Restitutore digitale

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lezione
Restitutore digitale
Tipo di risorsa Tipo: lezione
Materia di appartenenza Materia: Fotogrammetria architettonica



Stereorestitutore fotogrammetrico digitale, idoneo alla consultazione del Catalogo fotogrammetrico on-line

Restitutore digitale[modifica]

Schema della visione stereoscopica con diverse distanze di osservazione

Il restitutore digitale è costituito da un computer e da un software capace di rilevare le coordinate dai fotogrammi e fornire le coordinate spaziali dei punti individuati dalla marca mobile. I dati rilevati possono essere elaborati per ottenere una rappresentazione, in tempo reale, del modello ottenuto con il rilievo. Con l'arrivo dell'immagine digitale, la restituzione fotogrammetrica è divenuta una tecnica alla portata di tutti e questo è, indubbiamente, il più grande vantaggio, soprattutto se di pensa alla possibilità si usufruire di immmagini e software presenti in rete. Nella foto riportata a lato, è possibile constatare la semplicità di un restitutore digitale, realizzato presso il laboratorio di fotogrammetria architettonica del Politecnico di Bari, costitutito da un computer e da uno stereoscopio a specchi applicato ad uno schermo panoramico. Spesso lo stereoscopio a specchi viene sostituito da occhiali elettronici 3D a cristalli liquidi, ma, a parte gli eventuali problemi connessi alla visione alternativa fornita dagli occhiali, il punto di osservazione non resta fisso ed il modello ottico subisce deformazioni nella terza dimensione.

StereoFot[modifica]

Presentazione di Stereofot al XVII convegno dell'ISPRS svoltosi a Washington nel 1992

Stereofot sta per stereofotogrammetria ed è il software utilizzato, per la restituzione on-line, dal Catalogo fotogrammetrico del laboratorio di fotogrammetria architettonica del Politecnico di Bari. Nato con il nome Pluto e scritto nel linguaggio HyperCard, il programma StereoFot è nato, quasi per gioco, negli anni '90, tra gli studenti della Facoltà d'Ingegneria di Bari, nel Corso di fotogrammetria architettonica e le sue schermate in bianco-nero indicano chiaramente la provenienza dal mondo dei videogiochi. Esso sfrutta le formule del caso normale utilizzate per il calcolo delle coordinate spaziali. Grazie all'interesse suscitato, fu presentato al XIV International Symposium del C.I.P.A.(Comité International de Photogrammétrie Architecturale), che si è tenuto a Delphi (Grecia) nell'ottobre 1991. Nel 1992, onde sottrarlo agli interessi economici e garantirne l'uso gratuito, fu registrato presso la Camera di Commercio di Bari. Successivamente per accogliere immagini a livello di grigio, fu riscritto nel linguaggio SuperCard e con l'arrivo di Internet, per l'utilizzo via rete, è stato trasferito nel linguaggio Java. La versione attuale utilizza Flash e consente anche la modellazione stereometrica, onde stimolare gli studenti a cimentarsi nella rappresentazione di interventi di restauro. Nella foto, riportata a destra, è riconoscibile il computer Apple Macintosh LC, dotato di visore e trasformato in restitutore digitale per la presentazione di StereoFot al XVII Congresso dell'ISPRS (International Society for Photogrammetry and Remote Sensing), svoltosi a Washington dal 6 al 14 agosto 1992.

La modellazione stereometrica[modifica]

coppia di fotogrammi di un modello ottenuto con la modellazione stereometrica

Alcuni programmi di modellazione consentono l'osservazione del modello, che si sta realizzando, oltre che nei classici tre piani delle proiezioni ortogonali, anche in finestre esterne, mediante rappresentazioni prospettiche, simultanee, da più punti di vista. Se si scelgono due punti di vista tali da consentire una visione stereoscopica del modello stesso, si parla di modellazione stereometrica quando, nel programma di modellazione si ricostrusce l'orientamento interno ed esterno della camera stereometrica, esistente nella ripresa che si va a restituire. L'immagine posta a destra, riporta una coppia di fotogrammi stereometrici del modello della chiesa di S. Antonio a Mola di Bari, frutto di una tesi di laurea, svolta presso il Politecnico di Bari. Il programma di modellazione utlizzato è stato Autodesk Maya, mentre la camera stereometrica ed il restitutore sono stati realizzati, dallo stesso laureando, rispettivamente con due fotocamere digitali ed un computer dotato di un secondo schermo. Il modello è stato ottenuto osservando allo stereoscopio la coppia di fotogrammi del rilievo e materializzando il modello ottico-tridimensionale con i rendering forniti dal software.

Bibliografia[modifica]

Video[modifica]

Filmato audio Il rilievo dell'architettura, su YouTube.

Collegamenti esterni[modifica]