Formazione dei temi derivati in arabo

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lezione
Formazione dei temi derivati in arabo
Tipo di risorsa Tipo: lezione
Materia di appartenenza Materia: Lingua e letteratura araba
Avanzamento Avanzamento: lezione completa al 50%.

La morfologia del verbo arabo prevede aumenti della radice, conosciuti come forme derivate, un esempio delle forme derivate che si ritrovano nelle lingue semitiche. Per un tipico verbo basato su una radice trilittera (ossia una radice formata da tre consonanti), la forma base è detta I forma, mentre quelle aumentate II forma, III forma, ecc. Le forme normalmente utilizzate vanno dalla I alla X; le forme dalla XI alla XV sono rare o obsolete. Le forme IX e XI sono usate solo con radici aggettivali che si riferiscono a colori e a difetti fisici (ad esempio "rosso", "blu", "cieco", "sordo", ecc.) e sono verbi stativi che hanno il significato di "essere X" o "diventare X" (ad esempio, la IX forma iḥmarra 'essere rosso, diventare rosso, arrossire' o l'XI forma iḥmārra, con lo stesso significato). Sebbene la struttura che una data radice assume in un particolare aumento sia predicibile, non lo è il suo significato (sebbene molti aumenti siano associati a uno o più significati "usuali" o prototipici) e non tutti gli aumenti sono possibili per una data radice. Da questo si ricava che gli aumenti sono parte del sistema di morfologia derivazionale e non del sistema flessivo.

Formazione dei temi derivati (le "forme derivate")[modifica]

La costruzione di una data forma aumentata è normalmente indicata tramite la radice modello f–ʿ–l (ف ع ل), presa in prestito dal verbo faʿala 'fare'. Siccome in arabo non esiste un diretto equivalente dell'infinito presente nelle lingue occidentali, la forma della terza persona singolare maschile è utilizzata come forma di citazione di un dato verbo, ossia la forma che si trova nei dizionari e che viene utilizzata per la discussione grammaticale. Per questo, la parola faʿala accennata sopra ha come significato 'egli fece', ma si traduce 'fare' quando è usata come forma di citazione.

Esistono inoltre verbi costruiti da radici quadrilittere (cioè di quattro consonanti). Ci sono quattro forme aumentate per questi verbi, simili alle forme II, V, VII e IX dei verbi trilitteri, indicate come Iq, IIq, IIq, IVq. Le forme IIIq e IVq sono alquanto rare. La costruzione di questi verbi è data solitamente per mezzo del verbo modello faʿlala. La scelta di questo particolare verbo è in questo caso poco soddisfacente, perché la terza e la quarta consonante di un vero verbo quadrlittero non sono uguali; questo si rivela essere un problema nella IV forma, per la quale nelle tabelle seguenti si usa il verbo modello faʿlaqa.

Alcune grammatiche, specialmente quelle delle varietà di arabo parlato, preferiscono altre radici modello. Ad esempio, Wallace M. Erwin in A Short Reference Grammar of Iraqi Arabic utilizza فمل FaMaLa e فستل FaSTaLa per le radici, rispettivamente, trilittere e quadrilittere (le lettere F-M-L stanno per first, middle, last, mentre F-S-T-L stanno per first, second, third, last). Solitamente le consonanti radicali sono scritte in maiuscolo.

L'uso di associare le forme aumentate con i numeri romani è una creazione degli studi occidentali. Nella tradizione grammaticale araba non sono numerate e si preferisce invece chiamarle con la forma di citazione; ad esempio, la V forma viene detta semplicemente "forma tafaʿʿala".

Verbi Forme nominali Significati tipici, note Esempi
Attivo Passivo Participio attivo Participio passivo Nome verbale
Passato (3ª sg. masc.) Non-passato (3ª sg. masc.) Imperativo (2ª sg. masc.) Passato (3ª sg. masc.) Non-passato (3ª sg. masc.) sg. masc.
I فَعَلَ

faʿala

يَفْعُلُ

yafʿulu

اُفْعُلْ

ufʿul

فُعِلَ

fuʿila

يُفْعَلُ

yufʿalu

فَاعِل

fāʿil

مَفْعول

mafʿūl

فَعْل faʿl, فُعُول fuʿūl, فِعْل fiʿl, (فُعْل(ة fuʿl(a), (فَعَال(ة faʿāl(a), (فِعَال(ة fiʿāl(a), ecc. forma base del verbo (كتب (يكتب kataba (yaktubu) 'scrivere"; (دخل (يدخل dakhala (yadkhulu) 'entrare'; (درس (يدرس darasa (yadrusu) 'studiare"; (قتل (يقتل {qatala (yaqtulu) 'uccidere'
يَفْعِلُ

yafʿilu

اِفْعِلْ

ifʿil

(حمل (يحمل ḥamala (yaḥmilu) 'portare'; (قدر (يقدر qadara (yaqdiru) 'essere in grado'; (عرف (يعرف ʿarafa (yaʿrifu) 'conoscere'; (جلس (يجلس jalasa (yajlisu) 'sedere'
يَفْعَلُ

yafʿalu

اِفْعَلْ

ifʿal

solitamente con una consonante gutturale (ʾ, ʿ, h, ḥ) in seconda o terza posizione (قطع (يقطع qaṭaʿa (yaqṭaʿu) 'tagliare'; (قرأ (يقرأ qaraʾa (yaqraʾu) "leggere"; (ظهر (يظهر ẓahara (yaẓharu) 'sembrare'; (بحث (يبحث baḥatha (yabḥathu) 'cercare'
فَعِلَ

faʿila

spesso sono verbi stativi (condizioni temporanee) (فهم (يفهم fahima (yafhamu) 'capire'; (ركب (يركب rakiba (yarkabu) 'cavalcare'; (شرب (يشرب shariba (yashrabu) 'bere'; (لبس (يلبس labisa (yalbasu) 'indossare'
يَفْعِلُ

yafʿilu

اِفْعِلْ

ifʿil

spesso sono verbi stativi (condizioni temporanee); rari eccetto con و w iniziale (che sparisce nel non-passato) (حسب (يحسب ḥasiba (yaḥsibu) 'stimare'; (وثق (يثق wathiqa (yathiqu) 'avere fiducia'
فَعُلَ

faʿula

يَفْعُلُ

yafʿulu

اُفْعُلْ

ufʿul

solo con verbi stativi (solo condizioni permanenti) (كبر (يكبر kabura (yakburu) 'diventare grande'; (كثر (يكثر kathura (yakthuru) 'essere numeroso'; (بعد (يبعد baʿuda (yabʿudu) 'essere lontano (da)'; (كرم (يكرم karuma (yakrumu) 'essere/diventare nobile'
II فَعَّلَ

faʿʿala

يُفَعِّلُ

yufaʿʿilu

فَعِّلْ

faʿʿil

فُعِّلَ

fuʿʿila

يُفَعِّلُ

yufaʿʿalu

مُفَعِّل

mufaʿʿil

مُفَعَّل

mufaʿʿal

تَفْعِيل

tafʿīl

causativo e intensivo; denominativo; transitivo della I forma. كتّب kattaba 'far scrivere (qualcosa a qualcuno)'; دخّل dakhkhala 'portare dentro (qualcuno/qualcosa)'; درّس darrasa 'insegnare'; قتّل qattala 'massacrare'; حمّل ḥammala 'imporre'; عرّف ʿarrafa 'annunciare, informare'; قطّع qaṭṭaʿa "tagliare a pezzi"
III فاعَلَ

fāʿala

يُفَاعِلُ

yufāʿilu

فَاعِلْ

fāʿil

فُوعِلَ

fūʿila

يُفَاعَلُ

yufāʿalu

مُفَاعِل

mufāʿil

مُفَاعَل

mufāʿal

مُفَاعَلة، فِعَالة

mufāʿalah, fiʿāl

i verbi in questa forma richiedono un oggetto diretto che spesso è "con" e a volte "contro". كاتب kātaba 'scrivere a, avere corrispondenza con (qualcuno)'; داخل dākhala 'abbattersi su (qualcuno)'; دارس dārasa 'studiare con (qualcuno)'; قاتل qātala 'combattere'; جالس jālasa 'sedere (con qualcuno), tenere compagnia (a qualcuno)'; قاطع qāṭaʿa 'dissociarsi (da), interrompere, troncare i rapporti (con qualcuno)'
IV أَفْعَلَ

afʿala

يُفْعِلُ

yufʿilu

أَفْعِلْ

afʿil

أُفْعِلَ

ufʿila

يُفْعَلُ

yufʿalu

مُفْعِل

mufʿil

مُفْعَل

mufʿal

إِفْعَال

ifʿāl

solitamente transitivo e causativo della I forma (questa forma non ha significato intransitivo). أكتب aktaba 'dettare'; أدخل adkhala 'portare dentro (qualcuno), portare fuori (qualcosa)'; أقدر aqdara 'permettere'; أجلس ajlasa 'sedere'; أقطع aqṭaʿa 'far troncare (un rapporto a qualcuno), separarsi dalla compagnia, assegnare un feudo'
V تَفَعَّلَ

tafaʿʿala

يَتَفَعَّلُ

yatafaʿʿalu

تَفَعَّلْ

tafaʿʿal

تُفُعِّلَ

tufuʿʿila

يُتَفَعَّلُ

yutafaʿʿalu

مُتَفَعِّل

mutafaʿʿil

مُتَفَعَّل

mutafaʿʿal

تَفَعُّل

tafaʿʿul

solitamente riflessivo della II forma. تدخّل tadakhkhala 'interferire, disturbare'; تدرّس tadarrasa 'imparare'; تحمّل taḥammala 'sopportare, subire'; تعرّف taʿarrafa 'familiarizzare (con qualcuno), incontrare'; تقطّع taqaṭṭaʿa 'essere tagliato fuori, essere interrotto, essere intermittente'
VI تَفاعَلَ

tafāʿala

يَتَفاعَلُ

yatafāʿalu

تَفاعَلْ

tafāʿal

تُفوعِلَ

tufūʿila

يُتَفاعِلُ

yutafāʿalu

مُتَفاعِل

mutafāʿil

مُتَفَاعَل

mutafāʿal

تَفَاعُل

tafāʿul

reciproco della III forma; anche "far finta di" تكاتب takātaba 'scriversi reciprocamente'; تداخل tadākhala 'interferire, immichiarsi'; تدارس tadārasa 'studiare accuratamente con qualcuno'; تقاتل taqātala 'combattere con qualcuno'; تحامل taḥāmala 'maltrattare, essere prevenuto'; تعارف taʿarrafa 'familiarizzare a vicenda, venire a sapere (qualcosa)'; تقاطع taqāṭaʿa 'separare la compagnia, interrompere le relazioni, intersecarsi (di strade)'
VII اِنْفَعَلَ

infaʿala

يَنْفَعِلُ

yanfaʿilu

اِنْفَعِلْ

infaʿil

اُنْفَعِلَ

(unfuʿila)

يُنْفَعَلُ

(yunfaʿalu)

مُنْفَعِل

munfaʿil

مُنْفَعَل

munfaʿal

اِنْفِعَال

infiʿāl

anticausativo della I forma; انكتب inkataba 'firmare'; انقطع inqaṭaʿa 'essere estromesso, cessare, sospendere'
VIII اِفْتَعَلَ

{iftaʿala)

يَفْتَعِلُ

yaftaʿilu

اِفْتَعِلْ

iftaʿil

اُفْتُعِلَ

uftuʿila

يُفْتَعَلُ

yuftaʿalu

مُفْتَعِل

muftaʿil

مُفْتَعَل

muftaʿal

اِفْتِعَال

iftiʿāl

reflessivo della I forma; spesso le variazioni di significato non sono prevedibili اكتتب iktataba 'copiare (qualcosa), venire registrato'; اقتتل iqtatala 'combattere (con)'; احتمل iḥtamala 'portare via, sopportare, permettere'; اقطدر iqtadara 'essere in grado'; iʿtarafa 'confessare, riconoscere'; ; اقتطع iqtaṭaʿa 'prendere una parte (di qualcosa), strappare, dedurre'
IX اِفْعَلَّ

ifʿalla

يَفْعَلُّ

yafʿallu

اِفْعَلِلْ

ifʿalil

(اُفْعُلَّ)

(ufʿulla)

(يُفْعَلُّ)

(yufʿallu)

مُفْعَلّ

mufʿall

اِفْعِلَال

ifʿilāl

stativo ("essere X", "diventare X"), specialmente con colori (ad esempio "rosso", "blu") e difetti fisici. احمرّ iḥmarra 'diventare rosso, arrossire'; اسودّ iswadda 'essere/diventare nero'; اصفرّ iṣfarra 'diventare giallo, impallidire'; احولّ iḥwalla 'essere strabico'
X اِسْتَفْعَلَ

istafʿala

يَسْتَفْعِلُ

yastafʿilu

اِسْتَفْعِلْ

istafʿil

اُسْتُفْعِلَ

ustufʿila

يُسْتَفْعَلُ

yustafʿalu

مُسْتَفْعِل

mustafʿil

مُسْتَفْعَل

mustafʿal

اِسْتِفْعَال

istifʿāl

"chiedere di X"; "volere (+ infinito)"; "considerare (qualcuno) essere X"; causativo, e talvolta autocausativo; talvolta il significato cambia in modo imprevedibile استكتب istaktaba 'chiedere (a qualcuno) di scrivere (qualcosa)'; استقتل istaqtala 'mettere a rischio la vita'; استقدر istaqdara 'chiedere (a Dio) forza o abilità'; استعرف istaʿrafa 'riconoscere'; استقطع istaqṭaʿa 'richiedere come feudo'
XI اِفْعَالَّ

ifʿālla

يَفْعالُّ

yafʿāllu

اِفْعالِلْ

ifʿālil

مُفْعَالّ

mufʿāll

اِفْعِيلَال

ifʿīlāl

raro eccetto in poesia; stesso significato della IX forma احمارّ iḥmārra "diventare rosso, arrossire"; اصحابّ iṣhābba 'essere/diventare rossastro'; الهاجّ ilhājja 'raggelarsi'
XII اِفْعَوْعَلَ

ifʿawʿala

يَفْعَوْعِلُ

yafʿawʿilu

اِفْعَوْعِلْ

ifʿawʿil

اُفْعُوعِلَ

ufʿūʿila

يُفْعَوْعَلُ

yufʿawʿalu

مُفْعَوْعِل

mufʿawʿil

مُفْعَوْعَل

mufʿawʿal

اِفْعِيعَال

ifʿīʿāl

molto rari, con significati specializzati; spesso stativi احدودب iḥdawdaba 'essere convesso, essere gobbo'; اغدودن ighdawdana 'crescere lungo e folto (di capelli)'; احلولك iḥlawlaka 'essere nero come la pece'; اخشوشن ikhshawshana 'essere crudo, condurre una vita difficile'
XIII اِفْعَوَّلَ

ifʿawwala

يَفْعَوِّلُ

yafʿawwilu

اِفْعَوِّلْ

ifʿawwil

اُفْعُوِّلَ

ufʿuwwila

يُفْعَوَّلُ

yufʿawwalu

مُفْعَوِّل

mufʿawwil

مُفْعَوَّل

mufʿawwal

اِفْعِوَّال

ifʿiwwāl

الجوّذ ijlawwadha 'galoppare'; اعلوّط iʿlawwaṭa 'aggrapparsi al collo di (un cammello)'
XIV اِفْعَنْلَلَ

ifʿanlala

يَفْعَنْلِلُ

yafʿanlilu

اِفْعَنْلِلْ

ifʿanlil

اُفْعُنْلِلَ

ufʿunlil

يُفْعَنْلَلُ

yufʿanlalu

مُفْعَنْلِل

mufʿanlil

مُفْعَنْلَل

mufʿanlal

اِفْعِنْلَال

ifʿinlāl

اقعنسس iqʿansasa 'avere il petto in fuori'; اقعندد iqʿandada 'resiedere'; اسحنكك isḥankaka 'diventare molto scuro'
XV اِفْعَنْلَى

ifʿanlā

يَفْعَنْلَى

yafʿanlā

اِفْعَنْلَ

ifʿanla

اُفْعُنْلِيَ

ufʿunliya

يُفْعَنْلَى

yufʿanlā

مُفْعَنْلٍ

mufʿanlin

مُفْعَنْلًى

mufʿanlan

اِفْعِنْلَاع

ifʿinlāʾ

احرنبى iḥranbā 'diventare molto furioso'; اغرندى ighrandā 'maledire e colpire (qualcuno)'
Iq فَعْلَقَ

faʿlaqa

يُفَعْلِقُ

yufaʿliqu

فَعْلِقْ

faʿliq

فُعْلِقَ

fuʿliqa

يُفَعْلَقُ

yufaʿlaqu

مُفَعْلِق

mufaʿliq

مُفَعْلَق

mufaʿlaq

فَعْلَقة faʿlaqat, occ. فَعْلَاق faʿlāq, فِعْلَاق fiʿlāq forma base, spesso transitiva o denominativa; simile alla II forma, ma il nome verbale è diverso; sono comuni le radici raddoppiate del tipo فعفع faʿfaʿa, talvolta anche فعفل faʿfala دحرج daḥraja 'arrotolare (qualcosa)'; ترجم tarjama 'tradurre, fare l'interprete'; هندس handasa 'progettare, fare un progetto'; بيطر bayṭara 'praticare la chirurgia veterinaria' (< 'veter(inaria)'); زلزل zalzala 'scuotere (qualcosa), atterrire'; وسوس waswasa 'sussurrare'; غرغر gharghara "fare gargarismi"
IIq تَفَعْلَقَ

tafaʿlaqa

يُتَفَعْلِقُ

yatafaʿlaqu

تَفَعْلِقْ

tafaʿlaq

تُفُعْلِقَ

tufuʿliqa

يُتَفَعْلَق

yutafaʿlaqu

مُتَفَعْلِق

mutafaʿliq

مُتَفَعْلَق

mutafaʿlaq

تَفَعْلُق

tafaʿluq

riflessivo della forma Iq; frequentativo intransitivo denominativo; simile alla V forma تدحرج tadaḥraja 'arrotolare' (intrans.)'; تزلزل tazalzala 'scuotere (intrans.), tremare'; تفلسف tafalsafa 'filosofare' (< فيلسوفـ faylasūf- 'filosofo'); تمذهب tamadhhaba 'seguire una setta' (< مذهبـ madhhab- 'setta' < ذهب dhahaba 'andare'); تقهقر taqahqara 'essere respinto'
IIIq اِفْعَنْلَقَ

ifʿanlaqa

يَفْعَنْلِقُ

yafʿanliqu

اِفْعَنْلِقْ

ifʿanliq

اُفْعُنْلِقَ

ufʿunliqa

يُفْعَنْلَقُ

yufʿanlaqu

مُفْعَنْلِق

mufʿanliq

مُفْعَنْلَق

mufʿanlaq

اِفْعِنْلَاق

ifʿinlāq

rari اخرنطم ikhranṭama 'essere orgoglioso' (cf. الخرطوم al-Kharṭūm- 'Khartum')
IVq اِفْعَلَقَّ

ifʿalaqqa

يَفْعَلِقُّ

yafʿaliqqu

اِفْعَلْقِقْ

ifʿalqiq

اُفْعُلِقَّ

ufʿuliqqa

يُفْعَلَقُّ

yufʿalaqqu

مُفْعَلِقّ

mufʿaliqq

مُفْعَلَقّ

mufʿalaqq

اِفْعِلْقَاق

ifʿilqāq

di solito intransitivi; piuttosto rari اطمأنّ iṭmaʾanna 'essere tranquillo, calmo'; اضمحلّ iḍmaḥalla 'svanire, rimpicciolirsi'; اقشعرّ iqshaʿarra 'rabbrividire di terrore'

Ogni forma può avere o la diatesi attiva o quella passiva nel passato e nel non-passato, ciò comporta che le forme riflessive siano diverse da quelle passive.

Da notale che il passivo delle forme I e V coincide. Non ci sono altre possibilità di confusione.

Verbi sani[modifica]

I verbi sani sono quelli senza irregolarità. I verbi irregolari sono detti deboli; generalmente ciò si verifica o (1) nei verbi in cui una delle consonanti radicali è و w, ي y o ﺀ ʾ (), oppure (2) nei verbi in cui la seconda e la terza consonante sono uguali.

Alcuni verbi che sarebbero classificati come deboli sono tuttavia coniugati come i verbi sani. Ciò accade, ad esempio:

  • nella maggior parte dei casi quando la sola debolezza è rappresentata dalla hamza; l'irregolarità è nell'ortografia araba e non nella pronuncia, salvo pochi casi.
  • nella maggior parte dei casi quando la debolezza è rappresentata dalla y come prima radicale (ossia verbi assimilati).
  • in tutti i verbi della II, III, V e VI forma la cui sola debolezza è una و w o una ي y nella prima o nella seconda radicale, o anche entrambe.

Assimilazioni nell'VIII forma[modifica]

L'VIII forma ha una ـتـ -t- infissa nella radice, subito dopo la prima consonante radicale. Questa ـتـ -t- si assimila a certe consonanti coronali che costituiscono la prima consonante della radice. In particolare, nelle radici la cui prima consonante è د، ز، ث، ذ، ص، ط، ض، ظ d z th dh ṣ ṭ ḍ ẓ la combinazione di radice e infisso ت t appare come دّ، زد، ثّ، ذّ، صط، طّ، ضط، ظّ dd zd thth dhdh ṣṭ ṭṭ ḍṭ ẓẓ: la t, cioè, assume l'enfasi delle consonanti enfatiche ص، ط، ض، ظ ṣ ṭ ḍ ẓ, la sonorità di د، ز d z e si assimila completamente alle consonanti interdentali ث، ذ، ظ th dh ẓ. Il cluster ضط ḍṭ, come in اضطرّ iḍṭarra 'obbligare, costringere', è inaspettato tenendo conto della pronuncia moderna, dato che presenta una consonante sonora accanto a una sorda; ciò induce a pensare che ط fosse originariamente sonora, mentre ض fosse pronunciata come un'enfatica non di د d ma di un insolito suono laterale (ض era probabilmente una fricativa laterale alveolare sonora /ɮˤ/ o una simile affricata /dɮˤ/ or /dˡˤ/; vedi la voce sulla lettera ض ḍād).

Verbi difettivi (di terza debole)[modifica]

Oltre alla I forma attiva, c'è una sola forma possibile per ogni verbo, a prescindere che la terza consonante radicale sia و w o ي y. Tutti i verbi derivati difettivi hanno le stesse terminazioni attive del tipo (فعى (يفعي faʿā (yafʿī) eccetto nelle fomre V e VI, che hanno invece le terminazioni del passato come il tipo (فعى (يفعي faʿā (yafʿī), ma quelle del non-passato come il tipo (فعي (يفعى faʿiya (yafʿā). Le terminazioni del passivo di tutti i verbi difettivi (sia di I forma che derivati) sono uguali al tipo (فعي (يفعى faʿiya (yafʿā). I nomi verbali hanno varie irregolarità: femminile nella II forma, della declinazione in -in per la V e VI forma, colpo di glottide invece di w/y nella radice nelle forme VII–X.

I participi attivi e passivi delle forme derivate dei verbi difettivi appartengono rispettivamente alla declinazione -in e a quella in -an.

I verbi difettivi in X forma sono alquanto rari. Heywood e Nahmad citano un verbo di questo tipo, iʿmāya 'essere/diventare cieco', che non segue la forma attesa اعميّ *iʿmayya.[1] Essi citano inoltre un altrettanto raro verbo in XI forma اعمايّ iʿmāyya 'essere/diventare cieco' — stavolta con la costruzione attesa.

Verbi Forme nominali
Attivo Passivo Participio attivo Participio passivo Nome verbale
Passato (3ª sg. masc.) Non-passato (3ª sg. {masc.) Imperativo (2ª sg. masc.) Passato (3ª sg. masc.) Non-passato (3ª sg. masc.) sg. masc. nom.
I فَعَى
faʿā
يَفْعِي
yafʿī
اِفْعِ
ifʿi
فُعِيَ
fuʿiya
يُفْعَى
yufʿā
فَاعٍ
fāʿin
مَفْعِيّ
mafʿiyy
فَعْي faʿy, فَعْو faʿw, فَعًى faʿan, فِعًى fiʿan, فَعَاء faʿāʾ, فَاعِية fāʿiya, فِعَاية fiʿāya, فَعَاوة faʿāwah, مَفْعَاة mafʿā, مَفْعِية mafʿiya, فُعْية fuʿya, فُعْوة fuʿwa, فُعُوْ fuʿuww, فُعْوَان fuʿwān, ecc.
فَعَا
faʿā
يَفْعُو
yafʿū
اُفْعُ
ufʿu
مَفْعُوّ
mafʿuww
فَعِيَ
faʿiya
يَفْعَى
yafʿā
اِفْعَ
ifʿa
مَفْعِيّ
mafʿiyy
II فَعَّى
faʿʿā
يُفَعِّي
yufaʿʿī
فَعِّ
faʿʿi
فُعِّيَ
fuʿʿiya
يُفَعّى
yufaʿʿā
مُفَعٍّ
mufaʿʿin
مُفَعًّى
mufaʿʿan
تَفْعِية
tafʿiya
III فَاعَى
fāʿā
يُفَاعِي
{yufāʿī
فَاعِ
fāʿi
فوعِيَ
fūʿiya
يُفَاعَى
yufāʿā
مُفَاعٍ
mufāʿin
مُفَاعًى
mufāʿan
مُفَاعَاة mufāʿā, فِعَاء fiʿāʾ
IV أَفْعَى
afʿā
يُفْعِي
yufʿī
أَفْعِ
afʿi
أُفْعِيَ
ufʿiya
يُفْعَى
yufʿā
مُفْعٍ
mufʿin
مُفْعًى
mufʿan
إفْعَاء
ifʿāʾ
V تَفَعَّى
tafaʿʿā
يَتَفَعَّى
yatafaʿʿā
تَفَعَّ
tafaʿʿa
تُفُعِّيَ
tufuʿʿiya
يُتَفَعَّى
yutafaʿʿā
مُتَفَعٍّ
mutafaʿʿin
مُتَفَعًّى
mutafaʿʿan
تَفَعٍّ
tafaʿʿin
VI tafāʿā يَتَفاعَى
yatafāʿā
تَفاعَ
tafāʿa
تُفوعِيَ
tufūʿiya
يُتَفاعَى
yutafāʿā
مُتَفَاعٍ
mutafāʿin
مُتَفاعًى
mutafāʿan
تَفَاعٍ
tafāʿin
VII اِنْفَعَى
infaʿā
يَنْفَعِي
yanfaʿī
اِنْفَعِ
infaʿi
(اُنْفُعِ)
(unfuʿī)
(يُنْفَعَى)
(yunfaʿā)
مُنْفَعٍ
munfaʿin
مُنْفَعًى
munfaʿan
اِنْفِعَاء
infiʿāʾ
VIII اِفْتَعَى
iftaʿā
يَفْتَعِي
yaftaʿī
اِفْتَعِ
iftaʿi
اُفْتُعِيَ
uftuʿiya
يُفْتَعَى
yuftaʿā
مُفْتَعٍ
muftaʿin
مُفْتَعًى
muftaʿan
اِفْتِعَاء
iftiʿāʾ
IX (اِفْعايَ (اِفْعَيَيْت
ifʿāya (ifʿayaytu?)
(يَفْعَايُ (يَفْعَيْنَ
yafʿāyu (yafʿayna?)
اِفْعَيْ
ifʿay?
مُفْعَاي
mufʿāy
اِفْعِيَاء
ifʿiyāʾ
X اِسْتَفْعَى
istafʿā
يَسْتَفْعِي
yastafʿī
اِسْتَفْعِ
istafʿi
اُسْتُفْعِيَ
ustufʿiya
يُسْتَفْعَى
yustafʿā
مُسْتَفْعٍ
mustafʿin
مُسْتَفْعًى
mustafʿan
اِسْتِفْعَاء
istifʿāʾ

Verbi concavi (di seconda debole)[modifica]

Qui sono mostrate solo le forme con irregolarità; quelle mancanti sono del tutto regolari, con w o y come seconda radicale, a seconda della radice. Nelle forme IV e X troviamo nomi verbali femminili inattesi.

Verbi Forme nominali
Attivo Passivo Participio attivo Participio passivo Nome verbale
Passato (3ª sg. masc.) Non-passato (3ª sg. {masc.) Imperativo (2ª sg. masc.) Passato (3ª sg. masc.) Non-passato (3ª sg. masc.) sg. masc.
I (فَالَ (فِلْت
fāla (filtu)
يَفِيلُ
yafīlu
فِلْ
fil
فُوِلَ
fuwila
يُفَالُ
yufālu
فَائِل
fāʾil
مَفِيل
mafīl
solitamente فَوْل fawl, فَيْل fayl; also فُول fūl, فَوَال fawāl, (فِيَال(ة fiyāl(a), فِوَال fiwāl, فُوَال fuwāl, (مَفَال(ة mafāl(a), مَفِيل mafīl etc.
(فَالَ (فُلْت
fāla (fultu)
يَفُولُ
yafūlu
فُلْ
ful
مَفُول
mafūl
(فَالَ (فِلْت
fāla (filtu)
يَفَالُ
yafālu
فَلْ
fal
مَفُول
mafīl
(فَالَ (فُلْت
fāla (fultu)
مَفُول
mafūl
IV (أَفَالَ (أَفَلْت
’afāla (ʾafaltu)
يُفِيلُ
yufīlu
أَفِلْ
’afil
أُفِيلَ
’ufīla
مُفِيل
mufīl
مُفَال
mufāl
إفَالة
’ifālah
VII (اِنْفَالَ (اِنْفَلْت
infāla (infaltu)
يَنْفَالُ
yanfālu
اِنْفَلْ
infal
مُنْفَال
munfāl
اِنْفِيَال
infiyāl
VIII (اِفْتَالَ (اِفْتَلْت
iftāla (iftaltu)
يَفْتَالُ
yaftālu
اِفْتَلْ
iftal
اُفْتيلَ
uftīla
يُفْتَالُ
yuftālu
مُفْتَال
muftāl
اِفْتِيَال
iftiyāl
X اِسْتَفَالَ
istafāla
يَسْتَفْيلُ
yastafīlu
اِسْتَفِلْ
istafil
اُسْتُفِيلَ
ustufīla
يُسْتَفَالُ
yustafālu
مُسْتَفِيل
mustafīl
مُسْتَفَال
mustafāl
اِسْتِفَالة
istifāla

Verbi assimilati (di prima debole)[modifica]

Quando la prima radicale è w, essa cade nel non-passato in prima forma. La maggior parte delle forme assimilate sono regolari, salvo le sequenze uw, iw che sono assimilate in ū, ī e la sequenza wt dell'VIII forma che è assimilata in tt lungo tutta la coniugazione. La seguente tabella mostra solo le forme irregolari.

La w iniziale del comune nome verbale in I forma ʿila cade (ad esempio, ṣila 'arrivo, collegamento' da waṣala 'arrivare').

Verbi Forme nominali
Attivo Passivo Participio attivo Participio passivo Nome verbale
Passato (3ª sg. masc.) Non-passato (3ª sg. {masc.) Imperativo (2ª sg. masc.) Passato (3ª sg. masc.) Non-passato (3ª sg. masc.) masc. sg.
I waʿala yaʿulu ʿul wuʿila yūʿalu wāʿil- mawʿūd- waʿl, wuʿūl, ʿila etc.
yaʿilu ʿil
yaʿalu ʿal
waʿila
yaʿilu ʿil
waʿula yaʿulu ʿul
IV ʾawʿala yūʿilu ʾawʿil ʾūʿila yūʿalu mūʿil- mūʿal- ʾīʿāl-
VIII ittaʿala yattaʿilu ittaʿal uttuʿila yuttaʿalu muttaʿil- muttaʿal- ittiʿāl-
X istawʿala yastawʿilu istawʿil ustūʿila yustawʿalu mustawʿil- mustawʿal- istīʿāl-

Se la prima radicale è y le forme sono in gran parte regolari. La tabella seguente mostra solo le forme irregolari, evidenziate in grassetto.

Verbi Forme nominali
Attivo Passivo Participio attivo Participio passivo Nome verbale
Passato (3ª sg. masc.) Non-passato (3ª sg. masc.) Imperativo (2ª sg. masc.) Passato (3ª sg. masc. Non-passato (3ª sg. masc.) sg. masc.
I yaʿala yayʿulu ūʿul yuʿila yūʿalu yāʿil- mayʿūd- yaʿl- etc.
yayʿilu īʿil
waʿala yayʿalu īʿal
waʿila yayʿalu īʿal
yayʿilu īʿil
waʿula yayʿulu ūʿul
IV ʾayʿala yūʿilu ʾayʿil ʾūʿila yūʿalu mūʿil- mūʿal- ʾīʿāl-
VIII ittaʿala yattaʿilu ittaʿal uttuʿila yuttaʿalu muttaʿil- muttaʿal- ittiʿāl-
X istayʿala yastayʿilu istayʿil ustūʿila yustayʿalu mustayʿil- mustayʿal- istīʿāl-

Verbi geminati[modifica]

Verbi Forme nominali
Attivo Passivo Participio attivo Participio passivo Nome verbale
Passato (3ª sg. masc.) Non-passato (3ª sg. {masc.) Imperativo (2ª sg. masc.) Passato (3ª sg. masc.) Non-passato (3ª sg. masc.) masc. sg.
I falla (falaltu) yafullu fulla, fulli, uflul fulla yufallu fāll- maflūl- fall- ecc.
yafillu filla, filli, iflil
yafallu falla, falli, iflal
falla (faliltu) yafallu falla, falli, iflal
III fālla yufāllu fālla, fālli, fālil fūlla yufāllu mufāll- mufāll- mufāllat-, filāl-
IV afalla yufillu afilla, afilli, aflil ufilla yufallu mufill- mufall- iflāl-
VI tafālla yatafāllu tafālil tufūlla yutafāllu mutafāll- mutafāll- tafāll-
VII infalla yanfallu infalla, infalli, infalil munfall- munfall- infilāl-
VIII iftalla yaftallu iftalla, iftalli, iftalil uftulla yuftallu muftall- muftall- iftilāl-
X istafalla yastafillu istafilla, istafilli, istaflil ustufilla yustafallu mustafill- mustafall- istiflāl-

Verbi hamzati[modifica]

Il problema più spinoso nei verbi cosiddetti "hamzati" (ossia con un colpo di glottide ʾ, o hamza, fra le consonanti radicali) è il modo complicato in cui si scrivono in arabo (vedi la voce sulla hamza per le sue regole ortografiche). Nella pronuncia questi verbi sono infatti del tutto regolari.

L'unica irregolarità si trova quando la hamza è la prima radicale. Una regola fonologica dell'arabo classico non ammette due hamza una dopo l'altra separate da una vocale breve; nel qual caso, la seconda si assimila alla vocale precedente (quindi ʾaʾ, ʾiʾ, ʾuʾ diventano ʾā, ʾī, ʾū). Ciò si verifica nelle seguenti forme:

  • la prima persona singolare del non-passato nelle forme I, IV e VIII.
  • tutto il passato e l'imperativo della IV forma.

Inoltre, ovunque si trovi una alif waṣla si può facoltativamente applicare questa modifica. Ciò di verifica nelle seguenti forme:

  • tutto l'imperativo in I forma.
  • tutto il passato, l'imperativo e il nome verbale in VIII forma.

Si segnalano le seguenti irregolarità:

  • i verbi comuni ʾakala 'mangiare', ʾakhadha 'prendere', ʾamara 'comandare' hanno gli imperativi brevi irregolari kul, khudh, mur.
  • l'VIII forma del verbo comune ʾakhadha 'prendere' è ittakhadha 'assumere', con assimilazione irregolare della hamza.
  • il verbo comune saʾala yasʾalu 'chiedere' ha anche un non-passato alternativo yasalu senza hamza.
Verbi Forme nominali
Attivo Passivo Participio attivo Participio passivo Nome verbale
Passato (3ª sg. masc.) Non-passato (3ª sg. {masc.) Imperativo (2ª sg. masc.) Passato (3ª sg. masc.) Non-passato (3ª sg. masc.) masc. sg.
I ʾaʿala yaʾʿulu (ʾāʿulu) uʾʿul, ūʿul ʾuʿila yuʾʿalu (ʾūʿalu) ʾāʿil maʾʿūl- ʾaʿl- etc.
ecc.
IV ʾāʿala yuʾʿilu (ʾūʿilu) ʾāʿil ʾūʿil yuʾʿalu (ʾūʿalu) muʾʿil- muʾʿal- ʾīʿāl-
VIII iʾtaʿala, ītaʿala yaʾtaʿilu (ʾātaʿilu) iʾtaʿil, ītaʿil uʾtuʿila, ūtuʿila yuʾtaʿala (ʾūtaʿala) muʾtaʿil- muʾtaʿal- iʾtiʿāl-, ītiʿāl-

Verbi doppiamente deboli[modifica]

I verbi doppiamente deboli hanno due radicali deboli; qualche verbo è anche triplicemente debole. In genere le regole esposte sopra per i verbi deboli si applicano in combinazione, a meno che non entrino in conflitto. Di seguito i casi in cui due tipi di debolezza si applicano insieme:

  • verbi con w come prima radicale e w o y come terza radicale. Si coniugano come difettivi (tertiae infirmae), e in più perdono la w nel non-passato in I forma, ad esempio waqā yaqī 'vigilare', wafā yafī 'completare, mantentere)', waliya yalī 'essere vicino, seguire'. Questi verbi hanno delle forme di imperativo molto brevi qi fi li (femminile qī fī lī, maschile plurale qū fū lū, femminile plurale iqna ifna ilna), sebbene non siano solitamente usate in arabo moderno standard. Allo stesso modo, i verbi di questo tipo in IV e VIII forma sono coniugati come difettivi ma hanno anche la normale assimilazione dei verbi con w iniziale, ad esempio la IV forma awfā yūfī 'mantenere un voto', l'VIII forma ittaqā yattaqī 'temere (Dio)', aumenti rispettivamente di wafā yafī e waqā yaqī (vedi sopra).
  • verbi con hamza come prima radicale e w o y come terza radicale. Si coniugano come difettivi (tertiae infirmae), e in più subiscono l'assimilazione causata dalla hamza iniziale, ad esempio il verbo comune ʾatā yaʾtī 'diventare' (prima persona singolare del non-passato ʾātī 'divento') e il verbo derivato in IV forma ʾātā yuʾtī 'portare' (prima persona singolare del non-passato ʾūtī 'porto').

Quando due debolezze entrano in conflitto una delle radicali deboli è trattata come sana:

  • verbi con w o y in entrambe le ultime due consonanti radicali. Questo tipo è piuttosto comune, ad esempio rawā yarwī 'raccontare, trasmettere'. I verbi di questo tipo si coniugano come i regolari difettivi (tertiae infirmae); la seconda radicale è trattata come non debole.
  • verbi con w come prima radicale e le ultime due uguali fra di loro. In questi verbi non si verifica nessuna assimilazione della prima radicale, ad esempio wadda (wadidtu) yawaddu 'amare'.
  • verbi con hamza come prima radicale e le ultime due uguali fra di loro. n questi verbi non si verifica nessuna assimilazione della prima radicale, ad esempio ʾajja yaʾujju 'bruciare', prima singolare del non-passato ʾaʾujju 'brucio', con due hamza di seguito.

I seguenti casi presentano alcune irregolarità:

  • verbi con una w o y come seconda radicale e una hamza come terza radicale. Sono verbi piuttosto comuni, ad esempio il frequentissimo ar|jāʾa yajīʾu 'venire'. La sola irregolarità si trova nel participio attivo in I forma, ad esempio jāʾin 'venente', che si declina come un normale participio di verbo difettivo (tertiae infirmae) (forse per evitare due hamza di seguito, perché la forma attesa sarebbe *jāʾiʾ).
  • il verbo di uso comunissimo raʾā yarā 'vedere'. La hamza cade in tutto il non-passato. Allo stesso modo si forma anche il passivo, ruʾiya yurā 'essere visto'. Il participio attivo è regolare rāʾin come anche quello passivo marʾīy-. La IV forma derivata arā yūrī 'mostrare' è senza la hamza. Le altre forme aumentate sono regolari: III forma rāʾā yurāʾī 'dissimulare', VI forma tarāʾā yatarāʾā 'guardarsi l'un l'altro', VIII forma irtaʾā yartaʾī 'pensare'.
  • il verbo frequente {ḥayiya yaḥyā 'vivere', con un passato alternativo ḥayya. La IV forma aḥyā yuḥyī 'resuscitare, rivivere' è regolare. La X forma istaḥyā yastaḥyī 'risparmiare la vita, vergognarsi' può presentarsi inoltre come istaḥayya e istaḥā.

Prospetto delle vocali[modifica]

La vocalizzazione delle varie forme è riassunta in queste tavola:

Attivo Passivo Participio attivo Participio passivo Nome verbale
Passato (3ª sg. masc.) Non-passato (3ª sg. masc.) Passato (3ª sg. masc.) Non-passato (3ª sg. masc.)
Prima della prima consonante radicale (se c'è una vocale) a nelle forme IV–VI. Nelle forme VII–XII c'è i se l'alif non è waṣla. a eccetto nelle forme II–IV, dove è u. u u e a dopo la t delle forme V e VI u u eccetto nella I forma, dove è a. a nelle forme II, V, e VI. Nelle forme VII–XII cèà i se l'alif non è waṣla.
Prima delle seconda consonante radicale a, ā o sukūn a, ā o sukūn u, ū o sukūn a, ā o sukūn a, ā o sukūn a, ā o sukūn i, a, ā o sukūn
Prima della terza consonante radicale a nella I forma a, i, or u. a nelle forme V, VI, e IX, i nelle altre. i a i eccetto nella IX forma, dove è a. a eccetto nella I forma, dove è ū. ī nella II forma, u nelle forme V e VI, ā altrove
Dopo la consonante radicale finale, 3ª persona indicativo sg. a u a u - - -

Vedi anche l'appendice sui verbi arabi su Wiktionary in inglese.

Note[modifica]

  1. Forse اعماي iʿmāya è una contrazione di اعميي *iʿmayaya generata dallo stesso processo che produce i verbi concavi. A dictionary of modern written Arabic (Hans Wehr, J. Milton Cowan) elenca anche un supposto verbo in IX forma ارعوى irʿawā 'rinunciare (al peccato), pentirsi, vedere la luce'; comunque, questo verbo ha sia la forma che il significato inattesi, e ciò fa sorgere dubbi che la classificazione come IX forma sia precisa.