Morbo di Alzheimer

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Morbo di Alzheimer
Tipo di risorsa Tipo: lezione
Materia di appartenenza Materia: Neurologia

Codifica della Malattia di Alzheimer e delle demenze ad esse correlate secondo la classificazione internazionale delle malattie come definita dall'Organizzazione Mondiale della Sanità[1] Il morbo di Alzheimer è una malatia neurodegenerativa caratterizzata dal progressivo deterioramento delle funzioni cognitive associato al declino delle capacità di condurre una vita autonoma, a sintomi neuropsichiatrici e a cambiamenti comportamentali.

È la più comune causa di demenza.

Prende il nome dal suo scopritore: Alois Alzheimer.

La malattia o morbo di Alzheimer è oggi definito come quel "processo degenerativo che distrugge progressivamente le cellule cerebrali, rendendo a poco a poco l'individuo che ne è affetto incapace di una vita normale". In Italia ne soffrono circa 500 mila persone, nel mondo 18 milioni, con una netta prevalenza di donne.

Definita anche come demenza di Alzheimer, viene appunto catalogata tra le demenze essendo un deterioramento cognitivo cronico progressivo.

Le persone affette iniziano dimenticandosi piccole cose (amnesia), poi mano a mano le dimenticanze aumentano e la perdita della memoria arriva anche a cancellare i parenti e le persone care (agnosia). Una persona colpita dal morbo può vivere anche una decina di anni dopo la comparsa della malattia.

Col progredire della malattia le persone non solo dimenticano, ma perdono la capacità di parlare (afasia) e di muoversi autonomamente (aprassia) necessitando anche di continua assistenza personale.

La malattia è dovuta a una diffusa distruzione di neuroni, principalmente a livello della corteccia temporo parietale, ma anche nella corteccia frontale, insieme ad un processo infiammatorio cronico che è responsabile di depositi di betamiloide, una proteina che depositandosi tra i neuroni agisce come una sorta di collante, inglobando placche e grovigli "neurofibrillari". La malattia è accompagnata da una forte diminuzione di acetilcolina nel cervello, sostanza fondamentale per la memoria ma anche per le altre facoltà intellettive. La conseguenza di queste modificazioni cerebrali è l'impossibilità per il neurone di trasmettere gli impulsi nervosi e quindi la morte.

I professionisti che si occupano principalmente di questa malattia sono i neurologi, neuropsicologi, internisti, logopedisti e fisioterapisti

  1. Sito del'OMS