Scienza e tradizione

Da Wikiversità, l'apprendimento libero.
Jump to navigation Jump to search
lezione
Scienza e tradizione
Tipo di risorsa Tipo: lezione
Materia di appartenenza Materia: Storia della scienza
Avanzamento Avanzamento: lezione completa al 50%.


La nascita della scienza ha portato con sè numerosi cambiamenti, sia su alcune concezioni puramente intellettuali, sia sul piano tecnico industriale e militare e sia sull'organizzazione sociale e quindi politica, per tale motivo si è rivelata una forza rivoluzionaria particolarmente potente.

Prima di illustare i vari cambiamenti che ha portato lo sviluppo scientifico è bene iniziare a spiegare come era vissuto e concepito il mondo prima della scienza partendo dai pensieri su quale fosse l'origine di tutte le cose dei vari filosofi e filoni di pensiero.

Nel mondo antico molti filosofi naturalisti ritenevano che l'origine della natura era semplificabile in poche sostanze semplici, Talete sosteneva, infatti, che alla base dell'universo c'era l'acqua, concepita come il principio di tutte le cose, per Eraclito era invece nel fuoco e per Empedocle la realtà era dovuta al diverso modo di combinarsi, sotto l'influeza dell'odio e dell'amore, ritenuti i principi basilari, dei quattro elementi fondamentali: l'aria, il fuoco, l'acqua e la terra.

La dottrina dei quattro elementi venne affrontata anche da Platone e mutata in seguito da Aristotele, il quale, riteneva che il mondo terrestre doveva la sua origine ad una materia primordiale e soltanto l'unione di quest'ultima con la forma donava all'esistenza una realtà. Aristotele si contrapponeva al suo maestro Platone che aveva ipotizzato l'esistenza di un mondo (mondo delle idee) distinto dal mondo materiale (mondo sensibile).

Nella fisica aristotelica il movimento era strettamente dipendente dalla proposizione secondo la quale i quattro elementi si mescolavano in un determinato corpo. Infatti, l'acqua e la terra hanno la tendenza naturale ad andare verso il basso, l'aria e il fuoco verso l'alto, dunque, tutti i movimenti terresti rappresentano l'inclinazione naturale dei corpi a raggiungere il loro stadio naturale. Aristotele giustificava il movimento innaturale di un corpo con l'azione di una forza esterna che trasformava il movimento naturale in violento e solo quando la forza cessava, il corpo riprendeva il suo cammino.

I pianeti, il Sole e le stelle che compongono il mondo celeste per Aristotele sono costituiti da una materia diversa da quella terreste, la cosiddetta quintessenza, il quinto elemento cristallino e inalterabile. oltre al movimento rettilineo se ne aggiunge un altro, quello circolare definito perfetto, uniforme ed eterno.

Fino ad esso sono state viste le varie ipotesi su quale fosse l'origine delle cose valutando gli elementi come aria, acqua, fuoco, terra ecc.. ma c'è chi ha visto il perché della concezione della materia sotto altri aspetti come i numeri e punti. Il padre di questa concezione filosofica non possiamo che non rappresentarlo in Pitagora che interpretò nei numeri interi la causa di tutte le cose. La realtà è il prodotto del modo in cui i punti si strutturano fra loro: l'uno è il punto, il due la linea, il tre la superficie, il quattro il solido. Non solo la concezione della materia, ma anche l'astronomia pitagorica si contrapponeva a quella aristotelica, infatti, Pitagora vede l'esistenza di un fuoco centrale attorno al quale ruotavano dieci corpi: la Terra, l'Antiterra, la Luna, il Sole, i cinque pianeti e il cielo delle stelle fisse. Un'altra grande concezione della realtà si era sviluppata in Grecia, quella atomistica ossia l'idea che tutte le cose siano rappresentate dall'unione di particelle indivisibili, dette atomi, che si muovono nel vuoto. Leucippo fu il promotore di questa concezione che poi venne sviluppata da Democrito il quale riteneva che le cose che fanno parte della realtà non possono essere scomposte all'infinito perché l'atomo essendo la parte più piccola non è divisibile, dunque la materia scomponibile all'infinito è possibile solo in matematica e non in fisica. L'atomo è l'origine del tutto è la forma primordiale di tutte le cose, anche dell'anima.

A fare battaglia con la rivoluzione scientifica ci fu l'alchimia, la quale limitò molto