Evoluzione del recupero in Europa (urbanistica)

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appunti
Evoluzione del recupero in Europa (urbanistica)
Tipo di risorsa Tipo: appunti
Materia di appartenenza Materia: Urbanistica

Il recupero è stato considerato dalla comunità europea con l'accezione tipica, ovvero inteso come recupero edilizio.

Il punto di svolta delle politiche europee sono gli anni '90, promuovendo grandi convegni, creando gruppi di lavoro e connesso a un tavolo esponenti qualificati delle diverse realtà degli stati membri. Questo è stato fatto per temi specifici come ad esempio il problema della barriere architettoniche. Tale atteggiamento è sicuramente in linea con una politica partecipativa tipica dell'Unione Europea.

Tutti questi lavori hanno portato anche alla produzione di documenti fondamentali, come la carta europea del patrimonio architettonico, la carta di Amsterdam, che propone una tutela integrale, e la dichiarazione di Strasburgo.

Questi documenti non sono cogenti, ma esprimono un indirizzo culturale sul quale tutti i paesi europei si sono detti d'accordo. Documento molto importante è la carta di Granada, congiunta a livello internazionale con la carta di Washington.

Tali documenti non rispondono però in pieno alle aspettative dei singoli paesi dell'unione in quanto riassumono solo i punti rispetto ai quali tutti gli stati si trovano in accordo, tralasciando le problematiche e gli approcci peculiari delle singole realtà.

Tali documenti hanno quindi stabilito principi importanti dal punto di vista concettuale, nulla a che vedere però con la carta di Atene di Giovannoni sempre riguardante il restauro, sulla quale si trovano però delle logiche molto approfondite, sulle quali si basa ancora la nostra sopraintendenza. Nel passaggio graduale da comunità europea ad unione europea avvenuto attraverso un trittico (3 momenti: patto unico europea, trattato di Mastricht, patto di Amsterdam), è stata creata una nuova istituzione dalla quale sono stati definiti in modo preciso i ruoli (patto unico europeo) che verranno poi perfezionati nel dettaglio (trattato di Mastricht) e perfezionati in via definitiva (patto di Amsterdam). Con l'agenda 2000 sono state poi varate in modo definitivo queste politiche.

Dal punto di vista delle competenze, all'Unione Europea non viene riconosciuta la possibilità di esprimersi sul recupero in quanto è un tema legato troppo alle singole realtà e sarebbe impossibile, per un organo così esteso, dettare linee generali adattabili ai singoli contesti. All'Unione è invece stata riconosciuta, come già detto, la competenza in ambito ambientale e infrastrutturale.

Il processo messo in atto dall'agenda 2000 sta aumentando il potere del parlamento europea, diminuendo per contro il potere del consiglio, che ha la facoltà di emanare regolamenti (che hanno carattere generale), decisioni (con carattere specifico), direttive e raccomandazioni. Un ruolo fondamentale è proprio svolto dalle direttive che sono degli atti che divengono cogenti nei quali vengono fissati obiettivi precisi che i paesi membri devono raggiungere, senza che vengano però definite le modalità.

Nonostante nelle competenze della comunità non rientri quella del recupero è assurdo pensare che la comunità europea non intervenga sulle città esistenti, si ha perciò una serie di competenze per quanto riguarda l'ambiente urbano, in tutte le sue accezioni, però l'interesse e l'intervento dell'unione europea non ha come soggetto i singoli edifici ma l'ambiente urbano nella sua interezza.

Il destinatario di questa politica è quindi il cittadino, l'obiettivo è quindi quello di garantire al cittadino un buon livello di qualità della vita, garantendo in particolare un ambiente salubre, come previsto nel documento fondativo di questa nuova politica, il libro verde sull'ambiente urbano (1991) che è un documento di indirizzo sulle politiche di settore, perfezionato in modo definitivo nel 2000. In generale si possono avere libri bianchi (prevedono una linea di indirizzo definita) e libri verdi (non si hanno ancora linee definite ma si aspetta di delineare in modo più preciso tali linee in base all'esperienza e alle risposte del territorio).

Il libro contiene diversa passaggi fondamentali, quali:

  • Con il termine ambiente urbano si intende la città;
  • Promozione della lotta all'anonimato, valorizzando la diversità proveniente da retaggi storici;
  • Identificazione delle conurbazioni, tra le quali la dorsale centrale come zona già formata e consolidata, e il nord e il sud come zona di nuova formazione delle conurbazioni, la quale avrà quindi lo sviluppo e la crescita maggiore;
  • Insistenza sull'aspetto ecologico e quindi lotta all'inquinamento, sempre nell'iottica di garantire al cittadino un ambiente salubre.

Abbiamo visto che in generale vengono distinti inquinamento dell'aria, dell'acqua e del suolo, ma prendendo come riferimento il cittadino nel libro si studia non tanto l'aspetto quantitativo dei fenomeni, ma piuttosto gli effetti che i differenti inquinanti hanno sulla salute umana. In tal senso viene anche distinta la produzione di inquinanti e la loro reale concentrazione lo si respira, in quanto attraverso l'urbanistica è solo sul secondo ambito che si possono fare interventi. Si cerca infatti attraverso pianificazioni studiate di allontanare il più possibile la fonte di produzione degli inquinanti dai cittadini in modo da creare un ambiente di vita più salubre.

Viene inoltre trattato il tema dell'inquinamento degli ambienti chiusi che risulta riducibile attraverso ricambi d'aria, che però provocando dispersione di calore portano ad n maggiore consumo e quindi produzione di inquinanti. Subentra perciò la progettazione integrata. Per la promozione e valorizzazione delle diverse realtà territoriali negli anni '90 viene previsto lo schema di sviluppo dello spazio europeo, uno strumento che precede il piano, dandone delle direttive generiche.

Si ha una connessione stretta tra ciò che dice il documento e i finanziamenti europei. Tale documento indica quindi le aree europee in cui deve essere privilegiato un certo sviluppo, in quanto ritenute ad alta potenzialità. La Liguria in particolare è stata inserita in due aree in quanto presente nella zona di confluenza della dorsale europea e in quella del nord del sud e quindi considerata con grandissime potenzialità.