Repubblica (dialogo)

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La Repubblica[modifica]

La Repubblica è un dialogo di Platone e riguarda il governo dello stato e in particolare il tema della giustizia.


Il mito della caverna[modifica]

Nella Repubblica è narrato il mito della caverna, un racconto metaforico con il quale Platone spiega la modalità di apprendimento delle varie conoscenze. Esso ha più valenze: epistemologica, ontologica, politica e pedagogica. Il mito è ambientato in una caverna dove alcune persone sono tenute prigioniere : hanno gambe e collo incatenati ad una sedia, sono costretti a fissare la parete di fronte a loro poiché non gli è possibile volgere lo sguardo. Avendo vissuto sempre lì, per loro la realtà è costituita dalle ombre che vedono sulla parete alle quali associano le voci che sentono, invece la verità è diversa: nella caverna c’è un fuoco che con la sua luce proietta sulla parete le ombre delle statue mentre le voci sono quelle dei portantini delle statue. Uno schiavo riesce a liberarsi e scopre la verità su quelle ombre; quando esce dalla caverna scopre le cose reali ed il sole.

«La liberazione dalle catene», continuai, «la conversione dalle ombre alle immagini e alla luce, l'ascesa dalla caverna sotterranea al sole, e qui la persistente incapacità di guardare gli esseri viventi, le piante e la luce del sole, le loro immagini divine riflesse nell'acqua e le ombre degli esseri reali, ma non più delle immagini proiettate da un'altra luce analoga a quella del sole: lo studio di tutte le arti che abbiamo passato in rassegna produce questo effetto e innalza la parte migliore dell'anima alla contemplazione della parte migliore dell'essere, come prima elevava il più acuto dei sensi corporei alla contemplazione dell'oggetto più luminoso nel mondo materiale e visibile».

Questo prigioniero che aveva compiuto l’ascesa dalla caverna sotterranea alla luce del sole, torna dai compagni per dire loro la verità ma alla fine lo uccidono.

«Via», dissi, «facciamo cinque. Dopo questo periodo dovrai far ridiscendere i tuoi discepoli in quella caverna e obbligarli a esercitare i comandi militari e tutte le cariche detenute dai giovani, affinché non siano inferiori agli altri per esperienza; e anche in questo campo bisogna metterli alla prova per vedere se, trascinati in ogni direzione, rimarranno fermi o si lasceranno smuovere un poco».

Questo mito può essere interpretato da più punti di vista:

  • POLITICO-MORALE → Chi ha la conoscenza ha il dovere di governare e di rendere consapevoli i cittadini, come aveva tentato Socrate che poi era stato ucciso perché la sua azione non era stata compresa.
  • PEDAGOGICO → Acquisire nuove conoscenze, diverse da quelle attuali, è difficile. Infatti vengono meno i punti di riferimento e bisogna adattarsi ad una nuova mentalità. Nel mito quando il prigioniero scopre cose nuove prova un fastidio agli occhi.
  • ONTOLOGICO → Ci sono delle realtà relative (la caverna), assolute ( l’ambiente esterno) e infine una realtà assoluta superiore che condiziona tutto (sole).
  • EPISTEMOLOGICO → Ci sono quattro tipi di conoscenza divisi in 2 gruppi:



conoscenza nel mito Modi di conoscere
EPISTEME (sapere stabile e sicuro) dentro la caverna noesis → intuizione (assiomi e nozioni)

per comprendere un concetto elementare non c’è dimostrazione e non lo si può dedurre

dianoia→ dimostrazione /ragionamento (teorema)


DOXA (opinione) fuori dalla caverna pistis → “fede, fiducia “

sapere non sicuro e non c’è spiegazione del perchè (rimedio della nonna)


eikasia → “icona” conoscenza delle immagini

rappresentazione del mito immagine che rappresenta il mito