La Punteggiatura e le Maiuscole (superiori)

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lezione
La Punteggiatura e le Maiuscole (superiori)
Tipo di risorsa Tipo: lezione
Materia di appartenenza Materia: Grammatica italiana per le superiori 1
Avanzamento Avanzamento: lezione completa al 100%.

Per Completare il quadro dei Fonemi Collegati alla Pronuncia e alla Trascrizione Grafica dei Nomi della Lingua, bisogna analizzare due altri aspetti: La Punteggiatura e l'Uso delle Lettere Maiuscole.

La Punteggiatura[modifica]

In una lingua scritta la Punteggiatura (o Interpunzione) è un sistema di segni (facenti parte del gruppo dei paragrafemi), detti "Di Punteggiatura" o "Di Interpunzione", usati per iniziare, terminare o separare frasi, parti di frasi o parole. L'utilizzo della punteggiatura varia da una lingua all'altra ed è definito dalle regole della lingua stessa.

I segni di punteggiatura sono:

  • Il Punto ( . ).
  • La Virgola ( , ).
  • Il Punto e Virgola ( ; ).
  • I Due Punti ( : ).
  • Il Punto Interrogativo ( ? ).
  • Il Punto Esclamativo ( ! ).
  • I Puntini di Sospensione ( ... ).
  • Il Trattino ( - ).
  • Le Virgolette ( «...» o "..." o '...' ).
  • Le Lineette ( - - ).
  • La Barra Obliqua ( / ).
  • Le Parentesi ( ( ) ).

Il Punto ( . )[modifica]

Il Punto o Punto Fermo, è un Segno di Interpunzione. Corrisponde alla più lunga pausa esistente, pari solo a quella del Punto Interrogativo e del Punto Esclamativo.

Nella maggior parte dei casi, il punto serve a separare due sezioni di discorso contenenti idee fondamentalmente diverse, ovvero i periodi. Il punto utilizzato per chiudere un periodo è seguito da uno spazio, e la prima parola del periodo successivo inizia con la lettera maiuscola.

Il punto può anche servire come segno di abbreviazione, e in questo caso può trovarsi sia alla fine che al centro di una parola; due esempi per un caso e per l'altro sono ing. per ingegnere e prof.ssa per professoressa. Il punto di abbreviazione non richiede di essere seguito dalla maiuscola; non è seguito da uno spazio se si trova all'interno di una parola (prof.ssa Bianchi), ma è seguito da uno spazio se si trova alla fine di una sigla, eventualmente contenente altri punti di abbreviazione (ing. Mario Rossi; gli U.S.A. sono una federazione di 50 stati).

La Virgola ( , )[modifica]

La Virgola è uno dei Segni di Interpunzione più utilizzati. È il più breve segno di pausa e corrisponde nella lettura a un minutissimo intervallo della voce.

Appare graficamente come un Punto Fermo allungato verso la direzione in basso a sinistra ed è situato in basso a sinistra prima dello spazio fra le parole. Alla sua forma rimanda il suo nome, dal latino virgula,-ae "bastoncino, piccola verga".

Le norme che regolano l'uso della virgola sono piuttosto complesse, ma possono essere riassunte in alcuni punti.

La virgola è usata:

  • Per dividere gli elementi di un elenco:
    • Per fare il pane occorrono: la farina, il lievito, l'acqua, un pizzico di sale.
      • Quando l'ultimo elemento di un elenco è preceduto dalla congiunzione e, l'uso italiano generalmente omette la virgola prima dell'ultimo elemento:
      • Negli ultimi cinque minuti sono transitati due motorini, tre biciclette, un camion con rimorchio e quattro pedoni in fila indiana.
      • In altre lingue, come l'inglese, l'uso di una virgola in detta posizione (Virgola di Oxford) è materia di dibattito.
  • Per separare la proposizione dipendente (o secondaria) dalla proposizione reggente (o principale) da cui dipende. Questo può avvenire in tre casi diversi:
  1. Quando la secondaria precede la principale: Se fossi ricco, mi comprerei un'isola.
  2. Quando la secondaria segue la principale: Nel deserto vivono pochi animali, perché le condizioni ambientali sono proibitive.
  3. Quando la secondaria è inserita all'interno della principale (inciso): Il mio migliore amico, che è un grande tennista, ha vinto molti tornei.
  • Quando però la proposizione secondaria è strettamente connessa alla proposizione principale, la virgola non viene usata:
    • Non devi guardare il sole se non vuoi ferirti la vista.
  • Per separare proposizioni tra di loro indipendenti, ma connesse logicamente:
    • La bambina corre nel prato, vede un fiore, si ferma, lo guarda e poi lo coglie.
  • Dopo le Espressioni "Sì" e "No":
    • Sì, sono stato io a chiamarti.
    • No, non mi interessa.
  • Dopo le Frasi Introduttive:
    • Visto che è tardi, me ne andrò a dormire.
    • Se i miei calcoli non sono errati, dovresti farcela.
  • Dopo Interiezioni, Esortazioni e Complementi di Vocazione:
    • Ehi, dico a te!
    • Ti prego, scrivimi ogni tanto.
    • Andrea, ricordati le chiavi di casa.
  • Per Isolare Frasi Incidentali e Apposizioni:
    • Mario rispose, senza alcun dubbio, che era pronto per l'incarico.
    • Giacomo Leopardi, famoso poeta italiano, nacque a Recanati.

La Funzione di Separatore della Virgola fa in modo che in Alcuni Casi la Sua Posizione o la Sua Stessa Presenza o Meno Sia Determinante per il Significato della Frase.

  • Grazia, Impossibile Giustiziarlo!
  • Grazia Impossibile, Giustiziarlo!
  • Il Fratello di Viviana Che Vive a Londra Lavora in una Banca d'Affari. (Viviana ha Più di un Fratello e Uno di Loro Vive a Londra)
  • Il Fratello di Viviana, Che Vive a Londra, Lavora in una Banca d'Affari. (Viviana ha Un Solo Fratello e Questi Vive a Londra)

Un caso notevole in cui la virgola non è usata è la separazione tra sSoggetto e Predicato, o tra predicato e Complemento Oggetto: Nessuna punteggiatura è infatti usata in questi casi.

  • *I principali esperti del settore, hanno dichiarato che il reperto è molto antico.
  • *I principali esperti del settore, apprezzano quel reperto.

Il Punto e Virgola ( ; )[modifica]

Il Punto e Virgola è un Segno di Interpunzione formato dalla congiunzione di un Punto e di una Virgola posti graficamente in verticale l'uno sopra l'altro. Nella lettura, corrisponde ad una pausa di valore intermedio tra quella più lunga del punto fermo e quella breve della Virgola.

Il Punto e Virgola indica la fine del concetto espresso nella frase al cui termine si trova il segno di interpunzione in questione; tale concetto si ricollega alla più grande idea di cui tratta l'Intero Periodo. Il punto e virgola non indica perciò né la fine dell'idea generale (come farebbe il Punto), né la continuazione del concetto minore (che costituisce il ruolo della virgola), ma qualcosa di intermedio tra queste due funzioni. Questo segno risulta perciò utile nei periodi lunghi e complessi, ricchi di ramificazioni difficili da controllare. Un uso collegato è quello, per esempio, all'interno di un inciso tra parentesi, dove il Punto Fermo generalmente non si usa.

Un secondo frequente utilizzo del Punto e Virgola consiste nel porlo alla fine di ciascun elemento di un elenco puntato, dove il punto fermo intenderebbe una forte divisione concettuale tra gli stessi e obbligherebbe alla maiuscola iniziale nel punto successivo.

I Due Punti ( : )[modifica]

I Due Punti sono un comune Carattere Tipografico. Graficamente, essi consistono in una coppia di Punti Fermi posizionati verticalmente l'uno sull'altro. Nella lettura, la pausa corrispondente ai due punti è più breve di quella del punto fermo ma più lunga di quella della Virgola, simile quindi all'intervallo associato al Punto e Virgola, al quale però aggiunge un significato Deittico.

La Funzione Principale dei Due Punti è Esplicativa: una Frase introdotta da essi (come quella che si sta leggendo in questo momento) serve difatti a chiarire il significato della Proposizione che la precede. Altri usi dei due punti sono i seguenti:

  • come in questo stesso testo, precedono una Lista Numerata o dotata di Punti Elenco;
  • si possono sostituire a una Congiunzione, trasformando una Subordinata in una Coordinata alla Reggente, come nell'esempio seguente:
    Oggi non uscirò di casa, perché temo che si possa scatenare un temporale
    Oggi non uscirò di casa: temo che si possa scatenare un temporale
  • in Copioni Teatrali, Romanzi, Racconti e Altri Testi di Narrativa, introducono il discorso diretto, mentre non sono utilizzati nel caso di discorsi indiretti; i successivi sono esempi dell'uno e dell'altro caso.
    Discorso Indiretto: Mario disse che Lucia era davvero simpatica.
    Discorso Diretto: Mario disse: «Lucia è davvero simpatica.».

Il Punto Interrogativo ( ? )[modifica]

Il Punto Interrogativo o Punto di Domanda, noto in passato anche come Punto Domandativo, è un comune Segno Tipografico di Punteggiatura; esso è Graficamente Formato da un Uncino con Avvolgimento Antiorario Soprastante Verticalmente un Punto: ?. Nella Lettura esso corrisponde a un'Intonazione Ascendente, di Domanda o Richiesta.

Il Punto Esclamativo ( ! )[modifica]

Il Punto Esclamativo, noto in passato anche come Punto Ammirativo, è uno dei Diversi Segni di Interpunzione Adoperati nella Scrittura e Indica una Pausa Simile a quella del Normale Punto Fermo. Viene posto dopo un'Interiezione o Esclamazione per Segnalare un Tono Enfatizzante di Sorpresa, Forti Sensazioni o Grida. Molto Spesso Caratterizza la Fine di una Frase Come, ad Esempio, in: "Attenzione!".

I Puntini di Sospensione ( ... )[modifica]

I Puntini (o Punti, o Puntolini) di Sospensione o (nel parlato) Tre Puntini sono un Segno di Punteggiatura costituito Graficamente da un Gruppo di Tre Punti Consecutivi Scritti Orizzontalmente. Si tratta di un Segno di Pausa e quindi nella Lettura Corrisponde a un Intervallo Fonetico Paragonabile a quello di una Virgola].

I Puntini di Sospensione sono sempre in Numero di Tre, sia che si trovino alla Fine, all'Inizio o all'Interno di un Periodo.

I Puntini di Sospensione hanno vari utilizzi:

  • Segnalano una "Sospensione" nel Discorso (da cui il nome), come una frase non conclusa, un'esitazione o un accenno lasciato volutamente indefinito (figura retorica della reticenza o della sospensione). Sono utilizzati anche per riprodurre l'andamento spezzato ricco di pause della lingua parlata. Sono attaccati alla parola che li precede e sono seguiti sempre da uno spazio a meno che il carattere successivo non sia una Parentesi di Chiusura o un Punto Interrogativo.
  • Se posti alla fine di una frase si riprende con la lettera maiuscola. Esempi:
    • «Andammo a cena insieme e poi…»
    • «Ella è… non è…» (Dante Alighieri, Divina Commedia, Canto settimo del Purgatorio)
  • Segnalano anche la "sospensione" di una parola che pronunciata per esteso risulterebbe volgare, di turpiloquio o una imprecazione. In questo caso i puntini sono attaccati alla parte antecedente o seguente del termine. Esempi:
    • "vaffa…"
    • "…zzo"
  • Se sono soli in una Frase, i Punti di Sospensione indicano Sorpresa e Stupore: non è raro trovare questo utilizzo nei Romanzi e nelle opere di Narrativa in Genere.
  • Essi si adoperano tra Parentesi Quadre ([…]) per indicare in una Citazione la Deliberata Omissione di una Parte di Testo Originale o una Lacuna nel Testo Conservato; questo Utilizzo Non è Affatto Infrequente nei Testi di Studio, in cui non si possono citare Interi Paragrafi di un'Opera ma Solo i Loro Punti Salienti.
  • I puntini sospensivi indicano inoltre Iterazione, come nel Caso di Formule Matematiche come , che significa "la Somma di Tutti i Numeri Interi da 1 a 10 è uguale a 55", o nelle elencazioni di elementi di una successione come 1, 2, 3, , n (i numeri da uno a n).
  • In messaggistica (sms, chat, commenti sui social network...) i puntini sospensivi possono significare silenzio dovuto a disaccordo, disapprovazione o confusione.

Il Trattino ( - )[modifica]

Il Trattino si Usa:

  • Per Collegare Due Parole che Vengono Accostate tra Loro Ma che Non Formano un Composto Stabile: L'Aereo Milano-Roma; la Partita Inter-Milan; Una Soluzione Anti-Crisi.
  • Per Indicare, Come Segno dell'A Capo, l'Interruzione di Una Parola a Fine di Riga (Nei Testi Scritti a Mano il Trattino è Raddoppiato: /=/).

Le Virgolette ( «...» o "..." o '...' )[modifica]

Le Virgolette sono un Segno Tipografico usato per contraddistinguere una Parola o una Frase come Citazione, Discorso Diretto, per Evidenziarne la Natura Gergale, Tecnica, Metaforica, Figurativa, Ironica o Dialettale, o per parole e frasi straniere non ancora entrate nell'uso comune della lingua, o per introdurre il titolo di un giornale. Vengono inoltre utilizzate da numerosi linguaggi di programmazione per delimitare le stringhe.

Le virgolette si usano sempre in coppia, in modo analogo alle Parentesi, e perciò compaiono anch'esse sempre come "Aperte" e "Chiuse" rispettivamente prima e dopo la parola o la frase di pertinenza.

Ve ne sono di tre tipi:

  • Virgolette Alte Semplici dette anche Virgolette Inglesi o Singoli Apici (‘ ’ oppure ' ')
  • Virgolette Alte Doppie dette anche o Italiane o Doppi Apici (“ ” oppure " ")
  • Virgolette Basse dette anche Francesi o Caporali o a Sergente (« »).

In informatica, nessuna delle tre coppie principali di caratteri è presente come tale nelle tastiere italiane, le quali dispongono solo delle virgolette "indifferenziate" (cioè senza distinzione tra Aperta e Chiusa) a uno (') e due apici (") e la prima coincide con l'Apostrofo. I Sistemi Operativi che supportano Unicode (tra cui Linux, macOS, Windows NT e successivi) permettono di inserire i caratteri speciali con delle sequenze di tasti o cambiando la mappatura della tastiera, e molti programmi sono in grado di prevedere quale tipo di virgolette occorra a seconda dei casi (es. l'opzione "virgolette intelligenti" di molti programmi di scrittura).

L'uso delle virgolette basse (« ») – indicate indifferentemente come "aguzze", "acute", "uncinate", "caporali" oppure "a sergente" – è andato via via diminuendo con l'Avvento del Desktop Publishing negli anni ottanta, in quanto nelle prime versioni dei programmi non erano presenti i caratteri adeguati: un Semplice Segno di Doppio Apice ( " ) sostituiva tutti i tipi doppi (sia Aperti, sia Chiusi) e il Segno di Secondo, mentre l'Apice Singolo ( ' ) sostituiva l'Apostrofo, entrambi gli Apici Singoli (Aperto e Chiuso) e anche il Segno di Primo.

Le Lineette ( - - )[modifica]

Le Lineette si Usano, Talora, al Posto delel Virgolette, per Introdurre un Discorso Diretto quando è Scandito in Battute di Dialogo. Ad Esempio:
"- Come Va ? - Chiese l'Uomo."
"- Abbastanza Bene - Rispose il Nuovo Arrivato."

Si Usano Anche in Sostituzione della Virgola e delle Parentesi, per Delimitare un Inciso. Ad Esempio: "Se Vai a Trovare il Nonno - E Sarebbe Ora - Passa a Prendere Anche Me".

La Barra Obliqua ( / )[modifica]

La Barra Obliqua, o Sbarra (detta talvolta Slash /slæʃ/, che è il suo nome inglese), è un Carattere Tipografico.

Graficamente consiste in un piccolo segmento, inclinato dal basso a sinistra verso l'alto a destra. Si differenzia dalla Barra Inversa proprio per il suo orientamento, che è speculare rispetto a quest'ultima.

La Barra separa in una poesia un verso dall'altro, quando non si va a capo alla fine di ciascun verso. Si utilizza anche come separazione fra diverse alternative, o nelle date. È usato per scrivere unità di misura espresse da frazioni. Nella scrittura di espressioni matematiche mediante l'utilizzo di semplici caratteri ASCII non estesi, la barra indica l'operazione di divisione.

Alcuni esempi dell'uso della barra:

  • "Ei fu. Siccome immobile / dato il mortal sospiro / stette la spoglia immemore / orba di tanto spiro / [...]" (Manzoni).
  • Oggi è il 20/10/2020
  • 100 km/h
  • Mangiare e/o dormire
  • Il/la sottoscritto/a ... nato/a a ...
  • 3 + (14/7) = 5

Le Parentesi ( ( ) o [ ] )[modifica]

Le Parentesi (dal greco παρένθησις, derivante dal verbo παρεντίθημι parentíthēmi che significa ‘frappongo') sono una Serie di Simboli Tipografici che servono a contenere Altri Caratteri; di ognuna esiste una versione di apertura ed una di chiusura: la prima è generalmente un'immagine dotata di convessità verso sinistra, mentre la seconda la possiede generalmente a destra. Nella Lettura Italiana esse non devono essere pronunciate, se non tramite la locuzione "tra parentesi"; in Matematica invece si suole leggerle dicendo i loro nomi.

Le Parentesi più adoperate sono quelle Tonde ( ), chiamate così per la loro forma curvilinea. Esse indicano la presenza di una proposizione all'interno di un periodo legata ad esso solo a livello concettuale e non grammaticale; un esempio è la frase: La scala Kelvin (K, un'invenzione di Lord Kelvin) è l'unica a essere assoluta e non arbitraria. Sono pure usate quando, in un testo, si inserisce una nota dell'autore esterna alla logica grammaticale dello scritto ma inerente al suo significato:L'Italia (il mio Paese di nascita) è un paese meraviglioso, in questo caso però sono molto più frequenti le Virgole: L'Italia, il mio Paese di nascita, è un paese meraviglioso.

Le Parentesi Quadre [ ], insieme alle Tonde, sono le uniche adoperate anche in lingua italiana oltre che nel linguaggio matematico; esse hanno questo nome perché hanno una forma squadrata con due angoli retti. Le parentesi quadre si usano o quando c'è un'ellissi (nella tipica scrittura [...]) o quando bisogna fornire una spiegazione tecnica. In lingua italiana, un altro utilizzo delle parentesi quadre, sebbene non molto frequente, si ha quando si inserisce un inciso dentro un altro inciso, più esterno. Per esempio: Di norma le enciclopedie non sono modificabili da chi le legge (in Wikipedia [la nota enciclopedia online] questo è invece possibile).

Le Maiuscole[modifica]

Si definisce Maiuscola (dal diminutivo del latino maius «maggiore») una lettera che, in contrapposizione con la grafia minuscola si evidenzia per maggiori dimensioni o per altri dettagli grafici.

L'Ortografia Italiana prevede Tassativamente l'Iniziale Maiuscola in due casi:

  1. In Principio di Frase o Periodo.
  2. Nei Nomi Propri.

Al di là di questo, l'Uso della Maiuscola è Guidato da Fattori Stilistici, Scelte o Consuetudini Editoriali e Infine Reverenziali (le cosiddette Maiuscole Reverenziali), ma vi è una tendenza ad evitare le maiuscole non più sentite come necessarie.

In Principio di Frase o Periodo[modifica]

Per esemplificare i casi di maiuscola all'Inizio della Frase o Periodo si possono elencare:

  • i Titoli in Vario Genere: di Testi, ma anche Parti di Essi come Capitoli, Articoli e Altre Suddivisioni;
  • il Principio di un Qualsiasi Testo o Paragrafo;
  • Dopo un Punto Fermo;
  • Dopo un Punto Interrogativo o Esclamativo, ma può essere ammessa l'Iniziale Minuscola se vi è una forte Continuità Logica e di Pensiero;
  • All'Inizio di un Discorso Diretto.

Se in Principio di Frase sono presenti i Puntini di Sospensione (...), normalmente i casi sopra descritti iniziano con la minuscola, salvo che la prima parola non sia un nome proprio, il che allora obbliga comunque all'uso della maiuscola.

Affine, ma trattasi più di scelta tipografica, a questo caso è l'uso della maiuscola in poesia all'inizio di ogni Verso, espediente che a volte viene usato anche quando non vengono scritti senza l'accapo, per questioni di spazio, al posto della Sbarretta ( / ),


la quale in genere è preferibile per evitare ambiguità.

Nei Nomi Propri[modifica]

Per quanto riguarda l'uso coi Nomi Propri, sintetizza preventivamente così Luca Serianni ogni tentativo di darne un quadro organico: «le norme che regolano l'uso della maiuscola sono più facili ad enunciarsi che ad applicarsi, anche perché non è sempre ovvio distinguere tra "nome proprio" e "nome comune".».

In Generale, però, si può dire che vogliono l'Iniziale Maiuscola i Nomi Propri (Concreti o Immaginari), e tutto ciò che può farne le veci (Ipocoristici, Pseudonimi, Soprannomi, Antonomasie), di:

  • Persona (Nomi e Cognomi), Animali, Divinità;
  • Nomi di Entità, Luoghi o Zone Geografiche (Naturali o Urbane), Entità Astronomiche (e per Continuità anche Astrologiche);
  • Nomi di Vie e Suddivisioni Urbane, Edifici e Altre Strutture Architettoniche;
  • Nomi di Gruppi, Associazioni, Movimenti, Organizzazioni, Enti Istituzionali ed Entità Geopolitiche;
  • Titoli di Opere Artistiche, Nomi Commerciali di Prodotti, Servizi, Aziende, Eventi, Società, Ecc.;
  • Nomi di Festività Religiose o Laiche.

Vi sono poi casi in cui si ricorre all'Iniziale Maiuscola anche con Nomi Comuni, per ragioni che vanno dalla necessità di distinzione dai concetti comuni, alla Personificazione, all'Antonomasia, alla Reverenza; tuttavia non sono casi in cui la norma ortografica prevede tassativamente la Maiuscola, che quindi può mancare. Tra questi ricordiamo:

  • i Nomi dei Grandi Eventi o delle Epoche Storiche e Persino dei Periodi Geologici, dei Secoli e dei Decenni; specie questi ultimi possono essere scritti con la Minuscola, ma è meglio usare la maiuscola se intesi come periodo storico;
  • i Nomi dei Popoli, anche se solitamente si segue la Consuetudine di indicare con la Maiuscola i Popoli Storici del Passato (i Romani), e con la minuscola i popoli del presente (gli italiani);

Decisamente più confusa è invece la questione grammaticale sulle Maiuscole, dopo la Prima, nei Nomi Composti, ovvero in quei Nomi Costituiti da una Sequenza di Parole; pochi punti certi possono essere dati al riguardo:

  • vogliono obbligatoriamente tutte le Iniziali Maiuscole le Sequenze Nome + Cognome (Carlo Rossi) o di più nomi (Gian Carlo Rossi);
  • e i nomi propri utilizzati all'Interno di queste Sequenze Nominative: Camillo Benso conte di Cavour, Leonardo da Vinci.

Non vogliono invece la Maiuscola le Particelle Preposizionali da, di, de o d' usati nei nomi dei personaggi del passato, quando non esistevano i Cognomi, per introdurre Patronìmici (de' Medici, ) o Toponìmici (Francesco da Assisi, Tommaso d'Aquino); la vogliono invece negli attuali Cognomi di cui fanno parte integrante (De Nicola, D'Annunzio, Di Pietro).

Ma il Fenomeno trova la sua maggior diffusione all'interno dei Nomi delle Istituzioni, delle Associazioni, dei Partiti Politici e Affini; la Motivazione di questa Profusione di Maiuscole di Solito è un Intento Apologetico (Chiesa Cattolica), o la Tendenza a Mantenere le Iniziali di una Sigla Anche nella Forma Sciolta (CSM = Consiglio Superiore della Magistratura), ma la Maiuscola Può Anche Limitarsi alla Sola Parola iniziale che è l'unica ortograficamente obbligatoria: Chiesa cattolica, Consiglio superiore della magistratura (art. 104, Cost).

Sono Scritte in Maiuscolo in Genere le Lettere degli Acronimi (O.N.U., U.E., I.N.P.S., ...), benché sia invalsa la Norma Stilistica, atta a migliorare la leggibilità, di scrivere in Maiuscolo solo la Prima Lettera dell'Acronimo (In Particolare, per gli Acronimi di Almeno Tre Lettere), Omettendo i Punti (Onu, Ue, Inps, ...).

La "Maiuscola Reverenziale" è Utilizzata Ancora di Frequente per i Pronomi e Aggettivi Possessivi che Si Riferiscono a Dio, a Persone o Cose Sacre, a Persona di Riguardo (pregare Dio e avere fiducia in Lui; mi rivolgo alla Sua attenzione, signor Presidente). L'Uso Moderno ha Portato una Diffusione nell'Utilizzo Soprattutto per Quanto Riguarda Comunicazioni Formali e Corrispondenza Commerciale (es. in merito alla richiesta da Lei inviata) Estendendone l'Adozione Anche ai Pronomi (es. colgo l'occasione per porgerLe cordiali saluti). La Spiegazione dei Grammatici Risiede Nel Fatto Che "La Terza Persona di Cortesia, Singolare e Plurale, Nell'Uso Scritto Richiede l'Iniziale Maiuscola Per Evitare Confusione Con l'Uso delle Terze Persone Ordinarie, e Che Tale Uso si Estende alle Forme degli Aggettivi Possessivi (Suo, Sua, Loro) e Dimostrativi Clitici (La, Li) e alle Forme Pronominali Oblique (Le, Loro; rarissimo il plurale Glielo e simili)".

L'Uso delle Maiuscole è talvolta utilizzato come modo di dare Enfasi ad un Testo, in Luogo del Grassetto. Nella Netiquette, tuttavia, Tale Uso è Deprecato in Quanto Equivale ad Urlare.