Seconda Prova - Versione dal Greco (superiori)

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lezione
Seconda Prova - Versione dal Greco (superiori)
Tipo di risorsa Tipo: lezione
Materia di appartenenza Materia: Seconda Prova dell'Esame di Stato (Classico)
Avanzamento Avanzamento: lezione completa al 100%.

In questa lezione, come se fossimo dei maturandi, ci appresteremo, step dopo step, a svolgere la nostra prova d'esame svolgendo la Versione dal Greco di un Brano proposto durante una vera Seconda Prova d'Esame svoltasi negli scorsi anni. In appendice di pagina poi forniremo un elenco di link completo che conducono alle seconde prove (di Versione in Greco) degli scorsi anni presente sul sito del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca e che risulterà utilissimo a chi voglia, da solo, esercitarsi su testi veri.

INFO SPECIFICHE

Il Brano che andremo ad analizzare è stato proposto nell'Esame di Stato a.s. 2013/2014 ai maturandi dei Licei classici italiani sia a indirizzo "tradizionale" sia con opzione internazionale spagnola e tedesca. Il testo è reperibile nella forma cartacea al seguente indirizzo: http://www.istruzione.it/esame_di_stato/Secondo_Ciclo/tracce_prove_scritte/2014/allegati/M492.pdf

Svolgimento della Seconda Prova d'Esame[modifica]

Incominciamo la nostra prova d'esame ricordando che abbiamo a disposizione 4 ore (non potendo comunque lasciare l'Istituto prima delle 3 ore dalla consegna del tema) e che possiamo disporre solo del nostro fidato Vocabolario di Greco (Βικιλεξικό:Κύρια Σελίδα).

Fase 1: Analisi del Documento[modifica]

Questa fase è spesso poco tenuta in considerazione dagli studenti che invece si gettano a capofitto direttamente nella Versione sbagliando. È fondamentale invece, seppure rapidamente, dare uno sguardo al documento e essenzialmente a due cose:

  • L'Autore del Brano.
  • Il Titolo e la Premessa al Brano.

L'Autore devo dire è il più delle volte comunque guardato dagli studenti soprattutto perché è invalsa la diffusa tradizione di indicare come ostici alcuni autori latini piuttosto che altri e quindi si guarda il nome dell'autore sperando che non esca quello "difficile". Chiaramente l'intento dell'invito a guardare l'autore non è certamente volto a questa finalità. Tutt'altro. Conoscere il nome dell'autore del brano è fondamentale perché ci da già una prima fondamentale informazione su cosa andiamo a tradurre. È bene subito infatti segnalare che il più delle volte i brani che si vanno a tradurre sono privi di una facile contestualizzazione. Essi sono infatti frutto di estrapolazioni da brani d'autore, estrapolazioni che spesso alterano il filo logico del brano rendendo ulteriormente difficile la traduzione. Difficoltà però che è superabile se si tiene bene a mente quanto si sta spiegando in relazione a questa fase. Riprendiamo quindi il discorso ritornando alla questione autore. Sapere il nome dell'autore, come dicevamo, è già di per se una informazione importante per contestualizzare il brano e soprattutto capirne anche, in via generale, la tematica.

Per la nostra Versione l'autore è Luciano. Rinvio quindi alla Lezione di Letteratura per gli approfondimenti in materia: Luciano.

L'altro elemento che va assolutamente letto e tenuto in considerazione, forse anche più dell'autore, è, come abbiamo detto, il Titolo e la Premessa al brano. Per i medesimo motivi espressi per l'autore anche il titolo e la premessa al brano sono fondamentali per inquadrare nel contesto storico o comunque d'argomento di ciò che andiamo a tradurre. La premessa d'altronde ci aiuta anche maggiormente perché ci contestualizza il tutto ancora più precisamente permettendoci anche un po' di capire, in linee generali, di cosa il brano stia per parlare.

Per la nostra Versione il titolo è "L'ignoranza acceca l'uomo" mentre la Premessa è assente in questo Brano.

Fase 2: Lettura e Prima Analisi del Brano[modifica]

Veniamo così alla seconda fase, anche questa devo dire poco eseguita dagli studenti, che è quella della Lettura e della Prima Analisi del Brano.

Ci accingiamo quindi a Leggere, per intero, il nostro Brano:
∆εινόν γε ἡ ἄγνοια καὶ πολλῶν κακῶν ἀνθρώποις αἰτία, ὥσπερ ἀχλύν τινα καταχέουσα τῶν πραγμάτων καὶ τὴν ἀλήθειαν ἀμαυροῦσα καὶ τὸν ἑκάστου βίον ἐπισκιάζουσα. Ἐν σκότῳ γοῦν πλανωμένοις πάντες ἐοίκαμεν, μᾶλλον δὲ τυφλοῖς ὅμοια πεπόνθαμεν, τῷ μὲν προσπταίοντες ἀλόγως, τὸ δὲ ὑπερβαίνοντες, οὐδὲν δέον, καὶ τὸ μὲν πλησίον καὶ παρὰ πόδας οὐχ ὁρῶντες, τὸ δὲ πόρρω καὶ πάμπολυ διεστηκὸς ὡς ἐνοχλοῦν δεδιότες·καὶ ὅλως ἐφ’ ἑκάστου τῶν πραττομένων οὐ διαλείπομεν τὰ πολλὰ ὀλισθαίνοντες. Τοιγάρτοι μυρίας ἤδη τοῖς τραγῳδοδιδασκάλοις ἀφορμὰς εἰς τὰ δράματα τὸ τοιοῦτο παρέσχηται, τοὺς Λαβδακίδας καὶ τοὺς Πελοπίδας καὶ τὰ τούτοις παραπλήσια· σχεδὸν γὰρ τὰ πλεῖστα τῶν ἐν τῇ σκηνῇ ἀναβαινόντων κακῶν εὕροι τις ἂν ὑπὸ τῆς ἀγνοίας καθάπερ ὑπὸ τραγικοῦ τινος δαίμονος κεχορηγημένα. Λέγω δὲ καὶ ἐς τὰ ἄλλα μὲν ἀποβλέπων, μάλιστα δὲ ἐς τὰς οὐκ ἀληθεῖς κατὰ τῶν συνήθων καὶ φίλων διαβολάς, ὑφ’ ὧν ἤδη καὶ οἶκοι ἀνάστατοι γεγόνασι καὶ πόλεις ἄρδην ἀπολώλασι πατέρες τε κατὰ παίδων ἐξεμάνησαν καὶ ἀδελφοὶ κατὰ τῶν ὁμογενῶν καὶ παῖδες κατὰ τῶν γειναμένων καὶ ἐρασταὶ κατὰ τῶν ἐρωμένων·πολλαὶ δὲ καὶ φιλίαι συνεκόπησαν καὶ ὅρκοι συνεχύθησαν ὑπὸ τῆς κατὰ τὰς διαβολὰς πιθανότητος.

Perché è fondamentale la lettura? È fondamentale oltre perché ci permette sempre di incominciare a capire bene o male che cosa andremo a tradurre (si immagina infatti che uno studente del quinto liceo sappia già più o meno tradurre a impronta e quindi individuare in maniera generica di cosa parla il brano) ma serve anche a poter compiere una prima analisi sul testo. Vengo qui a fornire due personali consigli valevoli un po per tutte le traduzioni. Il primo consiglio è rivolto al risolvere l'impatto del "muro di parole" che spesso rende timorosi gli studenti. Vedere tutte quelle parole, spesso compattate, crea un involontario smarrimento a tutti ma bisogna subito ricordarsi che il latino, come l'italiano, è fatto di frasi e di periodi. Il mio personale consiglio è quindi quello di segnare con una sbarra la fine di una frase/periodo in modo tale da avere bene sotto gli occhi dove incomincia e dove finisce la frase/periodo. Al posto quindi di punti, due punti e punti e virgola si inserisca quindi una sbarretta (/) questo aiuterà a tradurre. Un'altra operazione utile, da compiere sempre durante la lettura, e quella di sottolineare tutti i verbi. Come sappiamo, infatti, il verbo è l'elemento che ci permetterà poi di comprendere quale sia il soggetto della frase essendo infatti a esso concordato.

Nel nostro caso sarà questo il risultato (non ho segnalato i verbi):
∆εινόν γε ἡ ἄγνοια καὶ πολλῶν κακῶν ἀνθρώποις αἰτία, / ὥσπερ ἀχλύν τινα καταχέουσα τῶν πραγμάτων καὶ τὴν ἀλήθειαν ἀμαυροῦσα καὶ τὸν ἑκάστου βίον ἐπισκιάζουσα. / Ἐν σκότῳ γοῦν πλανωμένοις πάντες ἐοίκαμεν, / μᾶλλον δὲ τυφλοῖς ὅμοια πεπόνθαμεν, / τῷ μὲν προσπταίοντες ἀλόγως, / τὸ δὲ ὑπερβαίνοντες, / οὐδὲν δέον, καὶ τὸ μὲν πλησίον καὶ παρὰ πόδας οὐχ ὁρῶντες, / τὸ δὲ πόρρω καὶ πάμπολυ διεστηκὸς ὡς ἐνοχλοῦν δεδιότες·καὶ ὅλως ἐφ’ ἑκάστου τῶν πραττομένων οὐ διαλείπομεν τὰ πολλὰ ὀλισθαίνοντες. / Τοιγάρτοι μυρίας ἤδη τοῖς τραγῳδοδιδασκάλοις ἀφορμὰς εἰς τὰ δράματα τὸ τοιοῦτο παρέσχηται, / τοὺς Λαβδακίδας καὶ τοὺς Πελοπίδας καὶ τὰ τούτοις παραπλήσια· / σχεδὸν γὰρ τὰ πλεῖστα τῶν ἐν τῇ σκηνῇ ἀναβαινόντων κακῶν εὕροι τις ἂν ὑπὸ τῆς ἀγνοίας καθάπερ ὑπὸ τραγικοῦ τινος δαίμονος κεχορηγημένα. / Λέγω δὲ καὶ ἐς τὰ ἄλλα μὲν ἀποβλέπων, / μάλιστα δὲ ἐς τὰς οὐκ ἀληθεῖς κατὰ τῶν συνήθων καὶ φίλων διαβολάς, / ὑφ’ ὧν ἤδη καὶ οἶκοι ἀνάστατοι γεγόνασι καὶ πόλεις ἄρδην ἀπολώλασι πατέρες τε κατὰ παίδων ἐξεμάνησαν καὶ ἀδελφοὶ κατὰ τῶν ὁμογενῶν καὶ παῖδες κατὰ τῶν γειναμένων καὶ ἐρασταὶ κατὰ τῶν ἐρωμένων·πολλαὶ δὲ καὶ φιλίαι συνεκόπησαν καὶ ὅρκοι συνεχύθησαν ὑπὸ τῆς κατὰ τὰς διαβολὰς πιθανότητος.

Fase 3: La Versione[modifica]

Svolta la Lettura e l'Analisi di cui alla Fase precedente possiamo avventurarci nella vera e propria Versione. In questo esemplificazione noi tradurremo, secondo i consigli previsti dalla Guida (Guida alla Versione dal Greco) solo i primi due periodi lasciando agli studenti la Versione della restante parte.

Per ragioni di Commento al Testo lavoriamo su più frasi ma sarebbe utile lavorare su singole frasi:
∆εινόν γε ἡ ἄγνοια καὶ πολλῶν κακῶν ἀνθρώποις αἰτία, / ὥσπερ ἀχλύν τινα καταχέουσα τῶν πραγμάτων καὶ τὴν ἀλήθειαν ἀμαυροῦσα καὶ τὸν ἑκάστου βίον ἐπισκιάζουσα. / Ἐν σκότῳ γοῦν πλανωμένοις πάντες ἐοίκαμεν, / μᾶλλον δὲ τυφλοῖς ὅμοια πεπόνθαμεν,

Svolgiamo il Commento:
Nell’incipit dell’opera Luciano paragona l’ignoranza (ἄγνοια, α- privativo + radice di γιγνώσκω, “sapere”) alla condizione di chi non vede ciò che lo circonda e, come un cieco, brancola in mezzo alla nebbia fitta o tra le tenebre. Il lessico è tipicamente tragico: in particolare, i termini utilizzati per rappresentare la nebbia (ἀχλύς) gettata intorno all’uomo dall’ignoranza e il suo “oscurare” (ἀμαυροῦν) la verità richiamano un paio di passi del terzo stasimo delle Eumenidi di Eschilo: in particolare i vv. 339-340, dove le Erinni, a proposito di chi si è macchiato di un delitto di sangue, dicono di “annientarlo fino all’oscuramento” (ἀμαυροῦμεν) e i vv. 377-380 dove, sempre dell’assassino, si dice “Cade e non sa, nella follia che lo acceca: con ala di tenebra la macchia sovrasta l’uomo, e una voce densa di gemiti annuncia un’oscura caligine (ἀχλύν) sulla sua casa” (trad. di M. P. Pattoni). Tipicamente tragica è anche l’immagine del non vedere, che si configura o come folle accecamento che porta alla rovina (ἄτη) – è ad esempio il caso di Agamennone che, nell’omonima tragedia di Eschilo, accecato da ἄτη, sacrifica l’ignara figlia Ifigenia –, o come rifiuto di vedere e quindi di conoscere – è il caso di Edipo nell’Edipo Re di Sofocle: egli non vuole credere agli ammonimenti dell’indovino Tiresia che addita nella sua colpevolezza la causa della pestilenza che si abbatte su Tebe; Edipo procede imperterrito nella sua personale indagine, e, una volta scoperta la devastante verità, si acceca nell’estremo tentativo di non vedere, e dunque di rifiutare, l’enormità di ciò che ha commesso –. ἀνθρώποις è dativo di svantaggio; ὥσπερ: lett. “come seˮ, è una congiunzione comparativa ipotetica spesso usata per introdurre metafore. Qui accompagna i participi καταχέουσα, ἀμαυροῦσα e ἐπηλυγάζουσα, disposti in un trìkolon e congiunti con il soggetto della reggente ἡ ἄγνοια. ἐοίκαμεν: perfetto fortissimo del verbo ἐίσκω (raro), con valore resultativo. πεπόνθαμεν: perfetto forte del verbo πάσχω, con valore resultativo. [Commento tratto da Online Scuola Zanichelli: http://online.scuola.zanichelli.it/classicamente/wp-content/uploads/maturita_2014_ok.pdf]

La Traduzione sarà:
"L’ignoranza è certamente una terribile sciagura e fonte di molti mali per gli uomini, poiché sparge come una nebbia sui fatti, oscura la verità e getta un’ombra sulla vita di ciascuno. In effetti, tutti siamo simili a chi vaga nelle tenebre, o per meglio dire ci troviamo in una condizione analoga a quella dei ciechi,"

Come anticipiamo lasciamo agli studenti la traduzione della restante parte della Varsione confidando nella loro diligenza. Si fornisce infatti di seguito (nel cassetto) la traduzione completa della traduzione che potrà essere utile alla correzione del proprio tentativo.

Traduzione

L’ignoranza è certamente una terribile sciagura e fonte di molti mali per gli uomini, poiché sparge come una nebbia sui fatti, oscura la verità e getta un’ombra sulla vita di ciascuno. In effetti, tutti siamo simili a chi vaga nelle tenebre, o per meglio dire ci troviamo in una condizione analoga a quella dei ciechi, dal momento che andiamo a scontrarci con una data cosa in modo imprevisto, ne evitiamo invece un’altra senza che sia necessario, non vedendo ciò che sta vicino ai nostri piedi, temendo invece ciò che è lontano e molto distante come un ostacolo; e insomma, continuiamo a fare passi falsi in quasi tutte le nostre azioni. Proprio tale condizione ha già fornito ai poeti tragici numerosissimi argomenti per i loro drammi, i Labdacidi e i Pelopidi e le vicende simili a queste. Effettivamente, si potrebbe notare che quasi la maggior parte delle sventure che vengono messe in scena sono guidate dalla regia dell’ignoranza come da una sorta di demone tragico. Parlo considerando, oltre agli altri aspetti della questione, in particolare le calunnie prive di fondamento riguardanti i familiari e gli amici, a causa delle quali sono state già rovinate famiglie e intere città sono state distrutte, padri in preda alla follia si sono accaniti sui figli e fratelli sui fratelli e figli sui genitori e amanti sugli amati: persino molte amicizie sono state spezzate e giuramenti sono stati violati per avere dato credito alle calunnie.

Fase 4: Rilettura e Controllo di quanto tradotto[modifica]

Completata la nostra versione non ci resta che incominciare i dovuti controlli conclusivi.

È consigliabile sempre in questa fase rileggere raffrontando il testo in greco con il testo tradotto alla caccia soprattutto degli errori di traduzione dei tempi e dei modi dei verbi. Fatto questo controllo di rutine si può passare a un controllo più generico di grammatica e di logica. In ultimo bisogna sempre ricordare di controllare anche la grammatica e la resa di quanto tradotto. Un buon elaborato deve essere tradotto anche in un italiano impeccabile e privo non solo di errori grammaticali ma soprattutto di pasaggi in italiano privi di logica o di non facile comprensibilità.

Svolgiamo quindi la nostra rilettura e il nostro controllo di quanto tradotto.

Fase 5: Fine della Prova[modifica]

Siamo così giunti alla fine della prova. Non ci resta che ricopiare, secondo i cannoni di bella grafia, il nostro elaborato in "bella" procedendo in ultimo a un rapido controllo sempre della grammatica di quanto tradotto. Finita anche questa fase soft consegniamo il nostro elaborato.

Si conclude così la nostra Seconda Prova e questo, possiamo definire, "Tutorial".

Le Versioni dal Greco della Seconda Prova degli anni scorsi[modifica]

Di seguito riportiamo un elenco di link a Versioni dal Greco degli anni scorsi presenti sul Sito Ufficiale del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Le Versioni proposte possono essere molto utili a chi intende esercitarsi su testi davvero sottoposti ai maturandi.

L'Elenco è in Ordine Anacronologico degli anni in cui è uscita la Versione dal Greco (si parte dall'a.s. 2005/2006):