Ordini architettonici

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lezione
Ordini architettonici
Tipo di risorsa Tipo: lezione
Materia di appartenenza Materia: Storia dell'architettura
Avanzamento Avanzamento: lezione completa al 100%.

Gli ordini architettonici sono elementi costruttivi composti da elementi di sostegno verticali (p.e. colonna) e da un elemento orizzontale (la trabeazione).

I più famosi ordini architettonici sono tre: l'ordine dorico, l'ordine ionico e quello corinzio; altri meno conosciuti sono l'ordine tuscanico (variante italica di quello dorico) e l'ordine composito (creato per mescolanza di elementi dell'ordine corinzio e di quello ionico).

Ordine dorico[modifica]

L'ordine dorico

L'ordine dorico è il primo e il più antico degli ordini architettonici greci, nacque nel Peloponneso e si diffuse nell'entroterra greco e nelle colonie greche in Italia.

Esso viene impiegato principalmente per la costruzione di templi.

La fondazione del tempio era in genere in pietra locale ed è chiamata euthynteria, su di essa poggiano i gradini di accesso al tempio (crepidoma), inizialmente in numero di tre, aumenteranno con il tempo. L'ultimo gradino è detto stilobate, in quanto vi poggia direttamente la colonna, priva di base.Il fusto presenta delle scanalature poco profonde unite a spigolo vivo che esprimono una spinta ascendente e accentuano l'effetto chiaroscuro. Esso è caratterizzato da un rigonfiamento a un terzo dell'altezza detto entasi, che serve a correggere l'illusione ottica del restringimento generata in una fila di colonne perfettamente tronco-coniche. La colonna poteva avere un'altezza da 4,5 a 6 volte il diametro della sua base.

Il capitello dorico era formato dall' echino, una specie di "cuscinetto rigonfio" a forma di guscio di riccio di mare, su cui poggiava l'abaco, che ha la forma di un parallelepipedo a base quadrata. Sopra il capitello si trova la trabeazione.

Dal basso verso l'alto, in questo ordine essa è composta da un architrave liscio formato da blocchi che si congiungono al centro della colonna per una maggiore stabilità, sopra poggia il fregio, suddiviso alternativamente in metope, spazi rettangolari che potevano essere lisci, scolpiti o dipinti, e triglifi, rettangoli solcati verticalmente. Tra l'architrave e il fregio vi è un nastro detto tenia sul quale sono applicati degli elementi rettangolari, le regulae in corrispondenza dei triglifi. Sono decorati a gocce (guttae). Il fregio dorico deve sempre iniziare con un triglifo. Al di sopra della trabeazione è presente la cornice che racchiude il timpano, uno spazio triangolare che andrà ad accogliere le decorazioni frontonali. Tra il fregio e la cornice vi è una decorazione continua a gocce, leggermente inclinata per far sgocciolare meglio l'acqua, qui però cambia il nome da regulae a mutuli.

Ordine ionico[modifica]

L'ordine ionico

È il secondo dei tre ordini architettonici classici dell'antica Grecia, esso assorbe e rielabora motivi orientali; la ricca decorazione orna la struttura architettonica senza appesantirla.

La fondazione del tempio era in genere in pietra locale ed è chiamata euthynteria, su di essa poggiano i gradini di accesso al tempio (crepidoma). A differenza dell'ordine dorico, le colonne ioniche non poggiano direttamente sul gradino, ma su di una base formata da due elementi (come nell' Asia Minore), uno chiamato toro di forma convessa, sul quale stava la scotia di forma concava. In Grecia abbiamo invece due tori con in mezzo la scotia. Al di sopra della base si ergeva la colonna, molto slanciata e senza rastremazione. Le scanalature potevano variare da un numero di 16 fino a 20, mentre l'altezza poteva arrivare anche a 10 volte il diametro della base.

Sulla colonna poggiava il capitello ionico, decorato con volute. Il centro della voluta è detto occhio e può essere decorato. Su di esso l'abaco molto appiattito.

Sopra il capitello poggia l'architrave, formato da tre fasce aggettanti l'una su l'altra. Su di esso poggia il fregio, una decorazione continua che può essere decorata a dentelli o figurata.

Ordine corinzio[modifica]

L'ordine corinzio

Anche se di origine greca, l'ordine corinzio non fu utilizzato spesso nell'architettura greca, rispetto all'ordine dorico ed a quello ionico.

Secondo Vitruvio (De architectura, libro IV) l'ordine corinzio fu inventato dall'architetto Callimaco che si ispirò ad una offerta votiva, sormontata da una lastra, lasciata su un sepolcro e ricoperta da una pianta d'acanto.

Il capitello corinzio è uno sviluppo arricchito di quello ionico, come chiaramente percepibile dalla presenza delle volute ioniche presenti ai lati del capitello, anche se ridotte nelle dimensioni.

L'elemento a tronco di cono (kalathos) è rivestito di due ordini di otto foglie di acanto, delle quali le otto superiori sono sormontate da caulicoli, che reggono un calice da cui fuoriescono volute di raccordo tra l'abaco ed il motivo decorativo centrale. L'abaco presenta i lati concavi in corrispondenza degli angoli aggettanti del capitello.

A differenza dei capitelli dorici ed ionici, quello corinzio non presenta al di sotto un collarino, ma una modanatura circolare che ne forma la base.

Nella variante italica, diffusa in età repubblicana, il capitello è privo dei caulicoli, mentre in ambiente asiatico le foglie d'acanto del capitello appaiono più aguzze.

Il fusto della colonna corinzia ha proporzioni simili a quello degli altri ordini, ma si presenta sovente più snella, con scanalature piatte separate da listelli.

L'architrave è divisa generalmente in tre sezioni, il fregio è sovente decorato con bassorilievi e la cornice, decorata con dentelli, presenta l'inserzione di modiglioni.

Ordine tuscanico[modifica]

L'ordine tuscanico (o etrusco-italico) presenta un podio rialzato: questa caratteristica è completamente diversa dai precedenti ordini architettonici che presentavano il crepidoma alla base. Il podio infatti, circonda completamente il tempio e l'unica scalinata che permette la salita è presente solo all'ingresso del tempio sulla parte frontale (negli ordini precedenti la scalinata è presente su tutto il perimetro).

Altra differenza rilevante è la presenza di tre celle interne: erano tanto grandi da ricoprire l'intero spazio interno che risultava così tripartito. Il rapporto tra spazio interno e porticato risultava essere 1:1.

Bibliografia[modifica]

  • D. Watkin, Storia dell'architettura occidentale, Zanichelli, Bologna 2007.
  • G. Bora, G. Fiaccadori, A. Negri, A. Nova, I luoghi dell'Arte - Dalle origini all'antichità cristiana, Electa - Bruno Mondadori, 2002.

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