I Diritti nella Sfera Individuale

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lezione
I Diritti nella Sfera Individuale
Tipo di risorsa Tipo: lezione
Materia di appartenenza Materia: Diritto pubblico generale
Avanzamento Avanzamento: lezione completa al 100%.

I Diritti nella Sfera Individuale comprende varie libertà come l' Habeas Corpus cioè la libertà della persona fisica, la libertà di domicilio, la libertà di comunicazione tra persone e di circolazione. Tutte queste libertà sono collegate tra loro e si rafforzano l'una con l'altra però ogni libertà ha una propria tutela ecco perché è fondamentale saper capire con quale libertà si ha a che fare.

La Libertà Personale (Articolo 13 della Costituzione)[modifica]

La Libertà Personale, disciplinata dall'articolo 13 della Costituzione, coincide con l' Habeas Corpus cioè la libertà dagli arresti. Il nucleo essenziale quindi è la libertà fisica. Nella prassi giurisprudenziale, però, si è avuto un ampliamento della nozione di libertà personale. Non solo garanzia dagli arresti ma anche dalle altre forme di limitazione fisica dell'individuo come la detenzione, l'ispezione e la perquisizione personale. La Corte Costituzionale ha inserito tra le misure lesive della libertà anche l'ammonizione, il c.d. soggiorno cautelare cioè le misure di prevenzione, l'obbligo di comparire nell'ufficio della polizia.

Per tutelare la libertà personale la Costituzione ha usato i due strumenti di tutela più forte a sua disposizione e cioè la riserva di legge e la riserva di giurisdizione. Inoltre all'articolo 111 Costituzione si sancisce che i provvedimenti giurisdizione che incidono sulla libertà personale possono essere sempre ammessi a ricorso alla Corte di Cassazione. Al comma 3, dell'articolo 13 della Costituzione, vi è una eccezione in casi di necessità ed urgenza, indicati tassativamente dalla legge, che permette all'autorità di pubblica sicurezza di adottare un provvedimento provvisorio che deve essere comunicato all'autorità giudiziaria entro 48 ore e da questo convalidata nelle 48 ore successive. Se non confermati si intendono revocati e restano privi di ogni effetto.

La riserva di legge opera anche per l'individuazione del tipo di restrizioni a cui si può sottoporre la libertà personale. Diversi sono però i principi costituzionali che operano a questo proposito:

  • Divieto di ogni violenza fisica e morale sulle persone sottoposte a restrizione (comma 4 dell'articolo 13 della Costituzione).
  • Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato (comma 3 dell'articolo 27 della Costituzione).
  • Esclusione della pena di morte a seguito della definitiva cancellazione dall'articolo 27 della Costituzione con la legge costituzionale n. 1/2007.
  • La Corte Costituzionale ha allargato il giudizio di ragionevolezza anche alla misura delle pene cioè alla proporzione che deve sussistere tra gravità della pena e gravità del reato.

I Trattamenti Sanitari Obbligatori[modifica]

Per Trattamento Sanitario Obbligatorio si intende ogni tipo di attività diagnostica o terapeutica imposta all'individuo. La differenza con gli accertamenti coercitivi che ricadono nella tutela della libertà personale è tenue ed è collegato essenzialmente alla differenza di finalità. Se il trattamento è rivolto alla ricerca della prova del reato o alla difesa sociale dalla commissione di futuri reati si ricade nell'articolo 13 della Costituzione. Se invece è ispirato a finalità sanitarie si ricade sotto la tutela dell'articolo 32 della Costituzione dedicata alla tutela della salute. Vari tentativi sono stati fatti per allargare la nozione di trattamento sanitario obbligatorio in modo da far rientrare nella copertura costituzionale anche la prova spirometrica (il palloncino dell'alcool test) e l'obbligo di indossare il casco. I giudici hanno respinto questi tentativi così come quelle delle strutture sanitarie di ritenere indispensabili trattamenti come le trasfusioni di sangue. L'obbligo di legge di sottoporsi a trattamento medico deve essere motivato esclusivamente da esigenze di salute pubblica e non salute individuale.

La Libertà di Domicilio (Articolo 14 della Costituzione)[modifica]

Il Domicilio è la proiezione spaziale della persona. Il comma 2 dell'articolo 14 della Costituzione estende al domicilio le garanzie prescritte per la libertà personale. In relazione al domicilio vi sono due differenti nozioni. Una data dal codice civile che fissa il domicilio di una persona nel luogo in cui essa ha stabilito la sede principale dei suoi affari e interessi e la distingue dalla residenza che è il luogo dove risiede abitualmente. Entrambi possono quindi divergere ma sono caratterizzati dall'unicità potendo una persona eleggere un singolo domicilio e una singola residenza. La dimora è invece è una realtà di fatto che indica il luogo dove la persona soggiorna occasionalmente. Per il diritto penale il domicilio è l'abitazione e ogni altro luogo di privata dimora nonché le appartenenze di essa ed è proprio questa la nozione propria anche della Costituzione. Tuttavia la Corte Costituzionale ha inteso allargare la nozione per includere anche ambiti estranei e quindi è domicilio qualsiasi spazio isolato dall'ambiente esterno di cui il privato disponga legittimamente incluso il bagagliaio di un automobile.

Come la libertà personale anche il domicilio è inviolabile e vi si estendono le stesse garanzie viste per la libertà personale ossia riserva di legge assoluta e riserva di giurisdizione per gli atti di ispezione, perquisizione e sequestro. L'ispezione serve ad accertare tracce e effetti materiali del reato, la perquisizione serve a ricercare tracce del corpo di reato o di cose attinenti al reato e è preordinata al sequestro di essi tanto è vero che se la perquisizione riguarda una cosa specifica l'autorità può anche invitare a consegnarla e la consegna impedisce la perquisizione. Come per la libertà personale anche qui l'autorità di pubblica sicurezza può procedere in casi eccezionali (flagranza di reato, evasione e altri motivi d'urgenza), a ispezioni, perquisizioni, sequestri senza autorizzazione dell'autorità giudiziaria ma rispettando i termini e la convalida che abbiamo visto per la libertà personale.

Il comma 3 dell'articolo 14 della Costituzione ammette eccezioni alla disciplina generale appena detta. Ma le eccezioni hanno limiti di oggetto (solo accertamenti, ispezioni e non perquisizioni e sequestro) e sono coperte da una riserva di legge rinforzata per contenuto infatti la legge le può consentire per motivi di sanità e incolumità pubblica o per fini economici e fiscali. Con questi fini, quando la legge lo consente, l'autorità amministrativa può accedere nel domicilio per accertare lo stato dei luoghi o esaminare la documentazione conservata senza la previa autorizzazione del giudice (o la successiva convalida).

La Libertà di Corrispondenza e Comunicazione (Articolo 15 della Costituzione)[modifica]

L'articolo 15 della Costituzione tutela la Libertà di Corrispondenza e Comunicazione. La libertà di comunicazione tutela l'espressione del proprio pensiero che è intenzionalmente non manifesta ma riservata. È la segretezza è perciò l'elemento che caratterizza la comunicazione. Dal 1993, a seguito della modifica del comma 4 dell'articolo 616 del Codice Penale, è stata prevista anche la libertà di corrispondenza. Per corrispondenza si intende quella epistolare, telegrafica, telefonica, informatica o telematica ovvero effettuata con ogni altra forma di comunicazione a distanza. Con la norma penale viene punito sia chi prende cognizione del contenuto di una corrispondenza chiusa per violarne la segretezza o distruggerla.

La libertà e la segretezza della corrispondenza sono tutelate con il solito doppio meccanismo della riserva di legge e della riserva di giurisdizione. Per il sequestro della posta richiede che esso sia disposto dall'autorità giudiziaria, e solo il giudice può prendere cognizione del contenuto del materiale sequestrato non l'ufficiale di polizia che provvede materialmente al sequestro. L'unico potere della polizia, in caso di urgenza, è di ordinare al servizio postare di sospendere l'inoltro della corrispondenza ordine che perde efficacia se il pubblico ministero entro quarantotto ore non dispone il sequestro secondo le normali procedure. Per le intercettazioni telefoniche il pubblico ministero deve chiedere l'autorizzazione al giudice che l'accordo soltanto quando in relazione a delitti di particolare gravità vi siano gravi indizi di reato e l'intercettazione sia assolutamente indispensabile ai fini dell'indagine. Può comunque essere disposta solo per un periodo limitato di 15 giorni di volta in volta prorogabile. Ma la garanzia è nel fatto che se l'intercettazione siano state raccolte senza autorizzazione il loro risultato non può essere utilizzato nel processo e la relativa documentazione va distrutta.

Oggi il diritto alla libertà di corrispondenza e comunicazione è anche detto Diritto alla Riservatezza e comprende alla la tutela dei dati personali e in particolare dei dati sensibili quali dati personali che riguardano l'origine razziale ed etnica, le convinzioni religiose, filosofiche o di altro genere, le opinioni politiche, l'adesione a partiti, sindacati, associazioni od organizzazioni a carattere religioso, filosofico, politico o sindacale, nonché i dati personali idonei a rivelare lo stato di saluto e la vita sessuale. Solitamente questi dati sono protetti dal Garante della Privacy.

La Libertà di Circolazione e Soggiorno (Articolo 16 della Costituzione)[modifica]

Molto vicina alla libertà personale è la Libertà di Circolazione e Soggiorno disciplinata dall'articolo 16 della Costituzione. La differenza tra le due libertà sta nel carattere coercitivo e degradante della dignità umana che caratterizza la limitazione della libertà personale piuttosto che la libertà di circolazione e soggiorno. La libertà di circolazione comprende sia la libertà di espatrio sia la libertà di scelta del luogo di esercizio delle proprie attività economiche. Comprende la libertà di emigrazione espressamente sancita al comma 4 dell'articolo 35 della Costituzione. Il comma 2 dell'articolo 6 della Costituzione sottopone alla libertà di espatrio (cioè la libertà di uscire dal territorio della Repubblica e di rientrarvi) agli obblighi di legge che prevede l'obbligo di munirsi di documenti validi quali la carta d'identità "valida per l'espatrio" o il passaporto. Ottenere il passaporto è un diritto soggettivo infatti l'autorità amministrativa lo deve consegnare senza particolare apprezzamento discrezionale ma sulla base di un semplice accertamento che siano rispettati gli obblighi di natura familiare, di carattere militare o di collaborazione con la giustizia, previsti dalla legge. La libertà di scelta del luogo di esercizio delle proprie attività economiche è ormai potenziata ed estesa all'interno dell'Unione Europea dai principi di liberalizzazione del Tratto che prevede il Diritto di Stabilimento ossia la facoltà di scelta di ogni cittadino europeo del luogo in cui stabilire la propria attività lavorativa, professionale o imprenditoriale.

La libertà di circolazione e soggiorno è garantita ai cittadini da una riserva di legge rinforzata per contenuto ma non da riserva di giurisdizione. Le limitazioni devono essere stabiliti da legge in via generale per motivi di sanità o sicurezza. La Corte Costituzionale ha chiarito che in via generale sta a chiarire solo la riaffermazione del principio di eguaglianza e non comporta che i provvedimenti limitativi siano disposti per categoria di cittadini e non per i singoli. Inoltre ha dato una interpretazione estensiva della nozione di "sicurezza" che riguarda non solo l'incolumità fisica della persona (c.d. ordine pubblico in senso materiale) ma anche l'ordinato vivere civile comprensivo della pubblica moralità (c.d. ordine pubblico in senso ideale). I provvedimenti tipici che rientrano nelle limitazioni consentite sono i c.d. "cordoni sanitari". ma vi rientrano anche le misure restrittive disposte dalle forze di pubblica sicurezza in occasione di perquisizioni o "retate" estese ad interi blocchi di edifici. Invece non incidono sulla libertà di circolazione le norme che regolano o limitano l'uso delle strade per motivi di sicurezza o di protezione di altri interessi pubblici (esempio paesaggio, salute pubblica o centri storici) né le norme urbanistiche ed edilizie che restringono il diritto dell'individuo di scegliere il luogo in cui abitare. Neppure incidono su di essa le regole che sottopongono a condizione restrittive la concessione delle patenti di guida.