Il Diritto nell'Età Moderna

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lezione
Il Diritto nell'Età Moderna
Tipo di risorsa Tipo: lezione
Materia di appartenenza Materie:
Avanzamento Avanzamento: lezione completa al 100%.

Prospetto Temporale: 1492 d.C. - 1789 d.C.

La Svolta verso l'Età Moderna: Umanesimo e Riforma Protestante[modifica]

Nel 1492 d.C. un evento segnerà la fine dell'Età Medievale e l'inizio di una nuova era per l'umanità: la scoperta dell'America. Al di là della semplice novità della scoperta di un nuovo mondo e quindi di una storia oltre l'Europa e l'oriente conosciuto, la scoperta dell'America ha una importanza centrale anche nella nuova concezione dell'uomo che sfocerà nell'Umanesimo.

Sostanzialmente la storia dell'Europa e dell'Italia sarà caratterizzata da due fratture:

  • la crisi nei rapporti tra feudi e comuni, caratteristica soprattutto in Italia;
  • la crisi della Chiesa cattolica che proprio in questo periodo vivrà la Riforma protestante.

Per quanto riguarda il primo aspetto, la reazione in Europa fu la rinascita dello Stato. Questa rinascita dello Stato è figlia della nuova concezione filosofica e sociale dell'Umanesimo: si riacquista infatti la concezione antropocentrica di matrice romanica a discapito della concezione reicentrica propria del Medioevo. L'uomo è di nuovo al centro dell'universo e proprio questa sua nuova posizione dà vita al monarca assoluto che si erge a legislatore. Il sovrano legislatore non accetta l'ingerenza della chiesa e crea leggi, non è più neppure condizionato dalle consuetudini o da una qualche entità sovranazionale.

Per quanto riguarda la dottrina giuridica si afferma il mos gallicus, in Francia, che si fa promotore di un nuovo metodo di approccio al diritto romano in contraddizione sia con il glossatori che i commentari. Il mos gallicus rappresenta i nuovi umanisti che studiano la fonte romana senza alcuna attività interpretativa poiché, secondo loro, le fonti vanno contestualizzate al periodo. Rimaneggiarle per usarle nel presente è solo un artefizio. Uno degli esponenti principali di questo pensiero è François Hotman con il suo "L'Antitriboniano" che criticava proprio Triboniano e Giustiniano, che avevano con la loro opera compiuto un errore di decontestualizzazione delle norme. Ugualmente critica i glossatori e i commentari perché avevano strumentalizzato il Corpus per casi del presente. Al mos gallicus si oppose il mos italicus i cui esponenti (anche detti amici bartolisti dal giurista Bartolo) accusarono i Francesi di aver creato un sistema di approccio sì nuovo, ma puramente teorico. L'approccio del mos italicus invece era pratico, sorto per dare risposta ai problemi concreti del presente.

Ma gli inizi dell'Età Moderna sono caratterizzati anche dalla Riforma Protestante. Con l'Umanesimo sorge il problema delle diversità religiose. La Chiesa era rimasta alle vecchie tradizioni ed anzi si era allontanata dalla sfera esclusiva della spiritualità per sfociare molte volte in una prevalenza del potere temporale. Fu proprio questa la causa scatenante che nel 1520 d.C. spinse Lutero a bruciare il Corpus Iuris Canonici e la Summa Angelica di Angelo Carletti presso la Cattedrale di Wittenberg. Lutero fu il primo a ribellarsi apertamente alla dottrina della Chiesa: tradusse in lingua tedesca la Bibbia, cosa fino ad allora severamente proibita. La lettura in latino infatti era l'arma di controllo della Chiesa sulle masse mentre Lutero riteneva che la Bibbia dovesse rivolgersi al rapporto tra fedeli e Dio, che non doveva essere mediato da nessuno. La mediazione era solo per fini politici o lucrativi come nel caso delle donazioni e delle indulgenze. Nel XVI secolo la Chiesa rispose con la Controriforma del Concilio di Trento. Ma anche la corrente della Seconda Scolastica, seconda rispetto a quella di San Tommaso, che tanto si sviluppò nella Cattolicissima Spagna, diretta da sovrani collegati a stretto nodo con i pontefici, ad opera dei gesuiti che aggiornarono il tomismo e cercarono di rivalutare la figura del Pontefice. Questi stessi formularono la teoria della Potestas Indiretta del Papa sul Mondo. Egli, non potendo più esercitare il potere temporale direttamente poteva però ammonire i Sovrani sulle loro politiche. [non chiaro] Ma il Protestantesimo dilagava e nacquero anche altre confessioni religiose. Il Calvinismo di Calvino, ad esempio, credeva nella predestinazione e proprio perché il futuro, deciso da Dio, era incerto tutto si giocava sulla proprie capacità e quindi bisognava migliorare al massimo le condizioni della propria famiglia e del Paese.[non chiaro] Questa teoria separò la morale dall'economia al tal punto che si ebbe lo sviluppo del prestito ad interessi (attività proibita ai cristiani fino a quel momento) e la prima Grande Borsa ad Amsterdam. Il Calvinismo ebbe sviluppo soprattutto nei Paesi Bassi e in Francia dove vi fu lo scontro proprio tra gli Ugonotti-Calvinisti e i Cattolici. Tornando al Concilio di Trento, esso ebbe come obbiettivo quello di cambiare il rapporto con la politica e più che opporsi alla Riforma Protestante, riformare la chiesa stessa. Ma tutto questo fu quasi inutile. Infatti, anche il Cattolico Enrico VIII che si era schierato con la Chiesa contro Lutero, a seguito di un impedimento da parte del Papa all'annullamento del suo matrimonio con la sorella di Re Carlo V di Spagna, emana l'Atto di Supremazia e si stacca dalla Chiesa di Roma autoproclamandosi Capo della Chiesa Anglicana. Con questo atto sottrasse i beni alla Chiesa e li passò al patrimonio Statale. In Italia il Concilio di Trento diede vita ad nuovi ordini tra cui quello dei Gesuiti, che giuravano obbedienza incondizionata al Papa ed erano il braccio operativo della Chiesa nel Mondo. Da segnalare poi la nascita dell'Inquisizione nel 1542. Essa nacque come congregazione di vescovi per studiare le eresie, ma si trasformò ben presto in un Tribunale dove non vi erano atti scritti, quindi una totale segretezza del processo stesso, mancanza di possibilità di difesa, presunzione di colpevolezza e premiale verso chi denunciava i colpevoli. Tale Tribunale si scagliò fortemente contro chi diffondeva libri pericolosi o idee protestanti.

Le Novità Istituzionali dell'Età Moderna[modifica]

Nella modernità lo Stato assume notevoli novità. Prima di tutto esso assume il connotato di confessionale, cioè acquisisce il ruolo di protezione di una confessione religiosa. Dall'altro campo si afferma sempre più l'immagine dei nobili che controllano la vita sia sociale che istituzionale. Nasce poi la Legislazione di Polizia nell'ottica del nuovo Diritto Amministrativo: da un lato vengono emanate norme con pene severissime, dall'altro emerge la figura del principe che concede la grazia, e la possibilità di tenere il processo al suo cospetto (il che crea il tradizionale mito degli "sbirri severi") Tale legislazione fu necessaria dato lo sviluppo di tanti fenomeni criminali tra cui il banditismo, spesso capitanato dagli stessi conti che compivano anche il contrabbando in reazione alle politiche finanziarie dello Stato. A capo del Controllo dell'Ordine Pubblico vi era il sindaco (figura di carica gratuita a rotazione) con un obbligo di responsabilità oggettiva di tutta la comunità se egli non avesse compiuto il dovere di denunciare alle autorità. Si favorì anche il pentitismo con premi per chi denunciava i reati. In tutto questo però mancava la politica di separazione dei tre poteri (legislativo, esecutivo e giudiziario), che si avrà solo nel XVIII secolo. Rimane ancora la figura dell'imperatore ma la sua influenza e il suo vigore ormai è svanito.

Per quanto riguarda le forme di governo abbiamo un bipolarismo: da un lato lo Stato assoluto, dall'altro la Repubblica. Questo bipolarismo si sostanzia con due legislazioni. Nello Stato Assoluto abbiamo le Ordinanze, compilazioni volute dal sovrano per mettere ordine al complesso di norme su vari temi e materie. Si ricordi la Costituzione Criminale Carolina del 1532 d.C., voluta dall'Imperatore Carlo V, che cercò di regolamentare il diritto penale per tutto l'Impero ma che non ebbe effetto da che i vari Stati non la applicarono, segnando così la fine sostanziale dell'Impero. Nelle Repubbliche invece si affermarono gli Statuti delle Città Dominanti. La città dominante imponeva alle città limitrofe il proprio statuto, sostituendo quello proprio di queste città (ad esempio Firenze, che impose il suo Statuto a Pisa e Pistoia, oppure Siena, che lo impose a Massa Marittima e Grosseto). Un esempio importante delle Repubbliche fu sicuramente Venezia, che si era resa indipendente dall'Impero, indipendenza che durò fino al Trattato di Campoformio, e rappresentava l'idealtipo dell'opposizione al diritto comune, dato che seguiva il proprio diritto particolare dello Statuto. Se mancavano le norme veniva dato peso alle consuetudini e ai giudici. Giudici che non erano mai forestieri, ma sempre appartenenti alla nobiltà. Agli stessi avvocati era richiesta la conoscenza degli Statuti Veneziani ma non del diritto comune. I ruoli istituzionali erano ricoperti dalla sola nobiltà. A Venezia si ebbe una totale tolleranza verso la religione (lo stesso Giordano Bruno trovò rifugio qui) e non fu mai uno Stato confessionale. Per lo Stato assoluto, invece, un esempio fu sicuramente Luigi XIV, il Re Sole. Egli controllava i suoi territori tramite commissari intermediari ed affermò con forza la Chiesa Gallicana, che si staccava da Roma, e un Diritto Nazionale, che segnava la fine del primato del Corpus Iuris Civile. La pubblica felicità poteva essere raggiunta solo con la sottomissione ad un sovrano che procurava lui stesso il bene comune per tutti.

Nel XVI secolo in Germania si sviluppò poi la Scienza Cameralistica. Essa si occupava della amministrazione del bene pubblico e fu grazie ad essa che nacquero le Università di Economia e Commercio che dedicarono la loro attenzione all'Economia e alla Finanza (la prima Università fu quella di Goteborg).

Si ricordi poi il ruolo, soprattutto in Italia, che ebbero i pensiero di Machiavelli e Guicciardini con la loro teoria della Ragion di Stato. Essi ritenevano che la speculazione politica non era necessaria ma che bisognava sottomettersi al Principe: si aveva così il primato dell'individuo visto come protagonista della società.

Importante fu il ruolo dei nobili, soprattutto nella politica di Stato assoluto e repubblica. Proprio per i nobili nacquero alcuni istituti come il Maggiorascato e altri diritti di successione, come la conservazione del patrimonio per gli eredi. I nobili, pur ostentando palazzi bellissimi, non avevano beni da usare. Ugualmente i nobili ostentavano una netta differenza con i mercanti, nuova classe ricca, che ritenevano comunque di rango inferiore.

In Italia, a causa anche della Controriforma, si ebbe una stagnazione sul piano politico e per la cultura giuridica. Non si ebbe invece sul piano culturale con il Rinascimento.

Altra novità dell'Età Moderna è sicuramente il passaggio dal metodo deduttivo, dal generale al particolare, inventato da Aristotele, al metodo induttivo, dal particolare al generale. Il primo rivoluzionario in tal senso fu Bacone, con cui si ha il massimo dell'esaltazione del metodo induttivo: l'uomo è in grado da solo di conoscere la Natura e quindi Dio. Altra figura importante è Cartesio che afferma che si arriva alla conoscenza con entrambi i metodi, ritenendo però che per arrivare all'assoluto sia necessario iniziare dal particolare.

L'Europa del XVIII Secolo[modifica]

La svolta che sarà operata nel XVIII secolo segnerà anche tutta l'età contemporanea. Prima di tutto si ha la creazione dei Diritti Individuali con una nuova concezione della natura degli uomini che sono liberi e uguali tra loro. Non bisogna dimenticare che proprio i sentimenti di libertà e uguaglianza saranno alla base delle lotte di ceto in questo secolo.

Con l'Umanesimo invece si ha l'inizio della laicizzazione dello Stato. Si diffonde il giurisdizionalismo che contiene il potere della Chiesa e separa l'aspetto religioso dai problemi della vita. Lo Stato resta Confessionale ma sarà sempre più evidente il distacco dalla Chiesa.

Sul Piano Politico ci sarà l'assolutismo talora illuminato, cioè ispirato da criteri riformisti volti a limitare i poteri. Si ricordi che questo è in Europa continentale. Nell'aria anglo-americana invece avremo già lo sviluppo di Ordinamenti Parlamentari. In alcuni paesi poi si apre la fase rivoluzionaria, ad esempio il Giacobismo in Francia. Dopo la fase rivoluzionaria si affermerà il Costituzionalismo che affiancherà il Positivismo e che porteranno il passaggio dal Diritto Comune al Diritto Codificato. La Costituzione era l'elemento essenziale per regolare i rapporti tra civili. Il Diritto Comune non era più sufficiente. Serviva un unico corpo di norme unico e completo. Per aggirare l'incertezza del Diritto c'era bisogno del Codice.

In Germania, Thomasius avvia un processo di rinnovamento del pensiero pregresso. Era per la libertà di pensiero e di religione. I danni dello Stato erano causati dalla commissione tra Etica e Diritto. Egli proponeva la distinzione tra foro interno e foro esterno. Era contrario quindi alla lotta pubblica contro la eresia perché il reato di eresia non poteva esistere. Bisognava poi eliminare la tortura poiché era una pena anche sugli innocenti, essa creava una confessione falsa e disumana. Per Thomasius, l'uomo doveva vivere secondo tre principi:

  • Onestamente (in maniera saggia e virtuosa);
  • Decorosamente (benevolmente e correttamente con gli altri);
  • Giustamente (non creare motivo di conflittualità con gli altri).

Altro giurista fu Wolf che fu il primo a ritenere che bisognasse creare un diritto generale uguale per tutti i cittadini, anticipando la codificazione tedesca. Proprio in Germania, inoltre, nel 1701, la Prussia, nata nel XVI da un gruppo di Cavalieri dell'Ordine Teutonico con capitale Berlino e che raccolse i fuggitivi Ugonotti, si trasformo in Regno e ciò non turbò tanto l'Imperatore quando il Papa poiché la Prussia ebbe un Sovrano Protestante. Proprio in Prussia ci fu una burocrazia perfetta dato che i burocrati furono istruiti con la scienza cameratistica che si era sviluppata proprio in Germania.

L'Inghilterra, invece, si presentava come un modello dello Stato Moderno. Si affermò sempre più il Common Law. Lo Stato, invece, si consolido a seguito del Bill of Rights che affermava che i Sovrani dovevano essere Protestanti e inoltre convivere con il Parlamento, che si riuniva anche senza il Sovrano. Fu così il primo Ordinamento Costituzionale. In Inghilterra nasceranno, poi, le prime logge massoniche fondate sulla conservazione sociale.

Fu questo poi il periodo del Colonialismo e della Tratta degli Schiavi.

In ultimo, in Francia, si sviluppo la Fisiocrazia che sosteneva la esistenza di un ordine naturale che poneva la corrispondenza tra politica ed economia e si oppose al mercantilismo. Le loro posizioni liberiste erano volte ad incentivare non l'industria ma la produzione agricola. Influì, poi, in diritto spingendo a creare norme per la tutela della proprietà, diritto natural per eccellenza, che sarà l'Istituto cardine del Codice Napoleonico. Nasce poi il mito dell'uomo selvaggio, l'uomo non contagiato dalla città e da questo si poteva conoscere come vivere non essendo stato contaminato da clero e nobiltà.

L'Italia nell'Età Moderna[modifica]

A partire dal XVI secolo, l'Italia assume sempre più un ruolo minore. Mentre in Francia e Germania si consolida l'assolutismo, in Italia c'è una profonda spaccatura tra Regni e Ducati. In particolare abbiamo i Domini Sabaudi, Borboni, Asbrughi e dello Stato della Chiesa. La matrice comune dei vari Sovrani è il loro agire illuminato, cioè guidato dalla ragione. Ad affiancare questi sovrani spesso vi erano giuristi e personalità di alto rilievo che li spingono a prendere determinate linee di condotta politica. Nei Domini Sabaudi, Vittorio Emanuele II di Savoia cercò di riorganizzare lo Stato nominando dei funzionari e promulgando delle vere e proprie costituzioni (ibridi tra costituzioni e codificazioni). Ma sono codificazioni ancora non complete, che fanno ancora fede nel diritto comune (Corpus Iuris Civilis e Corpus Canonico). Nei Domini Asburghi, Maria Teresa d'Austria e Pietro Leopoldo emanano le costituzioni modenesi, anch'esse nel tentativo di creare la certezza del diritto, ma alla fine le stesse dipendono dal diritto comune. Nel Regno delle due Sicilie non ci saranno forti novità sul piano pubblico ma cambieranno le norme per i magistrati giudiziari: viene infatti limitata di molto la discrezionalità di giudizio dei giudici.

La Germania dalle Consuetudini Medievali al Usus Modernus Pandectarum[modifica]

Nella età medievale fino al XIII secolo l'area tedesca si caratterizza per un assetto politico frammentario e di carattere feudale. Per quanto riguarda l'aspetto del diritto esso si rifà alle regole consuetudinarie che rispecchiano i tratti della coscienza civile locale. Questo materiale trova i suoi interpreti in giudici privi di capacità teorizzante perché privi di una dimensione culturale però molto pratici nella prassi tradizionali e con molto prestigio sociale.

Nel tardo medioevo la società semplice invece acquisisce una sua dinamicità differenziandosi sul piano economico e dando avvio a quel processo del diritto chiamato "Rezeption" ("Recezione"). Tra il Duecento e il Cinquecento la società subisce mutazioni divenendo sempre più complessa e anche si sviluppa una nuova matrice di scienza giuridica con la creazione di una nuova classe di giuristi che impara e poi insegna sia nelle università italiane, francesi e spagnole sia nelle nuove università tedesche.

Questo portò alla creazione di una classe di giuristi nuova che inizio a penetrare anche nella amministrazione dello stato. Questo portò ad influenzare la Dietra di Worms nel 1495 e alla creazione di una Corte Suprema. Questo assise era composto da 16 assessori di cui 8 dovevano avere una grande competenza in materia di diritto comune che era il diritto principale utilizzato dalla Corte Suprema e che solo a richiesta delle parti poteva usare il diritto particolare delle singole località. E proprio con il diritto comune si cercò di riunire il Sacro Romano Impero sotto un unico diritto nonostante le differenze territoriali e amministrative.

Dal Cinquecento all'Ottocento si ha quello che consuetudinariamente è detto "Usus Modernus Pandectarum" cioè un nuovo modo di usare il diritto giustinianeo cioè rileggendolo anche alla luce delle particolarità e degli usi locali. Nasceva così un diritto propriamente tedesco che anche gli stessi operatori del diritto locali riconoscevo come tale e valevole all'interno del Reich Tedesco.