Commedia greca

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Commedia greca
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La parola greca komodía (κωμῳδία), composta di kômos (κῶμος), corteo festivo e odé (ᾠδή), canto, indica come questa forma di drammaturgia sia lo sviluppo in una forma compiuta delle antiche feste propiziatorie in onore delle divinità elleniche, con probabile riferimento ai culti dionisiaci.

La commedia greca[modifica]

La commedia assunse una struttura autonoma durante le feste e le fallofòrie dionisiache. La prima gara teatrale fra autori comici si svolse ad Atene nel 486 a.C. In altre città si erano sviluppate forme di spettacolo burlesche come le farse di Megara, composte di danze e scherzi, e simili spettacoli si svolgevano alla corte del tiranno Gerone in Sicilia, di cui non ci sono pervenuti i testi.

Secondo Aristotele, che nella Poetica attribuisce ai siciliani Formide ed Epicarmo i primi testi teatrali comici, la commedia siracusana precedette quella attica. Di Epicarmo ci restano pochi frammenti di un'opera comica (mimo).

Periodi della commedia greca[modifica]

A differenza della tragedia greca, che iniziò il suo declino negli anni immediatamente successivi alla morte di Euripide, il genere comico continuò successivamente a mantenere per molto tempo la propria vitalità, sopravvivendo fino alla metà del III secolo a.C., adattandosi ai cambiamenti politici, culturali e sociali. I commentatori antichi distinsero perciò tre fasi della commedia greca:

  1. Commedia antica
  2. Commedia di mezzo
  3. Commedia nuova

Con l'espressione commedia antica s'intende, secondo la suddivisione ideata dalla tradizione filologica alessandrina, la prima fase della commedia attica che va dalle origini fino al IV secolo a.C. che ha come massimo esponente Aristofane.

Secondo Aristotele la commedia deriva dal kômos, il corteo associato alle falloforie, feste particolari che si svolgevano per la semina ed il lavoro nei campi e alle ritualità simposiache. Essa Si divide in coro (che realmente potrebbe derivare dalle falloforie) e in parte dialogata (la cui origine è sconosciuta).

La commedia aveva inizialmente una funzione apotropaica, cioè scaccia sfortuna. Il termine commedia potrebbe derivare da kòmos (κῶμος), la "baldoria" simposiaca e dionisiaca, o da κώμη, che significa "villaggio". Nel primo caso il significato è giustificato dal fatto che la commedia finiva sempre con una vera e propria baldoria (matrimonio, vittoria dell'attore comico), nel secondo invece dal fatto che era sempre rappresentata nei villaggi, perché era considerato un genere letterario poco nobile.

Struttura[modifica]

La commedia nasce cinquant'anni dopo la tragedia, ma si afferma solo quando essa è già decaduta. Si divide in 6 parti:

  • prologo
  • parodos, cioè l'ingresso nel coro
  • agone, cioè l'introduzione del fulcro della narrazione
  • parabasi
  • episodi
  • korica

La commedia, a differenza della tragedia che si occupa del mito, ha maggiore vitalità perché prende spunto da argomenti quotidiani.

Note[modifica]


Bibliografia essenziale[modifica]

  • Mastromarco, Giuseppe, Introduzione a Aristofane - Roma - 1994
  • Albini, Umberto, Interpretazioni teatrali : da Eschilo ad Aristofane
  • Albini, Umberto, Riso alla greca : Aristofane o la fabbrica del comico
  • Russo, Carlo Ferdinando, Aristofane autore di teatro
  • AA. VV., Aristofane e la satira politica, in "Atti & Sipari", n. 0, 2007 (con contributi di Guido Paduano, Umberto Albini, Alessandro Grilli)