La legge d'interpretazione autentica

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lezione
La legge d'interpretazione autentica
Tipo di risorsa Tipo: lezione
Materia di appartenenza Materia: Diritto costituzionale
Avanzamento Avanzamento: lezione completa al 100%.

La Legge di Interpretazione Autentica è una legge con le quali il legislatore precisa il significato di disposizioni legislative precedenti. Essa costituisce l’esempio più frequente di legge retroattiva. La giurisprudenza è da sempre ferma nel ritenere che retroagiscano al momento dell’entrata in vigore delle disposizioni di cui precisano il significato. Anzi, non mancano nelle decisioni anche recenti della Cassazione riferimenti alla tradizionale dottrina della natura “dichiarativa” della legge interpretativa, che sarebbe “naturalmente retroattiva” perché chiarisce il significato che la disposizione interpretata avrebbe dovuto avere sin dalla sua origine. Prevale però una diversa lettura che ne riconosce alla legge interpretativa la natura decisoria tipica dell’attività legislativa: con essa il legislatore non dichiara il significato autentico, ma sceglie uno dei possibili significati. Quindi, dato il carattere innovativo della legge, la sua pretesa di retroagire dev’essere oggetto di particolare giustificazione. Qualificare una disposizione come “interpretazione autentica” significa attribuirle caratteristica di retroattività, ma questa attribuzione non esime dal verificare che essa non sia arbitraria. Subisce di conseguenza tutti i limiti validi per ogni norma retroattiva. Si può aggiungere che la tipicità della legge di interpretazione autentica, cioè il suo non essere autonoma, ne giustifica in linea di principio la ragionevolezza. E’ quindi evidente che tale legge risulta giustificata dalla Corte costituzionale soltanto se non intacca o integra il dato testuale della disposizione interpretata. Non è l’autoqualificazione della legge come “interpretazione autentica” ciò che conta, semmai l’esistenza di dubbi interpretativi sorti specialmente nei giudizi che della norma hanno fatto applicazione nelle fattispecie di volta in volta esaminate. Ciò non implica - precisa la Corte - comunque che sia ammessa solo in una situazione di incertezza interpretativa o in conflitto di interpretazioni, essendo necessario e sufficiente che la scelta ermeneutica imposta dalla legge interpretativa rientri tra le possibili varianti di senso del testo interpretato.