Il Referendum

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lezione
Il Referendum
Tipo di risorsa Tipo: lezione
Materia di appartenenza Materia: Diritto pubblico
Avanzamento Avanzamento: lezione completa al 100%.

Due sono le forme di Referendum previste dalla Costituzione Italiana:

  • Il Referendum Abrogativo: che va ad abrogare tramite voto popolare una legge.
  • Il Referendum Costituzionale o Oppositivo: eventualmente richiesto che si va ad esprimere sulla legge di revisione costituzione non approvata a maggioranza dei 2/3.

Non è previsto invece alcun tipo di Referendum Propositivo (cioè la promozione da parte del popolo di una propria legge). Il Referendum è previsto dall'articolo 75 della Costituzione che stabilisce anche le leggi non abrogabili da referendum come le leggi tributarie e di bilancio, di amnistia e indulto e di esecuzione dei Trattati Internazionali. Ulteriori limitazioni vengono date da altri articoli come la non abrogabilità del Concordato con la Chiesa e le Intese con le altre Religioni. Oppure vengono introdotte dalla Giurisprudenza come la non abrogabilità di norme poste alla base del regolare funzionamento della democrazia (come la legge elettorale) per superare il limite di queste ultime solitamente si fa ricorso a referendum manipolativi che non vanno ad abrogare l'intera norma ma solo parti di essa modificandone il senso. Per poter indire un referendum sono necessarie o le firme di 500.000 elettori oppure una delibera di 5 Consigli Regionali. Il Comitato promotore deve essere composto da minimo 5 cittadini o 5 consiglieri regionali. La proposta dopo essere redatta viene depositata in Cassazione. Si avvia così il processo di raccolta firme. Se si riescono a raccogliere si procede al doppio controllo:

  1. Un primo controllo da parte della Corte di Cassazione che controlla la regolarità del referendum in conformità con la legge 352/70 ad esempio che il quesito si formulato secondo un criterio di omogeneità della materia.
  2. Un secondo controllo da parte della Corte Costituzionale che giudica l'ammissibilità e quindi sia conforme all'articolo 75 della Costituzione.

Una volta dichiarata l'ammissibilità il referendum è indetto dal Presidente della Repubblica. Per essere approvato il referendum deve superare un doppio quorum:

  • Un quorum che indica la partecipazione al referendum che deve essere del 50%+1 da parte degli aventi diritto al voto) [differenza con il voto sul referendum delle modifiche costituzionale dove non è richiesto questo quorum]
  • Un secondo quorum sulla preferenza tra il Si e il No che deve essere la maggioranza dei voti escluse le schede bianche e le nulle.

A causa del primo quorum circa 17 Referendum sono andati deserti. Se viene approvato il Presidente della Repubblica con decreto lo promulga. Se però tale decreto creasse un vuoto legislativo il Presidente avrebbe la possibilità di ritardare l'efficacia, dando 60 giorni al legislatore affinché provveda. Se invece c'è una bocciatura il Guardasigilli lo riferisce semplicemente. Il parlamento potrebbe però agire prima del referendum abrogando la norma (abrogazione bloccante). Ma la Corte Costituzionale ha stabilito che non basta la semplice abrogazione/modifica della legge per avere l'effetto bloccante. Ci deve essere una abrogazione/modifica ispirata dai principi del Referendum e a deciderlo se vi sia o meno sarà la Corte di Cassazione.