L'evoluzione storica della comunità internazionale

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lezione
L'evoluzione storica della comunità internazionale
Tipo di risorsa Tipo: lezione
Materia di appartenenza Materia: Diritto internazionale

La nascita della comunità internazionale[modifica]

Di norma si fa risalire la nascita delle comunità internazionali intorno al XVI secolo e in particolar modo con la pace di Westfalia (1648) dopo la guerra dei Trenta anni. Indubbiamente accordi di tipo diplomatico e consolare c'erano già stati da molto tempo prima, ma la peculiarità di questo periodo è la struttura degli Stati che hanno sottoscritto il trattato, molto più simili ai nostri, rispetto a prima. Il trattato di Westfalia riconosceva il protestantesimo a livello internazionale (dissociando la dominazione del culto cattolico all'esistenza di uno Stato), legittimava l'esistenza di molti piccoli Stati e consacrava una distribuzione del potere in Europa che durò più di un secolo.

Dalla pace di Westfalia alla fine della Prima Guerra Mondiale[modifica]

La composizione della comunità internazionale[modifica]

Gli Stati più importanti[modifica]

A partire dalla pace di Westfalia, sicuramente il centro dei rapporti internazionali si sviluppava quasi esclusivamente tra gli Stati Europei. Questi a loro volta stringevano rapporti con stati extra-europei, ma con l'avvento della rivoluzione industriale questi Stati sono stati tagliati fuori dagli accordi. Con la colonizzazione dell'America, in poco tempo anche gli Stati Uniti e i paesi dell'America Latina divennero principali fautori dell'organizzazione internazionale.

Il sistema di capitolazioni e il colonialismo[modifica]

Per lungo tempo i paesi non europei accettarono la superiorità dei paesi occidentali e con essa anche le loro regole. L'"Occidente" sviluppò due diverse tipologie di rapporti con il "mondo esterno": le "capitolazioni" per i veri e propri Stati e il "colonialismo" per quei territori in cui non esisteva un potere forte di controllo sul territorio. Le capitolazioni erano dei trattati in cui si disciplinavano le condizioni di residenza degli europei nei paesi non-europei, e in particolar modo

  1. non potevano essere espulsi se non con assenso del console;
  2. potevano praticare il culto cristiano, e quindi erigere chiese e cimiteri;
  3. avevano libertà di scambio e commercio senza alcuni dazi di importazione ed esportazione;
  4. non potevano essere oggetto di rappresaglie;
  5. in caso di controversie con altri cittadini europei, erano sottoposti alla giurisdizione del console.

Per quanto riguarda il colonialismo, gli Stati Europei avevano sviluppato una serie di normative che facilitarono l'intromissione in territori di nessuno, cioè in cui essi non riconoscevano alcun potere.

La distribuzione del potere[modifica]

In questo periodo nessuno Stato era riuscito a prendere il sopravvento sugli altri e la competenza orizzontale aveva sempre resistito. Ovvio che c'erano una serie di Stati più influenti di altri. Un tentativo di bilanciare il potere fu effettuato nel 1815, dopo la sconfitta di Napoleone, con il c.d. "Concerto d'Europa", costituito da una serie di trattati che stabilivano

  1. che le parti contraenti avrebbero adottato i precetti della religione cristiana;
  2. un'alleanza militare (la "Santa Alleanza") tra Austria, Russia, Prussia e poi Francia, in cui si impegnavano ad accordarsi sulle misure da adottare in caso di minaccia all'ordine costituito in Europa;
  3. che per risolvere questioni di natura di politica internazionale avrebbero adottato una serie di incontri tra i sovrani interessati.

Dopo, però, le rivoluzioni successive e lo sviluppo dei movimenti nazionalistici, si ripristinò la tradizionale politica dell'equilibrio del potere, anche se per un po' gli incontri tra i capi di Stato si susseguirono ancora.

I precetti giuridici tradizionali[modifica]

Sempre in questo periodo è stata coniata la parola diritto internazionale. Le norme che si crearono in questo periodo hanno due caratteristiche principali. Sicuramente hanno avuto l'influenza dell'idea cristiana e liberista dell'epoca, causa della quale tutti gli Stati godono di pari potere, e in secondo luogo è stata elaborata esclusivamente dalle grandi potenze coloniali occidentali. Un notevole contributo alla nascita e ai primi passi del diritto internazionale è stato dato da un gruppo di eminenti giuristi europei che nel 1873 fondarono l'Institut de droit international. Da annoverare le prime importanti norme che influenzarono i trattati degli Stati riguardano l'impossibilità di trattare schiavi o di utilizzare determinate armi e la libertà di navigazione.

Dalla Prima alla Seconda guerra mondiale[modifica]

La svolta: la Prima guerra mondiale e le sue conseguenze[modifica]

Per la prima volta un conflitto fu talmente grande da coinvolgere tutti i principali membri della comunità internazionale. E fu proprio questo a mostrare il decadimento dell'Europa come centro della politica internazionale. Infatti in quegli anni avevano preso piede da una parte gli USA e dall'altra parte l'Unione Sovietica. L'Europa andava perdendo tutti i suoi possedimenti coloniali e il suo declino si manifestò in tutti gli ambiti.

La divisione della comunità internazionale in seguito all'emergere dell'URSS[modifica]

Nel passato tutti gli stati non-europei si erano sottomessi alla dottrina cristiano-liberista europea. A partire dal 1918, l'Unione Sovietica promosse una politica e un'ideologia per la prima volta in contrapposizione con quella europea. Essa affermava

  1. l'autodeterminazione dei popoli;
  2. l'uguaglianza sostanziale degli Stati;
  3. l'internazionalismo socialista e il parziale rifiuto dell'ordinamento internazionale, ma solo per la sua impostazione borghese-capitalistica.

Un esperimento di coordinamento collettivo dell'uso della forza: la Società delle Nazioni[modifica]

Per evitare il verificarsi di una nuova guerra mondiale gli Stati vincitori istituirono un organo internazionale per la prevenzione delle ostilità: la Società delle Nazioni (1919). Con questa organizzazione non si proibiva l'uso della forza in toto, ma si ponevano dei limiti alla guerra. Non erano però, vietate le misure coercitive diverse dalla guerra. Se uno degli Stati membri veniva aggredito la Società delle Nazioni poteva solo esortare gli Stati ad intervenire, non obbligarli. Oltretutto il principale motivo per cui la SdN fallì, fu perché divenne lo strumento politico di Francia e Gran Bretagna.

I precetti normativi[modifica]

In questo periodo non sono state prodotte norme di particolare rilievo. L'URSS era isolata e si limitava a criticare le norme internazionali esistenti. Il settore che ebbe più successo fu quello della soluzione arbitrale e giudiziale delle controversie. Venne creata nel 1921 la CPGI (Corte Permanente di Giustizia Internazionale) e furono istituiti numerosi tribunali arbitrali ad hoc. Molti sono stati i ricorsi a questi istituti e ciò ha permesso uno sviluppo del settore della normativa internazionale. Inoltre si è progressivamente andati verso un riconoscimento delle esigenze degli individui.

Dalla Carta delle Nazioni Unite alla fine della Guerra Fredda[modifica]

Le conseguenze principali della Seconda guerra mondiale[modifica]

Nel 1945 avvennero tre fatti esemplari:

  • lo scoppio delle bombe atomiche su Nagasaki e Hiroshima;
  • il 26 giugno a San Francisco fu adottata la carta delle Nazioni Unite;
  • l'8 agosto nacque il tribunale militare di Norimberga.

Questi accadimenti esaltarono la tensione tra "forza" e "diritto": da una parte i Paesi potevano avere una forza smisurata, dall'altra si cerca di frenare l'uso della violenza con ulteriori norme e principi. Con la Carta delle Nazioni Unite si cercò di mirare al raggiungimento della situazione non bellica come la situazione normale. In contemporanea si continuò a smantellare il residuo dell'impero coloniale, soprattutto grazie alle richieste della popolazione, che vedevano con le colonie solo profitti per pochi e costi per tutti.

La creazione dell'ONU[modifica]

Dopo la Seconda guerra mondiale gli Alleati sottoscrissero la Carta delle Nazioni Unite in cui sostanzialmente allungavano l'alleanza bellica (soprattutto tra USA e URSS). Come gli accordi internazionali precedenti l'ONU si occupava di garantire la pace tra le nazioni. Un grande passo avanti si ebbe con il divieto per gli Stati anche solo di "minaccia o dell'uso della forza armata". Si è istituito, inoltre, il Consiglio di Sicurezza che contava 11 membri (oggi 15) in cui però rimanevano a titolo permanente USA e URSS (poi Russia). Per la prima volta alcuni stati erano considerati superiori ad altri. Inoltre, nelle decisioni c'è necessità dell'accordo del veto di cinque membri permanenti. L'ONU uscì indebolita già dall'anno successivo con le bombe di Nagasaki e Hiroshima, e negli anni successivi con la guerra fredda.

La composizione della comunità internazionale[modifica]

La composizione dell'ONU rispetto a quella del 1815 o del 1919 è praticamente ribaltata. Nel secondo dopoguerra molti Stati si sono resi indipendenti e molti altri hanno adottato la dottrina socialista dell'URSS. Nei rapporti internazionali URSS e i tantissimi altri stati del terzo mondo avevano una numerosità tale da poter avere sempre la maggioranza nelle decisioni dell'organizzazione. Ma l'enorme potere economico e politico dei "pochi" paesi occidentali, ha sempre prevalso, soprattutto grazie alla fitta rete di enti intergovernativi che si sono venuti a formare in quegli anni.

La lotta per un nuovo diritto[modifica]

La numerosità dei paesi del terzo mondo, però, ha saputo dare una svolta positiva a tutto il contesto internazionale facendo adottare dall'ONU una serie di risoluzioni per l'abolizione della discriminazione razziale e per il riconoscimento dell'autodeterminazione dei popoli. Inoltre tutte le norme internazionali furono riviste nella direzione di una maggiore presa di considerazione verso gli stati del terzo mondo. Nel 1977, infine, il "gruppo dei 77" (formato dai paesi dell'Asia, dell'Africa e dell'America Latina) cercò di rivoluzionare l'assetto economico della comunità internazionale e ha ottenuto una raccomandazione, cioè un atto giuridico non vincolante.

Dalla fine della guerra fredda ad oggi[modifica]

Dal crollo dell'Unione Sovietica, la Russia non è riuscita a prendere il suo posto di super-potenza all'interno delle relazioni internazionali lasciando da soli gli USA. Gli USA adesso si ritrovano a fare sempre da mediatori, influenzando il parere dell'organizzazione internazionale, però, solo verso ciò che ritiene degno di nota. Non sono mancate, infatti, le occasioni in cui, per esclusivo interesse degli USA, sia intervenuta (anche militarmente) l'ONU. Quando gli USA non sono riusciti ad ottenere l'appoggio dell'ONU sono ricorsi alla NATO e, talvolta, sono corsi da soli. Ciò a testimonianza dell'egemonia che gli USA hanno sul resto del mondo. Dal Secondo dopoguerra alcuni Stati del terzo mondo si sono molto sviluppati (Brasile, Cina e India), mentre il potere degli Stati occidentali è andato sempre di più scemando. La fase attuale delle relazioni internazionali, inoltre, si sta orientando verso un ricorso ad alleanze militari, come la NATO e la tendenza alla regionalizzazione. I paesi del terzo mondo hanno abbandonato l'ideologia socialista, comprendendo che è più semplice fare accordi con i paesi industrializzati piuttosto che convincere l'organizzazione internazionale a prendere determinate posizioni. Oggi, il diritto internazionale sta cercando di normalizzare ogni aspetto della vita e si nota come le varie sfumature del diritto siano tra loro sempre più strettamente influenzate.

Programma delle lezioni[modifica]