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Utente:Galessandroni/Project management

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lezione
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Galessandroni/Project management
Tipo di risorsa Tipo: lezione
Materia di appartenenza Materia: Gestione progetto, organizzazione d'impresa
Avanzamento Avanzamento: lezione completa al 25%

Il project management, come dice la parola stessa disciplina tutte le fasi della progettazione al fini di minimizzare i costi e massimizzare l'efficienza del ciclo produttivo. Sembra banale, ma è un imperativo categorico di ogni azienda. Secondo una guida internazionale molto nota, il Project Management Body of Knowledge[1], il project management è l'applicazione di conoscenze, attitudini, strumenti e tecniche alle attività di un progetto al fine di conseguirne gli obiettivi.

Pertanto, un tecnico non può definirsi tale se non padroneggia questa disciplina. Per studiarla è bene partire dalle basi.

Storia

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Contrariamente al suo nome, che fa pensare a qualcosa di moderno, la gestione della progettazione ha basi e origini antichissime. Diversamente non sarebbe possibile ammirare i capolavori delle antiche dinastie se, come guida, non ci fossero state persone capaci di dirigere e organizzare i lavori, massimizzando l'efficacia e l'efficienza.

Di seguito alcuni esempi, ma l'elenco potrebbe continuare a dismisura.

Fondamenti della cultura del project management possono essere riscontrati sin dai tempi remoti presso numerose civiltà anche geograficamente distanti tra loro. Le piramidi egizie (a titolo di esempio, alla piramide di Cheope lavorarono 100 000 uomini per 20 anni), il Colosseo (eretto in 10 anni) e i grandi acquedotti romani, rimangono testimonianze concrete di progetti che non avrebbero potuto essere sviluppati in assenza di una buona cultura nel campo del project management.

Le imprese faraoniche

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Non è un caso se le chiamiamo così.

In particolare, le piramidi egizie sono costruzioni architettoniche di forma piramidale con base perlopiù quadrata o, talvolta, rettangolare.

Detto così, il project management di una piramide può apparire molto semplice. Pertanto, è bene fare alcuni calcoli.

La Piramide di Cheope, la più grande tra le piramidi mai erette, ha base quadrata lunga 440 CR[2], ed è alta 280 CR, pertanto ha un angolo di base pari a 51º 50' 40. Con questi dati è possibile calcolare il volume della piramide, che risulta pari a:

Si noti come il volume della piramide è leggermente superiore a quello che si otterrebbe stimandolo con la nota formula , poiché questa formula è inerente a una piramide perfetta, il dato fornito è stato misurato dagli egittologi ed è basato sulla reale forma originale della piramide.[3]

La piramide è costituita da un numero pari di blocchi compreso tra 2 300 000 e 2 400 000, ciascuno mediamente del peso di circa 2,5 tonnellate. Anche per l'edificazione le opinioni sono contrastanti e variano da un minimo di 15 fino a un massimo di 30 anni.

Pertanto, considerando i valori medi (di blocchi e anni) questo implica che ogni blocco da 2,5 tonnellate è stato collocato al suo posto (nella corretta posizione e altezza) in tre minuti, giorno e notte per tutto il tempo stimato.

La Grande Muraglia Cinese

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Quest'opera, consiste in una lunghissima serie di mura situate nell'odierna Cina. Fu costruita a partire dal 215 a.C. circa per volere dell'imperatore Qin Shi Huang e - fino a tempi recenti - è stato difficile stimarne la lunghezza esatta. Fino a poco tempo fa, veniva considerata 6 350 chilometri con altezze variabili. Dalle misurazioni effettuate nel 2012 con più recenti strumentazioni tecnologiche (raggi infrarossi, GPS), la Grande Muraglia risulterebbe lunga 8 850 km (di cui circa 350 km di trincee e circa 2 250 km di difese naturali), con uno sviluppo complessivo di 21 196 chilometri misurandone tutte le ramificazioni, circa 2 500 in più di quelli stimati.[4]

La Grande Muraglia Cinese è un'opera costruita lungo i secoli e sul numero di persone impiegate per la sua costruzione (e ricostruzione) esistono solo stime.

A tal proposito, quando qualcuno dice che la Grande Muraglia è visibile a occhio nudo dalla Luna mente. Questo perché - sebbene la sua lunghezza sia circa novemila chilometri, il suo spessore è circa venti metri: impercettibile persino nelle giornate più limpide dallo spazio (nella ISS che orbita a 160 km dal suolo), figurarsi dalla Luna a 380 000 km di distanza.

Il ponte di Giulio Cesare sul Reno

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(LA)

«Caesar his de causis quas commemoravi Rhenum transire decrevat; sed navibus transire neque satis tutum esse arbitrabatur neque suae neque populi Romani dignitatis esse statuebat. Itaque, etsi summa difficultas faciendi pontis proponebatur propter latitudinem, rapiditatem altitudinemque fluminis, tamen id sibi contendendum aut aliter non traducendum exercitum existimabat. Rationem pontis hanc instituit. Tigna bina sesquipedalia. paulum ab imo praeacuta dimensa ad altitudinem fluminis intervallo pedum duorum inter se iungebat. Haec cum machinationibus immissa in flumen defixerat fistucisque adegerat, non sublicae modo derecte ad perpendiculum, sed prone ac fastigate, ut secundum naturam fluminis procumberent, iis item contraria duo ad eundem modum iuncta intervallo pedum quadragenum ab inferiore parte contra vim atque impetu fluminis conversa statuebat. Haec utraque insuper bipedalibus trabibus immissis, quantum eorum tignorum iunctura distabat, binis utrimque fibulis ab extrema parte distinebantur; quibus disclusis atque in contrariam partem revinctis, tanta erat operis firmitudo atque ea rerum natura ut, quo maior vis aquae se incitavisset, hoc artius inligata tenerentur. Haec derecta materia iniecta contexebantur ac longuriis cratibusque consternebantur; ac nihilo setius sublicae et ad inferiorem partem fluminis oblique agebantur, quae pro ariete subiectae et cum omni opere coniunctae vim fluminis exciperent, et aliae item supra pontem mediocri spatio, ut, si arborum trunci sive naves deiciendi operis causa essent a barbaris missae, his defensoribus earum rerum vis minueretur neu ponti nocerent.»

(IT)

«Cesare, per le ragioni che ho menzionato, decretò di attraversare il Reno, ma pensava che l’attraversamento via nave non fosse abbastanza sicuro e non degno di sé e del popolo romano. Perciò, sebbene fosse estremamente difficile erigere un ponte, per via dell’ampiezza e la profondità del fiume come della rapidità delle correnti, pensò che doveva perlomeno tentare, oppure che l’esercito dovesse rinunciare all’impresa. Sviluppo il project management di questo ponte. Ogni due piedi, univa due tronchi alla volta, leggermente affilati nella parte terminale, ma non perpendicolari come nelle palafitte, disposti obliquamente e di lunghezza dipendente dalla profondità del fiume, del diametro di un piede e mezzo; successivamente, tramite battipali, questi venivano ancorati sul fondo del fiume, così che l'inclinatura fosse rivolta al verso della corrente; al di sotto di quaranta passi, di fronte ai primi assi, se ne posavano altri, anch'essi legati a coppie, ma con inclinazione contraria alla corrente del fiume. Nell'interstizio trovano spazio pali spessi due piedi, come la distanza delle coppie di travi, che, ancorati tramite due arpioni, impediscono che le cime si tocchino. Pertanto, essendo poggiato tramite travi separate e in direzione opposta, il ponte risulta strutturalmente stabile e tale da reggere naturalmente con maggior robustezza all'aumentare dell'impetuosità delle correnti. Su questi pali, lungo il senso orizzontale, venivano disposte altre travi su cui potevano essere poggiate tavole e vimini; per di più, a valle, venivano disposti obliquamente, dei pali il cui scopo era fornire maggior resistenza alla corrente impetuosa; altrettante travi si disponevano a monte, vicine al ponte, per fermare i tentativi di distruggere l'erezione del ponte a opera dei barbari, con assalti tramite tronchi o navi: gli impatti sarebbero stati ammortizzati limitando gli eventuali danni al ponte.»

(Commentarii de bello Gallico, Liber IV (17))
Il ponte di Cesare sul Reno
Il ponte di Cesare sul Reno

Introduzione

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Il project management tratta dell'insieme di attività, sistemi, metodologie, approcci e strumenti con lo scopo principale di raggiungere gli obiettivi del progetto restando all'interno del perimetro costituito dai classici vincoli determinati dal contesto del committente, solitamente il costo, il tempo e lo scopo (nel senso anche della qualità). La sfida secondaria - ma non meno ambiziosa - è quella di ottimizzare l'allocazione delle risorse e integrare gli input necessari a raggiungere gli obiettivi definiti. Queste sfide infine devono essere portate avanti risolvendo i problemi e mitigando i rischi che ciascun progetto, in misura diversa, troverà comunque lungo la sua strada.

La collocazione in un arco temporale finito distinguono il progetto dai processi operativi di un'azienda (le cosiddette attività di routine) che sono invece permanenti o semi-permanenti e sono diretti a produrre in modo ripetitivo lo stesso prodotto o servizio. Proprio la diversa natura di queste attività richiede lo sviluppo di filosofie, attitudini e approcci diversi per la loro gestione. Il progetto può essere parte di un programma e/o portfolio, e può essere coordinato tramite un project management office.

Note

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  1. Project Management Institute, Guida Al Project Management Body of Knowledge, 3ª ed., Project Management Institute, 2003, ISBN 1-930699-22-0.
  2. Cubito Reale.
  3. Riccardo Manzini, Complessi piramidali egizi, II - Necropoli di Giza, Ananke, ISBN 978-88-7325-233-7.
  4. (EN) Great Wall stretches far longer, China Daily, 20 aprile 2009. URL consultato il 20 aprile 2009.