Karl Marx

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Karl Marx
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Karl Marx (1818-1883) è nato a Treviri (1818) da famiglia ebraica della piccola borghesia . Studiò a Bonn, Berlino e poi si laureò a Jena con una tesi sulla filosofia di Democritoed Epicuro 1841. Karl Marx si formò nella temperie della sinistra hegeliana. Seguace del materialismo di Feuerbach criticò i presupposti dell'hegelismo, ma anche quelli materialistici di tipo naturale piuttosto che storico di Feuerbach. Egli fece così con tutti i suoi grandi pensatori di riferimento, fossero filosofi, come Hegel e Feuerbach, o economisti, come David Ricardo, o teorici “sociali” e “politici” tendenti “socialismo”, da come Saint‐Simon (1760‐1825), a Fourier (1772‐1837), a Owen (1771‐1858) a Proudhon (1809‐1865).

Materialismo storico[modifica]

L'unico modo per creare una società solidale, è l'eliminazione delle disuguaglianze tra gli uomini in particolare la proprietà privata dei mezzi di produzione. Per arrivare a questo serve la rivoluzione, Marx spiga questo con il "Materialismo storico": le forze produttive e i rapporti di produzione costituiscono la BASE della società, definita dal modo di produzione e di distribuzione della ricchezza.

L'economia quindi è la base della società, che influenza le leggi. Sottomesse all'economia vi sono gli "elementi sovrastrutturali" vale a dire la politica, la filosofia, l'arte, la religione ecc.

  • Ciclo del capitalismo

Le economie precedenti si basavano sulla relazione Merce - Denaro - Merce (MDM), mentre il capitalismo si basa sulla relazione Denaro - Merce - Denaro (DMD). Nelle prime il denaro era un regolatore dello scambio. La proprietà era più immobile che mobile e tendeva a riprodursi senza grandi variazioni. Ma ad un certo punto, con l'internazionalizzarsi del traffico dopo la scoperta delle Americhe, con l'afflusso d'oro e argento, con l'esproprio dei beni latifondistici della chiesa dalla Riforma in poi, il soggetto della ricchezza diventa il denaro, che può comperare forza lavorativa e amplia la produzione in modo esponenziale. Si investe sempre più denaro per fare più denaro (DMD). In tal caso l'economia diventa espansiva all'infinito.

  • Composizione organica del capitale

La composizione organica del capitale è data dalla formula: C = c + v + s (Capitale = capitale costante + capitale variabile + plusvalore)

Il capitale costante è rappresentato dalle materie prime lavorate e dalle macchine, il capitale variabile è il capitale investito nei salari, e il plusvalore è il guadagno d'impresa, che andrà in parte al reinvestimento ed in parte nelle tasche dei capitalisti. Il capitale costante è lavoro morto.

  • Merce

Ogni merce viene venduta al suo valore reale ossia al costo di produzione. Il valore di scambio di una merce è uguale al lavoro impiegato per la sua produzione + la quantità di lavoro incorporato nella materia prima + lavoro morto, vale a dire macchinari.

Vale a dire lavoro vivo + lavoro morto. Tutto può essere espresso in termini di LAVORO.

Allora se il lavoro è la sola sostanza che crea valore ed è allo stesso tempo una merce essa stessa, è chiaro che il plusvalore delle merci che vengono vendute producendo un profitto per il capitalista va cercata nel lavoro da questi non pagato: si tratta di un esproprio necessario ed ineliminabile del sistema capitalistico.

"Espropriare gli espropriatori", diventerà lo slogan di Marx.

  • Il plusvalore.

Marx parte dal presupposto che il valore di un bene sia dato dalla quantità di lavoro necessaria a produrlo (come già dicevano gli economisti classici Smith e Ricardo).

Ora, il capitalista compra la forza-lavoro dell'operaio dandogli un salario. Se infatti il capitalista desse al salariato l'intero prodotto del suo lavoro, non ne avrebbe per sé alcun profitto. Egli invece paga solo in base a quanto occorre per il sostentamento dell'operaio.

Da ciò si origina il plusvalore, che è quella parte del valore prodotto dal lavoro salariato (pluslavoro) di cui il capitalista si appropria. Ed è proprio il plusvalore che rende possibile l'accumulazione capitalistica, cioè la produzione del denaro col denaro.

  • Plusvalore relativo o assoluto

•Distinzione tra plusvalore assoluto(prolungamento giornata lavorativa) e plusvalore relativo (ritmo di lavoro)

• Il plusvalore relativo si basa sull'intensificazione del ritmo di lavoro, reso possibile dall'evoluzione tecnologica. Più l'economia capitalistica è arretrata, povera di macchine, più lo sfruttamento si basa sul prolungamento della giornata lavorativa (plusvalore assoluto); più è avanzata, più si basa sull'intensità del ritmo di lavoro (plusvalore relativo).

Problemi della teoria marxista[modifica]

Marx aveva escluso la concorrenza e il mercato nel primo volume del Capitale salvo poi doverci fare i conti nel terzo. Qui, infatti, egli aveva dovuto affrontare il problema, a lungo posposto, di come mai il capitale fornisse un saggio di plusvalore tendenzialmente analogo indipendentemente dal lavoro impiegato. In altri termini, se l'unica “sostanza valorificante” è il lavoro, perché il plusvalore non varia solamente al variare del lavoro impiegato per produrre le merci?

Marx riconosce che i prezzi divergono dai valori proprio perché i capitali si spostano verso le attività più remunerative. Ma se i beni economici non si scambiano in base al lavoro in esso contenuto che cosa rimane della legge del valore? La teoria marxiana del valore lavoro dovrebbe spiegare sia l'arcano dello sfruttamento capitalistico, sia il modo attraverso il quale si formano i prezzi. La legge del valore non riesce a spiegare tutte e due le cose.

  • Valori e prezzi

Si tratta del ben noto “problema della trasformazione dei valori in prezzi”: siccome alla fine ogni capitale di uguale grandezza dovrà necessariamente procurarsi un uguale saggio di profitto, ecco che il capitale si sposterà da una sfera produttiva all'altra alla ricerca del massimo profitto.

La migrazione del capitale da una sfera all'altra a sua volta trasforma il valore in prezzo di produzione. È insomma la concorrenza stessa a trasformare il valore-lavoro nei prezzi di produzione. Ma se i prezzi risultano irrelati rispetto ai valori delle merci che senso ha la teoria del valore lavoro?

Opere[modifica]

Insieme ad Friedrich Engels, scrisse La sacra Famiglia (1845), che segna il distacco dalla Sinistra hegeliana; L'ideologia tedesca e le 11 Tesi su Feuerbach (pubblicate solo nel 1888).

Nel 1847 scrisse la Miseria della filosofia contro il socialismo utopistico. Nel 1847 la Lega dei Comunisti chiese a Marx di scrivere un manifesto del loro movimento ed egli accettò pubblicando nel 1848 il famoso Manifesto del partito comunista.

Marx ritornò quindi per un po' a Colonia, passò poi a Parigi e infine si stabilì definitivamente a Londra.

Qui scrisse i Lineamenti fondamentali della critica dell'economia politica nel 1857-59; Per la critica dell'economia politica (1859). Nel 1864 fondò l'associazione internazionale dei lavoratori, conosciuta come la Prima Internazionale.

Nel 1867 pubblicò il primo libro de Il Capitale. Gli altri due appariranno postumi a cura di Engels nel 1885 e nel 1894.

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