Tragedie greche sopravvissute

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Della grande produzione tragica dell'Atene democratica ci sono rimaste solamente alcune tragedie di tre autori: Eschilo, Sofocle ed Euripide. Poco o nulla si sa della veste che i romani dovettero dare alla tragedia greca se non che dovesse ricalcarne da vicino il modello. L'unica fonte romana sicura è Seneca, che però accentuò l'aspetto dell'orrore e della violenza, pur evitando di rappresentare le scene cruente sulla scena.

Eschilo[modifica]

Eschilo

Di Eschilo sono noti i titoli di settantanove opere, fra tragedie e drammi satireschi; di queste ne sopravvivono sette, fra cui l'unica trilogia completa pervenutaci dall'antichità, l'Orestea, e alcuni frammenti papiracei. Da notare che tutte le tragedie di Eschilo facevano parte di una trilogia, che, tranne in un caso, è andata perduta.

Sofocle[modifica]

Sofocle

Su circa centotrenta fra tragedie e drammi satireschi, di Sofocle ci restano sette tragedie:

Infine possediamo cospicui brani di un dramma satiresco: i Cercatori di tracce (Ἰχνευταί/Ikhneutaí).

Euripide[modifica]

Euripide

Di Euripide si conoscono novantadue drammi; sopravvivono diciotto tragedie di cui una, il Reso, è generalmente considerata spuria, e un dramma satiresco, il Ciclope.

I drammi superstiti sono: