Storia economica dell'età preindustriale

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Storia economica dell'età preindustriale
Tipo di risorsa Tipo: lezione
Materia di appartenenza Materie:




Aspetto demografico[modifica]

La crescita della popolazione è lenta, con alcuni periodi in diminuzione: esso è dovuto a periodi ciclici di crescita e recessione dell'economia che si possono riassumere in questo schema:

  • il sistema economico garantiva la mera sussistenza e in anni particolari di buon raccolto si assisteva ad una moderata crescita della popolazione (più cibo=più possibilità di sopravvivenza) - il cosiddetto ciclo positivo;
  • la crescita della popolazione portava ad un aumento della domanda di beni primari (cibo, abbigliamento..) che l'economia non riusciva a sostenere: a questo punto si assisteva ad una recessione perché il sistema non era in grado di tollerare un aumento così brusco e repentino della domanda (che a sua volta aumentava i prezzi) adeguando la sua offerta - il ciclo negativo;
  • dopo qualche anno di crisi si ripresentavano delle stagioni di buon raccolto che facevano crescere ancora la popolazione e così via.. ad ogni crescita corrisponde un punto di decrescita

Era un'economia caratterizzata da un alto tasso di mortalità e un alto tasso di natalità: il primo per le frequenti carestie, epidemie e guerre; il secondo per compensare il tasso di mortalità e connesso al sistema produttivo che era basato sul lavoro manuale (e quindi al binomio tanti figli=tante braccia).

Aspetto dell'attività economica[modifica]

La produzione è rivolta alle esigenze di autoconsumo. Durante il Medioevo si possono osservare dei comportamenti parassiti: il feudatario si impone sulla comunità contadina e da essa esige tributi sotto forma di alimenti. C'è una forte sperequazione dei redditi: il 10% della popolazione possiede il 60% delle ricchezze e il perno economico dell'età preindustriale è sicuramente l'attività agricola: impegna quasi il 70% della popolazione attiva, a causa della bassa produttività e delle tecniche agricole ancora non sofisticate legate ad uno sfruttamento del suolo non intensivo, e permette a mala pena l'autosufficienza dei contadini: quasi la totalità della produzione agricola è utilizzata per sfamarsi o come sementi da piantare l'anno successivo. Solo nel XVI secolo il miglioramento delle tecniche agricole e l'utilizzo più razionale del suolo (sono gli anni delle grandiose opere di bonifica in tutta Europa) permettono ai contadini un surplus produttivo che consentiranno un miglioramento della qualità della vita.

Figure importanti per lo sviluppo economico successivo sono i mercanti (i primi imprenditori della storia): essi, grazie a carri o navi, commerciavano con le comunità confinanti a breve o lungo raggio (ci sono tracce di scambi commerciali con l'oriente sin dall'Alto Medioevo). Erano in genere benestanti e contribuivano a mantenere nello stato una bilancia commerciale positiva (le esportazioni sono superiori in valore alle importazioni), grazie all'accumulo in patria di oro e argento: saranno loro gli inventori del metodo della partita doppia, applicato nell'economia aziendale. Essi si espongono ai rischi di impresa nel commercio, dispongono di buone riserve finanziarie ed escono dalla staticità del sistema attraverso due modalità d'intervento:

Un'altra importante occupazione che si era iniziata a sviluppare sin dal Medio Evo a partre dal XI secolo sono i banchieri: l'attività bancaria ha inizialmente quattro settori d'azione:

  • prestiti su pegno: la riscossione di interesse era in contrasto con la cultura dominante secondo cui era ingiusto guadagnare sulle somme prestate (tesi sostenuta già da Aristotele). I prestiti erano quindi senza interessi e di solito svolti da ebrei.
  • cambiavalute: considerato che solo in Italia esistono 270 specie di monete è un compito fondamentale che permette il commercio tra diverse regioni.
  • Banchi pubblici: nascono dalle maggiori esigenze del XVI secolo dello Stato in campo finanziario di medio e lungo termine (mantenimento eserciti, apparato burocratico). Tali risorse finanziarie vengono fornite dai proprietari terrieri che avevano interesse, attraverso l'iniezione di denaro nelle casse dello Stato, ad accumulare potere politico.
  • Monti di pietà: sorgono nel XV secolo per venire incontro ai piccoli prestiti nei confronti dei più bisognosi senza essere un'operazione di beneficenza ma di credito: i promotori sono i frati francescani che cercano di risolvere il problema dell'usura. Il capitale è formato da beneficenza: inizialmente non c'è tasso d'interesse (per le ragioni di cui sopra), ma dopo qualche decennio una bolla di

Le grandi scoperte geografiche e le loro conseguenze economiche[modifica]

Tradizionalmente l'inizio dell'Era moderna viene indicata nella scoperta dell'America (1492). Sul piano economico, almeno in un primo tempo, furono maggiori le conseguenze di un'altra scoperta avvenuta pressoché negli stessi anni: quella compiuta dai portoghesi di un percorso marittimo verso le Indie, circumnavigando l'Africa. Si spezzava così il monopolio dei mercanti arabi nel mar Rosso eell'Oceano Indiano e quello dei Veneziani nel traffico tra l'Oriente e l'Europa. Dall'oriente le spezie e altri oggetti di pregio vennero portati dai portoghesi sui mercati europei.

I Portoghesi fondarono il loro impero coloniale, con delle basi in India (Goa), Malacca, nelle isole della Sonda e a Macao. Questo comporta una definitiva messa fuori mercato del traffico tradizionale che nei secoli precedenti erano assunti delle vecchie Repubbliche marinare italiane.

Le prospettive aperte dalla scoperta dell'America furono in un primo momento inferiori perché il paese era parso per lo più inospitale. Solo la sete dell'oro e dell'argento sembrava. Il Trattato di Tordesillas del 1494 fissò la linea di demarcazione delle due zone di influenza al 47° meridiano, a est di tale linea il dominio e l'espansione coloniale erano assegnati al Portogallo, a ovest alla Spagna. In pratica l'emisfero occidentale era spagnolo, quello orientale portoghese, con due vistose eccezioni: Il Brasileassegnato al Portogallo e le Filippine attribuito alla Spagna, più per ragioni storiche della scoperta di Magellano, che per quelle geografiche dell'antimeridiano.

l'abbondanza di oro e di argento poi confluito in Europa, produsse effetti economici molto rilevanti in Europa, con una inflazione notevole. Le ricchezze, però non si fermarono nei paesi iberici, ma andarono ai nuovi paesi emergenti della fascia atlantica settentrionale: l'Olanda e l'Inghilterra.