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Funzioni monotone

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Analisi matematica > Funzioni monotone

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Funzioni monotone
Tipo di risorsa Tipo: appunti
Materia di appartenenza Materia: Analisi matematica
Avanzamento Avanzamento: appunti completi al 75%

Si dice che una funzione f:A→ℝ è monotona

  • crescente quando f(x1)≤f(x2), ∀x1≤x2∈A
  • strettamente crescente quando f(x1)<f(x2), ∀x1<x2∈A
  • decrescente quando f(x1)≥f(x2), ∀x1≤x2∈A
  • strettamente decrescente quando f(x1)>f(x2), ∀x1<x2∈A


nota
Per indicare una funzione monotona crescente o decrescente, a volte scriveremo f↑ e f↓.


Esistenza del limite per le funzioni monotone

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Sia f:A→ℝ, f↑. Allora:

  1. x0∈D(A)∩]x0,+∞[ ∃limx→x0+f(x) e limx→x0+f(x)=infA∩]x0,+∞[f
  2. x0∈D(A)∩]−∞,x0[ ∃limx→x0−f(x) e limx→x0−f(x)=supA∩]−∞,x0[f
  3. +∞∈D(A) ∃limx→+∞f(x) e limx→+∞f(x)=supAf
  4. −∞∈D(A) ∃limx→−∞f(x) e limx→−∞f(x)=infAf

In conclusione: ogni funzione monotona ha limite in ogni punto del suo dominio.

Dimostrazione
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Dimostriamo solo la prima come titolo di esempio.
Supponiamo dapprima infA∩]x0,+∞[f=λ∈ℝ.
Per definizione di estremo inferiore, se λ è l'estremo inferiore, allora è il più grande dei minoranti (in f, non dimentichiamolo) di A∩]x0,+∞[. Dunque, se aggiungiamo qualcosa a λ, non è più un minorante e dunque esiste in A∩]x0,+∞[ un qualche valore che chiamiamo x′ tale che f(x′) sia minore di λ+ε, cioè

∀ε>0∃x′∈A∩]x0,+∞[ : f(x′)<λ+ε.

D'altra parte, per la monotonia (crescente) di f,

f(x)≤f(x′),∀x∈A∩]x0,+∞[,x≤x′ ed in particolare se x<x′. Conseguentemente
f(x)<λ+ε,∀x∈A∩]x0,+∞[,x<x′ e questo vale quindi, per ogni x tale che x0<x<x′.

D'altra parte, poiché λ=infA∩]x0,+∞[f, abbiamo che

λ≤f(x), ∀x∈A∩]x0,+∞[ e conseguentemente
λ−ε<f(x),∀x∈A∩]x0,+∞[.

Dunque abbiamo visto che f(x) è compresa tra λ−ε e λ+ε per degli opportuni x e sentiamo già odore di definizione di limite!
Infatti

∀ε>0∃δ>0 : λ−ε<f(x)<λ+ε, ∀x∈A,x∈]x0,x′[

Volendo trovare una definizione più simile a quella a cui siamo abituati, poniamo δ=x′−x0 (che è maggiore di zero) si ha

∀ε>0∃δ>0 : λ−ε<f(x)<λ+ε, ∀x∈A,x∈]x0,x0+δ[

che è la definizione di questo limite:

limx→x0+f(x)=λ=infA∩]x0,+∞[f



Se invece infA∩]x0,+∞[f=−∞, abbiamo che

∀y∈ℝ∃x′A∩]x0,+∞[ : f(x′)<y∈.

Poiché f è monotona crescente, si ha f(x)≤f(x′), ∀x<x′ (e naturalmente x∈A∩]x0,+∞[). Dunque, ponendo anche qui δ=x′−x0, abbiamo:

∀y∈ℝ∃δ>0 : f(x)<y, ∀x∈A,x∈]x0,x0+δ[

che è la definizione di questo limite:

limx→x0+f(x)=−∞=infA∩]x0,+∞[f
◻


Esempi conclusivi

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Esempio 1

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limx→∞ln⁡x=+∞

La funzione logaritmo è monotona crescente strettamente in quanto se x<x′∈A=ℝ+, si ha che y=ln⁡x<y′=ln⁡x′ perché ey<ey′,∀y<y′.

Dunque, per il Teorema visto prima, dovremmo avere limx→∞ln⁡x esiste ed è uguale al supℝ+ln.
d'altra parte, ln⁡en=n,∀n∈ℕ che diverge, dunque non ci può essere estremo superiore reale (visto che non converge) e supR+ln⁡=+∞. Dunque, per il precedente Teorema,

limx→∞ln⁡x=+∞

come si voleva dimostrare.

limx→0+ln⁡x=−∞

Per quanto visto prima, la funzione logaritmo è strettamente crescente, dunque ci aspettiamo che il limite che vogliamo dimostrare sia effettivamente −∞ (sempre per il Teorema).
Per il Teorema precedente, dovremmo avere limx→0+ln⁡x esiste ed è uguale al infℝ+ln. Ora, come abbiamo fatto prima, notiamo che ln⁡e−n=ln⁡1en=−n,∀n∈ℕ e siccome (an)=−n è una successione divergente a −∞, allora certamente infℝ+ln sarà anche lui −∞. Dunque, per il Teorema precedente, limx→0+ln⁡x=−∞.

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