Nazareno Strampelli

Da Wikiversità, l'apprendimento libero.
Jump to navigation Jump to search
lezione
Nazareno Strampelli
Tipo di risorsa Tipo: lezione
Materia di appartenenza Materia: Storia delle scienze agrarie




Il lavoro di Nazareno Strampelli portò alla realizzazione di decine di varietà differenti di frumento (alcune delle quali tutt'oggi coltivate) che consentirono l'incremento delle rese medie per ettaro, con importanti ricadute sociali, economiche e politiche. Le varietà di frumento create da Strampelli ed esportate in Messico furono poi una delle basi degli studi di breeding che condussero alla Rivoluzione verde degli anni sessanta. Scientificamente il suo metodo di incrociare varietà differenti per ottenere nuove cultivar (ibridismo) si dimostrò più efficiente rispetto al metodo allora più in voga di selezionare le sementi solo all'interno di una singola varietà (selezionismo).

Biografia[modifica]

Firma di Nazareno Strampelli

La gioventù e la formazione accademica[modifica]

Nato a Crispiero, frazione del comune di Castelraimondo (provincia di Macerata) il 29 maggio 1866, fu senza dubbio il più importante esperto italiano di agronomia e genetica della prima metà del XX secolo.

Nel 1900 a Camerino cominciò i suoi studi sull'ibridazione delle specie di frumento, pur non essendo ancora a conoscenza degli studi di Gregor Mendel, che all'epoca avevano avuto diffusione ancora limitata. A Camerino cominciò a lavorare sul tipo "Rieti", un grano che riteneva potenzialmente molto adatto all'ibridazione, su cui sperimentò incroci col grano "Noè" per arrivare ad una pianta resistente all'allettamento e adatta alla coltivazione nel Maceratese. Il "Rieti" era poco attaccabile dalla ruggine del grano, ma era inadatto al clima nebbioso della zona. Nel 1904 studiò Mendel (del quale aveva inconsapevolmente anticipato le teorie con i suoi primi esperimenti) grazie al suo mentore Giuseppe Cuboni

Pur non essendo una vera e propria novità (già alcuni esemplari erano stati presentati nel 1835 a Londra), l'ibridazione scientifica del frumento non aveva ottenuto una diffusione rilevante ed era ancora considerata una branca minore dell'agronomia. Il metodo predominante per il miglioramento genetico delle colture era la "selezione genealogica", che veniva applicata su colture esistenti e che consisteva nella scelta dei riproduttori dopo aver stabilito il loro valore tramite l'analisi di antenati, discendenti e collaterali. In Italia l'agronomo Francesco Todaro era uno dei principali sostenitori di questa pratica: tra i due studiosi nacque un dibattito, dai toni rispettosi e civili, che si protrasse fino agli anni venti. Nel 1940 Todaro ammise i successi di Strampelli con grande onestà scientifica e intellettuale.

Nel 1903 il Ministero dell'Agricoltura, Industria e Commercio retto da Guido Baccelli istituì una cattedra ambulante sperimentale di Granicoltura a Rieti, dotata di un fondo di 7.500 lire. Strampelli concorse alla cattedra per interesse personale, pur col rischio di non ottenerne alcun vantaggio economico, e ottenne il titolo, con un tema dal titolo «Principali miglioramenti da introdursi nella coltivazione del frumento, tenendo conto dello stato attuale della agricoltura nell'Italia centrale». Lo studioso era interessato principalmente alla possibilità di sperimentare le proprie teorie in un ambiente controllato quale la Piana di Rieti.

L'attività di ricerca a Rieti[modifica]

Nazareno Strampelli fotografato in una coltivazione di grano

I suoi primi studi ebbero un inizio duro: inizialmente fu costretto ad alloggiare in un albergo, e dovette chiedere con molta insistenza al Comune di Rieti tre stanze all'interno della Cassa di Risparmio locale, che infine ottenneTra l'ottobre del 1903 e l'aprile 1904 l'unica dotazione della Cattedra fu uno sgabello in legnoNonostante la carenza di attrezzature, Strampelli lavorò alacremente e già nel 1904 aveva sviluppato 53 ibridi diversi. L'anno successivo sarebbero stati 112, e addirittura 134 nel 1906.

Lo studioso ottenne dal principe Ludovico Spada Veralli Potenziani alcuni terreni da adibire a colture sperimentali in località Setteponti

Oramai venuto a conoscenza dei lavori di Mendel, Strampelli cominciò a sviluppare alcune specie di frumento ibrido, con lo scopo di risolvere i problemi che allora assillavano il mondo dell'agricoltura, principalmente legati alla limitata produttività delle colture e alle numerose malattie e flagelli stagionali cui erano soggette le piante autoctone.

Grazie al suo impegno partire dal 2 giugno 1907 la cattedra ambulante venne convertita in una Stazione sperimentale di Granicoltura, con il raddoppio dell'appannaggio che arriverà a 15.000 lire e consentendo allo scienziato di avere un solido fondo su cui basare gli studi.

Visti i risultati il ministero dell'Agricoltura conferì tra il 1911 e il 1912 un prestito di 125.000 lire, poi aumentato a 155.000, per l'acquisto dei terreni di sperimentazione. Inoltre fu deliberato un incremento di organico e la costituzione di terreni sperimentali in diverse parti d'Italia.

La maturità e il successo[modifica]

La diffusione sul mercato dei primi grani ibridati, a cavallo della Grande Guerra, diede a Strampelli notorietà in Italia e all'estero: nel 1919 l'Accademia dei Lincei gli concesse il premio "Santoro" di diecimila lire LInstitut International d'Agricolture gli volle rendere omaggio per iniziativa del barone svedese De Bildt e del francese Luis-Dop. Con la fama raggiunta poté fondare a Roma l'8 giugno 1919 l'Istituto Nazionale di Genetica per la Cerealicoltura, dove sviluppò ulteriori studi su nuovi grani duri e teneri. Strampelli mantenne la direzione del centro romano, affiancandolo al lavoro sulla cattedra di Rieti.

Tuttavia Strampelli a Rieti fu oggetto anche di numerose critiche, soprattutto provenienti dall'Associazione da lui stesso fondata. I grani creati dallo studioso venivano visti come una minaccia al grano "Rieti originario", diffuso tra tutti i coltivatori della zona e tra i più apprezzati. Le cause di questa incomprensione vanno trovate senz'altro nella difesa degli interessi precostituiti dei sementieri che vedevano minacciato il loro mercato, ma anche nella tradizionale avversione del mondo rurale nell'accettare novità. Una riprova la si è vista pochi anni prima nelle poesie di Giovanni Pascoli, estremamente attento alla cultura del mondo rurale, ma che per i semi dice:

«E prima scelsi il seme del mio grano
tra il grano mio. Grani più duri e grossi
o più gentili non cercai lontano.
Altri grani, altre terre, ed altri fossi
ed altri conci.» (da Nuovi Poemetti/La mietitura - E lavoro)

Nel marzo 1924 li agricoltori dell'associazione cacciarono dalla stessa tutti coloro che facevano uso dei grani modificati, e cercarono l'aiuto di un esperto per migliorare il grano "Rieti" con metodi tradizionali. Ma i tentativi ebbero poco successo. Ancora nel 1931, in piena "Battaglia del grano", le resistenze all'introduzione nel reatino delle nuove sementi erano tali che la provincia si attirò una nota di biasimo dello stesso Mussolini, a causa della scarsa produttività cagionata dal misoneismo verso le nuove sementi. Tuttavia, nel 1939 la situazione si era ribaltata, e a Rieti il 90% del frumento coltivato era delle "specie elette" di Strampelli

Nel 1922 il governo argentino invitò lo studioso nel Paese sudamericano, dove Strampelli si recò accompagnato dal figlio Benedetto. Mussolini lo aveva già chiamato ad importanti incarichi dirigenziali nella Battaglia del grano, la campagna di incremento delle rese cerealicole italiane lanciata nel luglio di quell'anno. La "Battaglia" avrà successo soprattutto grazie alle sue "sementi elette".

In seguito ai grandi successi ottenuti dalla "Battaglia del grano", i sindacati fascisti lo proposero a Mussolini e al Gran Consiglio per la nomina a Senatore del Regno, carica alla quale fu chiamato (nonostante la sua ritrosia) nel 1929.

Nel 1933 il Regime fece tributare in suo onore una grande manifestazione pubblica, alla quale presero parte le più importanti personalità della nazione.

Nazareno Strampelli si spense a Roma il 23 gennaio 1942, un anno dopo essere andato in pensione e dopo aver creato le sue tre ultime varietà di grano.

Strampelli scienziato: lo studio degli ibridi[modifica]

I flagelli del grano

Nello studio dell'ibridazione, Strampelli mise in atto un programma di grande perfezione, il migliore che si potesse realizzare al suo tempo, che coniugava rigore del metodo scientifico con una visione economica e produttiva. Introdusse notevoli elementi innovativi nel suo campo, come l'ibridazione intraspecifica [2] fra varietà distanti, l'ibridazione intraspecifica fra varietà addomesticate e selvatiche di grano, la selezione fenotipica di oltre un milione di piante, basandosi sull'ibridazione intervarietale e la ricombinazione mendeliana(nei cereali autogami)Un novantennio di genetica agraria, di Angelo Bianchi, Supplemento a l'Informatore Agrario 7/97.

Di non minore importanza fu la realizzazione di una rete di stazioni di ricerca in tutto il territorio nazionale, che consentiva la raccolta selettiva di dati sotto differenti condizioni agricole, meteorologiche e climatiche ma anche socio-economiche dei coltivatori coinvolti.

Strampelli partì da un concetto diametralmente opposto a quello più diffuso nei primi del '900. Invece di cercare di estendere il ciclo vegetativo delle piante (per accumulare più sostanze nutritive), cercò di sviluppare dei grani di rapida maturazione ed alto rendimento. L'obbiettivo era evitare la siccità estiva, portando a maturazione le messi prima d'agosto. Inoltre si impegnò anche nella creazione di specie resistenti alla ruggine (in particolare alla ruggine bruna) e dal fusto più corto, quindi in grado di resistere meglio alle intemperie.

In sintesi gli obbiettivi di Strampelli erano di creare varietà in grado di rispondere ai tre principali flagelli che si abbattevano sulle coltivazioni cerealicole:

  • la ruggine bruna, per la quale ricercò varietà resistenti ai funghi che ne sono causa;
  • il cosiddetto "allettamento", contro il quale puntò ad una riduzione della taglia;
  • la "stretta", causata dalla siccità e dall'aumento repentino delle temperature nel periodo finale del riempimento delle cariossidi, per evitare la quale puntò alla precocità di maturazione del seme.

Quest'ultimo obbiettivo ebbe anche il non trascurabile risultato di anticipare la mietitura, con la conseguenza di ridurre l'esposizione alla zanzara anofele dei contadini. Precedentemente, infatti, il grano giungeva a maturazione nel picco di diffusione delle zanzare malariche. La precocità della maturazione ottenuta con il grano "Ardito" consentì inoltre di usare coltivazioni annuali (lino, tabacco, riso etc.) come intercalari, con grande profitto per le aziende agricole.

Strampelli ebbe anche l'abilità di saper galvanizzare e sfruttare al meglio l'entusiasmo dei suoi collaboratori.

I successi[modifica]

Il primo risultato di rilievo di Strampelli, nel 1905, fu il grano "Carlotta", dedicato alla moglie. Questa varietà era un incrocio fra il "Rieti" e la varietà francese "Massy", caratterizzata da elevata elasticità dei fusti e una produttività superiore di 5-7 quintali per ettaro alla media dell'epoca. Si trattava inoltre di una varietà adatta alle zone a clima freddo del centro-sud Italia. Questa varietà venne presentata nel 1914, assieme al "Gregorio Mendel". Il principale difetto di questo grano – la scarsa resistenza alla "stretta", cioè una forma di rachitismo delle spighe causata dalla siccità – spinse lo scienziato sulla strada che lo condusse al vincente triplice incrocio {("Rieti" × "Wilhelmina") × "Akakomugi"}, iniziando così, nel 1913, la prima vera "Rivoluzione verde".

Questo fu il suo successo fondamentale: la creazione del grano "Ardito", incrociando il grano "Rieti" (resistente alla ruggine) coll'olandese "Wilhelmina Tarwe" (ad alta resa) e quindi col grano rosso giapponese (giapponese: 赤小麦, Akakomugi, resistente all'allettamento e a maturazione precoce). Negli anni successivi sarebbe stato scoperto che aveva ottenuto un'accoppiata vincente unendo finalmente due geni – lo Rht8 e il Ppd-D1 – responsabili rispettivamente del fusto corto e resistente all'allettamento e dell'insensibilità al fotoperiodo, dunque della precocità della maturazione a prescindere dall'illuminazione dell'anno. I due geni risultano presenti nel medesimo cromosoma della pianta, e quindi Strampelli poté farli acquisire a quasi tutti gli ibridi prodotti successivamente

Nazareno Strampelli e sua moglie, nonché sua assistente, Carlotta Parisani lavorano ad un'ibridazione

In soli dieci anni di durissimo lavoro riuscì a sviluppare ben dodici tipi diversi di grani sfruttabili commercialmente, tra cui i tipi "Gregorio Mendel", "Luigia Strampelli", "Varrone". Sviluppò varietà di grano ad alto rendimento e resistenza, specialmente adatte alla panificazione, tra cui il "Villa Glori", il "Mentana", lo "Edda", il "Balilla", il "Fanfulla", il "Littorio" successivamente rinominato "Libero", dopo la morte dello studioso, in . Creò speciali grani resistenti alle condizioni atmosferiche, adatti alle coltivazioni montane ("Virgilio" e "Cambio"). Sua creazione è anche il famosissimo grano Senatore Cappelli, oggi particolarmente apprezzato dai buongustai anche se ormai di limitata diffusione. Le varietà "Mentana", "Villa Glori" e "Damiano Chiesa" discendono direttamente, come l'"Ardito", dall'incrocio fra "Rieti" e "Akakomugi". Nel 1923 presentò alla "Esposizione di Agricoltura, Industria ed Arti applicate" di Roma 35 nuove varietà di grano.

In questo periodo, a partire dal "Rieti", sviluppò una varietà incrociata con la segale, dando vita al grano "Terminillo". Il Terminillo era resistente alla più diffusa malattia dell'epoca, la ruggine, ed era adatto alle coltivazioni in montagna. Al contrario di altri grani creati con lo stesso procedimento, non era sterile e quindi offriva un prodotto efficace dal punto di vista commerciale.

In tutto durante la sua carriera produsse circa 800 diversi incroci di grano e 65 varietà diverse, applicandosi però anche ad altre specie vegetali (mais, avena, orzo, segale, foraggi, pomodori, lenticchie, piselli, fagioli, barbabietole da zucchero, ricino, fragole, patate, canapa). Ottenne anche un incrocio fruttifero fra pesco e mandorlo. Integrava il lavoro di ricerca con gli studi sulle tecniche di concimazione, fu un sostenitore delle tecniche di rotazione periodica delle colture, tentò esperimenti per dimostrare l'influsso dell'elettricità sulla crescita dei grani e pubblicò alcuni studi sulle più diffuse varietà di grano.

I grani precoci esistenti erano prima di Strampelli in genere inadatti alla coltivazione sul nostro territorio, ed erano poco diffusi in un panorama ricco di colture locali differenti e molto ostile alle innovazioni. Nel 1905 aveva fondato l'Associazione degli Agricoltori a Rieti, per cercare aiuto da parte degli agricoltori locali. Questi ultimi però mantennero per molti anni un rapporto di diffidenza verso le scoperte di Strampelli: occorsero molti anni e l'impegno propagandistico e pedagogico messo a disposizione dalla "Battaglia del grano" per far sì che le sue varietà "elette" divenissero maggioritarie nelle coltivazioni italiane. Negli anni quaranta creò tre nuove varietà, "San Pastore"Originariamente denominato "Bruno" in onore del figlio di Mussolini, il nome fu cambiato in seguito alla caduta del Fascismo in "San Pastore", dal nome dell'Azienda S. Pastore della Stazione sperimentale di granicoltura di Rieti dove diversi dei grani di Strampelli erano nati, in , "Velino" e l'"Alalà" (poi "Turano"), prima di morire a Roma il 23 gennaio 1942.

I benefici produttivi[modifica]

Con il lavoro di Strampelli il rendimento medio passò, secondo Gian Tommaso Sciarascia Mugnozza, dai 10,4 quintali per ettaro del periodo 1910-13 a 14,2 quintali negli anni 1930-33, in valore assoluto da 4,9 a 7 milioni di tonnellate di grano. Secondo Pogna, Lorenzetti e Giorgi invece la produttività passò dai 9,5 q/ha a 14,6<. Sempre secondo la stessa fonte, nel 1932 le "sementi elette" erano coltivate su oltre il 30% della superficie granaria nazionale, salendo negli anni quaranta al 66,5% della superficie complessiva. Nel 1932 la percentuale delle varietà di Strampelli sul totale di quelle commercializzate era del 100% in Sardegna, del 99,3% in Calabria, del 98,1% in Basilicata, del 96,6% in Lombardia, del 94,6% in Puglia e del 94,4% in Veneto. Un decennio dopo la sua morte, oltre metà della superficie granaria era coltivata con varietà strampelliane e ancora negli anni settanta il "San Pastore" era la varietà più coltivata in Italia e in numerose parti del mondo.

Nei vari concorsi indetti negli anni trenta, le aziende agricole che facevano uso di sementi Strampelli risultavano in testa alle classifiche di produzione. In un concorso del 1930 nelle province di Brescia, Pavia, Cremona e Bergamo, le prime otto aziende classificate utilizzavano le varietà "Villa Glori", "Mentana" e "Ardito", raggiungendo produzioni di oltre 50 q/ha. Lo stesso anno in un altro concorso nelle province di Brescia e Cremona il vincitore aveva ottenuto una resa di 60,9 q/ha con "Mentana" e 61,35 q/ha con "Villa Glori", produzioni eccezionali per l'epoca<

La diffusione dei suoi grani in Italia impedì che la nazione soffrisse durante gli ultimi anni di guerra e l'immediato dopoguerra delle catastrofiche carestie che invece flagellarono altri Paesi europei[3] come la Grecia In particolare fu Maliani a dover spiegare personalmente agli incaricati delle forze d'occupazione i motivi per i quali in Italia non vi era stata una carestia catastrofica come vi era stata in Grecia, con oltre mezzo milione di morti per fame, in . Ciò suscitò l'interesse degli Alleati, che cercarono di acquisire i risultati delle sue ricerche. Inoltre anche i Paesi balcanici, duramente colpiti dalla fame causata dalla guerra, inviarono i loro incaricati affinché fossero messi a conoscenza delle nuove sementi create da StrampelliUno studio sulla ruggine del grano pubblicato nel 1937 dall'allievo di Strampelli Alviero Dionigi, per esempio, fu ritenuto interessante dalle autorità dagli Stati Uniti, copiato e classificato "segreto" per alcuni anni per le sue possibili utilizzazioni nella realizzazione di un'arma biologica per distruggere le coltivazioni del nemico.

I rapporti con la politica[modifica]

Nazareno Strampelli (a destra) accompagna Vittorio Emanuele III e Benito Mussolini nella visita alle coltivazioni sperimentali.Si nota la segnalazione del grano della varietà "Vittorio Veneto"
Foto di propaganda del Duce in sostegno della Battaglia del grano

Inizialmente l'attività di ricerca di Strampelli non fu favorita dai governi dell'Italia liberale: addirittura in due casi (nel 1910 e nel 1917) dovette minacciare le dimissioni per riuscire ad ottenere dal Ministero i terreni necessari alla sperimentazione. Tuttavia riuscì anche ad ottenere il varo di una legge, detta "scambio delle sementi", che garantiva ai contadini la possibilità di scambiare eguali quantità di semente di vecchie varietà con quelle sperimentali a titolo gratuito.

La "Vittoria del grano"[modifica]

Nei primi anni venti il sovrano e il capo del Governo si recarono più volte a visitare le sue coltivazioni sperimentali. Mussolini si deciderà a lanciare la "Battaglia del grano" "Battaglia del grano" o "Vittoria" sono sinonimi: inizialmente il progetto nacque come "Vittoria del grano" da un concorso lanciato dal fratello di Mussolini, Arnaldo, come sottoscrizione privata del "Popolo d'Italia". Quindi le istituzioni politiche si accodarono e il Regime decise di farne un punto qualificante della sua azione e una carta propagandistica, seppur fra mille problemi (nel 1925 lo Stato totalitario muoveva appena i primi passi e l'opposizione interna era forte, in particolare modo fra i ceti industriali e latifondisti). Il nome ufficiale rimase sempre "Vittoria", in assonanza con la vittoria nella Grande Guerra, mentre "battaglia" fu un termine usato nei discorsi e nella propaganda, che in seguito divenne il più diffuso. Per la storia della nascita dell'iniziativa cfr. Mario Ferraguti, Per l'agricoltura italiana, in Mussolini, CEN, Roma, 1958. solo dopo aver avuto diversi colloqui con Strampelli, convincendosi della fattibilità del progetto Strampelli, sempre schivo alla politica, si iscrisse al Partito Fascista nel 1925, dopo essere stato chiamato direttamente da Mussolini ad un ruolo centrale nella "Battaglia del grano", come riconoscimento per le sue ricerche. La campagna di incremento della produzione cerealicola italiana rappresentò per Strampelli la possibilità di realizzare sul campo i risultati e gli obbiettivi dei suoi studi, inquadrati nella "battaglia" mussoliniana accanto a una più ampia visione del problema agricolo italiano: la "Battaglia del grano" infatti, oltre ad un mero incremento della produttività per ettaro, avrebbe dovuto avere anche altri risultati propagandistici, pedagogici e sociali. Grazie ai grani di Strampelli, la "Battaglia del grano" ottenne di ridurre il fabbisogno nazionale di oltre due milioni di tonnellate di grano all'anno, senza aumentare la superficie coltivata. All'alba della w:Seconda guerra mondiale quasi il 90% della superficie frumentaria italiana era coltivata a sementi Strampelli>. thumb|left|190px|Nazareno Strampelli in uniforme

Strampelli nel 1926, diede vita all'Associazione Riproduttore Sementi di Rieti, che avrebbe dovuto potenziare la distribuzione delle sementi sul territorio.

Nel 1929 Strampelli fu incluso, su proposta della Confederazione nazionale dei Sindacati fascisti dell'agricoltura, nella lista delle personalità che il Gran Consiglio del Fascismo e Mussolini avrebbero sottoposto al sovrano per la nomina a Senatore del Regno. Strampelli tuttavia ne fu grandemente turbato e scrisse al Duce dicendosi "assolutamente negato per la funzione di deputato", aggiungendo:<tener presente anche le mie dette qualità assolutamente negative e lasciare il posto che potrebbe essere assegnato ad altri che, avendo più tempo e più capacità di me possa più degnamente e più efficacemente rappresentare la Federazione in Parlamento ed essere nel Campo politico, maggiormente utile al nostro Paese}} Nonostante il tentativo di schermirsi, la candidatura venne ribadita da Mussolini ed approvata dal Sovrano, e Strampelli fu chiamato dal 1929 ad occupare un seggio al Senato.

Nel 1933 a Strampelli vennero tributate solenni celebrazioni nazionali, ufficialmente proposte dalla Federazione Nazionale dei Sindacati Fascisti dei Tecnici Agricoli ma probabilmente volute da Mussolini in persona Così è riportato anche nell'articolo del quotidiano L'Appennino intitolato "La morte del senatore Strampelli".. Alle celebrazioni parteciparono il ministro dell'Agricoltura e Foreste Giacomo Acerbo, i due sottosegretari, Arrigo Serpieri e Arturo Marescalchi, i rappresentanti ufficiali della Camera e del Senato, numerosissimi parlamentari, il principe Potenziani, presidente dell'Istituto internazionale di agricoltura, l'uomo che fu il primo a credere nelle ricerche di Strampelli a Rieti. Da tutta Italia giunsero oltre tremila rappresentanti di tutte le istituzioni agrarie, dai sindacati agli ispettorati provinciali alle cattedre ambulanti, a tutti gli istituti scientifici e accademici del Paese. La città di Rieti gli conferì la cittadinanza onoraria.

Quando morì, nel 1942, la sua perdita suscitò notevole cordoglio e commozione in Italia. I funerali si svolsero in forma solenne, ma in maniera estremamente austera: l'unica corona di fiori sul feretro fu quella inviata personalmente da Mussolini<

Nonostante i successi nazionali ed internazionali (in particolare in Argentina, Messico, Portogallo e Cina) delle qualità di grano create dall'agronomo, Strampelli non volle mai sottoporre a brevetto le sementi, un'azione che, se compiuta, l'avrebbe reso uno degli uomini più ricchi della sua epoca. Condusse invece una vita modesta e disinteressata, al servizio della scienza e dell'Italia, considerandosi un semplice "impiegato dello Stato, e di lavorare per lo Stato e per la patria". Al momento della pensione per raggiunti limiti d'età rifiutò i trattamenti speciali che gli furono offerti e cui avrebbe avuto diritto per gli alti meriti che lo Stato italiano gli riconosceva.

L'eredità[modifica]

In vita Strampelli non scrisse molto, né produsse opere di documentazione del suo lavoro, preferendo l'attività pratica e l'ottenimento di risultati alla divulgazione. Nonostante la sua notevole fama e il forzato coinvolgimento nel Senato del Regno, rimase sempre ai bordi della vita pubblica per una scelta caratteriale. Dopo la sua morte fu rapidamente dimenticato anche a causa della sua compromissione col Fascismo. Sembra che Strampelli fosse fra i candidati per il Nobel all'inizio degli anni trenta, ma si ritiene che la sua adesione al Fascismo fece probabilmente abortire la proposta

Dopo la sua morte (1942) l'Istituto Nazionale di Genetica per la Cerealicoltura da lui fondato venne intitolato al suo nome ma solo fino al 1967 quando il titolo venne tolto e l'istituto riorganizzato (per mezzo della legge n.1318 del 1967) Il CERMIS (Centro Ricerche e Sperimentazione per il Miglioramento Vegetale) fondato nel 1983 a Tolentino è intitolato a Nazareno Strampelli

Negli anni sessanta il suo discepolo Cirillo Maliani creò una varietà di grano che battezzò col nome di "Nazareno Strampelli".

I suoi allievi continuarono degnamente il suo lavoro, alcuni divenendo genetisti di fama: fra questi Roberto Forlani, Alviero Dionigi e Cirillo Maliani Nel decennio 1945-1955, Roberto Forlani svolse attività di ibridazione interspecifica che gli valse fama a livello internazionale fino alla prematura morte. Alviero Dionigi, già fattosi notare prima della guerra, ottenne la prestigiosa cattedra di Genetica presso l'Università di Perugia dal 1946 al 1958 ; Cirillo Maliani fu direttore della Stazione Fitotecnica di Badia Polesine ( e nel dopoguerra continuò l'opera di ibridazione del maestro, fondando una società privata che porta il suo nome. Le istituzioni pubbliche siciliane, l'ENEA, la Federconsorzi e l'Istituto sperimentale per la cerealicoltura continuarono il suo lavoro nel dopoguerra seguendo i suoi schemi operativi.

In suo onore sono state intitolate diverse vie in vari comuni italiani: a Cesena, Foggia, Montagnana, Padova e Rieti [4]

Il riconoscimento internazionale postumo[modifica]

All'inizio degli anni sessanta l'agronomo Norman E. Borlaug condusse ricerche che rappresentano l'ideale continuazione di quelle di Strampelli, delle quali era all'oscuro, giungendo a risultati analoghi per i quali fu insignito di un Premio Nobel. Tuttavia alla base del lavoro di Borlaug vi sono i risultati ottenuti da Strampelli: infatti la varietà "Mentana" era stata esportata in Messico, nello Stato del Sonora e sperimentata nella tenuta del governatore, venendo considerata la migliore tra 30-40 altre varietà sperimentali importate<: in seguito, fu una delle varietà da cui Borlaug partì per realizzare importanti esperimenti.

Al lavoro di Nazareno Strampelli viene oggi finalmente riconosciuto il merito di aver realizzato la "Prima rivoluzione verde" e posto le basi per la seconda. Anche la diffusione del gene del nanismo del grano Rht8 è oramai universalmente attribuita agli incroci realizzati da Strampelli col grano giapponese "Akagomugi"[5]. Tuttavia già negli anni settanta alcuni studiosi consideravano il lavoro di breeding di Strampelli come eccezionale: C. F. Konzak, dell'università di Pullman per un campione puro di semente "Mentana" "avrebbe pagato qualsiasi prezzo, giacché lo considerava un capolavoro genetico".

A partire dagli anni novanta gli studi di Strampelli sono stati riconosciuti anche all'estero come base della "Rivoluzione verde". Il genetista inglese Anthony John Worland nel 1999 in un articolo specialistico pubblicato su Journal of Genetics and Breeding ha scritto: {{quote|Il significato del lavoro di Borlaug e dei suoi colleghi al CIMMYT nel miglioramento della produzione del frumento sono stati universalmente riconosciuti e considerati come “la” rivoluzione verde nel miglioramento varietale del frumento. Molta meno pubblicità è stata data al lavoro pionieristico dei breeders del frumento operanti in Italia fra il 1910 e il 1950 che hanno prodotto progressi nel miglioramento varietale tali da poter essere considerati la “prima” rivoluzione verde. Il lavoro di breeding di Strampelli, Orlandi, Todaro e Venturoli, è stato sì di particolare importanza nel miglioramento delle varietà italiane; ma in un secondo momento è stato certamente il presupposto per tutto il breeding mondiale del frumento”.

Le "Sementi Elette" all'estero[modifica]

Le cultivar prodotte da Strampelli furono largamente esportate a partire dal 1924 fino allo scoppio della Seconda guerra mondiale[6].

Gli studi di Strampelli erano noti in Russia sin dagli inizi del secolo. Partendo dalle sue varietà Andrei Afanasievich Sapegin creò la varietà "Odessa 3", coltivata per oltre mezzo secolo su 7 milioni di ettari nell'ex Unione Sovietica. La varietà "Ardito" fu utilizzata da Pavel Panteleymonovich Lukyanenko per creare il "Bezostaya 1", capostipite genealogico di oltre 200 cultivar di grani teneri e duri attuali.

I grani "Ardito", "Mentana" e "Villa Glori" alla fine degli anni trenta furono esportati in CinaIl "Villa Glori" giunse in Cina nel 1938 e fu coltivato col nome di "Zhongnong 28". Il "Mentana" fu introdotto invece nel dopoguerra col nome di "Nanda 2419", in , dove vennero apprezzati e si diffusero rapidamente. "Ardito", "Virgilio", "San Pastore" e altre varietà delle "sementi elette" furono ampiamente coltivati nel Sichuan e nelle vallate dei fiumi cinesi, contribuendo a quintuplicare la produzione media da 7 a 35 q/ha. Per circa un ventennio le varietà strampelliane (assieme ad un centinaio di varietà derivate direttamente da esse) furono ampiamente diffuse in Cina. Inoltre tra le varietà attualmente coltivate, 189 derivano direttamente dai frumenti di Strampelli e altre 400 circa hanno antenati italiani. In soli trent'anni, le coltivazioni di questi grani arrivarono a 4,5 milioni di ettari, tre volte tanto l'estensione di tutte le coltivazioni italiane di frumento I grani che avevano favorito la vittoria fascista nella "Battaglia del grano" favorirono un'altra rivoluzione, quella maoista in Cina

Nell'ex Jugoslavia fra 1958 e 1988 la produzione media di grano tenero è passata da 12,5 a 41,9 q/ha grazie all'introduzione di varietà derivate dal "S. Pastore". Queste stesse varietà hanno significativamente contribuito all'incremento della produzione in Ungheria, Slovacchia, Bulgaria e Romania.

L'Australia ricevette nel 1926 da Strampelli l'"Ardito". La bassa taglia di questa cultivar era importante per il clima australiano dove potevano verificarsi condizioni di siccità. Complessivamente Strampelli inviò in Australia 104 varietà di grano tra cui il "Mentana", dal quale derivò il "Gamenya", coltivato dal 1962 fino al 1997.

In Sudamerica Strampelli e le sue varietà hanno avuto una fortissima influenza, anche a livello politico. In Brasile si sono largamente diffuse varietà precoci derivate dal "Mentana". In Argentina e Uruguay sono state introdotte varietà a bassa taglia e precoci derivate da "Ardito", "Mentana" o da entrambe. In Argentina Strampelli ha anche orientato la politica granaria, suggerendo al Ministero dell'Agricoltura di riprendere in servizio il genetista William Blackhouse, che aveva iniziato nel 1913 alcune ricerche, e che poté portarle a termine sviluppando due varietà argentine (la "38MA" e la "Lin Calel"), progenitrici delle moderne varietà di quel Paese.

Anche in Francia, Cile, Messico, Spagna e Portogallo si fece largo uso di "sementi elette". In Portogallo nel 1934 le varietà "Mentana", "Ardito", "Carlotta Strampelli" e "Vittorio Veneto" erano tra le più coltivate nei distretti di Portalegre e Evora.

=

Strampelli divulgatore[modifica]

Nazareno Strampelli non scrisse molto nel corso della sua vita, soprattutto considerando la sua intensa attività di ricerca e nonostante fosse sollecitato da istituti, riviste e pubblicazioni scientifiche. Firmò circa quaranta articoli scientifici dal 1896 al 1925 e – per gli impegni assunti durante il regime fascista – poco più di una decina dal 1926 al 1941 Per tutta la vita pensò che fare fosse più importante che scrivere, e in almeno tre casi documentati donò i risultati delle proprie ricerche a colleghi affinché ne scrivessero loro Nel 1932, per il decennale della Rivoluzione Fascista, diede alle stampe un volume nel quale, parlando delle proprie pubblicazioni, le stigmatizza, meravigliandosi "d'aver sprecato tanta carta".

« L'uomo che allarga ogni giorno il suo dominio su tutto ciò che lo circonda non è padrone del tempo, il grande galantuomo che tutto mette a posto. E il tempo a me è mancato di fare tante cose che pure avrei voluto veder compiute. Le mie pubblicazioni, quelle a cui tengo veramente, sono i miei grani. Non conta se essi non portano il mio nome; ma ad essi è e resta affidata la modesta opera mia. Nazareno Strampelli, 1932 »

Note[modifica]

  1. Riccardo Bugiani, Paola Govoni, Ruggine bruna del frumento (PDF), Servizio fitosanitario Regione Emilia-Romagna. URL consultato il 30 settembre 2010 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
  2. L'ibridazione intraspecifica è quella che si opera su sottospecie della medesima specie.
  3. Cirillo Maliani, Nazareno Strampelli: conferenza commemorativa (conferenza tenuta presso il Rotary Club di Camerino (MC) il 26 ottobre 1978). Pubblicata in: Notiziario Economico n.12, dicembre 1978, Camera di Commercio Industria Agricoltura e Artigianato di Macerata.,
  4. Via Nazareno Strampelli, Roma, visualizzabile su Google maps.
  5. Cfr. "Wheat Production in Stressed Environments: Proceedings of the 7th International Wheat Conference, 27 November - 2 December 2005, Mar del Plata, Argentina" di H.T. Buck, J.E. Nisi e N. Salomón, Springer, 2007.
  6. Cfr. Tabella delle quantità di frumento da seme esportato dall'ARS dal 1924 al 1940; dati in q.li.