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Discussioni dipartimento:Wikiversità/Ebook

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Ultimo commento: 7 anni fa, lasciato da Samuele2002 in merito all'argomento Proposta

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Discussione spostata qui da Wikiversità:Bar/Archivio/2017 gennaio-giugno#Progetto Ebook di Wikiversità.

Da un po' di giorni, dopo essermi informato in termini legali con la licenza che hanno i contenuti Wikimedia, e aver girato un po' di siti per capire se conviene, ho avuto l'idea di produrre e vendere degli ebook con le lezioni/materie di Wikiversità. Il progetto può servire per un duplice fine: 1. Reperire fondi indipendenti da Wikimedia che potremmo sfruttare per iniziative (vedi la pubblicizzazione su Facebook). 2. Farci conoscere. Il materiale che si va a pubblicare potrebbe essere in qualche modo collegato con Wikiversità così da spingere gli utenti che lo hanno acquistato anche a partecipare alla comunità. Mi spiego. Ad esempio in un libro di letteratura italiana si potrebbe rinviare per il testo di lettura qui a wikiversità o a Wikibooks.

Cosa contengono questi libri. Principalmente il materiale reperibile anche su Wikiversità. Chiaramente mettere in vendita qualcosa di gratis di per se è una scelta imprenditoriale ridicola. Ecco perché il contenuto dei libri va oltre.

In che modo va oltre. Se la materia del Diritto del Lavoro su wikiversità è già di per se perfetta e fruibile da sola, se tu acquisti il libro avrai una grafica migliore, contenuti aggiuntivi come ad esempio schemi riassuntivi, e altro che poi vedremo (e si potrebbe collegare anche alla questione badge tecnicamente).

Si può fare in termini legali? Sì. I contenuti Wikimedia, e devo dire che in passato prima che pensassi a questa idea me ne sono anche dannato, prevedono la libera divulgazione del materiale senza la restrizione alla sua commerciabilità (basta che poi chi lo acquista abbia la possibilità a sua volta di venderlo). In termini legali pertanto non ci sono limitazioni.

Dove venderli e a quanto. Il sito migliore per mettere in vendita gli ebook, in modo gratuito (o meglio con una sola percentuale sulle vendite del 30%), è Amazon kindle. Ci tengo subito a precisare che non bisogna puntare a fare soldi ma bisogna puntare a farsi un nome. Devono essere, se ci saranno, pubblicazioni spot più che pubblicazioni per guadagnare. Anche le università reali pubblicano libri e lo fanno più per nome che per guadagno il più delle volte.

Quanto si guadagna. Da un minimo di 0.99 € ad un massimo di 9.99€. Bisogna mantenersi in questo range per due motivi. Uno perché se si va oltre quanto si trattiene Amazon non è più il 30% ma il 70% e a quel punto non conviene davvero più. Due perché sono pur sempre materiale autoprodotto. Wikiversità pertanto sul 100% guadagna il 70%. Chiaramente è un impegno gravoso non mi piace mettere in mezzo compensi personali ne niente. Anzi chi è da un po' sa che ci ho messo alcune volte anche soldi di tasca per testare ad esempio la pubblicità di Facebook ed è stato un piacere perché ci tengo a questo progetto. Ugualmente questo lavoro richiede tempo, testa (perché per rendere le lezioni un libro non è facile c'è bisogno di adattamenti) e a sua volta soldi e responsabilità anche fiscali. Come detto non mi piace parlare di compensi personali ma ugualmente credo che al realizzatore dei libri (sia io o chiunque altro voglia partecipare) vada dato una percentuale poi chiaramente sarà a discrezione e si vede nel caso. È chiaro che se la cosa non ingrana e si guadagna poco si devolve tutto a wikiversità e poi eventualmente vediamo un eventuale conto su prepagata a cui accreditare ma ripeto più che al guadagno, che comunque è qualcosa di buono se c'è, ci facciamo conoscere ed è quello che più importa.

Come vengono gli ebook. Devo dire che vengono molto ma molto carini. Purtroppo al momento non ho la possibilità di pubblicarli qui, chi vuole può contattare l'account di wikiversità su Facebook e glieli mostro. Al momento ne ho fatto uno su Diritto del Lavoro Pubblico è ho testato come funziona con Amazon e devo dire che è molto intrigante come possibilità progettuale. Chiaramente voglio un assenso della comunità per continuare e anche per eventuali consigli o partecipazioni.

Ah ultimo punto. Ebook e non cartacei perché oltre che l'ebook è più facile da realizzare il cartaceo costa su Amazon in termini di produzione e poi wikiversità nasce come strumento elettronico e credo che anche i suoi contenuti almeno più semplici vanno lasciati sul multimediale. Poi al massimo si potrà riflettere in futuro su un potenziamento.

Ah un ultimissima nota a margine. Proporci come "casa editrice per libri educativi" potrebbe aprirci ancora meglio le porte per la scuola. Oggi il limite di Wikiversità è essere solo su internet. Se diventiamo anche su carta in futuro il passo per diventare autori di libri di testo scolastici potrebbe essere breve, con tutto quello che ne deriva. --Gius195 (discussioni)

In realtà capisco le tue motivazioni, ma non sono sicuro sia eticamente corretto vendere degli e-book, però in compenso se li rendiamo non delle semplici copie, ma delle lezioni ben organizzate e comunque con qualcosa in più allora ha già più senso... Dovrei vederlo per dare una risposta più completa. Ti vengo a chiedere il file che lo inoltro sul gruppo Telegram, così lo vedono tutti. Ps. mi son permesso di dividere i paragrafi il tuo testo. Martin (scrivimi) 16:06, 7 mag 2017 (CEST)Rispondi
Allora qui potete trovare la prova che ho fatto su Amazon c'è anche l'anteprima se si clicca sulla copertina. (https://www.amazon.it/dp/B071VHPSWD) Piccola precisazione. Il testo non è solo le lezioni. Come detto ho integrato il testo formattandolo in libro (quindi ad esempio sono stati eliminati i collegamenti testuali tra le varie lezioni ed è stato reso un corpo unico, e inoltre è stato anche adornato graficamente e con schemi, alcuni libri potrebbe avere anche immagini rispetto alle foto per dire o schemi più complessi. Il formato cartaceo si può fare è. Ma se non sbaglio si parte da una spesa di Amazon nel produrro di 6 euro. Ergo per un libro di carta chi lo vorrebbe acquistare dovrebbe pagare minimo un 12 euro che non è molto ma manco poco ecco perché credo che il formato ebook al momento è quello che conviene di più poi eventualmente se ingraniamo per le scuole si potrebbe pensare di fare anche il cartaceo per le università eventualmente tomi più grandi che vendendoli ad un 16 euro o più non sarebbe manco tanto male e comunque molto meno rispetto a quelli degli editori classici di tali manuali. --Gius195 (discussioni)
Correggo parzialmente la risposta che avevo letto male. La questione etica mi è venuta in dubbio anche a me. Ma diciamo che chiunque voglia può usufruire di un formato base gratuito, che per altro già io rendo anche in libro elettronico, ergo nessuno è forzato a comprare il libro. Chiaramente se tu vuoi qualcosa in più credo che sia anche giusto pagare e non paghi a qualcosa di aleatorio ma paghi ad una causa a sua volta senza scopo di lucro o comunque prevalentemente senza scopo di lucro. E comunque parliamoci chiaro. Se un giorno vorremmo mai entrare nelle scuole a piedi tesi lo dovremo fare con un pezzo di carta e con dei libri tangibili tanto da presentarci come serie alternativa ad una casa editrice e via di seguito altrimenti restiamo una piattaforma online sussidiaria. Questo ha dei costi. Fornire libri gratis non credo sia possibile anche perché credetemi a lavorarci su sembra una cavolata ma ci si passa anche una intera giornata, e parliamo di un libro di 29 pagine. Una cosa è mettere le lezioni insieme con l'editor libri, e questo è chiaro che vada dato gratis agli utenti, e già come detto lo faccio. Un altra è metterti li a correggere tutto, a formattare, a rendere graficamente bello, ad inserire contenuti extra come tabelle e sintesi, a non so anche fornire informazioni utili, ad aggiornare anche gratuitamente come eventualmente si può fare dato che un ebook è facilmente aggiornabile, si crea anche un rapporto diretto che i clienti e si ha a disposizione una piattaforma free. Non so ma personalmente la vedo come una grande opportunità. Opportunità che tecnicamente non è proibita dato che il concetto della licenza Commons nasce proprio dalla possibilità di usare i meccanismi legali anche quali la compravendita per divulgare materiali e tecnicamente questo noi non lo proibiamo anzi. E proprio su questo ultimo punto mi è venuto in mente che tendenzialmente noi diamo la possibilità ad un solo soggetto compratore di fotocopiare l'ebook a centinaia di persone cosa che un libro qualsiasi, anche ebook, non fa. La spesa quindi è solo simbolica ed ecco perché, tornando al punto iniziale de non pensare troppo a guadagni e costi alla fine l'obiettivo sarà solo rendere wikiversità non solo un sito ma qualcosa di più. --Gius195 (discussioni)
Lavoro encomiabile, però mi sorgono dei dubbi:
  1. come autore del libro è indicato "Wikiversità", ma come recita la nostra home page "Wikiversità® è un marchio registrato della Wikimedia Foundation, Inc.". Abbiamo titolo per utilizzarlo in una pubblicazione a scopo di lucro?
  2. oltre al gravoso lavoro redazionale che c'è dietro a un libro ben fatto (che nelle case editrici tradizionali richiede diverse figure professionali e settimane di lavoro), c'è la questione della gestione dei ricavi. Chi se ne occupa? Presumendo la buona fede, sarà comunque necessario avere un "tesoriere" per garantire la trasparenza sui guadagni e su come vengono reinvestiti. In generale questa proposta mi sembra abbastanza complessa da attuare, richiederebbe forse un'associazione che gestisca gli aspetti economici e fiscali - ma in questo modo non si entra in aperto contrasto con WMI? E la WMF non avrebbe niente da obiettare a riguardo? --Hippias Dica dica... 18:01, 7 mag 2017 (CEST)Rispondi
Per quanto riguarda il primo punto è solo una prova non ho messo il mio nome perché come detto preferirei che l'opera in quanto creata sia di Wikiversità altrimenti non ha senso. Ripeto se lo si fa non lo si fa per i guadagni ma per dare peso a Wikiversità. Se fosse per i guadagni personalmente potrei non scrivere su wikiversità e pubblicare da indipendente e ci guadagnerei di più. Per la questione se sia o meno possibile usare il marchio wikiversità è un dubbio che ho anche io ma ci sono i modi per cambiare le indicazioni eventualmente anche se si verrebbe comunque al punto iniziale, se lo facciamo è per dare visibilità a Wikiversità altrimenti restiamo a come siamo. Per il secondo punto sulla questione soldi tecnicamente è una questione che sorge anche nel caso otteniamo un finanziamento da Wikimedia eh. Anche in quel caso chi li gestisce i soldi? Io non so come funzioni ma credo che a livello wikipedia esista un tesoriere o almeno uno che gestisce queste cose. Si può come detto eventualmente creare una prepagata come una postepay con una eventuale gestione condivisa e una rendicontazione palese. Ma questa è una cosa che va chiarita anche, ripeto, per un eventuale finanziamento. Fino ad ora sono stato messo io come garante ma me ne posso anche lavare le mani non è che deve passare per me. Contrasto con Wikimedia. Ok. Può darsi. Ma Wikimedia a noi che sta dando ? Fanno iniziative pubblicitarie nelle scuole e non ci pensano. Chiediamo fondi e o per un motivo o per un altro sono stati negati. Se pensiamo che pubblicità e lavoro nelle scuole è sempre gratuito non andiamo avanti. In un modo o nell'altro da soli bisogna alzarsi. Comunque se ci stanno dubbi che devo dire. Alzo le mani. Era una idea. Vorrà dire che rimuoverò la prova, intanto si può fare, e mi comporterò di conseguenza. --Gius195 (discussioni) 19:32, 7 mag 2017 (CEST)Rispondi
Secondo me è una buona idea trovare un accordo con Wikimedia, gestiscono già loro molti costi, e questo sarebbe un modo per diffondere WMF, quindi credo possano gestirlo loro. Martin (scrivimi) 21:50, 7 mag 2017 (CEST)Rispondi
L'idea è bellissima e potremmo anche gestirla noi. Potremmo coordinarci magari con WMI?--Ferdi2005 (Posta 21:55, 7 mag 2017 (CEST)Rispondi
[@ Gius195] che ne pensi?--Ferdi2005 (Posta 22:18, 7 mag 2017 (CEST)Rispondi
Dico la mia, ancor prima di leggere il tutto. In questo momento il Ministero dell'Istruzione ha indetto alcuni bandi che potrebbero grandemente interessare l'autoproduzione di testi per le scuole. http://hubmiur.pubblica.istruzione.it/web/ministero/cs020517ter è finanziato per 80 milioni di euro mettendo tra i temi sviluppare contenuti digitali per le scuole (Open Educational Resource);. Se vuoi competere con le case editrici professionalmente indirizzate al mondo scolastico, devi cogliere le occasioni che ti si aprono, se no sarai sicuramente soccombente. Se poi devi affacciarti al mondo scolastico, meglio pensare a qualche cosa coordinata con gli altri progetti Wikimedia. Potrebbero essere offerti gli ebook dei testi di quasi tutti gli autori previsti dai programmi scolastici di letteratura italiana, ecc. tratti da Wikisource. Mizardellorsa (discussioni) 05:26, 8 mag 2017 (CEST)Rispondi

[ Rientro] Interessante... restano da sciogliere i nodi indicati da Hippias (il «gravoso lavoro redazionale» non lo sottovaluterei, anche solo sulla correzione dei refusi nelle lezioni siamo molto indietro). Il mio dubbio è che un'iniziativa del genere non debba essere proposta e attuata direttamente a livello di WMI, che ha proprio questi compiti, piuttosto che da una community che si propone anche di promuovere, ma soprattutto di gestire, un sito. L'idea comunque non è da scartare, possiamo tenerla in caldo. Abbiamo già molta carne al fuoco per le nostre poche forze, penso in particolare al DVD dei progetti minori che, ricordo, è mirato direttamente alle scuole. --pegasovagante (la mi dica) 06:34, 8 mag 2017 (CEST)Rispondi

Io sono favorevole all'idea mi sembra un buon modo per farci conoscere. Rispondo alle questioni sollevate in ordine:
  1. Per l'uso della parola Wikiversità cone autore è permesso (anche se forse non è meglio mettere Gli utenti/autori di Wikiversità?) Come scritto nella politica dei marchi su Meta l'uso delle parole dei progetti Wikimedia è permessa.
  2. Per la gestione dei ricavi non credo che siamo nelle condizioni di creare un'associazione credo che la cosa è da fare in maniera indipendente il tesoriere può benissimo essere Gius al massimo con una carta (Postepay o altro) apposita. Per quanto riguarda i possibili conflitti con WMI francamente non vedo quanto possa interessarci si è vero in teoria potremmo farci dare una mano da loro ma è quasi impossibile che questo si realizzi già mi aspetto delle critiche da WMI e poi si arriva che loro non fanbo niente quindi direi che è meglio fare da soli, per quanto riguarda WMF non credo si dovrebbe preoccupare di questo in quanto comunque è legale quello chw facciamo e non andiamo contro niente.
  1. Per il lavoro gravoso non nego che ci sarà però bisogna tentare
  1. Cercare di fare qualcosa interprogetto sarebbe utile per ora forse dovremmo concentrarci su Wikiversità e su pagine presenti negli aaltri wiki che però possono arricchire il libro (es opere di Wikisource).
  2. Per la coordinazione con WMI io sono dubbioso perché su si può anche tentare però quasi certamente andrà a finire come la segnalazione sul fatto che i progetti fratelli sono trascurati (cioè "noi [WMI] ci occupiamo di sostenere i progetti Wikimedia però alla fine sosteniamo solo quelli che sono già conosciuti da tutti perché è più semplice [Wikipedia] ed inoltre siamo tutti utenti di Wikipedia così che nessuno si lamenta e voi [Wikiversità] dovete arrangiarvi da soli.
--Samuele2002 (Chiedi pure!) 22:38, 8 mag 2017 (CEST)Rispondi
[@ Samuele2002], riconosco che un vantaggio rispetto al DVD c'è: si può fare un pezzetto per volta, per esempio scegliere una materia, correggerla (e magari portarla in vetrina!) e a quel punto provare a farci un libro. La novità sarebbe che invece di portare in vetrina lezioni sparse, ci metteremmo a lavorare su materie intere (ma una cosa non impedisce l'altra). Quindi individuiamo una materia, che abbia poche lezioni ma scritte bene e che dia un'impressione di accettabile completezza, e lavoriamo su quella.
Per il resto le tue risposte sostanzialmente mi convincono. Un solo appunto, OT: liberi di chiedere o di non chiedere a WMI (io proverei), da collega wikiversitario posso anche capire, umanamente, la tua amarezza per certe cose, ma ti chiedo di misurare le parole; qui anche uno sfogo momentaneo rimane in cronologia. Può darsi che alcuni soci di WMI abbiano (a volte, su alcune cose) una prospettiva che ci sorprende, dico forse alcuni. e dico può darsi; su questo è giusto dialogare e rappresentare le nostre opinioni; ma quello di cui sono certo, e so che ne sei certo anche tu, è che l'associazione opera forse a volte un po' distrattamente, forse con delle priorità non sempre chiare, ma in assoluta buona fede e aderenza alla propria mission. E anche se qualche utente ha le sue legittime opinioni, questo non deve coinvolgere la community. I malumori personali del momento, anche comprensibili, sommati insieme potrebbero dare l'impressione d'una deriva polemica, che per fortuna non c'è, ma che in quanto impressione sarebbe dannosa per il progetto. Scusa e scusate. -pegasovagante (la mi dica) 11:03, 9 mag 2017 (CEST)Rispondi
Si forse ho un po' esagerato comunque sì direi che si può provare a coinvolgere WMI forse l'idea potrebbe piacere ai nuovi membri del consiglio direttivo :) --Samuele2002 (Chiedi pure!) 14:20, 9 mag 2017 (CEST)Rispondi
Per la proposta di mettere in vetrina delle materie è ottima sarebbe una cosa che dovremmo cercare di fare. --Samuele2002 (Chiedi pure!) 14:30, 9 mag 2017 (CEST)Rispondi