Ripresa stereofotogrammetrica

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lezione
Ripresa stereofotogrammetrica
Tipo di risorsa Tipo: lezione
Materia di appartenenza Materia: Fotogrammetria architettonica
Schema di ripresa stereofotogrammetrica

Ripresa stereofotogrammetrica[modifica]

Una modifica, che chiunque apporterebbe al metodo Cappeller, viene dall'impiego della ripresa fotografica per ottenere le due prospettive.
Indubbiamente i vantaggi, derivanti dall'introduzione delia fotografia, non sono trascurabili (basti pensare alia rapidità con cui possono essere effettuate le operazioni di ripresa), ma diventa meno semplice controllare gli errori che si commettono nella ricostruzione dei fasci di raggi determinanti le due prospettive.
È consolante sapere che la maggior parte di questi errori è di tipo sistematico, ciò che possiamo considerare il "fiore all'occhiello" del rilievo stereofotogrammetrico.
Sul piano teorico, con l'introduzione delia fotografia, il metodo Cappeller non subisce sostanziali modifiche. Per fissare le due prospettive è possibile utilizzare una o due macchine fotografiche, ma è importante che sia:

  • sufficientemente piana la superficie sensibile;
  • noto, rispetto ad essa, l'orientamento dell'asse ottico dell'obiettivo;
  • individuato, con sufficiente precisione, il punto intersezione di detto asse con la superficie stessa (punto principale);
  • nota la distanza del centro di proiezione dalla superficie sensibile (distanza principale);
  • visibile, su ogni fotogramma, il sistema di riferimento avente come origine ii punto principale;
  • nota, rispetto ad un riferimento assoluto, la posizione del centro di proiezione di una delle macchine fotografiche e, quindi, l'orientamento del relativo asse ottico;
  • nota la,posizione del centro di proiezione, (e quindi, l'orientamento dell'asse ottico relativo) reciprocamente di una macchina rispetto all'altra;
  • nota la base, cioè la distanza fra i centri di proiezione.

Le condizioni sopra elencate, in pratica, ci consentono di conoscere:

  • l'orientamento interno di ciascun fascio di raggi, proiettante l'immagine, rispetto alla superficie sensibile;
  • l'orientamento esterno di uno dei fasci rispetto ad un riferimento assoluto;
  • l'orientamento relativo di ciascun fascio rispetto all'altro;
  • la base.

Nella pratica operativa non saremo mai in grado di conoscere con assoluta precisione questi elementi, ma, sulla base delle esigenze di rilievo, sarà importante stabilire il grado di precisione con cui essi devono essere determinati. Il committente del rilievo fotogrammetrico, abituato a chiedere un rilievo, il più preciso possibile, deve comprendere che una elevata precisione è conseguibile solo con:

  • apparecchiature sofisticate;
  • personale altamente qualificato;
  • tempi tecnici lunghi.

Tutto ciò determina costi eccessivamente elevati ed, il più delle volte, sproporzionati rispetto agli scopi cui il rilievo è destinato.

L'immagine, fornita dalia macchina fotografica, viene proiettata capovolta e, per utilizzarla nel metodo Cappeller, occorre farla ruotare di 180° intorno all'asse di proiezione, osservandola dalla parte del supporto trasparente, se si tratta di negativo o di diapositiva, e dalla parte dello strato sensibile se è stata stampata per contatto o per ingrandimento (v. figura).

Bibliografia[modifica]

Video[modifica]

Filmato audio Il rilievo dell'architettura, su YouTube.

Collegamenti esterni[modifica]