L'Analisi e il Commento di un Testo Letterario (superiori)
L'analisi e il commento del testo rappresentano una classica attività scolastica volta a descrivere e a spiegare analiticamente un testo e a formulare e argomentare con un'interpretazione critica il testo con informazioni già conosciute dallo studente. Nell'analisi quindi si utilizza il testo descrittivo e informativo-espositivo, mentre nel commento il testo argomentativo. Solitamente i testi soggetti a queste operazioni sono letterari (in poesia o in prosa), ma si possono anche usare testi non letterari. Nella pratica scolastica essa viene utilizzata come esercitazione orale o scritta e inoltre è presente come tipologia A nella Prima prova scritta dell'esame di Stato. In realtà essa simula la pratica reale della critica letteraria. Questa forma di scrittura prevede, come in altre forme testuali, anche qui uno svolgimento in tre fasi: prescrittura, scrittura e postscrittura.
Prescrittura
[modifica]Nella fase di prescrittura sono svolte tutte quelle operazioni volte alla lettura e comprensione del Testo.
Prima di tutto va svolta una lettura orientativa, scorrendo il Testo e se si tratta di una prova di verifica simile alla tipologia A dell'esame di Stato vanno letti attentamente i quesiti allegati al testo.
Dopo di che va svolta una lettura analitica (di approfondimento) e comprensione letterale del testo, in modo da identificare l'argomento principale e quelli secondari, Verificando anche il significato delle parole (usando eventualmente il dizionario) e "smontando" il testo in "blocchi di testo" (le strofe se una poesia, le sequenze se è un testo narrativo). Infine va riletto il testo nella sua interezza per verificare la comprensione letteraria.
La consegna può richiedere che si svolga la parafrasi della poesia o il riassunto del testo narrativo in esame. In realtà, anche se non richiesta, almeno la parafrasi andrebbe comunque svolta, perché fondamentale per comprendere il contenuto reale della poesia. Ugualmente se non richiesto il riassunto è sempre bene fare una piccola sintesi del testo da analizzare.
Se si utilizzano programmi informatici si possono usare gli strumenti che il computer e questi programmi (in primis Word e Excel) offrono come il comando "Conteggia Parole" in "Strumenti" per contare le parole in cui si compone l'analisi, oppure selezionare le parole chiave in grassetto o con altre forme (ad esempio in colore), oppure usare per la parafrasi una tabella a due colonne, in cui in una posizionare il testo originale e nella seconda la parafrasi, oppure per il riassunto usare il comando "Sunto Automatico" nel menu "Strumenti".
A queste operazioni si possono aggiungere anche altre operazioni da svolgere in realtà anche durante la fase dell'analisi vera e propria. Queste operazioni sono la raccolta di documentazione, l'ideazione del commento e l'elaborazione della scaletta.
Per la raccolta della documentazione si possono rileggere le informazioni contenute nei libri di testo o su qualsiasi altro supporto (come Internet), ma, se ciò non è consentito, si dovrà far ricorso alla propria memoria. In entrambi i casi le informazioni raccolte dovranno riguardare il contesto storico, a che corrente o movimento letterario si rifà l'autore dell'opera, le caratteristiche linguistiche e stilistiche e infine la posizione ideologica e estetica dell'autore in confronto ad altri autori dello stesso movimento, riconoscendone i caratteri della teoria generale (di tipo filosofico, morale, storico, scientifico, ecc.) sotteso al testo. Va scelto poi un criterio di selezione e classificazione dei documenti scelti (se si usa il computer si può usare per la classificazione una cartella di Excel o una tabella di Word).
Per l'ideazione del commento è consigliabile iniziare a farlo durante la fase di analisi, prendendo appunti (su un foglio ampio se si scrive a mano o su un apposito file se si usa il computer) sulle osservazioni e sulle opinioni personali che a mano a mano vengono in mente, eventualmente organizzandole in modo logico attraverso l'uso anche di forme schematiche. Va con questi dati elaborata un'interpretazione, eventualmente usando anche i pareri di altri in toto o in parte, solitamente riportati sui libri di testo, riflettendo principalmente sulla personalità psicologica dell'autore, la sua formazione culturale e il suo sistema di pensiero, analizzando anche del suo rapporto con le vicende storiche e confrontandolo con le manifestazioni culturale coeve o non e in altri ambiti (ad esempio artistico, musicale) ecc.. Va espresso anche un giudizio argomentato sull'efficacia dei mezzi linguistici e stilistici e va infine riflettuto sulle intenzioni dell'autore e sul messaggio che vuole trasmettere, esprimendo la propria opinione al riguardo.
Per l'elaborazione della scaletta, in ultimo, cioè uno schema che guida come strutturare la stesura del testo, dipende se la consegna contiene dei quesiti, e in questo caso essa va strutturata tenendo conto della sequenza dei quesiti, oppure non contiene quesiti, in questo caso si è liberi di scegliere come meglio si crede la struttura del proprio testo. In caso di consegna con quesiti si deve strutturare la scaletta in punti corrispondenti alla "macroarticolazione" dei quesiti, ad esempio articolandolo in tre parti: 1. Lettura e comprensione complessiva, 2. Analisi e commento del testo e 3. Approfondimento. Si deve fare un elenco numerato dei punti principali in cui sono suddivisi i quesiti. Se il primo quesito richiede la parafrasi o il riassunto o un'operazione simile va solo segnalato nella scaletta, ma non va ancora svolta. Per l'analisi del testo va eseguita secondo i vari livelli di analisi richiesti. Per il commento, infine, va posta in rilievo la propria tesi interpretativa, argomentandola (traendo spunto dall'analisi del testo e dalla documentazione raccolta).
Analisi del testo
[modifica]Fatta la fase di lettura e comprensione del testo nella fase di prescrittura, si può passare all'analisi vera e propria del testo, che è l'operazione più corposa in questa tipologia testuale ed è parzialmente diversa tra testo letterario in poesia e testo letterario in prosa.
Analisi del testo poetico
[modifica]Il testo poetico solitamente si analizza per "livelli" che sono quegli aspetti ed elementi che caratterizzano il testo poetico e lo differenziano dagli altri testi. I principali livelli di analisi sono strutturale, lessicale, sintattico, metrico, fonico e retorico, i quali sono tutti importanti, ma non per questo vanno per forza tutti approfonditi in modo esauriente. Si possono scegliere i livelli che si ritiene, per propria convinzione, più importanti da analizzare, oppure tenendo conto della consegna che è stata data, oppure compiere l'analisi tra più livelli contemporaneamente.
Analizziamo ora i singoli livelli.
Livello strutturale
[modifica]Il livello strutturale analizza la disposizione dei temi nel testo. Esistono varii tipi di struttura di un testo poetico:
- Lineare: In cui i temi si susseguono in maniere progressiva ordinata, anche se con diversa ampiezza.
- A elementi paralleli: In cui uno o più temi si ripetono, con eventuali variazioni, nel medesimo ordine.
- Circolare: In cui il tema iniziale della poesia torna nel finale dopo una serie di altri temi.
- A intreccio: In cui vari temi sono distribuiti nel testo in ordine sparso o con apparente disordine.
- A chiasmo: In cui due coppie di temi sono incrociate.
Preliminarmente quindi va individuato il tipo di struttura, in base ad essa poi va riconosciuta la corrispondenza con il significato che i temi assumono nel discorso del poeta e inoltre va rilevata la corrispondenza con gli altri livelli di analisi.
Livello lessicale
[modifica]Il livello lessicale analizza la scelta delle parole effettuata dal poeta, facendo particolare attenzione al:
- Registro linguistico: se è aulico, letterario oppure quotidiano, familiare, dialettico. Se è plurilinguistico oppure monolinguistico, ecc.
- Utilizzo di parole chiave: che possono essere poste in determinati punti del testo e che "aprono le porte" al significato più recondito del testo.
- Aree semantiche: cioè quelle parole che fanno parte del medesimo ambito di significato che fungono da "spie" anch'esse degli intendimenti del poeta.
Bisogna quindi per prima cosa individuare il registro linguistico, per poi individuare il significato delle parole eventualmente aiutandosi con un vocabolario. Individuare anche le aree semantiche e le parole chiave e la loro collocazione nel testo. Infine vanno riconosciute anche le particolarità lessicali come dialettismi, latinismi, arcaismi, neologismi, termini gergali, specialistici, ecc.
Livello sintattico
[modifica]Il livello sintattico analizza il legame sintattico tra le parole nella frase, l'ampiezza dei periodi e se sono in prevalenza coordinati (paratassi) o subordinati (ipotassi), le eventuali ellissi del verbo, la presenza di frasi nominali, la particolare collocazione delle parti del discorso in una proposizione e la funzione delle parti nominali. Per compiere questa analisi bisogna svolgere sia un''analisi del periodo rilevando l'ampiezza del periodo e se sono in prevalenza in struttura paratattica o ipotattica, in polisindeto o asindeto, e i tipi di subordinata, e un'analisi logica analizzando la disposizione delle parole. Infine vanno messe in relazione le soluzioni sintattiche con il significato tematico e con gli altri livelli (ad esempio con quello strutturale).
Livello metrico
[modifica]Il livello metrico analizza le scelte metriche del poeta. Varie sono le tipologie di testo, di cui i più importanti diffusi in letteratura italiana sono:
- Sonetto: formato da due quartine e due terzine di endecasillabi, generalmente in sillabe. È tipico dell'antichissima tradizione, ma è usato ancora nel Novecento.
- Ballata: formata da strofe dette "stanze" con la ripresa o ritornello in genere di tre o quattro versi che si alterna con endecasillabi e settenari secondo schemi liberi.
- Canzone: formata dall'alternanza di endecasillabi e settenari ed una serie di stanze ciascuna costituita da una "fronte" e da una "sirma" collegata ad un verso detto "chiave".
- Madrigale: formato da un breve componimento musicabile, in endecasillabi a schema metrico variabile, sul modello delle stanze di ballata.
Analizza anche i versi, i cui più diffusi sono l'endecasillabo e il settenario, oppure il verso libero (tipico della poesia contemporanea). Analizza anche le Rime che possono essere baciate (AA BB), alternate (a coppie alternate secondo lo schema AB AB), incrociate (AB BA), incatenate (soprattutto nelle terzine, secondo lo schema ABA BCB CDC) ecc.. Le rime possono essere interne; oppure ci possono essere assonanze. Analizza anche il ritmo della poesia, cioè la durata dei versi e la loro velocità, le pause (indicate dagli "a capo" e dallo spazio bianco tra le strofe), la relazione tra l'articolazione metrica e la punteggiatura, tra le pause metriche e quelle sintattiche, ecc., con attenzione all'enjambement che è la spezzatura di una frase o di un sintagma tra la fine di un verso e l'inizio del successivo. Analizza infine le figure retoriche di suono. Bisogna quindi descrivere le scelte in campo metrico, definendo il tipo di componimento e riconoscendo la lunghezza dei versi, lo schema delle rime, il ritmo, ecc. Bisogna interpretare le scelte dell'autore in relazione al significato della poesia oltre che al quadro della produzione del poeta e del contesto in cui opera. Infine vanno poste le osservazioni di livello metrico in relazione con gli altri livelli (sintattico, retorico, ecc.).
Livello fonico
[modifica]Il livello fonico analizza il "suono" di un testo poetico. Tale suono (chiaro, cupo, stridente, aspro, ecc.) viene dall'utilizzo di talune parole che contengono determinate vocali o consonanti (Liquide come "l" e "r", sibilanti come "s", dentali come "t" e "d", nasali come "m" e "n" ecc.) oppure possono essere accentuate da alcune figure retoriche di suono (come allitterazione, onomatopea, assonanza, consonanza, ecc.). Spesso il suono può assumere anche un determinato valore simbolico e pertanto si parla di valore fonosimbolico che comunica al lettore o meglio "uditore" un'esperienza percettiva e il significato che essa assume per il poeta. Per compiere questa analisi vanno primariamente riconosciuti di vari suoni delle vocali e delle consonanti, dando una definizione generale del suono che si percepisce della poesia (chiaro, cupo, stridente, aspro, ecc.). Bisogna individuare anche eventuali figure retoriche di suono. Va poi rilevato l'eventuale valore simbolico di alcuni suoni e il loro significato, inoltre va riconosciuta la corrispondenza dell'utilizzo di alcune scelte fonetiche del poeta con il significato della poesia. Infine, vanno poste le osservazioni di livello fonico con altri livelli (ad esempio metrico o retorico).
Livello retorico
[modifica]Il livello retorico analizza le scelte stilistiche e in particolare l'uso di figure retoriche. Le Figure Retoriche sono di:
- Suono: come
- Allitterazione: è la ripetizione degli stessi suoni in parole vicine (ad esempio "Di me medesimo meco mi vergogno").
- Onomatopea: è l'imitazione di suoni o rumori di fenomeni naturali (ad esempio "Bau Bau").
- Paronomasia: è un gioco di parole che consiste nell'accostamento di parole dal suono simile, ma significato diverso (ad esempio "Ricci capricci").
- Omoteleuto: è la disposizione ravvicinata di parole che terminano allo stesso modo (ad esempio dall'Infinito di Leopardi "Ma sedendo e mirando").
- Parola: come:
- Anafora: è la ripetizione di una parola o gruppo di parole all'Inizio di proposizioni o versi (ad esempio in Dante "Per me si va per la città dolente, / per me si va ne l'eterno dolore, / per me si va tra la perduta gente").
- Chiasmo: è la disposizione incrociata di quattro elementi (due coppie in cui il primo elemento della prima coppia corrisponde al secondo della seconda e viceversa a schema ABBA) collegati tra loro (ad esempio "Vizi privati, pubbliche virtù").
- Iperbato: è l'interposizione di una o più parole tra due termini che, di norma o secondo il senso, dovrebbero stare congiunti (ad esempio "Il di lei fratello").
- Poliptoto: è la ripetizione a distanza ravvicinata della medesima parola diversamente declinata o coniugata (ad esempio in Dante "Caddi come corpo morto cadde").
- Climax (traslitterazione della parola greca che Significa "scala"): è la disposizione di una serie di parole secondo una gradualità crescente (climax ascendente) o decrescente (climax discendente o anticlimax) (ad esempio in Petrarca "O mia stella, o Fortuna, o Fato, o Morte").
- Figura etimologica: è l'accostamento di due o più parole derivanti dalla medesima radice (ad esempio in Dante "Sfiorata Fiore").
- Grammaticali: come:
- Anacoluto: è una costruzione sintattica con un grave errore di concordanza (ad esempio "Il suo discorso sono tutte invenzioni").
- Asindeto: è l'assenza di congiunzioni tra parole o frasi strettamente vorrelate (ad esempio "Era immobile, pallido, distrutto").
- Aferesi: è la caduta della vocale o della sillaba iniziale di una parola (ad esempio "Vero" per "Inverno").
- Apocope: è la caduta della vocale finale di una parola (ad esempio "Amor" per "Amore").
- Sincope: è la caduta di uno o più fonemi all'interno di una parola (ad esempio "Vienmi" per "Vienimi").
- Significato: vanno aggiunte alle precedenti e non agiscono sull'aspetto esterno della parola (il cosiddetto "significante"), ma sul significato stesso. Tra queste si ricordano:
- Sinestesia: è l'associazione di termini che si riferiscono a sfere sensoriali diverse (ad esempio in Quasimodo "Urlo nero").
- Ossimoro: è l'accostamento intenzionale di parole di significato antitetico (ad esempio "Lucida follia").
- Similitudine: è il paragone tra una cosa e un'altra più nota o più evidente (ad esempio "La giovinezza è come una rosa che sta sbocciando").
- Metafora: è il trasferimento di significato di una parola dal senso proprio a un altro figurato che abbia con il primo un rapporto di somiglianza (ad esempio "Sei un leone").
- Metonimia: è la sostituzione di una parola con un'altra che esprime un concetto vicino o dipendente dal primo, ad esempio una causa per effetto, astratto per concreto, contenente per contenuto ecc. (ad esempio "Un Picasso" per indicare un quadro di Picasso).
- Sineddoche: è la sostituzione di una parola con un'altra che ha con la prima una relazione di qualità (frequentemente è la sostituzione di una parte per il tutto "Il mare è pieno di vele" invece di "Il mare è pieno di barche a vela").
- Iperbole: è l'amplificazione, per eccesso o per difetto, di un'immagine o di un concetto, oltre i limiti del verosimile (ad esempio "È un secolo che aspetto").
- Perifrasi: è l'espressione costituita da più vocaboli al posto di un solo termine (ad esempio in Dante "L'amore che muove il sole e l'altre stelle" per indicare "Dio").
- Antitesi: è l'accostamento di parole o frasi di significato opposto (ad esempio in Petrarca "E ardo e son di ghiaccio").
- Litote: è la negazione di un concetto per esprimere il suo contrario (ad esempio in Manzoni "Don Abbondio non era nato con un cuor di leone")
- Aposiopesi è la reticenza a esprimere esplicitamente un concetto (ad esempio in Manzoni "Verrà un giorno...").
Bisogna, quindi, individuare le figure retoriche. Se necessario, consultare un manuale di stilistica e retorica. Bisogna poi distinguere tra i vari tipi di figure retoriche (di suono, di parola, grammaticali, di significato) e analizzare in modo particolare le figure retoriche di significato. Infine vanno poste in relazione le osservazioni di livello retorico con gli altri livelli.
Analisi del testo narrativo
[modifica]Il testo narrativo racconta una storia, reale o immaginaria, sviluppata in una serie di azioni significative, collocate nel tempo e nello spazio e svolta da uno o più personaggi. Nonostante le diverse tipologie (romanzi, novelle, racconti, ecc.) presentano alcune caratteristiche comuni che vengono studiate dagli studi di narratologia.
Fabula' e intreccio, schema narrativo e sequenze
[modifica]Prima di tutto nell'analisi va tenuta distinta la fabula (o storia), che è lo svolgimento degli avvenimenti nel normale ordine cronologico, dall'intreccio che è l'ordine che a tali avvenimenti dà l'autore. Vi è poi lo schema narrativo, che tradizionalmente è sempre lo stesso nei vari romanzi ed è composto da una situazione iniziale di equilibrio (esordio) rotta da un evento che turba l'equilibrio. Fanno seguito varie peripezie, che arrivano ad un momento clou che è lo Spannung: alla fine la situazione volge ad una conclusione che ristabilisce l'equilibrio, detto scioglimento, che non per forza è positivo. Il testo è solitamente diviso in sequenze, cioè segmenti narrativi con contenuto unitario, che possono essere sia sequenze di fabula che raccontano lo svolgimento della storia, sia sequenze di intreccio, aggiunte dall'autore per con elementi in aggiunta alla fabula o anche inutili per essa. Le sequenze possono anche essere differenziate tra sequenze dinamiche, che cioè fanno scorrere la storia, e sequenze statiche, le quali bloccano lo svolgimento della storia per descrizioni, spiegazioni, argomentazioni, esprimere riflessioni ecc.. Nell'analisi bisogna riassumere la fabula e l'intreccio, evidenziando differenze e discordanze. Va poi individuato nel testo lo schema narrativo tradizionale e, se l'autore si discosta da esso, vanno individuate le modalità utilizzate dall'autore. Infine vanno identificate le sequenze, distinguendole tra sequenze di fabula e di intreccio e identificando anche la tipologia delle stesse.
Personaggi
[modifica]I personaggi del testo possono essere reali o immaginari. In base al ruolo si distingue:
- Protagonista: è la figura principale, al centro dell'azione.
- Antagonista: è la figura che contrasta l'azione del protagonista.
- Oggetto: è il personaggio oggetto dell'interesse del protagonista.
- Aiutante: è la figura che agevola il protagonista o l'antagonista.
- Figure secondarie: e le comparse.
I personaggi possono essere dall'autore caratterizzati fisicamente, psicologicamente e caratterialmente con descrizioni "a piatto", cioè schematizzata in pochi tratti ripetitivi, o "a tutto tondo" cioè in modo complesso, aperto a possibili mutamenti ed evoluzioni. La relazione tra i personaggi può dar vita ad un sistema dei personaggi, dove ognuno ha senso in relazione con gli altri. Per l'analisi vanno identificati i ruoli dei personaggi principali, descrivendone la caratterizzazione (fisica, psicologica, ideologica, sociale, culturale, ecc.), riconoscendo i personaggi "a piatto" o "a tutto tondo". Infine si può cercare di ricostruire nel testo narrativo analizzato un sistema dei personaggi.
Tempo e spazio, invenzione e realtà
[modifica]L'analisi riguarda anche tempo, spazio e invenzione e realtà.
Con riguardo al tempo bisogna distinguere tra:
- Tempo della storia: è il tempo in cui si svolgono i fatti narrati.
- Tempo del discorso: è il tempo in cui parla il narratore.
I rapporti tra questi due tempi possono variare per ordine e durata:
- L'ordine di successione degli avvenimenti nel discorso può coincidere o meno con la storia. Ci possono essere anticipazioni o "prolessi" oppure ritorni indietro (Flash-Back o "analessi").
- La durata degli avvenimenti può coincidere in intreccio e fabula oppure rallentare o accelerare il tempo narrativo rispetto a quello reale (velocità narrativa) o sospendersi, dando luogo a ellissi narrative.
Lo spazio può assumere valore oggettivo (come nei romanzi naturalisti o veristi) o simbolico (come nella Divina Commedia di Dante). Può avere sia mero intento di sfondo sia interferire con la storia, giocando anche un ruolo determinante. Inoltre può essere sia unitario sia variare nel corso della storia.
Infine, per le invenzioni e realtà si intende il rapporto creato dall'autore tra la sua invenzione artistica e l'esperienza reale, che può esprimersi in modi diversi, ad esempio:
- Rispecchiare realisticamente le situazioni vere (tipico dei romanzi veristi e naturalistici).
- Deformare grottescamente o caricaturalmente la realtà (come nelle Malebolge dell'Inferno' dantesco).
- Inventare dei mondi fantastici o inverosimili (ad esempio nel Signore degli Anelli di Tolkien).
Per compiere l'analisi bisogna per il tempo individuare il rapporto tra il tempo della fabula e dell'intreccio descrivendo l'ordine di successione degli avvenimenti, rintracciando eventuali prolessi o flash-back o ellissi narrative e indicando la durata degli avvenimenti e la loro velocità. Per lo spazio ci si deve chiedere dove è ambientata l'opera narrativa e in quale rapporto stia l'ambientazione con la vicenda narrata. Per l'invenzione e realtà va definito il rapporto tra le stesse: se sia realistico, grottesco, caricaturale, fantastico, ecc..
Narratore, punto di vista, tecniche narrative
[modifica]L'analisi riguarda anche narratore, punto di vista e tecniche narrative.
Il narratore è colui che narra la storia, può essere:
- Assente: se è assente dalla storia (come nei Promessi Sposi), in questo caso il tipo di racconto è detto eterodiegetico.
- Presente: cioè un personaggio della storia, in questo caso il tipo di racconto è detto omodiegetico.
- Esterno e Onnisciente: quando è esterno al racconto e conosce tutto della materia narrata, i suoi precedenti e i suoi sviluppi, giudicandoli da una posizione superiore.
- Interno: quando è calato in tanti punti di vista e livelli di conoscenza dei fatti, quanti sono i personaggi.
Il punto di vista o focalizzazione è la prospettiva scelta dal narratore per raccontare una storia ed esprimere il suo livello di conoscenza delle vicende narrate. Può essere di tre tipi:
- Focalizzazione zero: il narratore è onnisciente e conosce tutto della storia, sia del suo sviluppo sia degli stati d'animo dei personaggi, esperimendo giudizi.
- Focalizzazione interna: il narratore si posiziona nell'angolo di visuale di uno o più personaggi e costruisce la storia in base a ciò che apprende da essi.
- Focalizzazione esterna: il narratore si posizione all'esterno della storia, non conoscendo neppure gli aspetti fondamentali di essa, ma si "eclissa" limitandosi a raccontare ciò che vede.
Varie sono le tecniche narrative usate per esprimere la voce e i pensieri dei personaggi:
- Discorso diretto (o "scena" o "citazione"): è tipico della focalizzazione esterna ed è introdotto solitamente da un verbo dichiarativo.
- Discorso diretto libero: in cui è omesso il verbo dichiarativo e le parole dei personaggi vengono riferite direttamente, come in un testo teatrale.
- Discorso indiretto: è tipico della focalizzazione zero ed è introdotto da un verbo dichiarativo, seguito da una congiunzione subordinativa e una sintesi di quanto è stato detto, mitigata dal giudizio dell'autore.
- Discorso indiretto libero: è tipico della focalizzazione interna ed in questo caso sono omessi il verbo dichiarativo e la congiunzione subordinativa e il discorso è svolto in modo narrato direttamente nel testo, confondendosi con quanto dice l'autore stesso.
- Monologo interiore: in cui un personaggio esprime i suoi pensieri ad alta voce o mentalmente, senza riorganizzarli in sequenze temporali e logiche.
- Flusso di coscienza: in cui i pensieri, idee, ricordi, associazioni mentali sono riportati così come si presentano, senza alcuna rielaborazione razionale.
L'autore, poi, in base al contesto della storia e alle caratteristiche culturali e sociali dei personaggi sceglie il registro linguistico e stilistico e questo può determinare le scelte sintattiche e lessicali e l'uso di figure retoriche.
Per svolgere l'analisi bisogna per il narratore definire se è assente o presente, interno o esterno. Per il punto di vista va definito il tipo di focalizzazione scelto dall'autore. Per le tecniche narrative vanno riconosciute, se vi sono, una o più tecniche del discorso. Infine per gli usi linguistici o stilistici vanno analizzate le scelte sintattiche, lessicali, retoriche dell'autore.
Scrittura e postscrittura
[modifica]Nello svolgere la fase di scrittura bisogna tener conto che occorre trascrivere, se richiesta, la parafrasi o il riassunto. Occorre anche rispondere ai quesiti che eventualmente sono proposti, fornendo risposte descrittive se è una analisi, risposte argomentative se è un commento e approfondimento. Se il quesito è semplice, bisogna rispondere in modo sintetico, se è complesso invece bisogna sviluppare un "mini-saggio". Se si fanno citazioni, vanno messe tra virgolette. Bisogna inoltre usare un registro linguistico piuttosto formale. Se si vuole si può premettere allo svolgimento un'introduzione, in cui dare brevi informazioni generali su autore e opera, anno e circostanze storiche di composizione, il rapporto con le altre opere dell'autore e tutti gli altri dati di inquadramento storico, filosofico, letterario, ecc. oppure si può aggiungere una conclusione finale, in cui ribadire il giudizio sul testo.
In ultimo si compie la fase di postscrittura che comprendere la rilettura, la correzione, la copiatura, la presentazione grafica e la rilettura conclusiva, tipica di tutti i testi letterari.
