Cuore

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lezione
Cuore
Tipo di risorsa Tipo: lezione
Materia di appartenenza Materie:
Avanzamento Avanzamento: lezione completa al 100%.
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Materia:Anatomia umana Anatomia umana Conformazione esterna del cuore

Daremo inizio alla trattazione di quest'organo con una lezione introduttiva. Seguiranno altre lezioni che andranno a esplorare e spiegare le numerose qualità e peculiarità di tale muscolo. La materia è interdisciplinare, ovvero interessa sia l'anatomia umana, sia la cardiologia in senso stretto, pertanto svilupperemo i vari temi con riferimento alla materia che in quella lezione ha la parte preponderante.

Definizione[modifica]

Il cuore è un organo cavo muscolare presente nella maggior parte degli organismi animali. Negli esseri umani è posto al centro della cavità toracica, specificatamente nel mediastino anteriore fra i due polmoni, dietro lo sterno e le cartilagini costali, che lo proteggono come uno scudo. È posto davanti alla colonna vertebrale, da cui è separato dall'esofago e dall'aorta, e appoggiato sul diaframma, che lo separa dai visceri sottostanti.[1]

Generalità[modifica]

Schema rappresentativo di un cuore umano
Sistema= Apparato circolatorio; Arterie= Aorta, Arteria polmonare, Arterie coronarie; Vene= Vena cava superiore, Vena cava inferiore, Vene polmonari; Nervi= Sistema parasimpatico e Sistema simpatico; Linfatici= Vasi linfatici, che sboccano nelle linfoghiandole tracheobronchiali

Ha una forma conica che presenta una base superiore allungata e una "punta" (apice) rivolta verso sinistra. La sua base maggiore guarda in alto, indietro e a destra, mentre l'apice è rivolto in basso, in avanti e a sinistra;[2] nell'adulto ha un peso di circa 250-300 g, con una lunghezza di 13–15 cm, 9–10 cm in larghezza e circa 6 cm di spessore (questi dati possono variare con età, sesso e costituzione fisica).[1]

L'organo si divide in due parti, la sinistra dove circola sangue arterioso ricco di ossigeno e la destra dove circola sangue venoso povero di ossigeno (desaturato); ognuna di queste sezioni è composta da una cavità superiore, atri a pareti sottili, e una inferiore, ventricoli a pareti più spesse. Ciascun atrio è connesso al ventricolo sottostante dall'orifizio atrioventricolare; il cuore sinistro è separato da quello destro a livello atriale dal setto interatriale e a livello ventricolare dal setto interventricolare.[3]

Il cuore è l'organo al centro dell'apparato circolatorio: è in grado di contrarsi e di svuotare nei grandi vasi il sangue che contiene. Gli atri fungono da serbatoio del sangue refluo dalle vene, che viene immesso rapidamente nei ventricoli; questi ultimi, con la loro contrazione, agiscono da pompa capace di produrre una pressione sufficiente a permettere la circolazione del sangue.[4] L'efficienza del cuore come pompa si fonda sulla contrazione pressoché simultanea di tutte le fibre (cellule) muscolari ventricolari e sulla contrazione ritmica, ordinata e coordinata della muscolatura cardiaca, resa possibile dall'esistenza del sistema di conduzione del cuore.

Embriologia[modifica]

Presentiamo, brevemente, l'origine del muscolo cardiaco.

Il cuore deriva embriologicamente dal mesoderma, il suo sviluppo termina al secondo mese di gravidanza.[5] I primi abbozzi compaiono tra la terza e la quarta settimana di sviluppo dell'embrione prima dell'avvolgimento dell'embrione su sé stesso sia in senso latero-laterale che cranio-caudale, processo che fa sì che da una struttura piana esso divenga tubolare e chiuso.[6] Alcune cellule specializzate nella vasculogenesi, si organizzano a delimitare i tubi endocardici destro e sinistro, che si uniranno nel tubo cardiaco primitivo, che intorno ai 22-23 giorni dalla fecondazione dell'ovocita inizierà a battere.[7]

Il tubo cardiaco è immerso nel mesoderma splancnico che si ispessisce a formare il mantello, da cui derivano miocardio ed epicardio; si tratta della prima struttura in grado di contrarsi.

Cor sigma

Nel tubo cardiaco primitivo avvengono delle trasformazioni, come dilatazioni e solchi (in senso caudo-craniale) e così si formano il seno venoso,[8], l'atrio primitivo con il solco atrioventricolare,[9], il ventricolo primitivo con il solco bulboventricolare e infine il bulbo (formato dal cono di eiezione, dal tronco arterioso con le vie aortica e polmonare). Il tubo primitivo lentamente si trasforma, attraverso un processo di ripiegamento a "S" (cor sigma) e di rotazione, con il quale il seno venoso e l'atrio primitivo si affiancano al ventricolo e al bulbo.

Successivamente un solco circolare segna il confine tra la parte arteriosa e quella venosa, tra ventricolo e atrio. Internamente, a questo solco, corrisponde un rilievo (cresta) che restringe il lume a formare il canale auricolare o atriale (atrio-ventricolare), canale di comunicazione fra gli atri e i ventricoli, in questa sede si svilupperanno le valvole atrio-ventricolari.

In seguito, a partire dalla quarta settimana di gestazione, si verifica la sepimentazione degli atri e dei ventricoli; attraverso questo processo si formeranno sul piano sagittale, il setto interatriale primitivo (septum primum) negli atri (dove si formerà il foro di Botallo) e il setto interventricolare muscolare, che origina inferiormente e si accresce verso l'alto, assumendo una forma semilunare con margine superiore libero e concavo, le cui estremità si uniscono al septum intermedium, struttura che sepimenta il canale atriale ed è essenziale nell'allineamento dei canali atrioventricolari[10] Qui si vanno a formare due lembi con funzioni di valvole (le future valvola mitrale e valvola tricuspide) e le corde tendinee. Il septum intermedium circoscrive, insieme al margine libero del setto interventricolare, il transitorio forame interventricolare, che verrà obliterato dalla parte membranosa del setto interventricolare.

La parte craniale dei ventricoli comunica con il cono e con il tronco arterioso (cono-truncus) da cui prenderanno origine il tronco dell'arteria polmonare e il tratto ascendente dell'aorta.[11] In questa posizione si forma parte del setto membranoso; tale setto si fonde con la parte superiore del setto interventricolare, chiudendo il foro interventricolare e generando la parte membranosa di detto setto. Successivamente a questa fusione, l'aorta comunica esclusivamente con il ventricolo sinistro, mentre l'arteria polmonare con il solo ventricolo destro.

Foro di Botallo[modifica]

Detto anche forame ovale, è un foro presente nel setto interatriale durante il periodo di vita fetale, e mette in comunicazione atrio destro ed atrio sinistro.

Negli anni dell'infanzia il foro si richiude, e il setto interatriale separa così definitivamente i due atri determinando di conseguenza la netta separazione fra circolazione polmonare (o piccolo circolo) e circolazione sistemica (o grande circolo). Piuttosto frequentemente il foro di Botallo non si richiude o si richiude solo parzialmente: la pervietà del foro è generalmente asintomatica ma in alcuni casi può portare alla genesi di trombi e causare eventi ischemici. La pervietà (mancata chiusura) del foro di Botallo è accertabile attraverso un eco-doppler o un eco-doppler transesofageo: in questo caso è necessario procedere alla chiusura del foro, oggi possibile grazie alla chirurgia e a nuove tecniche mini-invasive che riducono l'ospedalizzazione e migliorano il decorso post operatorio.

Note[modifica]

  1. 1,0 1,1 Fiocca, pp. 189-277
  2. Testut e Latarjet, pp. 489-491.
  3. Testut
  4. Ganong
  5. Testut e Latarjet, pp. 472-474.
  6. Testut e Latarjet, pp. 476-477.
  7. Testut e Latarjet, pp. 478-479.
  8. Testut e Latarjet, pp. 479-480.
  9. Testut e Latarjet, pp. 483-486.
  10. Testut e Latarjet, pp.487-488.
  11. Thomas W. Sadler, Capitolo tredicesimo, in Embriologia medica di Langman, 4ª ed., Milano, Elsevier, ISBN 978-88-214-3045-9.

Bibliografia[modifica]

  • Léo Testut e André Latarjet, Miologia-Angiologia, in Trattato di anatomia umana. Anatomia descrittiva e microscopica – Organogenesi, vol. 2, 5ª ed., Torino, UTET, 1973, ISBN non esistente.
  • Philippe Gorny, Storia illustrata della cardiologia dalla preistoria ai giorni nostri, Milano, Editiemme, 1988, ISBN non esistente.
  • Léo Testut, Collo-Torace-Addome, in Trattato di anatomia topografica, con applicazioni medico-chirurgiche, vol. 2, Torino, UTET, 1998, ISBN 88-02-02194-5.
  • Silvio Fiocca et al., Fondamenti di anatomia e fisiologia umana, 2ª ed., Napoli, Sorbona, 2000, pp. 189-277, ISBN 88-7150-024-5.
  • Frank H. Netter, Cuore: tavole di anatomia e fisiologia normale e patologica, di embriologia e di malattie del cuore, Elsevier, 2002, ISBN 978-88-214-2653-7.
  • John Willis Hurst, Il cuore, 12ª ed., Milano, McGraw-Hill, 2009, ISBN 978-88-386-3943-2.
  • Dee Unglaub Silverthorn, Fisiologia umana. Un approccio integrato, 5ª ed., Pearson, 2010, ISBN 88-7192-963-2.
  • William Francis Ganong et al., Fisiologia medica, Padova, Piccin, 2011, ISBN 978-88-299-2113-3.

Argomenti correlati[modifica]