Organizzazione Sindacale

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lezione
Organizzazione Sindacale
Tipo di risorsa Tipo: lezione
Materia di appartenenza Materia: Diritto del lavoro
Avanzamento Avanzamento: lezione completa al 100%.

Iniziamo lo studio dell'Organizzazione Sindacale partendo dal suo scopo che è quello di rappresentare gli interessi collettivi dei lavoratori subordinati.

Storicamente i processi fenomenologici che hanno dato vita ai sindacati si sono sviluppati in due forme di organizzazione sindacale:

  • Sindacati di Mestiere: Il cui centro di organizzazione comune è in relazione alla comune attività professionale. (Esempio: Il Sindacato dei Dirigenti d'Azienda).
  • Sindacati di Categoria: Il cui centro di organizzazione comune è l'appartenenza ad un certo settore di produzione. (Esempio Il Sindacato dei Metalmeccanici).

Se il primo sistema ha riscontrato una fortuna maggiore agli albori della nascita delle organizzazioni sindacali, oggi prevale sicuramente il secondo sistema che ha dato vita a quelle che oggi chiamiamo Federazioni Sindacali (di cui un esempio è la FIOM - Federazione Impiegati Operai Metallurgici). Dell'altra categoria cioè dei Sindacati di Mestiere oggi si ha un esempio soprattutto in settori di professionalità elevata (ad esempio il sindacato dei controllori di volo).

La Federazione costituisce il sistema organizzatorio di tipo verticale cioè unisce i lavoratori di una determinata categoria sotto la rappresentanza di quella Federazione. È chiaro comunque non esiste una sola Federazione in una Categoria. Ci saranno sempre più Federazioni.

Le Federazioni di Categoria spesso però non restano delle monadi isolate ma tendono ad collegarsi, in qualche modo, con le Federazioni delle altre Categorie di Lavoratori e così danno vita a quella organizzazione orizzontale che ha nome Confederazione i cui esempi più importanti solo la CIGL - Confederazione Generale Italiana del Lavoro, CISL - Confederazione Italiana Sindacato Lavoratori e UIL - Unione Italiana del Lavoro. Le Confederazioni operano soprattutto in quei campi dove l'interesse non è delle singole categorie di lavoratori ma dei lavoratori in generale.

Il Fenomeno Sindacale in Italia ha avuto sicuramente il suo sviluppo più importante dopo l'emanazione delle Costituzione. Sotto il Fascismo infatti non vi era libertà sindacale e anzi era riconosciuto un unico sindacato di regime. Nel 1944 i vecchi sindacati decidono di riunirsi per lottare insieme contro la minaccia fascista e si costituisce così il Sindacato Unitario della CIGL che aveva in esso le diverse ideologie.

Il 1 Gennaio 1948, liberata l'Italia e terminati i lavori della Costituente con la pubblicazione, entra in vigore la Costituzione. Il 18 Aprile 1948 ci sono le prime elezioni dove vince la Democrazia Cristiana mentre il Partito Comunista Italiano e il Partito Socialista vanno all'opposizione. Perché precisiamo questi dati storici perché proprio a seguito di questa diciamo spaccatura politica si spacca anche il sindacato. La CGIL era politicamente vicina all'area di sinistra ecco che quindi già nel 1949 la parte più vicina ai Democristiani non sopportando più di restare in un unico sindacato che opponeva le scelte di governo ne fuoriescono e costituiscono la CISL. Da qui inizierà un esodo di componenti la CIGL e che porterà negli anni a seguire la costituzione di altri sindacati come la UIL (Unione Italiana dei Lavoratori), la CISNL vicina all'idee corporativistiche e che si trasformerà poi nella UGL (Unione Generale del Lavoro). Di qui inizierà il pluralismo dei sindacati che non sempre avranno rapporti tra di loro concordi. Tra gli anni 50' e 60' infatti ci saranno profonde divisioni per poi ci sarà un grande riavvicinamento alla fine degli anni 60' e tutto il 70' tanto è vero che nel 1972 si arriva addirittura a creare un Patto di Federazione tra le Confederazioni cosa che resterà però solo sulla carta tanto è vero negli anni 80' ci sarà una nuova spaccatura che sarà rinsaldata negli anni 90'. Dal 2001 possiamo riscontrare una nuova stagione di divisione tanto è vero che la Riforma Biagi concordata solo da CISL e UIL e fortemente osteggiata dalla CIGL. Negli ultimi anni stiamo riassistendo ad un riavvicinamento anche se permangono divisioni su alcuni punti.

Abbiamo detto che ciò che ha dato il via allo sviluppo più importante del fenomeno sindacale è l'emanazione della Costituzione. Questo è dovuto in particolare a tre articoli della stessa Costituzione (articoli 39, 40 e 46 della Costituzione) che hanno aperto al fenomeno sindacale che oggi viviamo.

Parliamo prima dell'articolo 46 che spesso è dimenticato. Esso si spinge un po più in là rispetto a quanto concedano gli altri due articoli prevedendo che i lavoratori possono cogestire le aziende e quindi parteciparne alla gestione. Anche questa è una norma morta senza attuazione nonostante ci fu un progetto di legge (Legge Morandi) che istituiva i consigli di gestione ma sia i datori di lavoro che gli stessi sindacati, che vedono la cogestione come un legargli le mani nelle responsabilità gestionali, fecero accantonare il progetto.

Veniamo poi all'articolo 40 della Costituzione che dispone che lo strumento principale di azione del sindacato, cioè lo sciopero, è anche esso un diritto del lavoratore e pertanto esercitabile liberamente.

Ma l'articolo più importante è sicuramente l'articolo 39 della Costituzione che stabilisce la libertà sindacale. Iniziamo subito con il dire che solo il comma uno è ritenuto direttamente precettivo dall'ordinamento mentre per gli altri tre commi c'è bisogno di una norma legislativa che li attui ma tale operazione non è stata mai eseguita e questo comporterà i problemi sulla contrattazione collettiva che poi vedremo. Ma cosa dicono questi quattro commi ? Il comma 1 afferma che l'organizzazione sindacale è libera. È bene segnalare che il Costituente non parla di una specifica forma di organizzazione, non si parla ad esempio di associazione, ma lascia libera anche la stessa forma organizzativa pertanto saranno organizzazioni sindacali anche i temporanei comitati di lavoratori. Il comma 2 prescrive che ferma restando la libertà di organizzarsi devono registrarsi in un registro presso gli uffici locali o centrali. Inoltre in capo ad essi non ci può essere altro obbligo che la registrazione. Come dicevamo questo articolo non ha trovato un corrispettivo in una legge e pertanto non è stato mai attuato non esistendo attualmente un pubblico registrato dei sindacati. Il comma 3 ci dice che unico requisito per la registrazione è la presenza di uno statuto. Il comma 4 infine ci dice qual è il premio di questa registrazione ed è che i sindacati registrati acquistano personalità giuridica e quindi possono, rappresentati unitariamente (attraverso eventualmente una rappresentanza in proporzione al numero di iscritti), sottoscrivere contratti collettivi in vece dei lavoratori e tali contratti hanno valenza erga omnes. Ma chi ha impedito la attuazione di questi tre commi ? Sono stati gli stessi sindacati che temono che con la registrazione il sindacato finisca sotto il controllo pubblico e poi per il fatto della rappresentanza unitaria che sicuramente danneggia i sindacati più piccoli. La non attuazione ha comportato un problema che è quella della non valenza erga omnes del contratto collettivo che, come un comune contratto tra privati, rientra sotto la giurisdizione del diritto comune e quindi valevolo solo tra le parti rappresentate.

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