La Secessione

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lezione
La Secessione
Tipo di risorsa Tipo: lezione
Materia di appartenenza Materia: Diritto regionale
Avanzamento Avanzamento: lezione completa al 100%.

La Secessione nella cultura giuridica[modifica]

Secondo la cultura giuridica i rischi di una secessione oggi sono inesistenti sia nella realtà che nella forma. Questa ha elaborato dei veri e propri scenari della secessione. Tre sono i fattori che danno vita a movimenti secessionisti:

  • gruppi nazionalisti diversi per tradizione, per lingua, per religione o per costume politico.
  • dislocazione di questi gruppi in diverse regioni dello Stato.
  • collocazione del gruppo secessionista in una regione periferica.

Inoltre tutte le secessioni seguono evoluzioni diverse ma tutte fanno ricorso alla violenza. Tali teorie pero' non hanno un concreto e vero fondamento nella realtà. Questa infatti ci dice che non sempre le secessioni hanno sbocchi violenti. Inoltre il diritto di secessione non è usato esclusivamente dalla minoranze etnonazionali.

L'Autodeterminazione dei Popoli[modifica]

L'espressione Autodeterminazione dei Popoli risale al 1865 nella Proclamazione sulla questione polacca approvata dalla Prima Internazionale alla Conferenza di Londra. Da quel momento questo principio sarà da sempre al centro della ideologia socialista. Bisogna però attendere ancora molti anni per vederlo giuridicamente riconosciuto con l'approvazione della Carta delle Nazioni Unite nel 1945 per tutti i popoli della terra. I processi di autodeterminazione non devono per forza sfociare nella formazione di un nuovo Stato, come si è creduto opponendo a questo principio quello dell'Integrità Territoriale degli Stati. Essi si potrebbero risolvere anche nella creazione di una libera associazione in uno Stato indipendente o al riconoscimento di un diverso status internazionale. Seppure le Carte riconoscano tale diritto a tutti i popoli si ritiene però che tale formula vada ristretta ai soli popoli che storicamente siano determinati, che abbiano una fisionomia etnica, una precisa locazione geografica, non abbia la possibilità di partecipare alla vita democratica dello Stato ove sono collocati ma che si trovino in una posizione di dipendenza.

Diritto Costituzionale a Secedere[modifica]

Tutti i tentativi di rendere costituzionale il diritto a secedere o dei presupposti della stessa secessione da parte della dottrina italiana sono stati vani. Non esiste un soggetto legittimato per sua natura alla secessione. Seppure è riconosciuto oggi alle minoranze etnico-nazionaliste oppresse tale sistema si rivela comunque inadeguato. Nel XIX secolo Stuart Mill concedeva tale diritto solo ai popoli che avessero raggiunta una civilizzazione tale da poter sopportare un governo rappresentativo. Nella prima metà del Novecento venne riconosciuto ai soli popoli dell'Impero Austro-Ungarico e oppressi dal nazismo. Successivamente venne esteso ai soli popoli protagonisti della decolonizzazione. Per poi ancora una vola essere concesso ai soli popoli figli della fuoriuscita dell'impero sovietico. Oggi per secessione non si intende altro che una mera indipendenza economica voluta dalle aree periferiche dello Stato da quelle centrali. Permane comunque la tendenza a creare attorno al desiderio di secessione il fattore etnico tanto è vero che la stessa Lega Nord in Italia ha creato una identità etnica per differenziarsi dagli altri popoli italici. Permettere però uno strappo all'unità e quindi una secessione come intesa nell'ottocento creerebbe però uno stato di eccezione che metterebbe a serio rischio lo stesso ordinamento costituzionale a successive ulteriori rotture ecco perché si è portati a negare la possibilità assoluta di una secessione. Tra l'altro lo stesso articolo 67 pur smarcando i parlamentari da qualsiasi vincolo di mandato li pone sotto l'onere di non compromettere la fonte di legittimazione del loro potere cioè la Nazione e pertanto qualsiasi comportamento secessionista degli stessi non sarebbe ammissibile. L'unico strumento costituzionalmente valido utilizzabile come arma del Governo Padano è il referendum consultivo. È chiaro che una eventuale affermazione secessionista della volontà popolare rappresenta un punto di non ritorno. La rilevanza politica e il suo carattere traumatico non potrebbe essere vanificato dalla previsione consultiva dello stesso referendum. Secondo i nuovi Statuti sarà lo stesso Consiglio Regionale a vagliare l'ammissibilità o meno del referendum ma dato che essi devono controllare che tali referendum non influiscano negativamente sull'ordine costituzionale e politico dello Stato dovranno a loro volta negare la possibilità del referendum secessionista. Esponenti autori della letteratura giuridica non hanno esitato a ritenere legittima la secessione in base all'articolo 80 della Costituzione che permette la variazione del territorio nazionale. Per Modugno basterebbe una semplice legge ordinaria sebbene dopo aver seguito il procedimento di cui all'articolo 80. Per altri è inevitabile seguire l'articolo 138 e quindi procedere ad una revisione Costituzionale. Pur nella complessità di ricerca di un diritto a secedere in Costituzione permane però da dire l'influenza che ne viene dalle Carte Internazionali che lo statuiscono che tra l'altro spingevano alla promozione da parte degli stessi Stati firmatari di attuare l'autodeterminazione dei popoli e quindi verrebbe da dire arrendersi alle istanze secessioniste. In realtà nei testi attuali è previsto anche che la secessione non possa ledere l'integrità territoriale e politica di uno Stato. Pertanto ad oggi l'autodeterminazione dei popoli si concretizza in un obbligo da parte del regime statale di proteggere le diverse collettività rispetto all'insieme della popolazione. È indubbio pero' che comunque oggi lo Stato è soggetto ad una lenta e infrenabile crisi. La venuta meno del compromesso keynesiano dello Stato Welfare si cammina sempre più verso un federalismo centrifugo. Al centro della crisi dello Stato vi è sicuramente la globalizzazione dell'economia tanto è vero che in Europa le regioni più ricche hanno scavalcato la mediazione statuale con le istituzione europeo proponendosi direttamente come interlocutori con le stesse. Si incentivano così i localismi e il federalismo centrifugo.