Prova d'Italiano dell'Esame di Stato - Traccia A (Analisi del testo)

Da Wikiversità, l'apprendimento libero.
Jump to navigation Jump to search
lezione
Prova d'Italiano dell'Esame di Stato - Traccia A (Analisi del testo)
Tipo di risorsa Tipo: lezione
Materia di appartenenza Materia: Prova d'Italiano dell'Esame di Stato
Avanzamento Avanzamento: lezione completa al 100%.


La Traccia A della Prima Prova d'Esame è l' Analisi del Testo. In questa prova ti verrà consegnato un testo di poesia o di prosa tratto da un'opera di un autore italiano. La Consegna è suddivisa in tre punti:

  • Comprensione: Si dovrà riassumere brevemente il contenuto del Testo.
  • Analisi: Si dovrà rispondere ad alcune domande sugli aspetti stilistici e letterari del testo.
  • Interpretazione e approfondimenti: Si dovrà riflettere sul contenuto del testo che l'autore ha voluto trasmettere ed eventualmente approfondire il tutto con proprie conoscenze.

In questa lezione, come se fossimo dei maturandi, ci appresteremo, passo dopo passo, a svolgere la nostra prova d'esame svolgendo l'analisi del testo di un brano proposto durante una vera prima prova d'Esame svoltasi negli scorsi anni. In appendice di pagina poi forniremo un elenco di link completo che conducono alla prime prove (di traccia A) degli scorsi anni presente sul sito del Ministero dell'Istruzione, dell'università e della ricerca e che risulterà utilissimo a chi voglia, da solo, esercitarsi su testi veri.

INFO SPECIFICHE

Il brano che andremo ad analizzare è stato proposto nell'Esame di Stato a.s. 2014/2015. Il testo è reperibile al seguente indirizzo: http://www.istruzione.it/esame_di_stato/201415/Italiano/Ordinaria/P000_ORD.pdf

Svolgimento della prima prova d'esame[modifica]

Iniziamo la nostra prova d'esame ricordando che abbiamo a disposizione 6 ore (non potendo comunque lasciare l'Istituto prima delle 3 ore dalla consegna del tema) e che possiamo disporre solo del nostro fidato Vocabolario d'Italiano (Wiktionary) o il dizionario bilingue Italiano-Lingua Originaria per lo Studente non Madre Lingua Italiano.

Per svolgere questa prova richiamiamo alla mente il procedimento per scrittura dell'analisi e del Commento del Testo visto nella relativa Lezione di Laboratorio di Scrittura: L'analisi e il commento di un testo letterario.

Fase 1: Prescrittura[modifica]

Questa fase è spesso poco tenuta in considerazione dagli studenti che invece si gettano a capofitto a leggere il Testo e le Domande cercando di risponderle quando prima e sbagliando. È fondamentale invece, seppure rapidamente, dare uno sguardo al documento e essenzialmente a tre cose:

  • L'Autore del Brano.
  • L'Opera da cui è stato tratto (solitamente vi è anche una breve spiegazione della stessa a fondo brano).
  • Il Brano.

L'Autore del brano è solitamente riportato a fianco al titolo del brano. Conoscere chi ha scritto il brano porta già a far richiamare alla mente le conoscenze scolastiche su di esso così da poter inquadrare in un contesto socio-culturale il brano stesso. Sapere che il Brano è di Dante piuttosto che di Verga fa già sapere che alcuni elementi dell'analisi avranno una caratteristica peculiare rispetto ad altri (ad esempio in Dante troveremo un linguaggio solitamente aulico mentre in Verga avremo il classico narratore esterno).

Per il nostro brano l'autore è Italo Calvino. Rinvio quindi alla Lezione di Letteratura per gli approfondimenti in materia: Italo Calvino.

L'altro elemento da visionare è l'Opera da cui è stato tratto il Brano. Conoscere l'Opera aiuta anch'essa a contestualizzare lo stesso così da poter avere delle informazioni di base che possono essere molto utili per l'Analisi. Solitamente alla fine del brano è aggiunto un piccolo specchietto che serve ad inquadrare l'Opera stessa.

Per il nostro brano, l'opera da cui è stato tratto è "Il sentiero dei nidi di ragno", in "Romanzi e racconti", Vol. I, edizione diretta da C. Milanini, a cura di M. Barenghi e B. Falcetto, Mondadori, Milano 1991 mentre lo Specchietto è il seguente: "Il sentiero dei nidi di ragno di Italo Calvino (1923-1985), pubblicato nel 1947, è ambientato in Liguria, dopo l'8 settembre 1943, all'epoca della Resistenza. Pin, orfano di madre e affidato alla sorella che per vivere si prostituisce, cresce per strada abbandonato a se stesso, troppo maturo per giocare con i bambini e estraneo, per la sua età, al mondo degli adulti. Il suo unico rifugio è un luogo segreto in campagna, in cui i ragni fanno il nido. In carcere, dove finisce per un furto, entra in contatto con i partigiani ai quali si aggrega non appena riesce a fuggire di prigione; con loro condivide le esperienze drammatiche della fine della guerra."

In ultimo va letto il Brano che dovrà essere analizzato. La prima lettura serve a capire, prima di tutto, se è una Poesia o un Testo in Prosa e poi di cosa il Brano parla e a contestualizzarlo nell'Opera dell'Autore. Non serve pertanto in questa fase prendere appunti o nulla. Vi si tornerà in seguito.

Il Nostro Brano è il Seguente: A volte il fare uno scherzo cattivo lascia un gusto amaro, e Pin si trova solo a girare nei vicoli, con tutti che gli gridano improperi e lo cacciano via. Si avrebbe voglia d'andare con una banda di compagni, allora, compagni cui spiegare il posto dove fanno il nido i ragni, o con cui fare battaglie con le canne, nel fossato. Ma i ragazzi non vogliono bene a Pin: è l'amico dei grandi, Pin, sa dire ai grandi cose che li fanno ridere e arrabbiare, non come loro che non capiscono nulla quando i grandi parlano. Pin alle volte vorrebbe mettersi coi ragazzi della sua età, chiedere che lo lascino giocare a testa e pila, e che gli spieghino la via per un sotterraneo che arriva fino in piazza Mercato. Ma i ragazzi lo lasciano a parte, e a un certo punto si mettono a picchiarlo; perché Pin ha due braccine smilze smilze ed è il più debole di tutti. Da Pin vanno alle volte a chiedere spiegazioni su cose che succedono tra le donne e gli uomini; ma Pin comincia a canzonarli gridando per il carrugio e le madri richiamano i ragazzi: -Costanzo! Giacomino! Quante volte te l'ho detto che non devi andare con quel ragazzo così maleducato! Le madri hanno ragione: Pin non sa che raccontare storie d'uomini e donne nei letti e di uomini ammazzati o messi in prigione, storie insegnategli dai grandi, specie di fiabe che i grandi si raccontano tra loro e che pure sarebbe bello stare a sentire se Pin non le intercalasse di canzonature e di cose che non si capiscono da indovinare. E a Pin non resta che rifugiarsi nel mondo dei grandi, dei grandi che pure gli voltano la schiena, dei grandi che pure sono incomprensibili e distanti per lui come per gli altri ragazzi, ma che sono più facili da prendere in giro, con quella voglia delle donne e quella paura dei carabinieri, finché non si stancano e cominciano a scapaccionarlo.Ora Pin entrerà nell'osteria fumosa e viola, e dirà cose oscene, improperi mai uditi a quegli uomini fino a farli imbestialire e a farsi battere, e canterà canzoni commoventi, struggendosi fino a piangere e a farli piangere, e inventerà scherzi e smorfie così nuove da ubriacarsi di risate, tutto per smaltire la nebbia di solitudine che gli si condensa nel petto le sere come quella.

Fase 2: Svolgimento dell'Analisi e Scrittura[modifica]

Prima di tutto bisogna Leggere la Consegna con le Domande e le Richieste da svolgere.

La Nostra consegna è la Seguente:

  1. Comprensione del testo
    • Riassumi sinteticamente il contenuto del brano.
  2. Analisi del testo
    1. Il sentimento di inadeguatezza di Pin e la sua difficoltà di ragazzino a collocarsi nel mondo sono temi esistenziali, comuni a tutte le generazioni. Rifletti su come questi motivi si sviluppano nel brano.
    2. L'autore utilizza strategie retoriche come ripetizioni, enumerazioni, metafore e altre; introduce inoltre usi morfologici, sintattici e scelte lessicali particolari per rendere più incisivo il suo racconto; ne sai individuare qualcuno nel testo?
    3. Cosa vuole significare l'espressione "nebbia di solitudine che gli si condensa nel petto"? Ti sembra che sia efficace nell'orientare la valutazione su tutto ciò che precede?
  3. Interpretazione complessiva ed approfondimenti
    • Il sentiero dei nidi di ragno parla della tragedia della seconda guerra mondiale e della lotta partigiana, ma racconta anche la vicenda universale di un ragazzino che passa drammaticamente dal mondo dell'infanzia a quello della maturità. Il brano si sofferma proprio su questo. Svolgi qualche riflessione relativa a questo aspetto anche utilizzando altri testi (poesie e romanzi, italiani e stranieri) che raccontano esperienze simili di formazione o ingresso nella vita adulta.

Per rispondere a questi quesiti sarà necessario rileggere il brano ed eventualmente sottolineare le parti necessarie per eventuali citazioni o per le parole chiavi. Lo Svolgimento delle Domande richiederanno conosce grammaticali e di letteratura a cui si rimandano in apposite sedi. Può però essere utile una volta svolte le domande raggrupparle in una Scaletta (che segui l'ordine delle stesse) così poi da poter comporre più facilmente il brano.

Di seguito è fornito un Esempio di Analisi del Testo che risponde a questi questi. Si invita a svolgere di per se l'Analisi e ad usare questa Soluzione solo a titolo di correzione.

Analisi del Testo

1. Comprensione del testo

Una breve ma precisa descrizione di Pin, il protagonista, del suo essere e del suo mondo. Un bambino cresciuto troppo in fretta, dissimile dai suoi coetanei, più affine agli adulti da cui ha imparato storie (spesso volgari e con tematiche a fondo sessuale o criminale) e modi di essere che non si conformano agli altri bambini, con cui pure vorrebbe giocare, a cui vorrebbe mostrare il sentiero dei nidi di ragno che gli è caro. Pin è ostracizzato, tenuto in disparte, considerato, dalle madri degli altri bambini, come un diverso: e così il protagonista si rifugia in quel mondo adulto che gli appartiene ancor meno di quello dell'infanzia, un mondo fatto di oscenità e di comportamenti dissoluti, in cui lui, come un giullare, si presta a ridere e piangere, insieme a questi "amici fittizi", solo per riuscire ad arginare quel senso di vuoto e solitudine che lo pervade.

2. Analisi del testo

2.1.Pin viene descritto come un individuo cosciente, almeno in parte, delle differenze tra lui e i suoi coetanei e quelle, forse ancora maggiori, nonostante il suo atteggiamento, tra lui e gli adulti. Il vivere in un mondo che lo ha costretto a crescere in fretta, che lo ha messo di fronte a verità che, spesso, sono taciute ai ragazzi, lo spinge, inevitabilmente, tra le braccia di una maturità fittizia, fatta solo di apparenze, di imitazioni del comportamento dei "grandi" che lo circondano, forse neanche tanto ragionata o compresa. Calvino sottolinea che Pin assume, sia con i bambini che con gli adulti, lo stesso atteggiamento, sebbene in tempistiche differenti: se con i suoi coetanei, prima, cerca di mostrarsi amichevole (si fa intendere che vorrebbe condividere con loro il suo più grande segreto) e, in un secondo momento, dopo essere stato messo "al bando", assume un atteggiamento scontroso, fatto di canzonature e di offese, tanto da portarlo ad essere malmenato da questi, con gli adulti il processo è assolutamente opposto, con una prima fase di "scontro", da cui a volte non ne esce proprio bene, ad una conclusione, affogata nell'alcool e intossicata dal fumo, che porta le giornate a finire in maniera solo apparentemente allegra. Pin è il classico reietto, il "rifiutato" dalla società, vuoi per incompatibilità culturale, razziale, religiosa o filosofica, vuoi perché, semplicemente, non riesce a relazionarsi adeguatamente con il mondo che lo circonda. Certamente non un reazionario, eppure, per certi versi, un anticonformista a tutto tondo, testimone di un mondo che cambia e che, spesso, non riesce ad essere vissuto bene da tutti quelli che lo abitano.

2.2.Una ripetizione che immediatamente salta agli occhi si ha nel primo paragrafo del brano, in cui il ridondare del nome "Pin" non solo rende, in qualche modo, musicale la descrizione delle attività e dei fatti che coinvolgono il protagonista, attraverso una enumerazione costante di eventi, ma fa anche sentirne la sua presenza nella descrizione in maniera totale, come se fosse un protagonista assoluto e non bisognoso di comprimari, in questa storia, cosa che si rivela, nella conclusione, assolutamente contraria a come, in realtà, si senta nei confronti del mondo che lo circonda. L'uso di alcuni particolari aggettivi (le braccine "smilze", l'osteria "fumosa" e "viola") e la scelta di alcuni vocaboli quasi più ricercati e distanti dai termini più generali che vengono usati nel racconto (carrugio, scapaccionarlo) sottolineano scelte lessicali volte a rendere maggiormente incisive le descrizioni, gli eventi, le situazioni in cui il protagonista si trova a trascorrere la sua vita, dando un senso di "realtà" che magari, altri termini più "classici e lineari" non permetterebbero di sentire. La metafora dello "ubriacarsi di risate", verso la fine del testo, pone anche una analogia con quanto raccontato relativamente alla frequentazione di Pin con gli adulti: il passare il tempo in una fumosa osteria, con adulti dediti alle donne e, probabilmente, al fumo e all'alcool, suggerisce l'idea che lo stesso Pin, nonostante la giovane età, si spinga ad ubriacarsi, sia per mostrare di essere un pari tra diseguali, sia, più probabilmente, per riempire quel senso di vuoto che si evince dalla conclusione del brano stesso.

2.3.Pin è un solitario per scelta del mondo che lo circonda: nonostante cerchi il contatto con i bambini e con gli adulti, dai primi viene allontanato e dagli altri viene considerato più un "passatempo" che come una persona reale. Questo sentimento di negatività, come un vapore malsano e denso, pervade il suo spirito, fitto come una nebbia, e l'unico modo per liberarsene è quello di sottostare ad una regola ancor più spietata, fatta di menzogna, di sogni infranti, di bevute e di sconcezze che non si dovrebbero adattare alla vita di un bambino. Sebbene la metafora finale sia perfettamente chiarificatrice della sensazione che prova, il giovane, a doversi adeguare ad un mondo che sa che non gli appartiene e a cui egli stesso non appartiene, forse manca in essa un aspetto chiave, che pare trapelare dalla narrazione dei paragrafi precedenti: un senso di "durezza", di "concretezza", quasi la solidità di un macigno che questi sentimenti, così frustranti e negativi, comportano per la psiche e per la vita di questo bambino. Il termine nebbia, infatti, sicuramente rende l'idea di come queste vicende riescano a permeare totalmente l'animo di Pin, non lasciandoli altra via di fuga che l'oblio: eppure, allo stesso tempo, non riesce a far percepire che, oltre ad essere fitta e densa, questa negatività è anche pesante come un macigno che schiaccia lo spirito del giovane.

3. Interpretazione complessiva e approfondimenti (spunti)

Un po' tutta la letteratura della fine dell'Ottocento e dei primi del Novecento tratta del tema del passaggio all'età adulta. Da David Copperfield ed Oliver Twist, i classici "sfigati" che si trovano ad affrontare un mondo che cambia e che li costringe ad adattarsi ad una maturità imposta, ai protagonisti più dissoluti, per quanto giovani, dei romanzi francesi del decadentismo, "arrampicatori sociali" spesso infantili, seppure messi a confronto con un mondo di nobili adulti e senza morale, fino ai protagonisti di quei romanzi quasi "didattici" della letteratura italiana quali "Cuore" di De Amicis e "Pinocchio" di Collodi, opere in cui la crescita forzata si contrappone, spesso, ad un desiderio di felicità che non si può raggiungere facilmente. Su un versante più avventuroso, possiamo citare "Kim" e "Il libro della Giungla", anche queste opere in cui i protagonisti devono, per una serie di vicissitudini, abbandonare i comportamenti "infantili" prima del tempo, per assumersi responsabilità e doveri da adulto. In epoca più moderna, vi sono altri esempi nella letteratura fantasy: i protagonisti de "Le cronache di Narnia", bambini cresciuti durante la Seconda Guerra Mondiale che si ritrovano, loro malgrado, a guidare le sorti del conflitto del mondo parallelo e fantastico in cui vengono catapultati, o i due personaggi principali e caratteristici de "Il Signore degli anelli", Frodo e Gollum, entrambi giovani Hobbit, entrambi costretti a maturare più velocemente di quanto li sia richiesto (stesso accade agli altri Hobbit nel romanzo), ma spinti, il primo, da un desiderio di amicizia, il secondo, invece, da un sentimento di avarizia e malvagità. Proprio Gollum, inoltre, ha caratteristiche molto simili a quelle di Pin, in quanto ostracizzato dalla sua razza e, sebbene ancora in grado di relazionarsi col mondo esterno, considerato, dagli altri, un reietto e una sorta di giocattolo. Sempre in epoca moderna, non possiamo non citare i romanzi di avventura che vedono come protagonisti giovani adolescenti, bistrattati dalla loro società o dalle persone che li circondano, spesso dotati di un qualche potere o dono, oppure semplici predestinati a cambiare le sorti della storia (Hunger Games, le varie serie fantasy moderne). Tra queste, spicca la serie de "Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco" (Il trono di Spade), in cui molti giovani protagonisti, in particolare i discendenti di casa Stark, o Daeneris figlia della Tempesta, sono costretti, dagli eventi, a rivestire ruoli adulti prima dei tempi. Non dimentichiamoci, infine, di molti manga shounen in cui, nuovamente, i protagonisti sono giovani, spesso bambini, costretti dagli eventi ad intraprendere un viaggio di formazione che li porta a crescere prima del tempo. Una osservazione: in buona parte delle opere letterarie i giovani "troppo cresciuti" alla fine, in un modo o nell'altro, ottengono una rivalsa o un "premio" di qualche genere. Nel romanzo di Calvino, invece, Pin risulta non solo un reietto a causa della sua incompatibilità con le varie figure che lo circondano ma, in definitiva, risulta anche un perdente, un individuo che mai potrà rivalersi e ottenere un riconoscimento, simile in questo agli adulti e ai protagonisti del romanzo neorealista dell'epoca, come "I Malavoglia", "Piccolo Mondo antico" o a film quali "Ladri di Biciclette" di De Sica.


La Soluzione è Fornita dal sito ANSA.it: http://www.ansa.it/documents/1434542757748_soluzioni_analisi_testo.pdf .

Fase 3: Postscrittura e Fine della Prova[modifica]

Siamo così giunti alla fine della prova. Non ci resta che ricopiare, secondo i cannoni di bella grafia, il nostro elaborato in "bella" procedendo in ultimo ad un rapido controllo sempre della grammatica di quanto scritto. Finita anche questa fase soft consegniamo il nostro elaborato.

Si conclude così la nostra Prima Prova e questo, possiamo definire, "Tutorial".

Le Analisi del Testo della Prima Prova degli anni scorsi[modifica]

Di seguito riportiamo un elenco di link alle Analisi del Testo degli anni scorsi presenti sul sito ufficiale del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Le Analisi del Testo proposte possono essere molto utili a chi intende esercitarsi su testi davvero sottoposti ai maturandi.

L'Elenco è in ordine anticronologico degli anni in cui è uscita l'analisi del Testo (si parte dall'a.s. 2004/2005):