Programma di Educazione musicale per le medie

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programma
Programma di Educazione musicale per le medie
Tipo di risorsa Tipo: programma
Materia di appartenenza Materia: Programmi scolastici italiani


EDUCAZIONE MUSICALE[modifica]

I - Indicazioni generali[modifica]

L'Educazione Musicale, mediante la conoscenza e la pratica della musica intesa come forma di linguaggio, contribuisce al pari delle altre discipline alla maturazione espressiva e comunicativa del preadolescente.

Il programma di questo insegnamento, analogamente a quello di educazione artistica, non è suddiviso in modo da distribuire i vari argomenti per anni di corso. Dal punto di vista didattico appare infatti inopportuna la previsione in rigida progressione delle molteplici attività che offre la disciplina musicale.

Sarà quindi necessario soffermarsi via via, a seconda delle situazioni concrete, più a lungo su determinati argomenti o su particolari esperienze espressive ed esecutive, tenuto conto del reale livello di maturazione della classe, dei gruppi, dei singoli alunni.

II - Finalità[modifica]

Primario obbiettivo dell'Educazione Musicale è promuove la partecipazione attiva del preadolescente all'esperienza della musica nel suo duplice aspetto di espressione - comunicazione (momento del "fare musica") e di ricezione (momento dell'"ascoltare". L'Educazione Musicale permette di coltivare e valorizzare una dotazione linguistica universale costitutiva delle personalità, educa all'uso di uno dei mezzi essenziali della comunicazione, quello sonoro e alla comprensione partecipativa dei maggiori patrimoni della civiltà, contribuisce all'affinamento del gusto estetico.

Presupposto del momento espressivo, sia di quello ricettivo, è l'educazione dell'orecchio musicale mediante la percezione e la memoria dei fatti sonori.

III - Indicazioni metodologiche[modifica]

La scelta dei contenuti avverrà secondo di criteri di rispondenza a particolari obiettivi didattici programmati dall'insegnante, in base alle esigenze delle diverse scolaresche. Infatti le indicazioni di contenuti sono date in funzioni di stimolo alle capacità elencate, e non come finalità, secondo un concetto di cultura intesa non come puro accumulo di dati e nomi. Attraverso concrete esperienze musicali, secondo i principi del metodo induttivo, si avranno acquisizioni di vario tipo: dal teorico al lessicale, dal grafico all'analitico.

L'insegnante potrà servirsi delle precedenti esperienze maturate dagli alunni nel loro ambiente, scolastico ed extra-scolastico, per condurli a percepire ed apprezzare i valori espressivo-linguistici della musica e le sue funzioni nella realtà contemporanea.

Il riferimento del fatto musicale all'autore, alla più ampia condizione umana e sociale, di cui il fatto stesso é espressione e testimonianza, apre l'educazione musicale a quella prospettiva interdisciplinare che le dà il suo significato più profondo.

Sarà opportuno che i diversi settori della materia (educazione dell'orecchio musicale, ascolto, apprendimento della notazione, pratica vocale e strumentale, creatività) siano trattati globalmente per favorirne il coordinamento, e non considerati momenti fra loro indipendenti.

La distribuzione degli argomenti nell'arco triennale è lasciata alla discrezionalità dell'insegnante che terrà conto delle specifiche situazioni scolastiche ed ambientali, in cui si troverà ad operare.

Gli stessi argomenti saranno utilmente ripresi da un anno all'altro, con ritorni critici che consentano l'approfondimento degli aspetti fondamentali del far musica.

Per uno sviluppo sistematico del programma e per una corretta verifica si consiglia l'uso del registratore, per le molteplici possibilità di tipo didattico offerte da tale sussidio.

IV - Sviluppo delle capacità e proposte di contenuti[modifica]

Educazione dell'orecchio musicale[modifica]

Capacità di discriminare e di memorizzare i fatti sonori, negli aspetti ritmico, melodico, armonico, timbrico, formale. Capacità di una corretta riproduzione del suono, soprattutto mediante la voce, di cui si curerà una adeguata impostazione.

Osservazione e analisi dei fenomeni acustici della realtà quotidiana (suoni e ritmi dell'ambiente naturale e umano con riferimento anche all'aspetto fonico del linguaggio verbale). Osservazione e analisi del suono nei suoi vari parametri (altezza, intensità, timbro, durata).

Riconoscimento di strumenti e voci attraverso il timbro: tale esperienza sarà utilmente arricchita dalla conoscenza visiva degli strumenti accompagnati dai cenni esplicativi sulla loro forma e struttura in funzione dell'emissione del suono.

Il senso ritmico verrà maturato non solo attraverso un tradizionale strumentario ma anche attraverso una pratica fono-gestuale individuale e collettiva (dai semplici movimenti ritmici alla danza).

Si darà ampio spazio a libere proposizioni ritmiche attraverso imitazione e improvvisazione, mentre si procederà parallelamente con le relative scritture e letture.

Notazione[modifica]

Comprensione della corrispondenza suono-segno per un primo avvio all'uso consapevole della notazione musicale, sia di tipo intuitivo, sia di tipo tradizionale, con cenni ai sistemi grafici usati nella musica contemporanea.

Lettura dell'opera musicale[modifica]

Intesa come ascolto guidato e ragionato: capacità di prendere coscienza dei più semplici elementi costitutivi (ritmici, melodici, timbrici, ecc.) di ogni brano musicale.

Affinamento del gusto e scoperta sia della personalità dell'autore sia delle testimonianze storico-sociali dei documenti musicali ascoltati.

L'ascolto spazierà nelle varie dimensioni, senza preclusioni di epoca, nazionalità, genere, non trascurando musiche di civiltà extra-europea e il canto popolare religioso.

Attività espressivo creative[modifica]

Capacità di riprodurre modelli musicali dati: con la voce con i mezzi strumentali a disposizione, individualmente, in gruppo.

La prativa corale dovrà farsi, dopo adeguata preparazione, per improvvisazione, imitazione e lettura. Questo momento sarà di grande importanza ai fini della socializzazione.

La pratica strumentale si esplicherà sia con gli strumenti di uso più comune nelle scuole, sia con quelli eventualmente costruiti dagli alunni stessi, sia con l'utilizzazione degli oggetti circostanti o facilmente reperibili.

Capacità di portare un contributo personale alla realizzazione dei modelli musicali proposti, intervenendo negli aspetti dinamico, agogico, timbrico, fino a variarne la struttura ritmica, melodica, modale.

Capacità di ricreare con la voce o con i mezzi a disposizione, da solo o con altri, i più elementari processi formativi del linguaggio musicale. In altri termini, analogamente a quanto avviene per gli altri mezzi espressivi (figurativo, verbale, gestuale, ecc.), capacità di dar forma a semplici idee musicali che abbiano una loro logica (utilizzando elementi ritmici, melodici, timbrici, dinamici, ecc.) singolarmente o in combinazione.