Il modellamento eolico (superiori)

Da Wikiversità, l'apprendimento libero.
Jump to navigation Jump to search
lezione
Il modellamento eolico (superiori)
Tipo di risorsa Tipo: lezione
Materia di appartenenza Materia: Scienze naturali per le superiori 5
Avanzamento Avanzamento: lezione completa al 100%.

Il meccanismo del modellamento eolico[modifica]

Una tempesta di sabbia, esempio di deflazione

Il vento modella la superficie terrestre soprattutto in zone in cui la copertura vegetale è ridotta o assente, ma anche in altre zone con clima arido o semiarido e sulle cime più alte delle catene montuose. Il vento trasporta particelle di polvere o clasti (rocce sedimentarie clastiche che derivano da sedimenti) di dimensioni differenti.

La corrasione è l'azione abrasiva esercitata direttamente dal vento attraverso i granuli che esso trasporta e che colpiscono le superfici esposte di roccia nuda, modellandola e producendo a sua volta altre particelle di polvere, e trasportante anch'esse dal vento.

I detriti più grossi possono venire solamente trascinati (scorrimento superficiale), la sabbia più grossolana viene sollevata per brevi distanze (saltazione) e in genere rimana bassa producento particolare forme di erosione a fungo (per corrasione). Le polveri più fini vengono sollevate (sollevamento e sospensione) anche fino ad alte quote (anche fino a 3000 m) e possono mescolarsi con le perturbazioni che poi si scaricano in altri luoghi, dando luogo a piogge che sporcano di sabbia/polvere.

L'insieme delle azioni di sollevamento e trasporto delle polveri a opera del vento è chiamata deflazione, le rocce vengono continuamente messe a nudo producendo depressioni oppure un abbassamento del suolo. Quando un suolo è soggetto a deflazione, rimangono in superficie solo i detriti più grossolani che il vento non riesce a portare via.

Forme di erosione[modifica]

Rocce a forma di fungo delle regioni desertiche[modifica]

Poiché la sabbia resta abbastanza bassa, spesso nelle regioni desertiche compaiono ammassi rocciosi erosi soprattutto nella parte bassa, che assomigliano vagamente a funghi. Questo è l'effetto della corrasione.

Forme di deposito[modifica]

Quando il vento perde intensità i clasti ricadono al suolo in tal modo si accumulano sul terreno e formano depositi eolici, le forme più tipiche di deposito eolico sono le dune, rilievi di materiale sabbioso costruiti dal vento. Si possono distinguere in dune attive o inattive.

Duna[modifica]

La duna è un accumulo di sabbia di origine eolica, ed è continuamente modellata dal vento (a meno che non sia stabilizzata dalla vegetazione). La forma più comune è la duna a barcana, una duna a mezza luna (se vista dall'alto), con il lato sopravento (da dove giunge il vento) meno ripido e quello sottovento più ripido.

Anche lungo le coste sabbiose si possono formare dune, spesso stabilizzate dalla vegetazione.

Le dune attive sono continuamente in via di modellamento, perché prive di una copertura vegetale in grado di proteggerle dalla deflazione eolica. Esse si spostano secondo la direzione del vento: il movimento coinvolge le singole particelle di sabbia, che rotolano lungo il lato sopravento e precipitano oltre la cresta, inducendo nel loro insieme dell'intero rilievo.

Le dune inattive sono invece ricoperte da una coltre vegetale che contribuisce a stabilizzare, esse si sono originate infatti come dune mobili sovente in periodi caratterizzati da clima più arido; successivamente l'aumento delle precipitazioni, favorendo la nascita della vegetazione. La stabilizzazione della duna può anche essere dovuta dall'azione dell'uomo, interessato a recuperare all'uso il rilievo o a impedire che il cumulo di sabbia in movimento seppellisca terreni coltivati o manufatti.

Duna a mezzaluna (barcana)[modifica]

È la tipica duna a forma di mezzaluna con un lato meno ripido (da dove soffia il vento) e un lato più ripido.

Duna a parabola[modifica]

È una duna che si può formare lungo la costa per la vegetazione cresce sulle zone laterali più basse mentre il vento spinge in avanti la zona centrale più alta (nella barcana invece è il contrario).

Depositi di Loess[modifica]

Al termine dell'ultima glaciazione, in alcune zone i venti hanno accumulato le polveri erose dai ghiacciai, formando i cosiddetti depositi di loess (formati da polveri di limo e argilla), che nel tempo si sono ossidati assumento colori rosso-giallastri.