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La Costituzione

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La Costituzione
Tipo di risorsa Tipo: lezione
Materia di appartenenza Materia: Diritto pubblico
Avanzamento Avanzamento: lezione completa al 100%

La costituzione è l'atto normativo fondamentale di un'organizzazione o Stato che definisce la sua natura, forma e regole di funzionamento, ponendosi al vertice della gerarchia delle fonti del diritto. Essa stabilisce i principi e le norme che organizzano lo Stato e garantiscono i diritti e i doveri dei cittadini, rappresentando il fondamento dell'ordinamento giuridico. La Costituzione è un documento scritto, votato e rigoroso, che stabilisce i valori fondamentali su cui si basa la società. Il termine Costituzione non può essere "concesso" a tutte le Leggi Fondamentali.

Intrepretazione sulla natura della Costituzione

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Due sono le Interpretazione sulla natura della Costituzione:

  • Immanente: essa è frutto o della tradizione (cioè un patrimonio di saperi del passato) o di una volontà divina (è Dio a concederla) o da un atto statale (è posto in essere dallo Stato).
  • Atto di Volontà: Non è già stabilito ma è un atto di volontà da parte di qualcuno. Durante la Restaurazione era un atto di volontà del Re, poi è diventata del Popolo.

Queste interpretazioni hanno un carattere descrittivo, cioè spiegano cosa la Costituzione è, cioè la legge fondamentale che regola lo Stato.

Esistono anche interpretazioni di tipo prescrittivo, cioè che spiegano cosa la Costituzione deve essere. Un esempio è l'articolo 16 della Dichiarazione dei Dritti dell'Uomo e del Cittadino che afferma il principio cardine che non vi è Costituzione se non vi è garanzia dei diritti e separazione dei poteri.

Da questa interpretazione prescrittiva si ricavano alcuni elementi essenziali che la costituzione deve avere:

  1. un origine rivoluzionaria.
  2. hanno un input democratico.
  3. si impone come legge suprema dell'ordinamento.
  4. deve avere un catalogo di diritti.
  5. deve prevedere un sistema di divisione dei poteri.

Primo Elemento - Origine Rivoluzionaria

Tutte le Costituzioni hanno la loro origine in un evento rivoluzionario.

La Magna Charta Inglese concessa da Giovanni Senzaterra trova il suo fondamento negli scontri tra baroni e contadini ad esempio.

La Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo e del Cittadino Francese nasce dopo la rottura Rivoluzionaria.

La stessa Costituzione degli Stati Uniti d'America, la prima Costituzione del Mondo, nasce a seguito delle guerre Rivoluzionarie con la Madre Patria Inglese.

Secondo Elemento - Input Democratico

Tutte le Costituzioni hanno una base democratica. Essa o nasce da una legittimazione popolare o ha avuto una successiva ratifica dal popolo.

Terzo Elemento - Legge Suprema

La Costituzione è la legge suprema. Ogni altra legge è seconda ad essa. Esiste per tanto un controllo di costituzionalità.

Anche negli Stati Uniti d'America dove il controllo non è previsto espressamente, attraverso vari ragionamenti logici la sentenza Marbury v. Madison si riesce a porre il principio base che nessuna legge dello Stato può contraddire la Costituzione altrimenti si rinnegherebbe il valore stesso della Costituzione e la sua centralità.

Quarto Elemento - Carta dei Diritti

Tutte le Costituzioni hanno una Carta dei Diritti.

In Inghilterra e negli Stati Uniti è il Bill of Rights. In Francia la Carta dei Diritti.

I Diritti diventano Istituzione dello Stato. I Diritti esistono già in natura e la Costituzione deve solo riconoscerli come tali.

Quinto Elemento - Separazione dei Poteri

Già nel Medioevo, e prima ancora Platone, si discuteva di divisione dei poteri ma solo Montesquieu teorizzò la separazione dei poteri tra esecutivo, giudiziario e legislativo.

"Solo una Legge Fondamentale che presenta tutti questi caratteri è una Costituzione. Se non li presenta essa non è formalmente una Costituzione."

I processi di instaurazione della Costituzione sono chiamati processi costituenti. Esso è un processo politico infatti è al di fuori dal rispetto di norme giuridiche. Di qui la differenza tra:

  • Poteri Costituiti: che sono quelli che pone in essere la Costituzione.
  • Poteri Costituenti: che sono i poteri che servono a delineare i Poteri Costituiti. Essi sono poteri esauribili poiché dopo la realizzazione della Costituzione persono la loro forza. Di solito tale potere è incarnato oggi dalla Assemblea Costituente la quale operava fuori da qualsiasi vincolo.

Il Processo Costituente revoca l'ordinamento precedente e pone un nuovo ordinamento.

I Caratteri Costituzionali nella Costituzione Italiana

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Analizziamo la nostra Costituzione alla ricerca dei caratteri costituzionali.

Primo Elemento - Origine Rivoluzionaria

La Costituzione Italiana si presenta in netta rottura sia con lo Stato Fascista sia con lo Stato Liberale dell'ex Regno d'Italia.

Secondo Elemento - Input Democratico

La Costituzione Italiana è frutto delle masse politiche antifasciste. E' stata realizzata dall'Assemblea Costituente che è stata eletta dal Popolo.

Terzo Elemento - Legge Suprema

La Costituzione Italiana è la legge suprema dello Stato ed è rigida (non modificabile da un procedimento legislativo ordinario). Le altre leggi sono subordinata ad essa e un Giudice Costituzionale può invalidarle per incostituzionalità (Controllo Costituzionale).

Quarto Elemento - Carta dei Diritti

Nella prima parte della Costituzione Italiana sono declamati i diritti di ogni cittadino.

Quinto Elemento - Separazione dei Poteri

Vi è una netta separazione di poteri che va anche oltre a quella canonica di potere esecutivo, legislativo e giudiziario. Ugualmente ci possono essere delle interferenze funzionali cioè quando un potere svolge le funzioni di un altro. Un esempio di questo sono i poteri legislativi del governo (decreto legge e decreti legislativi) ma anche le commissioni d'inchiesta parlamentari che svolgono incarichi anche una sorta di ruolo giurisprudenziale.

Classificazione

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Costituzioni flessibili e Costituzioni rigide

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Alcune costituzioni sono protette contro le modifiche, nel senso che per la loro modifica richiedono un procedimento legislativo gravato da maggiori oneri procedurali rispetto alle leggi ordinarie. Un esempio è l'Italia, dove servono due passaggi in Parlamento, distanti non meno di tre mesi l'uno dall'altro, ed una maggioranza assoluta o di due terzi dei componenti, nella seconda votazione, per le modifiche costituzionali. Se i due terzi non sono raggiunti, alcuni soggetti possono chiedere la sottoposizione a referendum del progetto.

Le costituzioni si dicono "rigide" quando sono protette contro modifiche rispetto alle leggi ordinarie, ma anche quando operano organi di garanzia della Costituzione (caso della costituzione italiana, per la quale opera la Corte Costituzionale).

Sono invece "flessibili" negli altri casi, quando cioè la costituzione, dal punto di vista della modificabilità, è analoga ad una legge ordinaria, a cui è parificata nella scala gerarchica delle fonti.

Le procedure di aggravamento dell'iter legislativo per la modifica della costituzione sono volte ad ottenere il maggior consenso possibile da parte della collettività e garanzie per le minoranze. Per questo per l'approvazione di tali leggi è spesso richiesta una maggioranza parlamentare qualificata, molte costituzioni richiedono l'approvazione popolare dell'emendamento tramite referendum oppure l'approvazione degli stati membri per gli stati federali (ad esempio negli Stati Uniti d'America).

Costituzioni brevi e lunghe

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Le costituzioni si dicono "brevi" se contengono un numero ristretto di disposizioni riguardanti principi fondamentali, stabiliscono regole basilari della struttura statale e degli organi costituzionali e garantiscono alcuni diritti fondamentali dell'individuo.

Con le costituzioni "lunghe" si amplia l'ambito di interesse, passando talvolta a disciplinare vari aspetti della società civile dettando regole oltre che generali, anche particolari.

Costituzione materiale

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La nozione di Costituzione materiale è dovuta all'elaborazione di Costantino Mortati (1891-1985). Tali studi nacquero dalla congerie istituzionale e politica degli anni Trenta e sono stati riscoperti alla fine del XX secolo.

Le definizioni più comuni della costituzione, fanno riferimento ad essa come "sorgente del diritto", da cui discendono le altre leggi. Tale approccio ha però pieno senso in una visione statica o almeno in una prospettiva di tipo storico.

Una visione invece dinamica di costituzione non può fare a meno di vedere come essa sia una rappresentazione formalizzata dei rapporti di potere tra le varie classi sociali. Chi non ama il concetto di classe sociale può considerare termini come lobby o gruppo d'interesse. L'evoluzione dei rapporti di potere porta gradatamente ad uno scollamento tra la legge scritta e quella applicata e concretamente "vivente".

Il progressivo scollamento tra la costituzione scritta e quella applicata può portare a situazioni traumatiche (o rivoluzionarie, o catastrofiche) in cui i poteri cambiano ed i nuovi rapporti di potere vengono sanciti in una versione rivista della carta costituzionale.

È forse il caso di dire che spesso alcune leggi di dettaglio che sanciscono i nuovi rapporti di potere possono comparire prima della modifica costituzionale. Nello stesso tempo ci può essere un contributo della giurisprudenza ad interpretare le leggi esistenti secondo i nuovi rapporti di potere che si vanno configurando. A ciò si possono sommare atti dell'esecutivo (del governo) non in aderenza con la Costituzione scritta.

L'assieme di nuove leggi, di nuova giurisprudenza, di atti dell'esecutivo, si possono configurare come una organizzazione di fatto dello Stato, cioè una costituzione materiale, diversa da quella scritta.

Andrebbero forse aggiunte agli interpreti della costituzione materiale anche le parti sociali coinvolte, che percepiscono i cambiamenti del potere reale e si adeguano ad esso (esempio: sindacati).

In questo approccio evolutivo, la Costituzione non è tanto la madre di tutte le leggi ma quasi la figlia dello stato di fatto che ha prodotto un cambiamento della costituzione materiale, mentre le classi sociali o i gruppi d'interesse che erano meglio rappresentati dalla costituzione scritta restavano incapaci di difendere la "loro" costituzione.

Costituzione formale

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È il particolare atto normativo con cui viene stabilito un nuovo ordine politico e statale. In particolare, indica il documento (scritto) nel quale sono contenuti i princìpi, i valori, le regole e gli istituti fondamentali dell'organizzazione statale; esso può coincidere o meno con la costituzione materiale, dato che quest'ultima ne rappresenta l'evoluzione spaziale e temporale, evoluzione che può svilupparsi in modo diverso dal "progetto fondante". Nel caso italiano, ad esempio, la Costituzione formale è costituita dal testo entrato in vigore nel 1948.