La nascita dell'Impressionismo

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A Parigi, tra il 1860 e il 1870, alcuni artisti diversi per formazione e linguaggio espressivo si trovano a condividere la stessa ricerca, proseguendo il cammino anti accademico già intrapreso dai Realisti. Per loro l’immagine non ha più una finalità celebrativa o simbolica, ma deve fissare sulla tela la vita contemporanea e tutti i suoi aspetti, la gente che affolla la città e la campagna nel tempo libero, in una visione che scorre veloce sulle cose, senza soffermarsi sui dettagli, così da rendere l’immediatezza della percezione visiva.


Come sempre accade nella Storia dell’arte, gli innovatori, coloro che in realtà permettono all'arte di evolvere e di trasformarsi in qualcosa di nuovo e di sorprendente, vengono inizialmente respinti e derisi da accademici e critici d’arte, troppo legati alla tradizione e non ancora pronti a comprendere i grandi cambiamenti e le nuove idee di cui l’arte ha bisogno per rimanere viva.

Ma chi sarà secondo voi a fare la Storia dell’arte, i pittori che continuano a replicare un tipo di pittura ormai lontana dal loro tempo oppure i giovani ed incompresi innovatori?