Fatto illecito

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lezione
Fatto illecito
Tipo di risorsa Tipo: lezione
Materia di appartenenza Materia: Diritto privato




Il fatto illecito si può definire come il danno conseguente ad una condotta illecita.

Tra il danneggiato e il responsabile della condotta illecita non vi è alcun rapporto contrattuale o, qualora questo vi sia, non è collegato all'evento dannoso.

Diritto romano[modifica]

La lex Aquilia[modifica]

A prescindere dalle varie figure di delictum che rientravano nella tutela penale, lo ius civile conosceva alcune figure di danneggiamento che trovavano tutela in sede civile: si parla della cd. iniuria e del conseguente damnum iniuria datum.
La disciplina del damnum si trova nella Lex Aquilia (287 a.C.), la prima legge scritta in materia di risarcimento del danno: in primo luogo, impose di ragguagliare il valore del risarcimento all'ultimo prezzo più alto raggiunto dal bene nel mese precedente, e poi richiese che tra il damnum e il factus vi fosse un nesso di causalità.

L‘actio legis Aquiliae era concessa contro il danneggiatore che doveva risarcire il duplum se si provava la colpa, nonché il damnum (effettiva lesione) e l'iniuria (antigiuridicità).

Per la responsabilità, era sufficiente anche la culpa laevissima, aggravando così la posizione del danneggiante. Si legge infatti nelle fonti che la plebe romana fu contenta quando Aquilio Gallo (tribuno romano) emanò questa legge.

Generalmente, è detta iniuria tutto ciò che "accade contro il diritto", specialmente "gli insulti pronunciati per disprezzare, le offese e le altre iniquità e ingiustizie che i Greci chiamavano αδιχεμα".

Diritto italiano[modifica]

Definizione[modifica]

  • Articolo 2043 del codice civile: Risarcimento per fatto illecito - Qualunque fatto doloso o colposo, che cagiona ad altri un danno ingiusto, obbliga colui che ha commesso il fatto a risarcire il danno.

L'art. 2043 del codice civile fonda l'obbligo, per chiunque abbia provocato col proprio fatto illecito, colposo o doloso, un danno ingiusto a risarcire il danneggiato. Di regola si individua quindi nel fatto illecito un elemento soggettivo, che consiste nella volontarietà o meno dell'azione (o condotta), e uno oggettivo.

L'art. 2043 è anche meglio conosciuto come "illecito civile" ed è direttamente collegato con altri articoli del codice civile quali 1223 (risarcimento del danno) e 2056 (valutazione del danno ingiusto).

Esempi[modifica]

Ad esempio, sono fatti illeciti:


Elemento soggettivo[modifica]

Si avrà un fatto doloso quando il danno è voluto, come effetto della propria azione, o comunque si accetta l'eventualità che si verifichino conseguenze dannose, anche se non sono l'obiettivo primario dell'atto (dolo eventuale, ad es. si fa scoppiare una bomba sotto un monumento di notte, sapendo che è possibile che qualcuno passi nelle vicinanze, ma volendo prima di tutto danneggiare il monumento).

Il fatto è colposo quando deriva da una negligenza, imprudenza o imperizia (es. guidando la vettura per distrazione, o perché non si conosce la tecnica di guida) o per inosservanza di leggi, regolamenti, usi o discipline.

Elemento oggettivo[modifica]

Si compone di comportamento ingiusto, evento dannoso e nesso di causalità.

Comportamento ingiusto[modifica]

È l'azione umana illecita cioè contraria a norme dell'ordinamento giuridico. L'atto illecito è atipico, nel senso che ogni violazione di una norma imperativa, che non può essere derogata, che procuri un danno ad altri, va risarcita (principio del neminem laedere)tramite l'applicazione degli artt 1223 e 2056.

Evento dannoso[modifica]

È il pregiudizio subito dal soggetto diverso da quello che ha tenuto la condotta. Può essere un danno economico, sotto le specie di danno emergente (spese sostenute in conseguenza del danno) e lucro cessante (mancato guadagno, che il danneggiato avrebbe ottenuto con sicurezza o buona probabilità, se non si fosse verificato il fatto dannoso), oppure danno non economico. La giurisprudenza più recente comprende in questa voce anche il danno biologico e quello esistenziale, di regola ritenuti un'unica voce di danno, come lesione dell'integrità psico-fisica e delle abitudini di vita del danneggiato. Viene risarcito con valutazione equitativa dal giudice.

L'art. 2059 c.c. prevede che il danno non patrimoniale sia risarcito solo nei casi previsti dalla legge; la norma viene interpretata nel senso di riconoscere il danno morale (patimenti, sofferenze) solo quando il fatto illecito civile è anche punibile come reato, ma è aperta la discussione circa la differenza tra danno morale e danno esistenziale o biologico.

Si parla di evento dannoso come danno ingiusto, cioè provocato non iure, perché esistono danni provocati secondo diritto, com'è il danno patito dal proprietario il cui terreno sia legittimamente espropriato dalla pubblica amministrazione. In questo caso non è dovuto un risarcimento, ma un indennizzo.

Nesso di causalità[modifica]

È il legame causa-effetto che deve legare la condotta con l'evento, nel senso che l'azione deve essere causa diretta ed immediata del danno. Viene escluso dal fatto altrui, dalla forza maggiore e dal caso fortuito.

Risarcimento[modifica]

L'obbligo di risarcimento è la conseguenza del fatto illecito, che genera un'obbligazione. Il termine di prescrizione, entro il quale il risarcimento deve essere richiesto, a pena di perdere tale diritto, è di cinque anni, secondo la legislazione italiana.

Il risarcimento è dovuto solo se esistono tutti gli elementi del fatto illecito, e se sono provati in giudizio dal danneggiato (il quale ha l'onere delle prova), a meno che si tratti di un caso di responsabilità oggettiva, (o meglio di colpa presunta) nel qual caso è il danneggiante ad avere l'onere della prova e quindi a dover provare di aver fatto tutto quanto a lui possibile per evitare il danno e che quindi il danno è avvenuto per cause a lui non imputabili. Al danneggiato basta provare la condotta, l'evento e il nesso di causalità.

Esistono due tipi di risarcimento: per equivalente (colui che ha commesso il danno deve pagare una somma di denaro che vada a sanare il pregiudizio subito dal danneggiato) e per forma specifica.

Il reintegro in forma specifica può essere a sua volta di due tipi: o un reintegro in forma specifica (cioè colui che ha arrecato il danno deve ripristinare la situazione materiale antecedente al pregiudizio) o un reintegro pecuniario in forma specifica (cioè colui che ha commesso il danno deve consegnare una somma di denaro al danneggiato tale che questi possa ripristinare la situazione materiale antecedente al pregiudizio).

Prescrizione[modifica]

Le obbligazioni da fatto illecito si prescrivono in cinque anni.