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Introduzione alla nozione di spazio vettoriale

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Introduzione alla nozione di spazio vettoriale
Tipo di risorsa Tipo: lezione
Materia di appartenenza Materia: Algebra lineare
Avanzamento Avanzamento: lezione completa al 75%

Spazi e sottospazi vettoriali

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Un insieme di vettori V appartenenti ad un qualsiasi campo formano uno spazio vettoriale se (V;+) è un gruppo abeliano e (V;∗), con ∗ prodotto per uno scalare, gode della proprietà distributiva, associativa, esistenza dell'elemento neutro e dello 0. In altri termini, esplicitando le proprietà:

∀u,v,w∈V
  1. (u+v)+w=u+(v+w)
  2. ∃O:v+O=v
  3. ∃−v:v+(−v)=O
  4. u+w=w+u
∀u,v,w∈V,λ,μ∈ℝ
  1. λ(u+v)=λu+λv
  2. v(λ+μ)=λv+μv
  3. (λμ)v=λ(μv)
  4. 0v=O
  5. 1v=v


Un sottospazio vettoriale di V è un insieme U⊆V con la proprietà di chiusura per le operazioni di somma e prodotto per uno scalare, cioè:

∀u,u′∈U,λ∈ℝ:u+u′∈U,λu∈U

e si indica scrivendo U≤V

Esempi di spazi e sottospazi vettoriali

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ℝ3 è uno spazio vettoriale. Infatti soddisfa tutte le proprietà descritte sopra.

Combinazioni lineari di vettori

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Definizione: si definisce combinazione lineare di n vettori v1,…,vn∈V con coefficienti a1,…,an∈ℝ il vettore
∑i=1naivi=a1v1+…+anvn∈V.

Si definisce inoltre il sottospazio generato dai v1,...,vn l'insieme delle combinazioni lineari dei v1,...,vn, cioè:

ℒ(v1,...,vn)={vi∈V,ai∈ℝ∣∑i=1naivi}

Dunque, dato U uno spazio vettoriale e V≤U sottospazio vettoriale, diremo che i vettori v1,v2,…,vn generano il sottospazio V se tutti gli elementi di V possono essere scritti come combinazione lineare dei vettori vi.

È facilmente verificabile che esso è effettivamente un sottospazio di V e potete provare a farlo come esercizio.

Si osservi che dalla sola definizione data non è necessario che tali generatori siano "necessari" per generare lo spazio. Non è escluso cioè che togliendo dall'insieme un vettore, il sottospazio vettoriale così generato resti lo stesso.

Esempi

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  • Dato un vettore non nullo v∈V si ha che il sottospazio generato da v (spesso indicato con ⟨v⟩ o anche come span(v) o come ℒ(v)) è l'insieme di tutti i multipli di v. La verifica delle proprietà di sottospazio è immediata.
  • (solo per studenti con nozioni di geometria analitica) Consideriamo il sottospazio vettoriale di ℝ3 con equazioni cartesiane W:z=0 nell'usuale sistema di coordinate. Si osserva facilmente che un insieme di generatori di tale sottospazio è dato dai vettori î,ĵ definiti nell'esempio successivo.

Infatti un generico punto del sottospazio ha la forma w=(w1w20) e può quindi essere scritto come w=w1î+w2ĵ.

Questo dimostra che il sottospazio generato da î e ĵ contiene W. Il viceversa è banalmente vero unicamente osservando che i due generatori appartengono entrambi al sottospazio W.

  • Rispetto all'esempio appena considerato si può osservare che qualsiasi coppia di vettori della forma kiî,kjĵ con ki,kj≠0, genera lo stesso sottospazio W.

Dipendenza e indipendenza lineare

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Definizione: un insieme di vettori v1,...,vn∈V si dicono linearmente dipendenti se esistono degli a1,...,an∈ℝ non tutti nulli tali che

a1v1+...+anvn=O.

Viceversa, i vettori si dicono linearmente indipendenti, ovvero se

a1v1+...+anvn=O⇒a1=...=an=0.

Vedremo più avanti, quando studieremo i sistemi lineari, metodi più efficaci per determinare la dipendenza o indipendenza lineare di un insieme vettori. In ogni caso, facciamone comunque qualche esempio utile a chi ha già nozioni di sistemi lineari e rango di una matrice.

Esempi

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  • Consideriamo lo spazio vettoriale reale ℝ2. Verifichiamo che i vettori (11), (23) sono linearmente indipendenti. Prendiamo in esame una generica combinazione lineare a coefficienti reali dei due vettori e mostriamo che essa è il vettore nullo se e soltanto se entrambi i coefficienti sono nulli. Una generica combinazione lineare dei due vettori è il vettore della forma
    x(11)+y(23)con x,y∈ℝ
    Analizziamo ora le implicazioni che derivano dal supporre che una tale combinazione risulti essere il vettore nullo
    x(11)+y(23)=(00)
    riscrivendo tale condizione si ottiene il seguenti sistema
    {1x+2y=01x+3y=0
    il quale ha solo la soluzione banale x=y=0. Abbiamo dunque mostrato che ogni combinazione lineare dei due vettori è il vettore nullo se e soltanto se i coefficienti di tale combinazione lineare sono nulli. Questo dimostra che i due vettori sono linearmente indipendenti.
  • Analogamente all'esempio 1 si può mostrare che i versori di ℝ3:
    î=(100) ĵ=(010) k̂=(001)
    sono linearmente indipendenti. Daremo di seguito una dimostrazione alternativa allo scopo di mostrare un altro approccio all'indipendenza lineare basato sulle matrici. Dalla definizione di indipendenza lineare segue che, se î,ĵ e k̂ non fossero linearmente indipendenti, esisterebbero tre coefficienti scalari non nulli
    xi,xj e xk tali che xiî+xjĵ+xkk̂=0.
    Questa condizione si può banalmente riscrivere come xiî+xjĵ=−xkk̂, il che significa che se î,ĵ,k̂ non sono linearmente indipendenti uno di essi (nel nostro caso k̂) appartiene al sottospazio vettoriale generato dagli altri due. Possiamo quindi dire che la matrice costituita dai tre vettori non avrà rango massimo, in particolare in questo caso sarà:
    rg(100010001)<3
    ma questo è assurdo essendo la matrice esattamente la matrice identica. Questo ragionamento dà una caratterizzazione equivalente dell'indipendenza lineare, ovvero:
    I vettori v1,…,vn∈V sono linearmente indipendenti se e solo se la matrice A che ha come colonne tali vettori ha rango massimo