Il diritto nel Basso Medioevo

Da Wikiversità, l'apprendimento libero.
(Reindirizzamento da Il Diritto nel Basso Medioevo)
Jump to navigation Jump to search
lezione
Il diritto nel Basso Medioevo
Tipo di risorsa Tipo: lezione
Materia di appartenenza Materie:
Avanzamento Avanzamento: lezione completa al 100%.

Prospetto Temporale: 1000 d.C. - 1492 d.C.

Dal processo altomedievale al processo romano canonico[modifica]

Una delle novità che segna uno stacco tra l'Alto e il Basso Medioevo è il passaggio dal processo altomedioevale a quello romano canonico. Il processo altomedioevale si sostanziava in:

  • processo orale;
  • giudici non tecnici del diritto;
  • per il penale era basato sul sistema accusatorio (la parte lesa chiamava in causa l'altra parte);
  • come prova venivano usate le ordalie ("prove di Dio").

Dal XII secolo inizia invece a svilupparsi il processo romano canonico. Esso consisteva sul piano civile in:

  • processo scritto;
  • prove razionali (testimonianza in primo luogo);
  • si fa valere solo per le imputazioni rilevate nel processo;
  • si emana la sentenza in base agli atti, non in base ai criteri di moralità ed equità.

Sul piano penale la principale novità consiste nel processo di tipo inquisitorio. Il processo parte su iniziativa del giudice (erano previsti infatti una serie di reati su cui si operava d'ufficio non appena vi era fama del reato). Vi è anche una presunzione di colpa da parte del soggetto.

Il sistema inquisitorio ebbe due effetti. Da un lato i crimini non restavano impuniti. Dall'altro, però, mancava una terzietà del giudice essendo esso stesso accusatore e decisore della sentenza. Fu recuperata la prassi della tortura giudiziale che veniva usata quando non vi erano sufficienti prove per stabilire la colpevolezza. Essa era usata molto spesso perché era necessaria per la condanna una prova piena e quindi una piena confessione. Si ebbe un calo dell'uso della tortura solo con gli anni e con le opere dottrinali avverse ad essa, prima fra tutte Dei delitti e delle pene di Cesare Beccaria. Il processo romano canonico era usato sia nel mondo laico, dove era ammessa assistenza legale, sia nel mondo ecclesiastico dove non era ammessa difesa tecnica e si sopprimevano, da fatti reali, opinioni avverse. In conclusione possiamo dire che se in ambito civile le novità avevano portato ad una maggiore tutela delle parti coinvolte, in ambito penale il processo si risolse in un agile strumento, da parte della Chiesa, di repressione delle ideologie avverse alla stessa.

La Nascita dei Comuni e gli Studi Universitari[modifica]

Tra il XII e il XIII secolo, in Europa, si vive la Crisi dell'Impero. Proprio dalla crisi del sistema feudale nascono i Comuni. È questo il periodo del cosiddetto Urbanesimo con il ritorno di ingenti masse di persone nelle città che comportò anche un rimodulamento dei rapporti sociali. Nascono le Corporazioni professioni con individui appartenenti alle stesse e che si identificavano per i mestieri compiuti. Proprio dalle Corporazioni nascono i Diritti Particolari. I Diritti Particolari erano i Diritti dei Comuni che a loro volta contenevano i Diritti delle diverse corporazioni. Questi Diritti, supportati dai Comuni, giocavano proprio in favore della lotta degli stessi contro il Diritto Comune dell'Impero. Sintomatici sono gli Statuti Comunali che sono la tipologia di Diritti Particolari per eccellenza.

Importante in questo periodo sono gli studi universitari. A Bologna per la prima volta il diritto da ars divenne scientia, grazie a tanti studiosi che avevano come unico obbiettivo dare risposta ai problemi vigenti. Rinasce l'interpretazione dei testi normativi che era stata prima vietata da Giustiniano, poi inutile durante il periodo dell'Alto Medioevo. Interpretazione che veniva compiuta su un testo ritrovato ("caduto dal cielo") che è quello del Digesto. E l'interpretazione della dottrina sarà fondamentale dato che ci sarà una prevalenza della stessa sulle consuetudini. Bologna si presenta quindi come un centro di novità nello studio del diritto e i giuristi formati nella sua università porteranno le nuove concezioni in tutta Europa. Uno dei Giuristi dell'Università di Bologna è sicuramente Irnerio, denominato lucerna iuris, poiché fu il primo a comprendere che il Diritto non era una arts ma una scientia e attraverso l'interpretazione dei testi normativi romani del Corpus Iuris Giustinianeo, in primis del Digesto, si poteva dar soluzione ai problemi del presente. Accanto ad Irnerio, appaiono anche giuristi che si dedicano al diritto canonico, primo tra tutti Graziano che sarà ricordato per aver creato la prima compilazione non ufficiale (Armonia dei Canoni Discordanti) affermando che la discordanza non era un fatto divino, poiché di Dio è espressione d'armonia, ma dell'uomo. Lo strumento usato da questi studiosi è la glossa, una spiegazione del testo giustinianeo che era anche la spiegazione di quella particolare fonte. I glossatori sono meri esegeti del diritto anche se con il tempo si avrà sempre più un approccio logico-sistematico. Dal XIII al XIV secolo si userà invece il commento. I commentatori useranno la fonte del diritto per i problemi della realtà[non chiaro]. La differenza tra glossatori e commentatori si comprende dalla meccanica interpretativa del testo: la glossa mira all'esegesi letterale del corpus mentre il commento è l'analisi del testo volta alla comprensione della ratio legis. Schematizzando quindi:

  • Glossatori: la realtà si adegua al Corpus iuris'. Cercano una giustificazione alla realtà nella fonte, che non viene mai toccata;
  • Commentatori: Il Corpus iuris si adegua alla realtà. È una fonte usata nella pratica, tanto è vero che faranno parte di questo gruppo prevalentemente avvocati e operatori pratici del diritto.

Un'applicazione concreta del diritto romano è la contesa tra Lega lombarda e Federico Barbarossa che porterà alla redazione del Trattato della Pace di Costanza che entrerà, insieme al Corpus giustinianeo e ai libri feudorum con lo iussus feudorum (diritto proprio dei feudi), a far parte di un corpus proprio di questi giuristi a seguito del passaggio dalla glossa al commento. Proprio in questo sta la nuova visione del diritto comune che sarà lo studio del diritto civile e del diritto canonico nelle università. È bene segnalare a conclusione una diversità delle università tra settentrione e meridione italiano. A nord le università erano volute e pagate dagli studenti. A sud invece, in particolare a Napoli, si ebbe la prima università di Stato, la Federico II di Svevia, dal nome proprio dell'imperatore che volle fortemente la sua costituzione. Università di Stato che era prevalentemente volta alla formazione dei futuri dipendenti dello Stato meridionale.

Lo Studio dell'Editto di Tessalonica "Cunctos Populos" e il Particolarismo[modifica]

Una importanza centrale ebbe lo Studio dell'Editto di Tessalonica "Cunctos Populos". Questo Editto, emesso il 27 febbraio 380 d.C. dagli imperatori Graziano, Teodosio I e Valentiniano II, impose la religione cristiana come culto di stato e sanzionava con la vendetta pubblica gli eretici. Proprio dal rapporto che usava nel distinguere i vari popoli tra chi era sotto l'egida della legge imperiale e chi no si riuscirono a risolvere le controversie tra gli ordinamenti. Nascevano così le basi del Diritto Internazionale Privato. Il problema centrale era il particolarismo che si divideva in:

  • Particolarismo Oggettivo: tanti diritti particolari (statuti);
  • Particolarismo Soggettivo: regola i rapporti tra i mercanti, gli artigiani e così via.

Lo studio dell'Editto Cunctos Populos riuscì a dare soluzione a tante tematiche che si impattavano sul problema di quale diritto applicare in costanza di due soggetti di nazionalità diversa e quindi con diritti particolari diversi: capacità giuridica, stipula dei contratti su beni mobili e immobili, successioni, diritto penale, opera processuale. Analizziamo brevemente le soluzioni trovate per ogni problema.

Capacità Giuridica e Status Persona: Doveva essere regolato secondo il principio della legge personale dell'interessato indipendentemente dal luogo in cui si trovava (esempio un fiorentino segue la legge di Firenze anche se si trova a Venezia). In seguito si ritenne di dover applicare la propria legge se era più conveniente di quella del luogo viceversa se invece era meno conveniente si applicava la legge locale iniziando a creare quello che poi sarà una consuetudine anche di oggi di applicare la legge del luogo.

Contratti: Si applica la legge del luogo anche se vi sono eccezioni legate alla tradizione e al senso classico. Esempio per la dote si teneva conto della legge personale del marito indipendentemente dal luogo. Per gli immobili si seguiva la regola del luogo dove era l'immobile stesso (lex rei site). Se poi vi erano dei particolari oneri legati alla persona si seguiva la legge del persona stessa.

Successioni: Se c'è testamento si segue la legge del luogo. Il problema nasce quando non vi è testamento. Il problema sorse, principalmente, in relazione alla Questione Inglese, dove vi era il diritto di primogenitura (tutto ereditato dal primogenito) mentre in Italia vi era la divisione dei beni con l'esclusione della sola donna. Si cerco di dare una soluzione con giuristi che si posizionarono o a dar rilievo alla sola legge del luogo o dar rilievo alla sola legge personale. Una posizione di mediazione si ebbe con Bartolo il quale affermò che entrambi i criteri potevano essere usati e che dovesse prevalere l'uno sull'altro solo in base alla convenienza da parte del privato.

Penale: Si segue la legge del luogo dove è avvenuto il Reato.

Analizzando il Diritto Particolare Soggettivo, che regola i rapporti tra le corporazione, bisogna ricordare il Diritto Commerciale (Ius Mercantile) che si applica solo ai commercianti e che hanno anche tribunali speciali: i Consolati per il commercio marittimo e le Mercanzie per il commercio in generale. Per mercanti si intendeva non solo chi realizzava le merci ma anche chi le trasportava e le vendeva. Era un Diritto estraneo allo Stato tranne che per alcune città dove c'era comunanza tra diritto statale e diritto commerciale. In modo identico era il Diritto delle Corporazioni, individui che univano la stessa arts, con propri tribunali e regole estranei allo Stato. Lo Stato si tenne fuori fino a quando non assunsero notevole potere. La reazione dei Comuni al Diritto Commerciale fu la creazione del tribunale delle mercanzie che controllavano anche la validità delle monete che erano create da zecche ufficiali. Tra il XIV e il XV secolo i mercanti acquisirono anche potere politico (esempio rilevante è quello di Venezia). Ci furono novità anche politiche-sociali. Nacque la Cambiale o lettera cambiale che serviva ad eludere i divieti di usura che rappresenta il fenomeno della mobilitazione del credito. La Rappresaglia se venivo catturato in modo ingiusto in un altro Stato, i cittadini della mia città di origine si rivalevano sugli stranieri dello Stato che mi deteneva (chiaramente figlio di quel senso germanico ancora presente). Vi era una generale libertà di forma del contratto che doveva essere semplice. Il Diritto Comune puntava alla stabilità dei rapporti mentre lo Ius Mercatorum sulla dinamicità. Lo Sviluppo del Mercato permise anche la tutela per chi acquistava da chi non era proprietario.

L'effetto negativo di tutto questo fu la non certezza sul diritto proprio a causa delle diverse interpretazioni. Si cerco di porre un freno all'incertezza del diritto, che sarà poi colmata dal Codex Napoleon, con quattro criteri:

  1. Communis Opinio: Fine XIV secolo. Il magistrato chiedeva alle parti di trovare pareri per avallare la propria opinioni. I magistrati di fronte a questi pareri dovevano valutare sia quantitativamente che qualitativamente quali erano i migliori (con il tempo prevalse la qualità sulla quantità, più importante era l'autore del parere più vi era possibilità di vittoria).
  2. Leggi delle Citazioni: Tra il XV e il XV secolo. Seguendo l'esempio della legge delle citazioni di Valentiniano del 426 d.C. che impose come interpretazioni valide solo quelle di cinque giuristi (Papiniano, Gaio, Ulpiano, Modestino e Paolo) anche in questo periodo si impose la validità delle interpretazione dei soli giuristi Bartolo (civile) e Giovanni d'Andrea (canonico) a cui si aggiunsero Baudo (civile) e Nicola De Tedeschi (canonico). Questo sistema prese piede solo in Spagna. In Italia non ebbe mai tanta vita poiché da una parte il potere dei giuristi era molto forte dall'altra poiché impediva ai giuristi futuri di creare proprie opinioni.
  3. Referé Legislatif (Riserva del Legislatore): Tra il XVII secolo e la Rivoluzione Francese. Se c'era una lacuna o non si capiva si ricorreva al legislatore. Non ebbe successo proprio in Francia poiché si allungavano di molto i tempi giudiziari attendendo i tempi legislativi. E per questo si ritenne necessaria la creazione della Corte di Cassazione (tribunale di legittimità) che valutava se i giudici di prima e seconda istanza avessero valutato bene la legge con la loro interpretazione. In Italia si deve aspettare il XX secolo per avere la Corte di Cassazione.
  4. Stare Decisis (Dare valore precedente vincolante alla Giurisprudenza): Se un magistrato decide in un determinato modo per quella causa quello stesso modo viene usato per le cause successive analoghe. La decisione diviene vincolante per le cause analoghe. È un sistema che non ha sviluppo nel Civil Law tanto è vero che in Italia le decisioni dei magistrati sono di supporto per le decisioni in cause analoghe ma non vincolanti.