Storia della televisione

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lezione
Storia della televisione
Tipo di risorsa Tipo: lezione
Materia di appartenenza Materia: Storia della radio e della televisione




La nascita della storia della televisione può essere fatta risalire al 25 marzo 1925, quando l'ingegnere scozzese John Logie Baird ne diede dimostrazione nel centro commerciale Selfridges di Londra.

Storia tecnologica[modifica]

Televisione elettromeccanica[modifica]

Nella dimostrazione di Baird le immagini in movimento rappresentavano delle silhouette, avevano cioè solo due tonalità di grigio.
La trasmissione a distanza di immagini in movimento con una vasta gamma di grigi, quelle che comunemente chiamiamo in bianco e nero, riuscì a realizzarla il 2 ottobre 1925.
La trasmissione avvenne dal suo laboratorio alla stanza a fianco. Si trattava della ripresa di un viso di un giovane (William Taynton, il suo fattorino) che si era prestato per l'esperimento. La risoluzione verticale dell'immagine televisiva era di 30 linee e la frequenza delle immagini era di 5 immagini al secondo.
Il 26 gennaio 1926 Baird diede una nuova dimostrazione pubblica di televisione nel suo laboratorio di Londra ai membri del Royal Institution e alla stampa appositamente convenuti.
Nel 1927 trasmise la televisione da Londra a Glasgow (700 km di distanza) attraverso una normale linea telefonica in cavo. Nel 1928 realizzò la prima trasmissione televisiva transoceanica, da Londra a New York.
Sempre nel 1928 riuscì a trasmettere le prime immagini a colori.

La televisione di Baird fu in seguito definita televisione elettromeccanica perché l'apparecchio di ripresa delle immagini e quello di visione si basavano su un dispositivo elettromeccanico inventato il 24 dicembre 1883 da Paul Gottlieb Nipkow, il disco di Nipkow.
Fu definita elettromeccanica per differenziarla dalla televisione elettronica inventata negli anni seguenti e tuttora utilizzata.
La televisione elettromeccanica era una televisione ancora ad uno stadio embrionale che si diffuse solo in alcuni Stati del mondo e in aree geografiche molto limitate. In Italia non si diffuse, fu solo sperimentata.
Già nel 1939 fu completamente dismessa sostituita dalla televisione elettronica.

Televisione elettronica[modifica]

La televisione elettronica fu realizzata per la prima volta il 7settembre 1927 dall'inventore americano Philo Farnsworth nel proprio laboratorio di San Francisco.
La definizione è dovuta al fatto che sia l'apparecchio di ripresa delle immagini che quello di visione erano realizzati con un dispositivo elettronico, il tubo a raggi catodici, inventato dal fisico tedesco Ferdinand Braun nel 1897.
Questa tecnologia è quella tuttora utilizzata.
Oggi però il tubo a raggi catodici è stato sostituito negli apparecchi di ripresa (telecamera e videocamera) dal CCD, mentre negli apparecchi di visione (televisore, monitor e videoproiettor) si appresta ad essere completamente sostituito dalla tecnologia al plasma, a cristalli liquidi, OLED e altre ancora in fase sperimentale.

La televisione in Italia[modifica]

In Italia le prime prove di diffusione della televisione furono effettuate a partire dal 1934, e, nel 1949, ci fu già una trasmissione sperimentale dalla Triennale di Milano presentata da Corrado, ma il servizio regolare cominciò soltanto dal 3 gennaio 1954, a cura della RAI, in bianco e nero.

Il segnale arrivò su tutto il territorio nazionale due anni dopo, e a quel momento gli abbonati erano ancora relativamente pochi - 360.000 - a causa del costo elevato degli apparecchi.

Dagli anni Cinquanta la diffusione della TV crebbe a ritmi stupefacenti, come precedentemente accaduto sul mercato americano.

In quegli anni la televisione era un bene di lusso che pochi italiani potevano permettersi, tanto che i bar o le case dei propri vicini diventarono luoghi prediletti per visioni di gruppo, soprattutto in occasione delle trasmissioni del primo e subito popolarissimo telequiz italiano; i primi pionieri furono Mario Riva con Il Musichiere, e Mike Bongiorno con Lascia o raddoppia?.

Verso la fine degli anni '50 anche la carta stampata si accorge del nuovo mezzo. Nasce la prima rubrica di critica televisiva: la tiene Ugo Buzzolan - già autore del primo originale tv ("La domenica di un fidanzato") - su "La Stampa" di Torino.

Negli anni '60, con il progresso dell'economia, il televisore divenne accessorio di sempre maggior diffusione, sino a raggiungere anche classi sociali meno agiate; l'elevato tasso di analfabetismo riscontrato fra queste suggerì la messa in onda di Non è mai troppo tardi (1959-1968); un programma di insegnamento elementare condotto dal maestro Alberto Manzi e che, è stato stimato, avrebbe aiutato quasi un milione e mezzo di adulti a conseguire la licenza elementare.

Almeno nella fase iniziale la televisione italiana era una delle più pedagogiche al mondo. Le sue finalità erano certamente educative e se da un lato, non cercando il consenso dei telespettatori, era considerata soporifera, ha indubbi meriti nei confronti di una situazione di partenza di una nazione arretrata e culturalmente divisa. Non è solo una battuta umoristica dire quindi che, almeno a livello linguistico, "L'unità d'Italia non l'ha fatta Garibaldi, ma l'ha fatta Mike Bongiorno."

Anche le tappe successive dello sviluppo televisivo italiano indicano un ritardo rispetto agli altri paesi europei: solo nel 1961 iniziarono le trasmissioni del secondo canale RAI e la terza rete tv arrivò tra la fine del 1979 e l'inizio del 1980 (come da riforma del 1975). Nel frattempo erano nati i primi tentativi di Televisioni locali. Nel 1974 una sentenza della Corte costituzionale legittima l'esistenza della televisione via cavo,[1] ed un'altra due anni dopo, autorizza anche le trasmissioni via etere purché di ambito locale, Da questa esperienza nasce Telemilano 58, che ha assorbito Telemilanocavo e che successivamente diventa Canale 5. Anche l'introduzione del colore (1977) avviene circa 10 anni dopo rispetto ai paesi europei più sviluppati e soprattutto agli USA.

Il decennio successivo vide l'affermazione delle emittenti private di Silvio Berlusconi e il loro immediato successo (grazie a Bettino Craxi, che con un decreto legalizzò la tv privata a carattere nazionale, che prima era illegale per il monopolio di stato RAI).

La proliferazione di emittenti televisive ha richiesto a più riprese interventi legislativi di regolamentazione, nessuno dei quali è ovviamente uscito indenne da polemiche. L'articolazione delle problematiche innestate è tale da coinvolgere negli argomenti di discussione diritti costituzionali e questioni di opportunità politiche, essendosi addirittura sviluppata una giurisprudenza specialistica (ad esempio le mai rispettate e pluriviolate sentenze della Corte Costituzionale). In particolare si ritiene che la situazione italiana, bocciata da diverse associazioni sovranazionali a causa della presunta concentrazione di mass-media nelle mani di Silvio Berlusconi, sia in contrasto con il fondamentale articolo 21 della Costituzione (libertà d'espressione), almeno nel delicatissimo campo tv: Rai e soprattutto Mediaset si spartiscono il 90% di risorse pubblicitarie e ascolti, un duopolio che non ha eguali in Europa dove si arriva al massimo al 75%.

L'evoluzione della materia, con il delicatissimo passaggio dalla televisione analogica alla televisione digitale è ora oggetto di un disegno di legge presentato dal ministro Paolo Gentiloni che sposta in avanti il tempo di spegnimento della vecchia tecnologia, ma nello stesso tempo cerca di rispettare sia la nuova versione direttiva europea Televisione senza frontiere, sia i "tetti" antitrust indicati dalle pluri violate sentenze della Corte Costituzionale, che impongono la messa di 1 rete Mediaset sul satellite e la creazione di un canale RAI senza pubblicità (come avvenuto in Gran Bretagna e Portogallo).

Le televisioni commerciali[modifica]

In Italia, così come anche in moltissimi altri paesi, convivono 2 modelli di proprietà dei network televisivi: la televisione pubblica, che ha i suoi proventi sia da trasferimenti dello stato che dalla pubblicità, e le televisoni commerciali (in Italia emblematico il gruppo Mediaset) che traggono i loro proventi principalmente dalla pubblicità che collettano.

Cronologia[modifica]

  • 1929: iniziano a Roma e Milano gli esperimenti di trasmissione delle immagini utilizzando il disco di Nipkow.
  • 1932: nel Regno Unito vengono trasmessi programmi sperimentali dalla BBC col sistema Baird e successivamente col sistema Emitron (1934).
  • 1936: il 22 marzo viene messo in onda dalla Germania nazista il primo programma televisivo regolare del mondo in occasione della XI Olimpiade di Berlino.
  • 1936: inizia in Italia il monopolio radiotelevisivo con il codice postale e la convenzione per la concessione in esclusiva delle radioaudizioni circolari della RAI.
  • 1936: 2 novembre: la BBC inizia regolari trasmissioni televisive "in alta definizione" dall' Alexandra Palace di Londra, alternando inizialmente gli standard televisivi Baird (240 linee per quadro) ed Emi-Marconi (405 linee).
  • 1937: 10 maggio: l'incoronazione di Re Giorgio VI è il primo evento trasmesso in diretta nella storia della televisione.
  • 1939: il 30 aprile, in occasione dell'inaugurazione della Fiera Mondiale di New York, la NBC inizia negli USA regolari trasmissioni televisive.
  • 1939: il 22 luglio a Monte Mario, vicino a Roma, entra in funzione un trasmettitore sperimentale televisivo dell'Eiar (Ente italiano per le audizioni radiofoniche) costruito dall'azienda italiana SAFAR, con una potenza di 2 kW.
  • 1939: 3 settembre: la BBC sospende i programmi televisivi in seguito allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale; a questa data sono circa 20000 gli apparecchi riceventi in funzione nel Regno Unito.
  • 1940: il 31 maggio anche il trasmettittore sperimentale di Roma Monte Mario cessa le trasmissioni per l'approssimarsi dell'entrata in guerra dell'Italia; la grande antenna verrà poi smontata e trafugata durante l'occupazione nazista.
  • 1941: 1 luglio: la NBC americana trasmette il primo spot pubblicitario televisivo (riguarda un orologio)
  • 1942: in Gennaio le emittenti americane NBC e CBS sopendono le trasmissioni per il coinvolgimento degli USA nella guerra; solo 7000 sono comunque gli apparecchi televisivi in funzione nell'intero Paese, quasi tutti concentrati nella zona di New York.
  • 1947: i delegati di 60 paesi presenti alla Conferenza mondiale delle radiocomunicazioni di Atlantic City decidono di chiamare "televisione" (in sigla "TV") la trasmissione a distanza delle immagini in movimento.
  • 1954: il 3 gennaio alle ore 11.00 ha inizio il servizio televisivo italiano sul Programma nazionale.
  • 1956: le VII Olimpiadi invernali di Cortina d'Ampezzo sono le prime ad essere trasmesse in eurovisione. Quattro anni dopo toccherà alle Olimpiadi di Roma.
  • 1957: in Italia nasce la rubrica pubblicitaria Carosello.
  • 1960: la tv si diffonde molto rapidamente: in quell'anno è diffusa in cinquantasei paesi (un decennio più tardi, nel 1970 saranno pressoché raddoppiati: ben 104). Inoltre con la sentenza n. 59 del 6 luglio 1960 la Corte costituzionale ribadisce la legittimità del monopolio radiotelevisivo pubblico.
  • 1961: il 4 novembre cominciano le trasmissioni del Secondo Programma.
  • 1964: in California nasce la prima pay-tv. Nello stesso anno, la XVIII Olimpiade di Tokyo è il primo evento televisivo trasmesso da un satellite.
  • 1966: Nasce Telediffusione Italiana Telenapoli, la prima televisione libera italiana via cavo.(Non tutti i libri di storia della televisione riportano quest'esperienza).
  • 1967: In Francia e Germania iniziano le trasmissioni a colori.
  • 1969: tra il 20 e il 21 luglio l'uomo sbarca sulla Luna: 28 ore consecutive di diretta televisiva via satellite vengono seguite in mondovisione da più di 500 milioni di persone.
  • 1971: Telediffusione Italiana Telenapoli introduce in Italia il colore nella TV via cavo, con 6 anni d'anticipo rispetto alla RAI. In Italia inizia a trasmettere la televisione privata Telebiella che è di fatto riconosciuta come la prima emittente libera italiana.
  • 1972((RAI)), decide a sorpresa di trasmettere le Olimpiadi tedesche a colori, per decidere se utilizzare il sistema PAL o SECAM, infatti in contemporanea, sul Nazionale (Attuale RAI UNO), si vedeva il PAL, ed in contemporanea sul SECONDO (Attuale RAI DUE), in SECAM, tale decisione prese in contropiede i francesi, che di fretta inventarono adattarono velocemente il televisori SECAM con lo Standard di trasmissioni usato in Italia. Poi fu deciso per il PAL.
  • 1974: Il 10 luglio la sentenza 225[2] della corte costituzionale e la sentenza 226 [3]legittimano di fatto la televisione via cavo e la ripetizione in Italia delle televisioni estere in lingua italiana. Contemporaneamente le due sentenze stabiliscono le condizioni minime per considerare il monopolio radiotelevisivo pubblico per le trasmissioni via etere in ambito nazionale conforme ai principi costituzionali; Nel contempo nascono le prime televisioni libere italiane via etere (verranno legittimate 2 anni dopo): Canale 21 (Napoli), Telealtomilanese (Busto Arsizio), GBR (Roma), iniziarono anche le trasmissioni di Telemontecarlo, come LA7.
  • 1975: il 14 aprile 1975 la legge 103/75[4] la cosiddetta legge di riforma della RAI, segna un cambiamento epocale nella storia della televisione; la tv di Stato passa dal controllo del Governo a quello del Parlamento: nasce ufficialmente la lottizzazione; si progetta la costruzione di una terza rete pubblica.
  • 1976: con la sentenza n. 202 del 28 luglio si arriva al superamento della legge di riforma della Rai del 1975 e la legittimazione delle emittenti private via etere in ambito locale. Il 31 dicembre va in onda l'ultima puntata di Carosello. Termina dopo vent'anni quindi, la seguitissima trasmissione pubblicitaria di prima serata che tanto successo aveva riscosso sia nella fascia adulta che tra i più piccoli teleutenti. Nasce nel quartiere di Milano 2 (Segrate) l'emittente Telemilanocavo, fondata da Giacomo Properzj e Alceo Moretti. Due anni dopo l'emittente sarà comprata da Silvio Berlusconi.
  • 1976: l'emittente televisiva TVS Telexpress del gruppo toscano Marcucci, già ripetitorista di Telemontecarlo in Italia, trasmette a marzo, in diretta, il Rally de Il Ciocco, annettendo alcuni temporaneamente alcuni ripetitori di TMC. I telespettatori di Milano, Bologna, Firenze, Roma, Napoli e Bari, assistono quindi alla prima diretta "nazionale" privata italiana.
  • 1977: la RAI introduce nella tv italiana via etere il colore, già presente da tempo in altri paesi (le prime videocamere a colori, negli Stati Uniti, erano già in circolazione sperimentale durante la seconda guerra mondiale). A Legnano il 3 novembre comincia le trasmissioni Antenna3, emittente di proprietà di Renzo Villa e Enzo Tortora.
  • 1979: il 15 dicembre iniziano le trasmissioni di Raitre.
  • 1980: TeleMilano, viene trasformata in capofila del network nazionale Canale 5. Il circuito PIN - Primarete Indipendente del gruppo Rizzoli dà vita al primo telegiornale nazionale privato: Contatto, diretto da Maurizio Costanzo.
  • 1985: iniziano i primi esperimenti di TV ad alta definizione: vengono realizzati alcuni videoclip e documentari, ma l'idea non trova ancora realizzazione pratica perché la tecnologia ancora non è diffusa commercialmente su larga scala.
  • 1994: il formato tv passa dai 4/3 (rapporto fra larghezza e altezza) ai 16/9, avvicinandosi ai formati panoramici utilizzati solitamente nel cinema.
  • 1997: compare sul mercato il primo televisore al plasma.
  • 2000: la tecnologia LCD (Liquid Crystal Display), nata per i monitor dei personal computer, viene adottata anche nella costruzione degli apparecchi televisivi.
  • 2002: nasce OrfeoTv, la prima televisione di strada - Telestreet che trasmette il proprio segnale su un cono d'ombra del centro di Bologna.
  • 2003: il 1 dicembre il network televisivo Mediaset comincia le trasmissioni digitali terrestri.
  • 2004: il 3 gennaio, cinquant'anni dopo la nascita della televisione italiana, la RAI inizia a sua volta il servizio di trasmissione digitale terrestre; il 6 febbraio nasce Sportitalia, un canale televisivo gratuito interamente dedicato allo sport.
  • 2005: la RAI inizia a Torino la sperimentazione della TV Mobile, basata sullo standard DVB-H da poco pubblicato.
  • 2005: Mediaset e LA7 lanciano un nuovo servizio sul digitale terrestre: la pay-per-view di vari eventi (partite di serie A, film, concerti...).
  • 2006: L'emittente satellitare SKY Italia inizia a trasmettere eventi in Alta Definizione su quattro canali tematici.Veicolo per fare conoscere la nuova tecnologia sono proprio le partite dei mondiali di calcio.

Note[modifica]

  1. La questione di legittimità costituzionale che aveva portato alla sentenza della Corte Costituzionale 225 del 1974 era stata sollevata dal pretore di Biella nell'ambito del procedimento penale a carico di Giuseppe Sacchi, proprietario di Telebiella.
  2. La sentenza n. 225
  3. la sentenza n. 226
  4. la legge 103/75,

Voci correlate[modifica]

Bibliografia[modifica]

  • Aldo Grasso, "Storia della televisione italiana. Nuova edizione aggiornata", Garzanti, Milano, 2004, ISBN 88-11-74031-2
  • Franco Monteleone, "Storia della radio e della televisione in Italia. Un secolo di costume, società e politica. Nuova edizione aggiornata" , Marsilio, Venezia, 2003, ISBN 8831772309
  • Annamaria Ghedina, "Da Gregorio a Berlusconi. La vera storia della televisione libera", Vittorio Pironti Editore, Napoli, 2003

Collegamenti esterni[modifica]