Rimanenze di titoli

Da Wikiversità, l'apprendimento libero.
Jump to navigation Jump to search
lezione
Rimanenze di titoli
Tipo di risorsa Tipo: lezione
Materia di appartenenza Materia: Bilancio

Fra le rimanenze di esercizio sono da considerare anche i titoli, facenti parte del capitale circolante, che al termine del periodo amministrativo sono nel nostro portafogli. Pertanto, i titoli immobilizzati non sono considerati rimanenze di esercizio, e come tali non sono soggetti a rettifiche.

Come nel caso delle giacenze di magazzino, anche in questo caso il criterio da utilizzare è quello fra il minore fra il costo del titolo e il valore di mercato. Se il conto acceso ai titoli funziona a "costi e costi", il saldo consiste già nella valutazione al costo, e se il costo è inferiore al valore di mercato, il conto va chiuso fra le attività dello stato patrimoniale. Per quanto riguarda i titoli a reddito fisso, la valutazione del costo va fatta a corso secco e non a corso tel quel.

Modalità di rilevazione[modifica]

Il conto titoli può essere gestito in tre modi:

  • a costi e costi: è la metodologia più frequente, e consiste nel funzionamento del conto in modo del tutto simile ai conti accesi alle immobilizzazioni. In dare/+ si scrive il costo di acquisto, mentre in avere/- provvederemo a registrare la vendita utilizzando lo stesso costo (ecco perché "costi e costi": sia in dare che in avere si iscrive il costo e non anche il ricavo, cioè il prezzo di vendita). Gli utili o le perdite derivanti dall'operazione vengono inserite in un apposito conto (minusvalenza/plusvalenza da realizzo titoli) e contestualmente all'operazione di vendita; in questo modo non è necessario aspettare la fine dell'esercizio per effettuare i calcoli da cui derivano minusvalenze o plusvalenze, come avviene invece per il conto a costi ricavi e rimanenze.
  • a costi, ricavi e rimanenze: all'interno di questo conto bifase vengono inserite le rimanenze iniziali, i costi di acquisto, i ricavi di vendita e le rimanenze finali derivanti dalla negoziazione dei titoli; gli utili e le perdite da essa derivanti però non sono chiaramente distinti così che solo a fine esercizio si potrà effettuare una rettifica del saldo del conto evidenziando così l'utile o la perdita lorda sulle operazioni in titoli. Tale saldo viene poi chiuso a conto economico;
  • a costi, ricavi e rimanenze con quattro conti monofase: come dice il nome, consiste nell'utilizzo di quattro conti monofase, denominati "Titoli c/acquisti", "Titoli c/vendite", "Titoli c/rimanenze iniziali" e "Titoli c/rimanenze finali", in modo analogo a quanto avviene per le merci, e il cui saldo finisce a conto economico.

Valutazione a costo[modifica]

Vediamo ora in breve come funzionano le rettifiche relative ai titoli del capitale circolante. Nel nostro esempio considereremo dapprima una valutazione al costo (che avremo giudicato inferiore al valore di mercato), mediante l'utilizzo di un conto "a costi e costi". In questo caso non riscontriamo particolari problemi:

31.12.200X
dare
a
avere
+
-
Titoli Stato patrimoniale di chiusura X X

L'anno successivo riapriamo i conti:

01.01.200X+1
dare
a
avere
+
-
Titoli Stato patrimoniale di apertura X X

Valutazione a prezzi di mercato[modifica]

In questo caso il valore di mercato è inferiore al costo. Pertanto, per il principio di prudenza, dovremo considerare l'eventualità che tale minor valore non venga recuperato, costituendo un apposito fondo di svalutazione. Consideriamo il caso in cui il costo sia di 5 000, mentre il valore di mercato è di 4 200.

31.12.200X
dare
a
avere
+
-
Svalutazione titoli (CE) Fondo svalutazione titoli (SP) 800 800
31.12.200X
dare
a
avere
+
-
Fondo svalutazione titoli (SP) Titoli (SP) 800 800

Adesso che abbiamo rettificato il conto titoli al valore di mercato, ne iscriviamo il saldo nello stato patrimoniale:

31.12.200X
dare
a
avere
+
-
Titoli Stato patrimoniale di chiusura 4 200 4 200

L'anno successivo riapriamo i conti:

01.01.200X+1
dare
a
avere
+
-
Titoli Stato patrimoniale di apertura 4 200 4 200