Sistemi elettorali

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lezione
Sistemi elettorali
Tipo di risorsa Tipo: lezione
Materia di appartenenza Materia: Diritto costituzionale


Nella legislazione elettorale confluiscono tre componenti: le norme sulla cittadinanza politica (elettorato attivo); le regole sul sistema elettorale; la legislazione elettorale di contorno.

(Art.48 Cost.) Sono elettori (attivi) tutti i cittadini uomini e donne che hanno raggiunto la maggiore età; è fondamentale pertanto essere cittadini italiani e maggiorenni, anche se per l’elezione del Senato bisogna aver compiuto 25 anni. Il voto è personale, eguale, libero, segreto ed è dovere civico. L’elettorato passivo consiste nella capacità di essere eletto; tutti gli elettori sono eleggibili, di massima, anche se per la Camera in effetti bisogna aver compiuto 25 anni, al Senato 40 e in ogni caso si perde l’elettorato passivo quando viene meno anche quello attivo.

Per ineleggibilità si intende un impedimento giuridico a costituire un valido rapporto elettorale per chi si trova nelle condizioni ostative previste dalla legge. Essa garantisce la libertà di voto e la parità tra i candidati. Le cause di ineleggibilità determinano la nullità della stessa elezione, se esse sopraggiungono nel corso del mandato si dicono ineleggibilità sopravvenute e comportano la decadenza dalla carica.

Quindi un soggetto (es. un presidente della giunta provinciale; un sindaco di un comune con più di 20.000 abitanti; un capo della polizia; ecc.) non ha la facoltà di candidarsi per la elezione della Camera dei deputati, questo per il semplice motivo che una tale posizione di supremazia potrebbe essere utilizzata dal soggetto sopracitato per sfruttare tale consenso elettorale nell'ambito della comunità locale; è per questo che, mediante l'importante impedimento giuridico della ineleggibilità, si rispetta la parità dei candidati.

Per incompatibilità si intende invece una situazione giuridica in cui un soggetto non può cumulare la funzione di parlamentare con un’altra carica. Essa mira a garantire l’imparzialità delle funzioni elettive, eliminando conflitti di interessi.

Le cause di incompatibilità producono la decadenza del titolare di quella carica, ma possono essere rimosse mediante l’opzione di una delle due cariche da parte dell’interessato (es. deputato-senatore, Pdr-altre cariche, parlamentare-CSM, …)

In altre parole un soggetto che ricopre già una carica istituzionale può certamente candidarsi per un'altra carica altrettanto istituzionale, ma poi, se viene eletto, deve scegliere tra le due: superando così, allegramente, l'impasse.

Va inoltre distinta l’incapacità elettorale passiva, che discende dalle stesse cause per cui viene meno l’elettorato attivo, e impedisce la stessa iscrizione alle liste elettorali da parte dell’interessato.

Il sistema elettorale è un sistema di regole giuridiche capaci di trasformare i voti in seggi ogni livello di potere ha un suo sistema elettorale. Il voto è uguale, segreto, libero dei cittadini facenti parti del corpo elettorale. I sistemi si dividono in 2 famiglie: proporzionale e maggioritario.

Il sistema elettorale proporzionale è in grado di rappresentare tutti gli interessi presenti in una società. Vigeva all’indomani del conflitto bellico: irrobustisce l’ordinamento parlamentare ma indebolisce la governabilità, perche è difficile che un solo partito riesca a raggiungere la maggioranza assoluta cosicché la maggioranza per dar fiducia al Governo nasce da accordi post elettorali. La formula preferita è quella del pentapartito : DC, PSI, repubblicani, liberali e socialdemocratici. O partiti minori si vedono riconosciuti un potere inversamente proporzionale al loro peso elettorale, poiché ricattano la maggioranza. Nasce il consociativismo : una parte della maggioranza cerca aiuto nell’opposizione, cosicché il frutto della legislazione non porta il marchio netto della maggioranza (inoltre la conferenza dei presidenti deve decidere all’unanimità).

Il sistema maggioritario tendono a premiare chi abbia raggiunto una certa soglia di rappresentanza: the first past the post; vice colui che ha raggiunto la maggioranza dei voti; spesso si verifica un doppio turno e spesso sarà un ballottaggio (ordinamento francese o per l’elezione dei sindaci). Effetti positivi: si individua chi vince e chi perde, ovvero chi stara al governo e chi svolgerà il ruolo di controllo e sarà la minoranza, irrobustendo l’azione del governo.

Aspetti negativi: il maggioritario puro produce un deficit di maggioranza notevole, per questo non può essere usato in società divise da fratture perche si uscirebbe dal circuito statale pur di rivendicare i propri diritti. Si lega ad una base sociale omogenea in cui l’alternanza fra progressisti e conservatori sia consentita dalla condivisione di valori comuni (Inghilterra). Raramente le due tipologie trovano applicazione in modo assoluto, ma vengono accompagnate da correttivi, cioè accorgimenti tecnici la cui funzione è di mitigare gli effetti negativi, mantenendo l’elemento di positività di un sistema (nel proporzionale cera di stabilizzare l’azione dell’esecutivo, nel maggioritari di recuperare il deficit di rappresentanza). Proporzionale clausola di sbarramento : gli interessi saranno rappresentati se avranno raggiunto una certa massa criticaeffetto calamita dei partiti grossi e assembramento dei partiti minori—>parlamento più funzionale e governo più stabile.

Premio di maggioranza: assegnazione di un certo numero di seggi in più al vincitori della competizione il quale raggiunge una maggioranza più validagoverno più sostenuto (inoltre possono essere assegnati a soggetti fuori dalla competizione elettorale). Dall’inizio degli anni 90 con un referendum abrogativo si afferma il maggioritario corretto , nella competizione alcuni seggi vengono assegnati secondi il metodo proporzionale e vengono sottratti nel conteggio proporzionale i voti utili all’assegnazione di seggi secondo il maggioritario (scorporo). Ma si sono crete le liste civetta in modo da eliminare l’effetto sottrazione e amplificare il peso del partito.

Le tensioni tra le forze politiche tendono ad esasperarsi vanificando la governabilità apportata dal maggioritario, quindi si torna al proporzionale corretto con clausola di sbarramento e premio di maggioranza; è prevista l’indicazione nella scheda del primo ministro. Lega la figura del premier al voto popolare riducendo le prerogative del presidente della repubblica. Per la camera dei deputati abbiamo un conteggio di voti su base nazionale, chi vince prende il premio di maggioranza; per il senato si cerca di attribuire il premio di maggioranza su base regionale contando i voti regione per regione. La prima applicazione di questo sistema (porcellum) crea una schizofrenia di maggioranza fra le due camere durante il 2° governo prodi. Il bicameralismo perfetto diventa monocameralismo perché ciò che a fatica era approvato in senato era “obbligatoriamente” approvato nella camera. Bisogna probabilmente cambiare questo sistema elettorale.

I partiti politici per anni hanno consegnato una politica unica, ora non più (lega nord, movimenti per l’autonomia …).