Visione stereoscopica

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lezione
Visione stereoscopica
Tipo di risorsa Tipo: lezione
Materia di appartenenza Materia: Fotogrammetria architettonica



Immagini di tre sfere fotografate in assenza di riferimenti prospettici

Visione stereoscopica[modifica]

In mancanza di riferimenti prospettici, per localizzare gli oggetti, il cervello fa ricorso alla visione binoculare ed alla triangolazione topografica, utilizzando come base la distanza interpupillare ed, angolo ad essa opposto, la convergenza degli assi ottici. Il nostro cervello, dunque, tramite gli occhi riceve due immagini prospettiche del mondo esterno e le analizza per punti. Per archiviare l'immagine di ciò che vediamo, dovremmo utilizzare due macchine fotografiche aventi le stesse caratteristiche ottico-geometriche dei nostri occhi, poste ad una distanza uguale alla distanza interpupillare. Osservando, separatamente ma contemporaneamente, sotto un angolo corrispondente a quello di ripresa, la fotografia di sinistra con l'occhio sinistro e quella di destra con l'occhio destro, il cervello potrebbe avere le stesse sensazioni di rilievo corrispondenti alla realtà. Tutto ciò è praticamente impossibile a causa del complesso funzionamento del nostro sistema visivo, ma possiamo ugualmente ottenere una immagine tridimensionale fotografando un qualsiasi oggetto da due punti di vista ed osservando, separatamente ma contemporaneamente, le due fotografie, rispettivamente con l'occhio destro e quello sinistro. La sensazione di profondità cosi ottenuta, risulterà diversa da quella reale, ma potrà essere variata secondo le esigenze di lettura dell'immagine. Chiameremo visione stereoscopica naturale o diretta la prima, e visione stereoscopica artificiale o indiretta quella ottenuta mediante l'osservazione delia coppia di fotogrammi.

Immagine tridimensionale[modifica]

Nelle immagini a destra, in alto, sono riportate le immagini di tre sfere, fotografate in assenza di riferimenti prospettici e posizionate nello spazio come mostra la foto centrale.
Variando la distanza di ripresa, avremo le tre fotografie poste in alto, in cui la sfera gialla appare come la più grande in quella di sinistra, uguale alle altre in quella centrale e la più piccola in quella di destra. In assenza di altre informazioni, non sarà mai possibile sapere quale delle tre immagini sia più affidabile per conoscere le dimensioni delle tre sfere.
Nelle foto poste in basso, le tre sfere sono state fotografate spostando lateralmente la macchina fotografica di circa 15 cm.
Osservando separatamente, ma contemporaneamente, la foto di sinistra con l'occhio sinistro e quella di destra con l'occhio destro, ci accorgiamo che la sfera centrale (gialla) è la più piccola e la più vicina a noi, mentre quella superiore (blu) è la più grande e la più lontana. Infatti, spostando la nostra attenzione (punto osservato) dalla sfera blu a quella gialla, la convergenza degli assi visuali aumenta ed il cervello, per esperienza, sa che, se durante l'osservazione di un oggetto, la convergenza degli assi visuali aumenta, ciò significa che l'oggetto stesso si avvicina.

Bibliografia[modifica]

Video[modifica]

Collegamenti esterni[modifica]