Struffoli

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Struffoli
Struffoli.JPG
Struffoli
Dettagli lezione
MateriaDolci (Cucina e alimentazione)
AvanzamentoAvanzamento lezione completa al 100%
Dettagli ricetta
Difficoltà3o5dots.svg Normale
Tempo di preparazione20 min. + tempo frittura
Ingredientifarina, uova, zucchero, burro, limoncello o rum, limone, sale, Olio (o strutto)
Origini
Luogo d'origineItalia Italia
RegioneCampania
Dettagli
Ingredienti principalifarina, uova, zucchero, burro, limoncello o rum, limone, sale, Olio (o strutto)
 

Gli Struffoli sono dei tipici dolci natalizi della cucina napoletana.

Informazioni Generali[modifica]

Descrizione[modifica]

Il dolce è composto da numerosissime palline di pasta (realizzata con farina, uova, strutto, zucchero, un pizzico di sale e liquore all'anice) di non più di 1 cm di diametro, fritte nell'olio o nello strutto e (dopo averle lasciate a raffreddare) avvolte in miele caldo e disposte in un piatto da portata dando loro, in genere, una forma a ciambella; si decora, infine, la composizione con pezzetti di cedro e altra frutta candita, pezzetti di zucchero e confettini colorati (chiamati diavolilli, diavoletti oppure "minulicchi"). Una variante può identificarsi negli struffoli al forno, e cioè con le palline di pasta cotte al forno anziché fritte, più leggere e altrettanto gustose.

Origini[modifica]

Nonostante la loro tipicità, sembra che gli struffoli non siano stati inventati a Napoli ma che siano stati portati dai greci già ai tempi della Magna Grecia. Peraltro, nella cucina greca esiste ancora una preparazione simile, i loukoumades (ghiottonerie).

Un'ipotesi più probabile sull'origine degli struffoli è di derivazione spagnola. Esiste infatti, nella cucina andalusa, un dolce estremamente simile agli struffoli, il piñonate, che differisce dal dolce napoletano solo per la forma delle palline di pasta, che sono più allungate. La parentela tra struffoli e piñonate potrebbe risalire al lunghissimo periodo di vicereame spagnolo a Napoli.

Anche l'uso come dolce tipico natalizio sembra essere relativamente recente, in quanto il ricettario del Crisci (1634) ne fa cenno ma non specificamente in relazione al pranzo di Natale.

Etimologia[modifica]

Il nome dello "struffolo", ossia della singola pallina che compone il dolce, deriverebbe dal greco, precisamente dalla parola στρόγγυλος (stróngylos, pron. "strongoulos" o "stroggulos") che significa "di forma tondeggiante".

Sinonimi[modifica]

Nelle Marche, Abruzzo, Molise e in alcune zone del Lazio esiste un dolce simile chiamato "cicerchiata"; in Basilicata e Calabria si trova invece la "cicerata".

Nell'area dell'Alto Sangro e della Ciociaria, particolarmente presso la cittadina di Ceccano, con il nome struffoli si intende un dolce tipico carnascialesco diffuso in più parti d'Italia con il nome di castagnole (palline fritte della dimensione di una castagna).

A Taranto e nella provincia vengono chiamati "sannacchiudere", mentre a Lecce "purceḍḍuzzi" (porcellini dolci) detti anche pizzi cunfitti.

A Carloforte, nella provincia di Carbonia-Iglesias (Sardegna), vengono chiamati "giggeri".

Ricetta[modifica]

Tempo di preparazione: 20 min. + tempo frittura Difficoltà: media

Ingredienti[modifica]

Per 10 persone

  • 600 g farina.
  • 4 uova.
  • 1 tuorlo.
  • 2 cucchiai zucchero.
  • 80 g burro (una volta si usava lo strutto: 25 g).
  • 1 bicchierino di limoncello o rum.
  • Scorza di mezzo limone grattugiata.
  • 1 pizzico sale.
  • Olio (o strutto) per friggere.

Per condire e decorare:

  • 400 g miele.
  • Confettini colorati (in Campania si chiamano "diavulilli").
  • Confettini cannellini (confettini che all'interno contengono aromi alla cannella).
  • 100 g di arancia candita.
  • 100 g di cedro candito.
  • 50 g di zucca candita.

Preparazione[modifica]

  1. Disponete la farina sul piano di lavoro e impastatela con uova, burro, zucchero, scorza grattugiata di mezzo limone, un bicchierino di rum e un po' di sale.
  2. Ottenuta un amalgama omogenea, dategli la forma di una palla e fatela riposare mezz'ora.
  3. Poi lavoratela ancora brevemente e dividetela in pallottole grandi quanto il pugno di una mano, da cui ricavare, rullandoli sul piano infarinato, tanti bastoncelli spessi un dito
  4. Tagliateli a tocchettini che disporrete senza sovrapporli su un telo infarinato.
  5. Al momento di friggerli, porli in un setaccio e scuoterli in modo da eliminare la farina in eccesso.
  6. Friggeteli pochi alla volta in abbondante olio bollente
  7. Prelevateli gonfi e dorati, non particolarmente coloriti e soprattutto non bruciati
  8. Sgocciolateli e depositateli ad asciugare su carta assorbente da cucina.
  9. Fate liquefare il miele a bagnomaria in una pentola abbastanza capiente, toglitela dal fuoco e unitelo agli struffoli fritti, rimescolando delicatamente fino a quando non si siano bene impregnati di miele.
  10. Versare quindi la metà circa dei confettini e della frutta candita tagliata a pezzettini e rimescolare di nuovo.
  11. Prendete quindi il piatto di portata, e disponete gli struffoli su di esso.
  12. Poi, a miele ancora caldo, prendete i confettini e la frutta candita restanti e spargetela sugli struffoli in modo da cercare di ottenere un effetto esteticamente gradevole.
  13. Quando il miele si sarà solidificato, togliete delicatamente il barattolo dal centro del piatto e servite gli struffoli.

Video Ricetta[modifica]

Di seguito si fornisce il link ad una Video Ricetta presente su YouTube inerente la Ricetta oggetto di Lezione:

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