Malattia da reflusso gastro-esofageo

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lezione
Malattia da reflusso gastro-esofageo
Tipo di risorsa Tipo: lezione
Materia di appartenenza Materia: Gastroenterologia
Avanzamento Avanzamento: lezione completa al 50%.

La malattia da reflusso gastro-esofageo (spesso abbrevviata MRGE o nell'inglese GERD) è una patologia dovuta ad un anomalo ritorno del contenuto gastrico in esofago. Tale reflusso si manifesta solitamente con una sensazione di fastidio o bruciore retrosternale, spesso accompagnato da una sensazione di rigurgito.

Eziologia[modifica]

Normalmente, la MRGE è evitata da una serie di fattori:

  • La normale funzionalità della giunzione esofago-gastrica che impedisce il reflusso, in larga parte garantita dallo sfintereesofageo inferiore.
  • La presenza della saliva, che contenendo una buona quantità di bicarbonati tampona l'eventuale materiale acido rifluito in esofago.
  • La motilità esofagea, che tende a riportare il materiale dall'esofago allo stomaco.

La presenza dei succhi gastrici (ma anche della bile e della pepsina) ha degli effetti dannosi sull'epitelio pavimentoso pluristratificato esofageo, il quale non è progettato per stare a contatto con il materiale presente normalmmente dello stomaco. Quest'ultimo va a scindere le giunzioni intercellulari aumentando la permeabilità della mucosa, determinando l'insorgenza di edema (e attivazione dei nocicettori, da cui il dolore): negli stati più avanzati può comparire una vera e propria necrosi, nonché insorgere una esofagite.

La presenza di un'ernia iatale predispone alla comparsa di reflusso gastro-esofageo: in tale contesto si viene a creare una sacca contenente materiale gastrico, la quale aumenta la pressione sullo sfintere esofageo inferiore, che spesso diventa insufficiente.

Varie patologie (come la sclerodermia, che determina una degenerazione della muscolatura liscia) possono ridurre la motilità esofagea, predisponendo alla comparsa di MRGE.

Fattori di rischio[modifica]

Il fattore principe della malattia da reflusso è l'obesità, in quanto predisponente all'ernia iatale.

Una dieta ricca (o esclusiva) di vegetali determina un'aumentata secrezione gastrica

Clinica[modifica]

La MRGE tende a manifestarsi come si è detto con un fastidio retrosternale, che in soggetti particolarmente sensibili può addirittura mimare quello di un infarto del miocardio. Molti soggetti presentano rigurgito ed eruttazione (conseguenza il più delle volte dell'ernia iatale), disfagia, odinofagia, dispepsia, tosse stizzosa (data dal passaggio di materiale acido in trachea e conseguente irritazione delle vie aeree).
Generalmente la sintomatologia è maggiore in posizione supina, mentre in ortostatismo tende a essere meno importante dato che la gravità tende a riportare il reflusso nello stomaco.

Complicanze[modifica]

Lo sviluppo in infiammazione conclamata può accompagnarsi a stenosi del canale esofageo, con difficoltà di passaggio del bolo e senso di oppressione.

La complicanza più nota e temibile è comunque l'insorgenza di esofago di Barrett, metaplasia indotta dai succhi gastrici in cui avviene sostituzione delle normali cellule pavimentose pluristritificate esofagee con le cellule mucipare normalmente presenti nello stomaco. Il riscontro di tale anomalia avviene in circa il 10% dei pazienti che si recano dal medico per sospetta MRGE, e determina nel paziente una probabilità dello 0,5% annuo di mutazione in neoplasia conclamata.

Diagnosi[modifica]

Esistono vari livelli di diagnosi.

Un primo livello, attuabile anche dal medico di medicina generale che si ritrovi per le mani un paziente che lamenta un disturbo riconducibile a MRGE, è quello fornito da un test con inibitori di pompa protonica (PPI). La somministrazione dei PPI per un tempo di 4-8 settimane e la regressione sintomatologica permette automaticamente di fare diagnosi di MRGE.

Nel caso in cui i sintomi non regrediscano, o in alcuni casi specifici (età superiore ai 50 anni, insorgenza acuta, anemia, calo ponderale, disfagia, sensazione di bolo fermo, inappetenza, vomito, familiarità per neoplasie gastriche) si può passare direttamente all'EGDS, dato che in questi contesti la probabilità di individuare stadi avanzati (lesioni erosive massive, o addirittura Barrett) è maggiore.

Una tecnica importante è la pH-impedenziometria esofagea, che può essere d'aiuto in cui nonostante la persistenza di sintomi non vi sia stato riscontro di alterazioni macroscopiche all'EGDS. Tale metodica prevede l'inserimento di una sonda lungo tutto il tragitto esofageo, la quale viene mantenuta in sede per 24 ore. La sonda presenta dei rilevatori disposti a più livelli, che sono in grado di rilevare la presenza di acidi tramite la modifica di certe resistenze date dalla presenza di succhi gastrici: nel caso in cui individuiamo una caduta dell'impedenza in senso caudo-craniale, ci troviamo di fronte ad una MRGE; se invece l'impedenza aumenta, non vi è MRGE.

Trattamento[modifica]

Il trattamento è prevalentemente medico e prevede la somministrazione di antiacidi, i quali vanno semplicemente a neutralizzare gli acidi, o di inibitori della pompa protonica (PPI) i quali vanno assunti come si è detto almeno per qualche settimana. Questi ultimi rappresentano senza dubbio una delle categorie di farmaci più venduti al mondo.

Alcune sostanze come grassi, cioccolato e menta aumentano il tono dello sfintere esofageo inferiore, migliorando il blocco del passaggio di materiale gastrico a livello del passaggio esofago-gastrico.

Nei pazienti obesi è importante ricercare un calo ponderale, che permetta una riduzione della pressione endoaddominale sullo stomaco.

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