Guida alla Versione dal Latino (superiori)

Da Wikiversità, l'apprendimento libero.
Jump to navigation Jump to search
lezione
Guida alla Versione dal Latino (superiori)
Tipo di risorsa Tipo: lezione
Materia di appartenenza Materie:
Avanzamento Avanzamento: lezione completa al 100%.

Tradurre un brano latino è una operazione complessa per vari motivi: uno dei principali riguarda il fatto che le due lingue si esprimono in modo per alcuni aspetti molto diverso. In italiano la funzione logica di una parola nella frase è determinata dalla posizione nella frase o dalla preposizione che precede la parola (esempio "il figlio di Marco ama Tullia" capiamo dalla posizione che "il figlio" è soggetto, precede il verbo, e "Tullia" è il complemento oggetto, segue il verbo, mentre dalla preposizione "di" capiamo che "di Marco" è complemento di specificazione). Se spostiamo gli elementi della frase è chiaro che cambia totalmente il senso (esempio "Tullia ama il figlio di Marco). Il latino, al contrario, è una lingua flessiva dove la funzione logica non è indicata dalla posizione ma dalla desinenza propria di uno specifico caso. A volte la sola desinenza senza neanche le preposizione permette di individuare il complemento italiano corrispondente (esempio "filius Marci amat Tulliam", "Marci filius Tulliam amat", "Tulliam Marcia filius amat" indifferentemente dalla posizione filius sarà il nominativo/soggetto, Tulliam sarà accusativo/complemento oggetto e Marci sarà genitivo/complemento di specificazione). Il latino poi non usa l'articolo pertanto al momento della traduzione sarà compito del traduttore inserire anche gli opportuni articoli determinativi o indeterminativi a seconda del contesto. Bisogna ricordare, però, che nonostante la struttura è molto più libera dell'italiano non per questo l'ordine delle parole è del tutto casuale: in genere il primo termine del periodo latino è quello a cui l'autore vuole dare maggiore rilevanza, il genitivo tende a precedere il termine a cui è riferito, il verbo è generalmente posto in fondo alla frase. È importante tenere presente queste differenze quando ci si accinge a tradurre un brano. Ma per una corretta resa in italiano è necessario acquisire un metodo di traduzione. Di seguito indichiamo le principali operazioni da applicare sempre prima e durante la traduzione.

1. Procedere ad una attenta lettura del brano, titolo compreso, cercando di cogliere intuitivamente il senso generale (derivando l'italiano dal latino non risulta molto complesso, al di là della diversa struttura della frase, poter intuire il senso di alcune parole che per l'affinità lessicali sono di facile intuizione).

2. Suddividere il brano in periodi (la fine del periodo è indicata da un segno di interpunzione forte, come i due punti, punto e virgola o punto fermo). All'interno di ogni periodo individuare i verbi. Visto che ogni frase si raccoglie intorno ad una forma verbale, il numero delle frasi del periodo corrispondente al numero dei verbi in esso presenti.

3. Se il periodo è composta da più frasi, individua per prima cosa la proposizione principale (essa è irriconoscibile per il fatto che il verbo è coniugato in un modo finito principalmente indicativo, ma anche imperativo e congiuntivo "esempio congiuntivo esortativo") e non è preceduta da una congiunzione coordinante o retta da una congiunzione subordinante.

4. Per ciascuna frase del periodo individua prima di tutto il soggetto, con i suoi eventuali attributi e apposizioni (il soggetto deve essere nello stesso numero del verbo (se è singolare ci sarà un solo soggetto; se è plurale ci saranno o un soggetto plurale o più soggetti singolari). Cerca poi il complemento oggetto se il verbo è transitivo o la parte nominale se il verbo è sum. Specifica infine la funzione degli altri elementi che compongono la frase (complementi indiretti, avverbi).

5. Dopo aver svolto queste fasi si può iniziare a consultare il vocabolario. Esso ti servirà ha comprendere il significato di un termine oppure ad annotare i diversi significati di quella parola se non è ancora chiaro il senso e poterlo poi stabilire in seguito quando il senso del contesto generale è più chiaro. La consultazione del vocabolario è importante anche per capire il significato di costrutti particolari o per il determinare espressioni idiomatiche della lingua latina.

6. Nel tradurre ricorda che il brano costituisce un'unità e dunque ogni frase non può prescindere per contenuto da quelle precedenti. Potrai stabilire il particolare significato di un termine o di un'espressione tenendo conto di quanto è stato detto prima.

Esempio di Versione dal Latino[modifica]

Cerchiamo di applicare le regole che abbiamo esposto prima alla traduzione del seguente brano.

Vulcano scopre l'adulterio della moglie Venere
Venus, Vulcani uxor, cum Marte clam "concumbebat". / Id ("ciò", acc.) cum Vulcanus "resciit", catenam ex adamante "fecit" et circum lectum "posuit", ut Martem astuitiā "deciperet". / Cum Mars ad constitutum "venisset", "concidit" cum Venere in plagas, nec se ("si") "exsolvere poterant" ("potevano"). / Id ("cio", acc.) Sol cum Vulcano "nuntiavisset", deus Venerem et Martem nudos in lecto "vidit". / Itaque, ob indicium, Solis progeniei Venus semper "fuit" inimica.
Igino

Abbiamo già individuato nel brano i periodi e virgolettato (valga come una sottolineatura) tutti i verbi presenti. Procediamo con l'analisi delle singole frasi.

a. Venus, Vulcani uxor, cum Marte clam concumbebat.

1. Soggetto del verbo non potrà che essere Venus "Venere" accompagnato dall'apposizione uxor (individuabile dal fatto che è tra virgole) alla quale si collega il genitivo precedente Vulcani (che Venere fosse moglie di Vulcano lo si capiva anche dal titolo!).
2. Cum è preposizione che regge l'ablativo Marte che esprime un complemento di compagnia.
3. Clam, come ci dice il vocabolario, è un avverbio.

"Venere, moglie di Vulcano, giaceva di nascosto con Marte"

b. Id cum Vulcanus resciit, catenam ex adamante fecit et circum lectum posuit, ut Martem astuitiā deciperet.

1. Individuiamo per prima cosa il verbo principale che è sicuramente fecit. Non potrà essere resciit perché preceduto dalla congiunzione subordinante cum (che non può essere a sua volta una preposizione mancando un ablativo da reggere nelle frase), né di posuit, che al massimo è una coordinata alla principale (come segnala la congiunzione iniziale et), né decipert che è congiuntivo retto da ut.
2. Resciit è un indicativo, cum che lo regge pertanto avrà valore temporale. Soggetto non potrà che essere Vulcanus.
3. Il verbo principale fecit ha soggetto sottinteso. Ma dal contesto si può semplicemente capire che è lo stesso Vulcanus precedente. Catenam è complemento oggetto. Ex adamante è invece complemento indiretto e la sua funzione di complemento di materia è intuibile dal significado di adamante "acciaio".
4. La coordinata alla principale è composta da un verbo avente come soggetto sempre il sottinteso Vulcanus e da un complemento indiretto circum lectum: "e pose intorno al letto". Manca il complemento oggetto del verbo che è evidentemente sottinteso e si riferisce al precedente catenam. Sarà opportuno nella traduzione italiana integrare il complemento oggetto mediante un pronome.
5. La subordinata con ut e il congiuntivo ha valore finale. Soggetto è ancora il sottinteso Vulcanus (non può essere astutiā dato che il nominativo della I declinazione esce in ă), complemento oggetto Martem. Astutiā, vista la lunga, è ablativo a cui il contesto permette di attribuire valore di complemento di mezzo.

"Quando Vulcano venne a sapere ciò, fece una catena d'acciaio e la pose attorno al letto, per ingannare Marte con l'astuzia"

c. Cum Mars ad constitutum venisset, concidit cum Venere in plagas, nec se exsolvere poterant.

1. Individuiamo la struttura del periodo, composta da una subordinata introdotta da cum con il congiuntivo (cum... venisset), da una principale con verbo concidit e da un coordinata alla principale introdotta da nec con verbo exsolvere poterant.
2. Nella subordinata iniziale soggetto di venisset è Mars. Non vi è complemento oggetto (il verbo è intransitivo) ma un complemento indiretto (di moto a luogo) ad constitutum. Dovremmo nella traduzione cercare di esplicitare il valore del cum più congiuntivo.
3. Soggetto sottinteso di concidit è il precedente Mars. Nella frase vi sono due complementi indiretti cum Venere che è di compagnia e in plagas che è di moto a luogo. Il termine plaga presenta diversi valori "colpo, ferita", "zona, regione", "rete". È chiaro grazie al contesto che quest'ultimo è da preferire visto che nella frase precedente si era parlato delle catene d'acciaio poste come trappola da Vulcano per ingannare Marte.
4. Nella coordinata introdotta da nec cambia il soggetto visto che il verbo poterant è al plurale. Non potrà che trattarsi di Marte e Venere (unita anchegrammaticalmente a quest'ultimo nella frase precedente grazie al complemento di compagnia).

"Essendo Marte giunto all'appuntamento, cadde insieme con Venere nella rete, ed essi non potevano liberarsi". Dal contesto potremmo stabilire che l'iniziale cum ha valore temporale dunque "Dopo che Marte giunse all'appuntamento..."

d. Id Sol cum Vulcano nuntiavisset, deus Venerem et Martem nudos in lecto vidit.

1. Il periodo è composto da due frasi con verbi rispettivamente al congiuntivo e all'indicativo. Nella prima fase c'è cum e il dubbio che potrebbe sorgere è se una preposizione collegata a vulcano oppure un congiunzione collegata al verbo congiuntivo? Solo questa ultima ipotesi è plausibile sia perché l'assenza di congiunzioni nella frase con vidit fa capire che essa è la principale, sia perché Vulcano è dativo (non ablativo) richiesto dal verbo nuntiare ("annunciare a").
2. Nuntiavvisset è un congiuntivo retto da cum e ha come soggetto Sol e come complemento oggetto id. Vulcano, come già detto, è un dativo. Anche in questo caso, come nel periodo precedente, dovremo cercare nella traduzione italiana di esplicitare il valore del costrutto latino. 3. Soggetto del verbo principale vidit è deus, da riferire a Vulcano sia per ragioni logiche (il dio Sole, per poter annunciare a Vulcano, deve aver già visto la scena) sia perché se fosse riferito al Sole ci sarebbe identità di soggetto tra subordinata e principale che renderebbe inutile in quest'ultima la ripetizione del soggetto stesso.

"Avendo il Sole riferito ciò a Vulcano, il dio vide Venere e Marte nudi nel letto". Anche in questo contesto permetto di stabilire che il cum più congiuntivo presenta valore temporale, dunque "dopo che il Sole riferì..."

e. Itaque, ob indicium, Solis progeniei Venus semper fuit inimica.

1. Determiniamo la funzione dei singoli termini predisponendoli allo stesso tempo se necessario nell'ordine richiesto dalla traduzione in italiano: itaque (congiuntivo con valore consecutivo) ob indicium (complemento di causa) Venus (nominativo/soggetto) fuit (predicato nominale) semper (avverbio) inimica (parte nominale) progeniei (dativo/complemento di termine richiesto da inimica, "nemica") Solis (genitivo/complemento di specificazione che in latino precede e determina il termine a cui si riferisce, progeniei).

"Perciò, a causa della denuncia, Venere fu sempre nemica della stirpe di Sole"

Abbiamo così la Traduzione definitiva:
"Venere, moglie di Vulcano, giaceva di nascosto con Marte. Quando Vulcano venne a sapere ciò, fece una catena d'acciaio e la pose al letto, per ingannare Marte con l'astuzia. Dopo che Marte giunse all'appuntamento, cadde insieme con Venere nella rete, ed essi non potevano liberarsi. Dopo che il Sole riferì ciò a Vulcano, il dio vide Venere e Marte nudi nel letto. Perciò, a causa della denuncia, Venere fu sempre nemica della stirpe di Sole.".


LA LEZIONE È ISPIRATA DA: La traduzione di Latino, Esercizi Versioni Sintassi, Laura Pepe - Danilo Golin, Einaudi Scuola, 2008 (pagg. 17-21).