Inserimento scolastico degli stranieri

Da Wikiversità, l'apprendimento libero.
Jump to navigation Jump to search


Una circolare ministeriale del 2006 disciplinò, per la prima volta in modo organico l' inserimento scolastico degli stranieri [1], definendo le linee guida dell'integrazione alunni stranieri. In epoca precedente la situazione era profondamente diversa: l'Europa era interessata ad un gran numero di migranti, soprattutto per ragioni di lavoro, ma gli spostamenti erano all'interno del continente ed in genere la scelta dei vari paesi era basata sul rispetto della cultura di origine, in vista di un possibile ritorno ai luoghi di partenza.

In epoca successiva le migrazioni hanno riguardato persone di origine africana o medio-orientale e l'attenzione delle autorità pubbliche si è spostata nel favorire percorsi di integrazione, in genere tagliando i ponti con le culture di origine.

Il Ministero dell'Istruzione nel febbraio 2014 ha fatto pubblicare le nuovee “Linee guida per l’accoglienza e l’integrazione degli alunni stranieri”, che fin dall'esordio affermano che i minori stranieri sono innanzitutto persone e, in quanto tali, hanno diritti e doveri che prescindono dalla loro origine nazionale. In accordo con questo principio non sono previsti requisiti di legge per i rifugiati né per i minori neo arrivati nel nostro paese per accedere al sistema di istruzione. Le finalità sono quelle di favorire l'integrazione. [2]