Vai al contenuto

Max Weber

Da Wikiversità, l'apprendimento libero.
lezione
lezione
Max Weber
Tipo di risorsa Tipo: lezione
Materia di appartenenza Materia: Storia del pensiero sociologico

Disfunzioni della burocrazia Weberiana

[modifica]

Weber definisce la burocrazia come un sistema di norme e regolamenti impersonali, che governano l'attività; in essa vige la separazione dei membri e delle funzioni svolte. All'interno della burocrazia vi sono relazioni gerarchiche tra le diverse funzioni e i diversi poteri. Il personale viene reclutato sulla base di requisiti impersonali ed infine in essa vi è il predominio della procedura scritta. In questo modo, la burocrazia si costituisce come un sistema impersonale e stabile di norme di condotta, di doveri e di procedure ufficiali che vincolano l'operato degli attori. Secondo Weber, la burocrazia garantisce un massimo di efficienza ed universalità: essa infatti spersonalizza e standardizza, agisce sulla base della divisione scientifica del lavoro. Per questo, la modernità non ne può fare a meno. Per quanto formalizzata, in ogni organizzazione sussiste però anche una struttura informale, che rimanda a tutti gli aspetti che non sono o non possono essere deliberatamente programmati ed evolvono in modo contingente.

Nella critica alla burocrazia sono tre i principali aspetti emersi:

  • Il primo aspetto critico nei confronti della burocrazia weberiana è il rapporto tra struttura formale e struttura informale (rapporto che riguarda ogni organizzazione, pur se in alcune prevale l'una sull'altra) che crea la tensione tra disumanizzazione e umanizzazione, spersonalizzazione e personalizzazione. In altre parole, tra la persona e il ruolo che essa svolge. Questa tensione incide sul rendimento delle organizzazioni. Il punto è che la dimensione formale non è in grado di ottenere una reale partecipazione perché agisce solo sul comportamento visibile.
  • Un secondo aspetto critico è emerso con le disfunzioni della burocrazia. Nata come modello di razionalità, col tempo la burocrazia ha scoperto l'esistenza di disfunzioni, cioè di fallimenti di razionalità. Le principali disfunzioni si possono ricercare nei comportamenti troppo rigidi ed incapaci di adattarsi al nuovo e nello spirito di corpo dei funzionari e nell'incapacità a assistere davvero gli utenti. Si è anche venuto a formare al suo interno una sorta di ritualismo diffuso, che pone al primo posto la fedeltà fine a se stessa alla norma perdendo di vista i fini. A partire da queste considerazioni, il modello di burocrazia ha cominciato a essere criticato, dando vita a modelli organizzativi nuovi.
  • Terzo ed importante contributo critico al modello burocratico è quello risalente all'inizio degli anni '50, quando A. Gouldner introduce il concetto di funzione latente della regola che: permette il controllo a distanza; è uno schermo e una protezione che riduce le relazioni personali; restringe l'arbitrarietà del superiore; rende possibile l'apatia, dato che una volta raggiunto il livello richiesto, non ci si sente in dovere di fare di più; permette una negoziazione informale in cui il superiore cerca di ottenere, in cambio della sospensione della norma, la cooperazione dei subordinati...