e prevalgono i secondi sui primi.

Altra distinzione è quella tra Diritto Comune e Diritto Speciale. Il primo contiene norme dettate in generale per tutti i rapporti di un determinato tipo mentre il secondo forma un insieme proprio e caratteristico il quale sodisfa particolari esigenze della vita e si riferisce a materie, a circostanza ben determinate, o a persone che esercitano tipiche funzioni o attività. Il Diritto Speciale non è in antitesi con il Diritto Generale infatti anch'esso ammette un'applicazione analogica nel suo ambito. Se c'è un Diritto Speciale le sue norme prevalgono su quelle di Diritto Generale secondo una regola che è valida per tutto il diritto: in toto iure generi per speciem derogatur.

Altra distinzione è tra Diritto Normale e Diritto Eccezionale (anticamente: ius singulare). Il secondo è quello che devía, a causa di esigenze particolari che esso deve sodisfare, dai princípi che reggono tutto un ramo del diritto o un istituto giuridico. Esso non si può estendere per analogia e si carattereizz aper la sua contraddizione al sistema delle altre norme. Il Diritto Speciale, invece, è applicazione del sistema, con adattamenti a un ramo che ha speciali esigenze. Esso ha sempre carattere generale e astratto riguardando a tutte le persone e a tutti i rapporti di quella categoria che viene regolata. Diverso è il concetto di Privilegio (Diritto Singolare in senso moderno) che è una norma speciale emanata per singoli individui (Lex in Privos Lata) in favore se prevede speciali benevolenze oppure in disfavore (privilegi odiosi) come quando si toglie a qualcuno l'una o l'altra esplicazione del Diritto di Libertà, di Residenza, di Commercio, ecc.. Il privilegio, con il suo riferimento a un caso particolare, si distingue dalla norma eccezionale che contiene sempre un comando astratto per una categoria di persone o per una situazione giuridica, ed è in più forte contrasto con il principio della generalità e uguaglianza delle norme (privilegia ne inroganto - frammento dalle "leggi delle dodici tavole", 451-450 a.C.).