"Scheletro" del cuore

Da Wikiversità, l'apprendimento libero.
Jump to navigation Jump to search
Nuvola apps important.svg
Croce bianca e rossa.svg

Attenzione: le informazioni riportate non sono state necessariamente scritte da professionisti, potrebbero essere quindi incomplete, inaccurate o errate. Usa queste informazioni a tuo rischio e ricorda che i contenuti hanno solo fine illustrativo, non sostituiscono il parere medico e non garantiscono una corretta formazione professionale. Leggi le avvertenze.

lezione
"Scheletro" del cuore
Tipo di risorsa Tipo: lezione
Materia di appartenenza Materie:
Avanzamento Avanzamento: lezione completa al 100%.

Generalità[modifica]

Sezione trasversa del cuore, che mostra le valvole cardiache circondate dagli anelli, dai trigoni fibrosi e dal connettivo. Sistema= Apparato circolatorio

Lo scheletro fibroso del cuore è costituito da un insieme di robuste formazioni connettivali formato da fibre collagene e in minor parte da fibre elastiche.[1] Tale scheletro è fondamentalmente costituito da quattro anelli di tessuto fibroso resistente e compatto, che racchiudono gli orifizi venosi e arteriosi della base del cuore.[1] Sono in parte a contatto fra loro e collegati da connettivo fibroso, anche definiti trigoni fibrosi. Si distinguono anelli fibrosi atrioventricolari, che danno attacco alle cuspidi delle valvole atrioventricolari, e anelli fibrosi degli orifizi arteriosi, che danno attacco ai lembi delle semilunari aortiche e polmonari.[1] Gli anelli fibrosi sono ovviamente quattro.[2]

Funzione[modifica]

Lo scheletro fibroso ha il compito saldare i fasci muscolari costituenti la parete degli atri e dei ventricoli[3], e di fornire una base d'impianto per le valvole cardiache. Partecipa inoltre alla formazione della divisione tra muscolatura atriale e ventricolare, in modo da isolare elettro-fisiologicamente le due pareti e rendere il sistema di conduzione del cuore l'unico sistema di comunicazione elettrica, permettendo la contrazione in successione di atri e ventricoli.

Struttura[modifica]

Lo scheletro fibroso è composto da:

  1. gli anelli fibrosi
  2. i due trigoni fibrosi, destro e sinistro;
  3. la parte membranosa del setto interventricolare, quella più soggetta a malformazioni congenite.

Anelli fibrosi atrioventricolari[modifica]

Gli anelli fibrosi che circondano gli orifizi atrioventricolari, quelli della valvola tricuspide e della valvola bicuspide (o mitrale), sono formati dai trigoni fibrosi sinistro e destro;[4]

Anelli fibrosi degli orifizi arteriosi[modifica]

Gli anelli fibrosi che circondano le due valvole semilunari, valvole aortica e polmonare. Si trovano su due piani diversi e sono formati da una parte centrale di collagene, detta fondamentale, che serve a rinforzarli, soprattutto quello aortico, che deve sopportare delle pressioni molto elevate;[5]

Trigono fibroso destro[modifica]

Il trigono fibroso destro, o corpo fibroso centrale, è una robusta formazione triangolare posta tra l'orifizio aortico (valvola aortica) e i due orifizi atrioventricolari (valvole tricuspide e mitrale). Il trigono fibroso destro si prolunga nella parte membranosa del setto interventricolare, una delle due porzioni in cui è diviso insieme a quella muscolare. Tale porzione è quella più soggetta a malformazioni congenite, e viene attraversata dal fascio di His del sistema di conduzione del cuore.

Trigono fibroso sinistro[modifica]

Il trigono fibroso sinistro si trova tra l'orifizio atrioventricolare sinistro e quello aortico, è molto più piccolo del destro, ma ne riprende la struttura e vi si collega posteriormente.

Bibliografia[modifica]

  • Léo Testut e André Latarjet, Miologia-Angiologia, in Trattato di anatomia umana. Anatomia descrittiva e microscopica – Organogenesi, vol. 2, 5ª ed., Torino, UTET, 1973, ISBN non esistente.
  • Silvio Fiocca et al., Fondamenti di anatomia e fisiologia umana, 2ª ed., Napoli, Sorbona, 2000, pp. 195-196, ISBN 88-7150-024-5.
  • Giuseppe Anastasi, et al., Trattato di anatomia umana, vol. 1, 4ª ed., Milano, Edi.Ermes, 2006, pp. 302-304, ISBN 978-88-7051-285-4.
  • Keith L. Moore - Arthur F. Dalley, Anatomia umana con riferimenti clinici, 2a edizione, Casa editrice ambrosiana, p. 144.

Note[modifica]

  1. 1,0 1,1 1,2 Fiocca, pp. 195-196
  2. Testut e Latarjet, p.543.
  3. Anastasi et al, pp. 302 e 304
  4. Testut e Latarjet, p.545.
  5. Testut e Latarjet, p.546.