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Elaborazione lineare e nonlineare di un processo stocastico

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esercitazione
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Elaborazione lineare e nonlineare di un processo stocastico
Tipo di risorsa Tipo: esercitazione
Materia di appartenenza Materia: Teoria dei segnali e dei fenomeni aleatori

Si vuole modificare un processo stocastico X(t) con un sistema T[⋅], che è una trasformazione.


Definizione: Sistema tempo-invariante
Un sistema T[⋅] si dice tempo-invariante se, dato
Y(t,s)=T[X(t,s)]

si ha che

Y(t+τ,s)=T[X(t+τ,s)] ∀t,τ∈T, ∀s∈Ω

Classificazione dei sistemi

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  • Y(t)=X2(t) è tempo invariante, non lineare;
  • Y(t)=X(t)−X(t−1) è tempo invariante, lineare;

Se il sistema T[⋅] è tempo invariante e X(t) è stazionario in senso stretto di ogni ordine, allora anche il processo Y(t)=T[X(t)] è stazionario in senso stretto (SSS) di ogni ordine.

In generale, il fatto che X(t) sia SSS non vuol dire che Y(t)=T[X(t)] sia anch'esso SSS.


Esempio:
Si ha
Y(t)=X(t)−X(t−1)=Z(t)−W(t)
fY(β)=∫−∞+∞fX(t)−X(t−1)(α,β−α)dα


Esempio:
Sia T[⋅] un sistema tempo invariante, X(t) WSS e Y(t)=X3(t). Sia
X(t)=Asin⁡(ωt)+Bcos⁡(ωt)+C

con ω e C costanti, mentre A e B due variabili casuali indipendenti e a media nulla. Allora, si ha

E[Y(t)]=E[A3sin3(ωt)+B3cos3(ωt)+⋯]=e(t)

Siccome la media è una funzione del tempo,

μY(0)=E[B3]≠μY(π2ω)=E[A3]
allora il sistema è sicuramente non-lineare.

Sistemi tempo-invarianti

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I sistemi tempo-invarianti possono essere di due tipi:

  • sistemi statici, o istantanei;
  • sistemi dinamici, o con memoria.


Definizione: Sistema lineare
Un sistema tempo-invariante definito dalla trasformazione T[⋅] è lineare se vale
T[aX1(t)+bX2(t)]=aT[X1(t)]+bT[X2(t)] ∀a,b∈ℝ,∀X1,X2


Teorema:
Per un sistema lineare tempo-invariante (LTI) vale
E[T[X(t)]]=T[E[X(t)]] 
μY(t)=T[μX(t)]

Nel caso di sistemi LTI, si ha

Y(t)=∫−∞+∞h(τ)X(t−τ)=∫−∞+∞X(τ)h(t−τ)dτ=h(t)∗X(t)=X(t)∗h(t)

dove h(t) ∀t∈T è la risposta all'impulso del sistema T[⋅]. Si ha, inoltre,

H(f)=∫−∞+∞h(t)e−j2πftdt

che è la risposta in frequenza del sistema. Se X(t) è stazionario in senso lato, si può affermare che Y(t) è ancora stazionario in senso lato; infatti, si ha

μY(t)=E[Y(t)]=E[h(t)∗X(t)]=E[∫−∞+∞h(τ)X(t−τ)dτ]=∫−∞+∞h(τ)E[X(t−τ)]dτ=∫−∞+∞h(τ)μXdτ=μX∫−∞+∞h(τ)dτ=μXH(0)

dove μX(t)=μX perché X(t) è, per ipotesi, stazionario.

H(0) è la risposta all'impulso del sistema alla frequenza f=0, cioè è il guadagno di sistema.

Autocorrelazione del second'ordine

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Per i sistemi LTI, vale

RY(t,t+τ)=E[Y(t)Y(t+τ)]=E[∫−∞+∞h(t′)X(t−t′)dt′⋅∫−∞+∞h(t″)X(t+τ−t″)dt″]=RX(τ)∗h(τ)∗h(−τ)

Se il processo di partenza X(t) è stazionario in senso lato (WSS) del second'ordine, e se il sistema è lineare tempo-invariante (LTI), allora l'uscita del sistema Y(t) è anch'essa WSS.

In frequenza, si ha

SY(f)=F[RY(τ)]=SX(f)⋅H(f)⋅H∗(f)=SX(f)⋅|H(f)|2

I processi X(t) e Y(t) sono anche congiuntamente stazionari, infatti

RXY(t,t+τ)=E[X(t)Y(t+τ)]=E[X(t)∫−∞+∞h(t′+τ−t′)dt′]=∫−∞+∞h(t′)E[X(t)X(t+τ−t′)]dt′=h(τ)∗RX(τ)=RXY(τ)

In termini di densità spettrali, si ha

SXY(f)=H(f)⋅SX(f)

Covarianza di Y(t)

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Per quanto riguarda X(t), abbiamo che vale

CX(t,t+τ)=RX(t,t+τ)−μX(t)μX(t+τ)=RX(τ)+μX2=CX(τ)

Consideriamo il sistema h(t) che accetta in ingresso il processo X~(t) e restituisce il processo Y~(t), con

  • X~(t)=X(t)−μX
  • Y~(t)=Y(t)−μY

dove X(t) e Y(t) sono stazionari in senso lato (WSS). Si ha

  • RX~(t,t+τ)=E[X~(t)⋅X~(t+τ)]=CX(t,t+τ)=RX~(τ)=CX(τ)
  • RY~(τ)=RX~(τ)∗h(τ)∗h(−τ)=CX(τ)∗h(τ)∗h(−τ)

Abbiamo che

Y~(t)=h(t)∗X~(t)=h(t)∗(X(t)−μX)=Y(t)−μY

da cui si ottiene

RY~(τ)=CY(τ)

ossia

CY(τ)=CX(τ)∗h(τ)∗h(−τ)

che è la stessa relazione che esiste per l'autocorrelazione.


Esempio:
Sia
Y(t)=X(t)+X(t−t0)

con μX, RX(τ) e WSS del second'ordine. Si ha

μY(t)=E[Y(t)]=E[X(t)+X(t−t0)]=E[X(t)]+E[X(t−t0)]=μX(t)+μX(t−t0)=2μX
RY(t,t+τ)=E[Y(t)Y(t+τ)]=E[(X(t)+X(t−t0))(X(t+τ)+X(t−t0+τ))]=E[X(t)X(t+τ)+X(t)X(t−t0+τ)+X(t−t0)X(t+τ)+X(t−t0)X(t−t0+τ)]=2⋅RX(τ)+RX(τ−t0)+RX(τ+t0)

Un modo alternativo per calcolare la funzione di autocorrelazione è usare la convoluzione,

RY(τ)=RX(τ)∗h(τ)∗h(−τ)

dove si ha

h(t)=δ(t)+δ(t−t0)

quindi si ha

RY(τ)=RX(τ)∗(δ(τ)+δ(τ−t0))∗(δ(−τ)∗δ(−τ−t0))=(RX(τ)+RX(τ−t0))∗(δ(τ)+δ(−τ−t0))=RX(τ)+RX(τ−t0)+RX(τ+t0)+RX(tau−t0+t0)=2⋅RX(τ)+RX(τ−t0)+RX(τ+t0)


Esercizio: Esercizio per casa
Si ha il processo stocastico
Y(t)=X(t)+X(t−t0)

con X(t) un processo gausiano WSS. Calcolare:

  • μY
  • RY(τ)
  • fX(α,t)
  • fX1,X2(α1,α2;t1,t2)
Nota: se X(t) è gaussiano e WSS, allora è anche stazionario in senso stretto (SSS). Se poi filtriamo tale processo SSS con un sistema lineare tempo-invariante (LTI), allora anche Y(t) sarà stazionario in senso lato (WSS).

Processi bianchi

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Definizione: Processo bianco
Un processo {X(t),t∈T} si dice bianco se:
  1. X(t) è stazionario in senso lato (WSS) almeno del second'ordine;
  2. la trasformata di Fourier dell'autocovarianza è costante
F[CX(τ)]=cost
il che vuol dire che la densità spettrale di potenza è
SX(f)=F[CX(τ)]+μX2⋅δ(f)

Nella realtà, i processi bianchi continui non esistono, perché la potenza sarebbe infinita con N0≠0.

PX=∫−∞+∞SX(f)df=+∞

Quindi, dobbiamo restringere la trattazione ai processi bianchi in banda, cioè con densità spettrale di potenza costante su una banda limitata B>0.


Definizione: Processo bianco in banda
Un processo bianco in banda ha la trasformata di Fourier della covarianza, CX(f), costante nell'intervallo [−B,B].

Si ha

SX(f)=N02⋅rect(f2B)+μX2δ(f)

In questo caso, la potenza è

PX=∫−∞+∞SX(f)df=∫−BB(N02+μX2δ(f))df=N02(2B)+μX2=N0B+μX2

Si ha, quindi,

N0=PX−μXB=σXB

Nel caso di processi bianchi in banda limitata, la funzione di autocorrelazione è

CX(τ)=F−1[N02rect(f2B)]=N022B⋅sinc(2Bτ)=σX2sinc(2Bτ)

Processi bianchi discreti

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Se un processo è bianco e discreto (per esempio, può essere la versione campionata di un processo continuo), si ha sempre potenza finita nel periodo:

PX=RX(0)=∫−12+12SX(f)df

Un processo bianco discreto, essendo la versione campionata di un processo bianco continuo, è sempre implicitamente considerato come in banda: per il teorema di Shannon, infatti, un segnale deve essere campionato ad una frequenza almeno doppia della banda del segnale,

fC≥2B

quindi, deve esistere il valore

B<∞


Esempio: Esempio di tema d'esame
Sia {X(t),t∈ℝ} un processo gaussiano, stazionario in senso lato (WSS) e bianco in banda B, con:
  • B=10
  • μX=2
  • PX=24


Soluzione:
Il processo X(t) è WSS e gaussiano, il che vuol dire che è anche stazionario in senso stretto (SSS). Per calcolare la funzione di autocovarianza, basta calcolare il valore di N0:
N0=PX−μXB=24−410=2

da cui

N02=1

Si ottiene

CX(τ)=F−1[SX(f)]=F−1[rect(f20)]=20⋅sinc(20τ)
Da notare che nel calcolo di F−1[SX(f)] non bisogna inserire la δ del valore continuo, altrimenti si trova la funzione di autocorrelazione RX(τ).

Processi ciclostazionari

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Definizione: Processo ciclostazionario
Un processo {X(t),t∈T} è ciclostazionario quando c'è invarianza alla traslazione periodica.

Un classico esempio di processo ciclostazionario è

X(t)=Vsin⁡(t)

dove V è una variabile casuale.