La Legge e l'Iter Legis

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lezione
La Legge e l'Iter Legis
Tipo di risorsa Tipo: lezione
Materia di appartenenza Materia: Diritto pubblico
Avanzamento Avanzamento: lezione completa al 100%.

Il Principio di Legalità[modifica]

Le leggi costituiscono le fonti primarie previste dalla Costituzione. Le leggi sono fonti subordinate alla Costituzione. La stessa Costituzione allude a altre forme che fungono da eccezione alla legge come gli atti con forza di legge e le leggi speciali. Il principio di legalità, che è frutto dello Stato Ottocentesco, è posto al centro del primato riconosciuto alla legge come fonte del diritto. Unica fonte ritenuta precisa e circostanziale. Il principio di legalità si basa sul concetto di previa-norma cioè ogni atto pubblico o privato prima di poter essere compiuto deve essere stato previsto da una legge. Il principio di legalità si coniuga con il principio di legittimità che può essere:

  • Legittimità Formale: cioè solo solo procedimento.
  • Legittimità Sostanziale: deve avere determinati contenuti non in contrasto con la Costituzione.

La legge diventa un atto condizionato dalla norma superiore. Il principio di legalità oggi ha un pregnanza limitata sull'ambito penale (articolo 25 della Costituzione) ed è qui che assume rilevanza Costituzionale. Corollari dell'articolo 25 della Costituzione sono:

  • Irretroattività della Legge: non si può condannare per leggi posto in essere dopo i fatti. Dispongono solo per il futuro.
  • Divieto di Analogia: cioè di non poter estendere una norma ad altre fattispecie analoghe oltre quelle previste dalla stessa.
  • Certezza della Legge: le leggi devono essere chiare e circostanziali per limitare il potere di coloro che le attuano.

La Riserva di Legge[modifica]

La riserva di legge è un istituto di garanzia. Riserva alla legge il compito di disciplinare una data materia. La Riserva di legge può essere:

  • Assoluta: la Costituzione impone che la legge deve disciplinare ogni ambito e aspetto di quella materia [Esempio articolo 13 della Costituzione].
  • Relativa: la Costituzione impone che la legge deve porre almeno le norme base [Esempio articolo 23 della Costituzione].
  • Rinforzata: la Costituzione introduce anche criteri materiali indicando in che modo la legge deve procedere [Esempio articolo 17 della Costituzione].
  • Costituzionale: la Costituzione prevede che quella materia deve essere stabilità tramite una legge costituzionale [Esempio articolo 137 della Costituzione].

Due possono essere i motivi posti alla base di questo istituto:

  • Criterio di Competenza: la competenza su quelle materie è solo del Parlamento e delle sue leggi.
  • Criterio Gerarchico: la legge è l'unica a poter legiferare perché è gerarchicamente superiore alle altre fonti.

Questo istituto è negli ultimi anni caduto in disuso per vari motivi:

  • Non c'è più il monopolio legislativo.
  • In un sistema maggioritario si è ridotto il ruolo dell'opposizione.
  • Le leggi sono state sostituite da regolamenti comunitari.

Le Leggi Ordinarie[modifica]

Le Leggi Ordinarie sono atti normativi per definizione. Le leggi sono fonte a competenza residuale cioè disciplinano tutto ciò che non è di competenza di altre fonti.

Oltre alle leggi ordinarie esistono Leggi Meramente Formali le quali il Parlamento è chiamato puramente a votare sulla loro approvazione o rigetto in toto non potendole modificare (esempio le leggi di autorizzazione alla retifica dei Trattati Internazionali o la Legge di Bilancio).

Tutto si gioca sulla forza della legge cioè la capacità di innovare il sistema giuridico. Tutte le leggi hanno medesimo valore ma non la stessa forza o la stessa procedura per la loro approvazione. Due sono i casi particolari:

  • Leggi Atipiche: È alterata la capacità di innovare oppure di resiste all'abrogazione. Esempio la legge di ratifica non innova l'ordinamento e non può essere abrogata da referendum [articolo 75 della Costituzione].
  • Leggi Rinforzate: Per essere approvate c'è bisogno di un procedimento più gravoso [Esempio articolo 79 della Costituzione le leggi sull'amnistia e l'indulto oppure l'articolo 116 della Costituzione sull'autonomia regionale].

Iter Legis - Iter Legislativo[modifica]

L'Iter Legislativo, cioè il procedimento di formazione delle leggi, è regolato dagli articoli 70 e seguenti della Costituzione. Esso si compone di tre fasi:

  1. Fase dell'Iniziativa.
  2. Fase Costitutiva.
  3. Fase Integrativa.

1. Fase dell'Iniziativa.

Secondo l'articolo 70 della Costituzione l'unico titolare del potere legislativo è il Parlamento. Il Parlamento non è però l'unico titolare del potere di iniziativa di legge. Questo infatti è in capo a diversi soggetti tutti stabiliti dall'articolo 71 della Costituzione:

  • Governo (In questo caso si parla di Disegno di Legge - DDL).
  • Parlamentari (In questo caso si parla di Proposta di Legge - PDL).
  • Regioni.
  • CNEL - Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro.
  • Popolo (50.000 elettori).

Per prevedere altri soggetti con potere d'iniziativa si deve procedere con una legge costituzionale che integri l'articolo 71 della Costituzione.

2. Fase Costitutiva.

L'articolo 72 della Costituzione disciplina l'esame e l'approvazione della legge. Il Disegno di Legge o la Proposta di Legge deve essere presentata in una delle due Camere. Il Presidente della stesa la assegna ad una commissione. Ci sono tre modalità di sedute per la commissione:

  • In Sede Referente: La Commissione si limita solo ad una attività istruttoria.
  • In Sede Deliberante: In cui la proposta è votata direttamente in Commissione a meno che una Minoranza (1/10 dell'Assemblea e 1/5 della Commissione) o il Governo non richieda il passaggio in Assemblea.
  • In Sede Redigente: Si presenta come una sintesi delle due sedi precedenti. In questa sede infatti si votano i soli emendamenti mentre il testo nella forma finale è votato in Assemblea.

Terminato il lavoro di Commissione, il Testo viene calendarizzato e inviato in Assemblea dove è votato prima per singoli articoli (eventualmente anche gli emendamenti) poi per voto finale cioè sull'intero testo. Il Testo così approvato passa all'altra camera dove c'è il medesimo procedimento. Se al termine della seconda approvazione non ci sono modifiche si passa alla fase integrativa. Se invece il testo è stato modificato ritorna alla prima camera dove si riprende il procedimento questa volta solo sulle parti modificate e così via in un sistema a navetta tra le due camere fino a quando non si arriva ad un medesimo testo approvato da entrambe le Camere.

3. Fase Integrativa.

La Fase integrativa è la fase in cui la legge assume il suo vigore. La Legge è promulgata secondo l'articolo 73 della Costituzione dal Presidente della Repubblica. Prima di promulgarla il Presidente procede ad un primo vaglio di costituzionalità. Nel caso ravvisi un dubbio di non conformità alla Costituzione, secondo l'articolo 74 della Costituzione, può rinviarla alle camere ma qualora le camere la riapprovino senza modifiche al secondo vaglio il Presidente non potrà porre il suo veto. La legge, dopo la promulga, è pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale. Solitamente dal momento della pubblicazione a quella dell'effettiva entrata in vigore c'è un periodo di vacatio legis di 15 giorni ma il Parlamento può prevedere, scrivendolo appositamente nella legge, che essa abbia vigore prima dei 15 giorni oppure dopo.