Segregazione urbana in base alla razza

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lezione
Segregazione urbana in base alla razza
Tipo di risorsa Tipo: lezione
Materia di appartenenza Materia: Economia regionale e urbana
Avanzamento Avanzamento: lezione completa al 50%.

Le domande a cui questa risorsa vuole dare risposta sono le seguenti:

  1. Per quale motivo emergono equilibri di segregazione tra abitanti di diverse etnie (quartieri-ghetto)?

Prendiamo come modello una città con due quartieri, Q1 e Q2, e i due macro-gruppi immigrati e italiani , normalizzando dunque la popolazione a 1, come al solito.

Si supponga che i non immigrati non possano vivere tutti in un solo quartiere, cioè che nessuno dei due quartieri è grande abbastanza da ospitare tutta la popolazione autoctona. Inoltre, si assuma che i due quartieri siano della stessa dimensione, cioè metà della città.

Supponiamo che Q1 sia abitato prevalentemente da italiani, e che a causa di ciò essi subiscono un'esternalità sociali quantificabile in : razzismo, discriminazioni sul lavoro, ostilità diffusa, ecc.

Sia il reddito; il costo delle abitazioni nel quartiere ; l'esternalità sociale del gruppo proporzionale alla quota di immigrati nel quartiere ; la preferenza per il quartiere 1 degli individui gruppo sociale . Quest'ultima non è uguale per tutti gli individui, ma si distribuisce in modo simmetrico attorno a alla media 0 con funzione di ripartizione che è la stessa sia per gli italiani che per gli stranieri. L'utilità degli abitanti nel quartiere 1 è . Quella degli abitanti del quartiere 2 è .

Si noti subito che, nel modello, per la popolazione autoctona la presenza degli immigrati è un'esternalità negativa, rappresenta una disutilità, mentre per gli immigrato è l'esatto contrario.

Equilibrio misto[modifica]

Nessuna barriera per gli immigrati[modifica]

Supponiamo che e che . Si deve avere equilibrio per entrambi i quartieri, cioè: . Risolviamo il sistema: . Secondo le ipotesi , dunque si ha:

Indichiamo i due valori di d'equilibrio come e , e dato che sono uguali, indichiamo il valore d'equilibrio . Abbiamo detto prima che non tutti gli individui hanno un valore di , cioè il valore medio, ma questi si distribuiscono secondo la funzione di ripartizione . La condizione di equilibrio spaziale dice che tutti gli individui con preferiscono vivere nel quartiere 1, e viceversa. Quelli che hanno il valore sono indifferenti e vivono al confine tra i due quartieri.

Se ipotizziamo un differenziale positivo, allora si ha e questo implica che (essendo la popolazione normalizzata a 1) voglia vivere nel quartiere 2, visto che ha , mentre voglia vivere nel quartiere 1, visto che ha . In altri termini, con non si ha affatto un equilibrio misto, ma uno sbilanciamento in favore del quartiere 2.

Se poniamo invece il differenziale nullo, allora ovviamente e la popolazione si distribuisce in modo indifferente in entrambi i quartieri.

Barriera per gli immigrati[modifica]

Ipotizziamo ora . Si deve avere ancora equilibrio per entrambi i quartieri, cioè: . Risolviamo il sistema: . Secondo le ipotesi , dunque si ha

.

I valori di d'equilibrio sono ora diversi a seconda dell'etnia: per gli italiani e per gli immigrati. Se allora il quartiere 1 è preferito in maggior misura dagli italiani che dagli immigrati. Vediamolo analiticamente.

Gli immigrati in sono quelli che hanno un , dunque sono . Gli immigrati in sono quelli che hanno un , dunque sono . Seguendo lo stesso ragionamento fatto in precedenza, notiamo che la quota di immigrati è sempre maggiore di quella , visto che e ovviamente . Dunque non si ha affatto un equilibrio misto, con ancora uno sbilanciamento a favore del quartiere 2, cioè "il ghetto".


Segregazione degli immigrati nel ghetto[modifica]

Battezziamo il quartiere 2 come ghetto. Sia avrà segregazione degli immigrati nel ghetto se , ricordando infatti che ogni quartiere (tra cui anche il ghetto) è grande metà città dunque la densità di immigrati in un quartiere è . Per le premesse fatte inizialmente, nessun quartiere può contenere per intero gli italiani; perciò parte di essi vivrà comunque anche nel ghetto.

Al confine, la condizione di indifferenza è . Dal momento che nel quartiere 1 non abita nessun povero (in una situazione di equilibrio di segregazione), e e dunque e infine

Gli italiani con un vorranno vivere nel ghetto, mentre quelli con un esigeranno di vivere nel quartiere 1. Dunque gli italiani che vorranno vivere nel quartiere 1 sono . Se gli immigrati sono segregati nel ghetto, allora nel Q1 vivono solo italiani; siccome abbiamo ipotizzato una città divisa in due quartieri di eguali dimensioni, allora il quartiere 1 offre la metà delle case disponibili in città, cioè è in grado di ospitare metà della popolazione cittadina. Di conseguenza si ha che si sviluppa in da cui si ricava . Combinando i risultati con l'equazione si ottiene .

Per avere totale segregazione degli immigrati nel ghetto, deve aversi che anche l'immigrato con la più alta preferenza per il quartiere 1 deve comunque preferire di rimanere nel ghetto. Cioè . Sviluppando: . Sostituendo con i risultati ottenuti sopra si ha il risultato finale cioè:

Dunque la segregazione nel ghetto è tanto più probabile quanto è alta e alti sono gli spillover sociali e . Naturalmente deve essere finito.


Modello generico di equilibrio[modifica]

Qualora la condizione in precedenza vista non si verifica, si avrà sempre che qualche immigrato tra quelli con la preferenza maggiore per il quartiere 1 ci andrà a vivere.














Note[modifica]