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Il villaggio globale

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Il villaggio globale
Tipo di risorsa Tipo: lezione
Materia di appartenenza Materia: Teoria e tecnica delle comunicazioni di massa

Il medium come estensione dei sensi

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Ogni nuovo medium, che secondo il McLuhan altri non è che una protesi, cioè l'estensione tecnologica dei nostri sensi, non solo è in grado di modificare le nostre percezioni personali e le nostre convinzioni individuali, ma è in grado persino di modificare l'ambiente in cui viviamo e la società che ci circonda.

Facciamo un esempio: ammettiamo come presupposto che uno dei primi ominidi sia sceso dall'albero ed abbia scoperto di poter raccogliere frutti maturi caduti per terra. All'arrivo di un ominide più grosso di lui che vuole cacciarlo, dopo un accenno di conflitto, il Nostro decide di andarsene più in là per evitare dolorose conseguenze. Lo stesso avviene per l'accoppiamento, dove il più forte in natura lo dimostra non solo nel proclamarsi l'unico maschio in grado di riprodursi, ma proprio nella sua capacità di tenere lontano i rivali.

Ammettiamo ora che il piccolo ominide in questione abbia scoperto per caso che alcuni frutti quali noci e mandorle, si possono aprire usando un sasso od un bastone. Questa nuova sua invenzione tecnologica altri non è – secondo il McLuhan – che la protesi, cioè il prolungamento del suo pugno. Ne consegue che tutte le invenzioni tecnologiche altro non siano che estensioni delle nostre facoltà, la ruota sarebbe l'estensione del piede, il canocchiale dell'occhio, la radio dell'orecchio e così via. Ma torniamo al nostro ominide.

Quando arriva l'ominide più grosso e di conseguenza più prepotente, il nostro eroe cambierà lo stato delle cose perché grazie all'aiuto della sua nuova tecnologia sarà in grado non solo di avere la meglio in un eventuale conflitto, ma addirittura andrà ad insidiare le femmine del rivale cambiando di fatto la gerarchia basata sulla forza, indipendentemente dall'uso che adesso fa del sasso o del bastone.

Il medium come strumento neutrale

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Accettando una laurea honoris causa presso l'Università di Notre Dame, il generale David Sarnoff fece questa dichiarazione:

«Siamo troppo propensi a fare degli strumenti tecnologici i capri espiatori dei peccati di coloro che li maneggiano. In sè stessi i prodotti della scienza non sono nè buoni nè cattivi: è il modo in cui vengono usati che ne determina il valore»

(David Sarnoff)

Malgrado la frase precedente sia ampiamente condivisa, dobbiamo dire che nulla, ma proprio nulla, nel discorso di Sarnoff regge ad un esame un poco più attento, in quanto essa non tiene in conto la natura dei medium (di qualunque medium, beninteso).
E sembra esprimere il narcisismo di chi è ipnotizzato dal suo proprio essere (Ho citato le precise parole di McLuhan). Infatti, accettando il presupposto di Sarnoff, si potrebbe dire che le armi non sono né buone né cattive, ma dipende dall'uso che se ne fa. Che se per esempio sono usate dalla polizia per uccidere un criminale sono buone, in altri casi un po' meno. Allo stesso modo si potrebbe dire che persino le torte alle mele sono buone o cattive, dipende dall'uso che se ne fa. Se per esempio si mangiano sono buone, se si tirano in faccia a Ridolini sono cattive. La realtà invece è ben diversa: ogni nuovo apporto tecnologico non fa altro che aggiungersi a quello che già siamo e ogni nuova arma non sarà altro che la protesi delle nostre unghie e dei nostri denti utilizzati per la lotta, cosa ben diversa da un lettore di CD per esempio, che è l'estensione del nostro orecchio per rilassarci ascoltando musica.

Dalla protesi meccanica alla tecnologia pervasiva

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Nei periodi storici precedenti questo, ogni protesi aveva esteso il nostro corpo in senso spaziale. Dopo un'esplosione durata tremila anni in cui alle varie estensioni frammentarie e puramente meccaniche, facevano seguito ampie modifiche del modo di vivere e di interreagire, da una cinquantina d'anni ci ritroviamo un mondo entrato in una fase implosiva facile da spiegare. Se ad ogni protesi e susseguente modifica dell' essere inserito nella società nostra contemporanea, era facile reagire perché i tempi erano meccanici, oggi dopo oltre un secolo di impiego tecnologico dell'elettricità abbiamo esteso il nostro sistema nervoso centrale in un abbraccio globale che abolisce sul nostro pianeta tanto il tempo quanto lo spazio. È successo che dopo secoli in cui con la tecnologia abbiamo operato ogni genere di estensione, ora con l'applicazione del computer ci ritroviamo con l'estensione della nostra mente, estensione che non può più essere considerata protesi, bensì campo, ed ognuno dei nostri computer è diventato un punto neuronale collegato agli altri computer del mondo che tutti insieme costituiscono una rete di neuroni con un campo di dimensioni planetarie. Il processo creativo della conoscenza è collettivamente esteso all'intera società umana proprio come, tramite i vari media, abbiamo esteso i nostri sensi ed i nostri nervi. E se nella recente era meccanica ogni variazione poteva essere accolta senza eccessive preoccupazioni, oggi l'azione e la reazione sono contemporanee.

Ci ritroviamo a vivere miticamente ed integralmente, anche se continuiamo a pensare secondo antichi schemi frammentari costituiti da spazio e tempo dell'era pre-elettrica. Se l'uomo occidentale aveva appreso dalla tecnologia dell'alfabetismo ad agire senza reagire (un chirurgo che operasse a cuore aperto la propria madre, sarebbe in grado di farlo senza lasciarsi coinvolgere emotivamente) ora con il nostro sistema nervoso centrale tecnologicamente esteso fino a coinvolgere l'intero pianeta, siamo inevitabilmente coinvolti ad incorporare la conoscenza di tutta l'umanità, con profonde conseguenze per ogni nostra azione che ne consegue.

L'età dell'angoscia

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Ci troviamo nell'età dell'angoscia, nella quale non è più possibile il distacco e la non partecipazione. Dopo tremila anni di espansione delle innumerevoli funzioni tecnologiche del corpo umano e delle sue funzioni, ci ritroviamo dinanzi ad una implosione.

L'elettricità ed il computer hanno contratto il nostro pianeta, riunendo in modo repentino e contemporaneo tutte le funzioni sociali e politiche, intensificando la nostra consapevolezza. Ogni singolo anche se nobilissimo punto di vista, ha perso nell'era elettrica ogni funzione, lasciandoci l'ansia e la ribellione contro gli schemi imposti e soluzioni obsolete. A differenza di ciò che accadeva quando gli avvenimenti erano posti in sequenza o in concatenazione, oggi nell'era elettrica la velocità istantanea ci fa percepire le cose in una nuova dimensione.

Invece di seguitare con l'antico ed irrisolto dilemma se fosse nato prima l'uovo o la gallina, è apparso evidente che la domanda era mal posta ed era arrivato il momento di analizzare come la gallina non sia altro che il sistema escogitato dall'uovo per produrre altre uova. (Badate bene, non è la gallina ad aver escogitato il sistema per produrre altre galline, infatti la gallina è l'hard-ware posta nel territorio per raccogliere informazioni atte alla sua sopravvivenza, mentre l'uovo è il soft-ware che contiene il programma).